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Un senso alle cose

Di ,

Editore: Boopen.it

4.0
(56)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 203 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8862231024 | Isbn-13: 9788862231022 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Lettere. Scritte a mano. Alle soglie del 2000. Anche se esistono telefoni, fax, sms e posta elettronica. Invece: carta e penna. Perché l’amicizia di una vita, che rischia di rompersi, vuole parole ferme, definitive. Marcello e Luca non possono vedersi, per parlare. Hanno fatto scelte diverse; vivono lontani, e hanno litigato. Ma la loro amicizia è valore, riferimento; cardine. E rischia di schiantarsi proprio quando, alle soglie dei quaranta anni, entrambi fanno i conti con l’esistenza. Storie; crescita; sentimenti; sconfitte; illusioni; prospettive: tutto passa al setaccio dell’anima prima o poi. Luca: “Col senno di poi non guarisci le ferite, Marcello…” Marcello: “La formazione, Luca; la nostra crescita; il nostro essere diventati adulti; perché siamo fottutamente adulti, in una vita più dura di quanto immaginassimo…”
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  • 5

    “Forse c’è un’altra vita già oltre il muro di cinta del giardinetto”

    Un romanzo epistolare è specie letteraria che credo possa soffrire facilmente di artificiosità. Qui no. E’ materia vivida quella incarnata da Luca e Marcello, i due dialoganti per lettera. ...continua

    Un romanzo epistolare è specie letteraria che credo possa soffrire facilmente di artificiosità. Qui no. E’ materia vivida quella incarnata da Luca e Marcello, i due dialoganti per lettera. Lettere di carta e penna e non e-mail. E alle soglie del 2000, quando è ambientato il libro, non è cosa da poco, ci restituisce subito un, insolito oramai, gusto del ritmo più accondiscendente alla riflessione, alla attesa della risposta, che dà meno possibilità di correzione “pulita” dei sentimenti, ed è quindi più letterariamente vera. Come sono loro. Veri. Come lo è la storia. Storia di amicizia, anzi Amicizia, come avrebbe scritto Luca, solida e insieme a volte disperatamente struggente, come nessuno degli amori riesce forse mai a essere. Fatta di pieni e di immensi vuoti. Ponte sul dolore e scialuppa di vitalità (“Le mollichelle salate di Fiore Sardo e l’Amarone. Il nostro Amarone”). Vera come potrebbe esserlo la storia narrata, che si snoda e si rivela lettera su lettera, intessuta sapientemente con il flusso di riflessioni individuali che diventano collettive, con le descrizioni ambientali sobrie, ma assai evocative (le case di Luca e Marcello, si sta lì, tra suoni e luci e aromi). E poi la narrazione del dolore dell’assenza, del “senso di reale isolamento. Inquietante. Incontrovertibile.” che emana dalle Cose impregnate della fisicità di chi è andato via.

    Ma sotto tutto, come un basso continuo, tra i vari piani di lettura mi si è rivelata una chiave profonda, catartica. Le voci di Luca e Marcello danno voce alle sfumature delle contrastanti inclinazioni esistenziali che ciascuno ospita in sé, origine di contrappunti e spesso di “allegre” o dilanianti battaglie interiori. E’ il gioco dei contrasti forti che entra in risonanza: “Io guerra e tu pace, io ansia e tu calma, io metropoli e tu montagna. Prima o poi uno dei due stanerà l’altro.” Prima o poi. Ma l’alchimia sempre cercata è invece l’equilibrio, la conciliazione, il trasformare la fuga in “un percorso, una meta.”, il poter parlare “con la serenità di chi ha capito il senso da dare alle cose, la posatezza di accettare il destino per il meglio che dà, senza tormentarsi di angosce passive”.

    Ultima nota. E’ un romanzo a quattro mani, e si avverte, ed è un piacere insolito. Sono quattro mani che operano sulla stessa materia, quattro mani sulla creta della Vita che gira su un tornio comune.

    ha scritto il 

  • 3

    Si tratta di uno scambio epistolare tra Luca e Marcello, uno “misura e ragione, pace, calma, montagna”, l'altro “tumulto e mal di cuore, guerra, ansia e metropoli”. Le lettere sono ora tra ...continua

    Si tratta di uno scambio epistolare tra Luca e Marcello, uno “misura e ragione, pace, calma, montagna”, l'altro “tumulto e mal di cuore, guerra, ansia e metropoli”. Le lettere sono ora tra loro l'unico canale di comunciazione, dopo che Marcello si è allontanato dall'amico senza spiegazione, senza più permettere un incontro, senza che Luca capisca, né se ne faccia una ragione. I due quarantenni si raccontano, si analizzano, il motivo di chiusura da parte di Marcello viene svelato, riflettono approfondendo temi come la nostalgia, il vuoto dopo l'abbandono di una donna, il tempo che passa, il tempo come cura al dolore. Il libro è ricco di frasi che colpiscono, ne copio due tra quelle che sono piaciute a me: “Un vecchio proverbio napoletano dice che il dolore è come un calabrone. Prima o poi va ucciso, sennò si mangia tutto il miele” (p.30) “Vorrei girare per il traffico della vita con la stessa indifferenza dei conducenti di autobus” (p. 32)

    ha scritto il 

  • 5

    Un senso alla vita

    E' un libro che ho iniziato già a maggio. Leggendo le prime pagine ho capito che era un libro di un certo 'spessore', un libro profondo. Ho quindi aspettato che io maturassi aspettando il periodo ...continua

    E' un libro che ho iniziato già a maggio. Leggendo le prime pagine ho capito che era un libro di un certo 'spessore', un libro profondo. Ho quindi aspettato che io maturassi aspettando il periodo migliore per leggerlo. Il periodo è quindi venuto, adesso, dopo tanti libri leggeri. E' un libro scritto davvero benissimo (anche se Erika boccerebbe l'uso di 'NITORE' per ben due volte), con un ricercatezza particolare, direi pensato parola per parola. C'è, infatti, uno stuolo di spunti sulla vita, sui temi importanti della vita, affrontati da due punti di vista che sono quelli dei due protagonisti di questo romanzo epistolare. Non c'è la pretesa di dare delle risposte ma c'è lo stimolo per il lettore a pensarci, a fare le sue valutazioni, a smuoversi in qualche modo da quello che per molti può essere torpore di fronte al passare del tempo, al non godere appieno del tempo che ci è concesso.

    Ultima cosa, ma assolutamente importante, il ringraziamento sentito a chi mi ha regalato questo libro e che evidentemente mi conosce bene. Grazie davvero !

    ha scritto il 

  • 3

    Una piacevole sorpresa

    Vabbè, lo ammetto: non ero molto attratta da questo libro. Un titolo del genere, per un romanzo epistolare... difficile non aspettarsi un libro riflessivo, lento, pesante. Rimasta nella casa ...continua

    Vabbè, lo ammetto: non ero molto attratta da questo libro. Un titolo del genere, per un romanzo epistolare... difficile non aspettarsi un libro riflessivo, lento, pesante. Rimasta nella casa "sbagliata" con solo questo libro, non mi è rimasto che aprirlo e iniziare a leggerlo... e colpo di scena: un mistero da svelare! E poi, una volta svelato quel mistero, delle vicende complicate da risolvere. E poi un altro mistero! Insomma... ci sono sì le riflessioni sulla vita e sulla morte, sui rapporti umani e sul senso delle cose, ma ci sono anche delle vicende che coinvolgono, e che in parte si riconoscono. Ci sono le domande che tutti prima o poi ci facciamo, e in qualche modo ci sono delle risposte. Qualche lettera eccede di lirismo... Ma alla fine del libro rimane davvero una piacevole sensazione. Grazie!!

    ha scritto il 

  • 4

    Diciamo prima di tutto che è un libro scritto in italiano. Corretto, lessicalmente ricco, senza preziosismi, efficace e nello stesso tempo godibile, in un orizzonte che vede un proliferare di ...continua

    Diciamo prima di tutto che è un libro scritto in italiano. Corretto, lessicalmente ricco, senza preziosismi, efficace e nello stesso tempo godibile, in un orizzonte che vede un proliferare di sedicenti scrittori poveri di spirito e di cultura. Originale la decisione di scrivere in coppia. Questo dà maggiore credibilità alla scelta della forma epistolare in quanto i due protagonisti risultano caratterizzati non solo nei concetti, nelle reazioni agli accadimenti giornalieri(che, stringi stringi, sono simili per ognuno di noi) e nelle conquiste esistenziali ma anche nella forma e nello stile evidenziati dalla produzione linguistica. Più che una narrazione di avvenimenti, si parla dei cambiamenti a cui i due protagonisti, amici fin dall'infanzia e quindi formatisi nello stesso orizzonte morale e culturale pur con tutte le differenze dovute a due temperamenti diversi, vanno incontro dopo un evento che metterà in pericolo il loro rapporto e muterà in parte la loro ottica di vita. Belle le considerazioni che Luca e Marcello affidano alla penna cercando di comprendere il proprio mondo interiore senza prescindere dal mondo esterno, non sempre amico e comprensibile. Da leggere , soprattutto se non si è giovanissimi.

    ha scritto il 

  • 4

    “La fine dà senso alle cose.”

    Molto bello questo romanzo epistolare (genere che prediligo) e molto esplicativo il saggio di Carmen Orlandi in appendice al libro, che dà un più chiaro senso alle cose raccontate dagli autori. La ...continua

    Molto bello questo romanzo epistolare (genere che prediligo) e molto esplicativo il saggio di Carmen Orlandi in appendice al libro, che dà un più chiaro senso alle cose raccontate dagli autori. La storia si sviluppa attraverso una breve corrispondenza, che spinge due amici ad interrogarsi e a dare risposte a domande (esistenziali) fondamentali, perché “scrivere è anche un modo per ragionare” e perché “parlare, scrivere, libera l’anima e alleggerisce il cuore”. E’ la storia di un’amicizia che sopravvive alla Passione, perché la passione, per quanto sconvolga la nostra esistenza, turbi il nostro equilibrio perché “così bruciante e intensa da disorientarci”, per sua natura è destinata ad esaurirsi. Fermo restando che, quando la Passione si affaccia nella nostra vita, bisogna avere il coraggio di viverla fino in fondo, perché “… le scelte fatte pagano. Perché in fondo scegliere è la scelta migliore, anziché rimanere fermi al bivio per paura di scegliere male.”

    ha scritto il 

  • 4

    Quando un regalo diventa un dono

    Comincio dalla fine, dal bel saggio in coda al libro che, oltre a richiamare concetti appresi durante un piccolo, ma interessante, laboratorio di scrittura creativa seguito anni (luce) fa, ha ...continua

    Comincio dalla fine, dal bel saggio in coda al libro che, oltre a richiamare concetti appresi durante un piccolo, ma interessante, laboratorio di scrittura creativa seguito anni (luce) fa, ha spiegato e dispiegato (come una tovaglia su un tavolo) i tanti temi del libro e la sua struttura. Davvero molto utile e mi ha consentito di apprezzare ancora di più la storia. Confesso che all'inizio, quando mi hanno regalato il libro, avevo qualche perplessità. Sono un po' diffidente, per pregiudizio lo ammetto, verso i "nuovi" autori. Mi pare che oggi scrivano un po' tutti, dai personaggi televisivi ai protagonisti di qualche evento drammatico. Non sempre è necessario, non sempre si dice davvero qualcosa, quasi mai i risultati sono stilisticamente apprezzabili. E poi, si tratta di un romanzo epistolare, una forma che mi sembrava decisamente antiquata, ottocentesca, insomma superata. Ma la grande bellezza dei libri (dell'arte in genere) è che se ti parla, ti parla forte e non puoi non ascoltare. Se un libro ci parla è perchè in esso ci ritroviamo, ci aggancia nel profondo e non ci lascia andare. E' un semplice e meraviglioso meccanismo di identificazione. E io mi sento Luca e Marcello. La loro complementarità, la natura circolare delle loro vite e del loro modo di essere (come del libro) è quella di tutti. I dubbi, le speranze, il dolore, la ricerca del senso e il desiderio di fuga, sono temi che appartengono a tutti. Ma sicuramente quello che più mi ha parlato, che più ha parlato al mio cuore, anche in questo momento particolare della mia vita, è il rapporto di amicizia tra i due. Attribuisco all'amicizia un valore inestimabile e spero di trovare, un giorno, un'amicizia così. Anche difficile, non priva di incomprensioni ma autentica e, soprattutto, che contribuisce al percorso di crescita personale. L'amico non sta solo lì ad ascoltarci, non è solo un contenitore o una stampella. L'amico ci fa vedere più chiaramente. Quindi, abbiamo le eterne domande della vita, condite da un gustoso mix di vini, dischi, cibo e libri e abbiamo, scusate se è poco, una bella scrittura, divesificata negli stili ma sempre armoniosa, anche con il gusto di qualche piccolo gioco come gli acrostici. Insomma, un libro che correva il grossissimo rischio di cadere nella banalità delle solite storie sui tormenti che ci attraversano tutti e che, invece, ha superato brillantemente la prova. Devo per forza dire una frase ormai abusata e, perciò, un po' svilita, ma la dico con sincerità: mi sono emozionata. Un regalo che è diventato un dono.

    ha scritto il 

  • 0

    "Un senso alle cose" e' un libro che ha piu' di una chiave di lettura. Infatti, oltre al piacevole ed intelligente scambio di lettere tra Luca e Marcello, la forza della storia sta nel trasportare il ...continua

    "Un senso alle cose" e' un libro che ha piu' di una chiave di lettura. Infatti, oltre al piacevole ed intelligente scambio di lettere tra Luca e Marcello, la forza della storia sta nel trasportare il lettore anche all'interno della propria sfera emotiva. L'amicizia storica che lega i due protagonisti riflette aspetti della vita di tutti: dubbi, desideri, innamoramenti, amore, affetti, dolori, rabbia, paure, rimorsi...

    http://ghettodeilettori.blogspot.com/2009/10/un-senso-all-e-cose-paolo-scatarzi.html

    ha scritto il 

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