Un tenebroso affare

Di

Editore: Newton Compton (Classici BEN, 93)

3.6
(153)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 187 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8881834715 | Isbn-13: 9788881834716 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Paolo Guzzi ; Illustrazione di copertina: Alessandro Conti

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

Ti piace Un tenebroso affare?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    Non ha raccolto il mio entusiasmo questo romanzo che rispetto ad altri capolavori di Balzac presenta, secondo me, contenuti troppo confusi, vicende intricate ed oscure e tanti personaggi, che rendono ...continua

    Non ha raccolto il mio entusiasmo questo romanzo che rispetto ad altri capolavori di Balzac presenta, secondo me, contenuti troppo confusi, vicende intricate ed oscure e tanti personaggi, che rendono difficoltosa la lettura. Per il resto Balzac è insuperabile nel dare con poche incisive pennellate l'affresco di una società e del suo marcio. Si tratta di un episodio secondario della Comédie humaine, significativo non solo per illuminare affari oscuri della società dell’ottocento, ma anche per trarne riflessioni universali, valide per ogni tempo, soprattutto il nostro.
    Il punto di partenza del romanzo è un episodio reale accaduto nel 1800, quando un avvocato assurto alla nobiltà grazie a Napoleone Bonaparte dopo i successi raccolti durante la Rivoluzione francese fu rapito in pieno giorno da agenti del ministro della polizia Fouché, tenuto prigioniero in un sotterraneo per una ventina di giorni e poi liberato per ordine dello stesso ministro. Il rapimento fu in realtà un eccesso di “zelo” dei poliziotti che avevano ricevuto soltanto l’ordine di trovare e distruggere delle carte che il conte rapito teneva nascoste da tanti anni nella sua proprietà –ex proprietà pubblica, che la rivoluzione tolse ai nobili del luogo e che Napoleone poi assegnò ai nuovi nobili da lui voluti-.
    Da qui prende le mosse la storia raccontata da Balzac, che formalmente può ritenersi divisa in due parti: nella prima parte si raccontano le indagini della onnipotente polizia napoleonica nei confronti di quattro giovani nobili, i signori di Simeuse e d’Hauteserre, rovinati dalla Rivoluzione Francese che tolse loro ogni proprietà senza toccare la dignità e l’onore, coinvolti in intrighi internazionali capitanati dall’Inghilterra rivolti a eliminare Napoleone Bonaparte. Senza scendere nei particolari, a dire il vero parecchio ingarbugliati, con tanti personaggi, intrecci e colpi di scena, Balzac descrive poi, con una dovizia di particolari mai pesante ma che richiede una particolare attenzione nella lettura, il successivo episodio in cui i quattro giovani si trovano coinvolti, loro malgrado, e cioè il rapimento del pari di Francia, il conte di Gondreville, ed il lungo processo che seguì al loro arresto, concluso con un esito scontato, la condanna. Nella parte finale un personaggio secondario svela come sono andate veramente le cose, cosicchè finalmente il tenebroso affare si chiarisce.
    Su tutta la storia spicca un personaggio femminile, la contessa Laurence di Cinq-Cygne, il vero deus ex machina della narrazione, una donna di carattere, orgogliosa, coraggiosa, indomabile, che arriva fino a Bonaparte per salvare gli amatissimi cugini di Simeuse e il fedele fattore Michu, unico personaggio positivo in una trama di intrighi, giudici corrotti, omicidi, poliziotti cinici e violenti, spie che fanno il doppio gioco; insomma, inutile dire come la storia si ripeta sempre, e la storia è fatta di questi uomini.

    ha scritto il 

  • 5

    In pieno periodo in cui i romanzi di Eugene Sue riscuotevano grande gradimento popolare lo “sfortunato” de Balzac si cimentava in un romanzo dall’intreccio avventuroso, ricco di intrighi e colpi di sc ...continua

    In pieno periodo in cui i romanzi di Eugene Sue riscuotevano grande gradimento popolare lo “sfortunato” de Balzac si cimentava in un romanzo dall’intreccio avventuroso, ricco di intrighi e colpi di scena, a mio avviso ben superiore a Sue, ma non ebbe alcun successo.
    Romanzo poco noto di de Balzac e purtroppo attualmente anche fuori catalogo, è un romanzo modernissimo e notevole, tra il giallo e il noir e pure poliziesco, ma in realtà è un vero e proprio romanzo giudiziario che trae spunto da un fatto vero in un contesto storico interessantissimo, ed è un romanzo sulla polizia (che risulta quanto mai attuale!)
    Le prime pagine sono un po’ impegnative in quanto fitte di nomi e di circostanze preliminari, ma poi scorre via con un ritmo incalzante, inchioda il lettore alle pagine in trepidante ansia per gli avvenimenti che alternano successi a rovesci di fortuna dei protagonisti. La terza parte si svolge nell’aula di tribunale, dove si contrappongono versioni diverse, tradimenti e trappole, furor popolare e opportunità politica.
    Una congiura contro Napoleone Bonaparte ordita dalla giovane e bellissima contessa Laurence de Cinq-Cygne e alcuni suoi parenti e amici, viene sventata. I cugini della contessa, perdonati da Napoleone sembrano riprendere tranquillamente la loro vita serena ed entrambi corteggiano la bella Laurence, oltre ad Adrien uno dei due fratelli d’Hauteserre, anche questi implicati nella congiura. Quando tutto sembra procedere per il meglio ecco che un gruppo di uomini misteriosi rapiscono Malin un importante funzionario dell’Impero, e di questo misfatto vengono accusati la contessa e il suo entourage, assolutamente tutti innocenti finiranno in un drammatico processo che avrà diversi colpi di scena oltre ad una bellissima scena di Laurence che va sul campo di battaglia nel quale è impegnato Napoleone a chiedere la grazia per tutti loro. Lei sarà prosciolta, uno di loro verrà “sacrificato” alla pena di morte per soddisfare la sete popolare, gli altri andranno ai lavori forzati.
    Ma la verità non sarà acclarata nonostante il funzionario viene rilasciato tranquillamente dai suoi rapitori. Solo 20 anni dopo, unica sopravvissuta Laurence, le verrà raccontata la “verità” su quel misfatto.
    Personalmente mi sono appassionata come da tempo non mi succedeva, senza riuscire ad anticipare nessuno dei colpi di scena, incollata alle pagine ho letto il romanzo in pochi giorni, e poi che dire della bellissima scrittura di de Balzac, della sua ironia e sarcasmo, oltre a considerazioni politiche che sono purtroppo ancora ben attuali.

    ha scritto il 

  • 4

    La generazione del 1830: scrittori in rivolta per un realismo totale.

    Da prima pubblicato come "feuilleton", come romanzo d'appendice o meglio come le pubblicazioni destinate ad un pubblico promiscuo, aventi gli stessi crismi, gli stessi temi e lo stesso stile del teatr ...continua

    Da prima pubblicato come "feuilleton", come romanzo d'appendice o meglio come le pubblicazioni destinate ad un pubblico promiscuo, aventi gli stessi crismi, gli stessi temi e lo stesso stile del teatro popolare, in cui è l'eccentrico e l'esagerazione tra piccante ed eccessivo a formare un nuovo mercato non poco florido e una democratizzazione della letteratura senza precedenti e un livellamento quasi totale del pubblico. "Un tenebroso affare" esce per intero nel 1843: le sue caratteristiche sono decisamente d'avanguardia: un noir, un poliziesco cupo e lunare, dalle atmosfere alla Poe con qualche scampata verso i visionari come Baudelaire o Gerard de Narval. Una trama in fine deludente se non fosse per i punti di forza del suo stile: appaiono spesso le sequenze più piacevoli la peculiare descrizione paesaggistica, degli interni come della città tra scale marciapiedi, stanzoni e giardini, per poi annunciare la situazione politico-sociale ed inserire infine i suoi personaggi con i loro caratteri e i loro rapporti che spesso li fanno arrivare fino a "La comedie Humane" poiché la concezione del narrare balzachiano non esentava alcuno da far parte di questo romanzo-antropologico-sociale.
    Qui, nonostante il timbro oscuro, si ispira ad una vicenda davvero accaduta, sullo sfondo della Francia del consolato, il rapimento di un uomo politico di Napoleone. Da qui parte il meglio dell'esperienza tra fabula ed intreccio a raccontare di bassifondi, persone violente o in balia di esse nell'ambiguo periodo del carnevale, è qui difatti che sparisce Malin, senatore del condottiero. Ma la protagonista principale è Laurence de-cinq Cygne ennesima creazione femminile dello scrittore: fiera e orgogliosa saranno proprio il carattere indomito e l'ambizione a colpirla senza mediazione. Un romanzo che si fa apprezzare non tanto per la trama ma per le innovazioni di un periodo storico che vede vincitrice assoluta la nuova borghesia mentre l'aristocrazia per la prima volta perde una grandissima parte di quella influenza che la volle protagonista per secoli. Balzac dunque è tra i primi a parlare dei ceti medi o bassi o totalmente poveri. Fu quindi la generazione del 1830 a sradicare la porta della nuova narrazione, vento che una volta uscito soffiò con un filo logico e ideologico fino al 1910, preludio delle avanguardie del XX° secolo. Balzac che raccontava soprattutto dell'amata ma anche profondamente odiata borghesia vede cambiare i fattori e in un mentre c'è già la classe operaia come realtà della industrializzata Parigi e di conseguenze l'arte diventa sociale o addirittura militante. In questo romanzo breve Balzac affila i temi e le idee per il romanzo realista...nonostante ancora l'aria è quella romantica del melodramma già alcune parti preannunciano un razionalismo legato a economia e lotta di classe, uno studio accuratissimo sociale, politico, antropologico quanto psicologico e storico...da qui lo stile narrativo, quello realista, che sembra rispecchiare il manuale dei giovani arricchiti, classe in ascesa senza scrupoli né umanità...e così li descriverà Balzac e molti altri in uno scrivere realistico che per tanti, anche inconsapevolmente, diventerà anche ideologico. E così la generazione francese del'30 permise un salto temporale almeno per certe dinamiche fossilizzate; quattro saranno le correnti del realismo ma esso al di là del successo e della diffusione , rappresenta la continuazione e la dissoluzione del romanticismo. Balzac assieme a Stendhal saranno i più legittimi eredi ma soprattutto i più infuocati avversari.

    ha scritto il 

  • 4

    "Se mi accusassero di aver rubato i campanili di Notre-Dame, comincerei con lo scappare" (Achille de Harlay)

    Dopo un avvio lento, denso di descrizioni che al lettore moderno possono risultare un po' pesanti e di riferimenti precisi ai fatti storici dell'epoca rappresentata, il romanzo di concentra finalmente ...continua

    Dopo un avvio lento, denso di descrizioni che al lettore moderno possono risultare un po' pesanti e di riferimenti precisi ai fatti storici dell'epoca rappresentata, il romanzo di concentra finalmente sui protagonisti, sulle loro vicende e sulle loro psicologie, e sulla loro strumentalità alla Storia. Nella Francia napoleonica di inizio Ottocento le vite di un fattore e di una famiglia di nobili vengono strumentalizzata per fini politici tramite accuse infondate, basate su falsi indizi costruiti a bella posta, sfociando in un processo-farsa che denuda i complotti del potere, l'influenza di un'opinione pubblica abilmente manipolata e le soverchierie delle misure giudiziarie preventive. Storia e politica si intrecciano in un romanzo che anticipa i generi: dal giallo alla spy-story, dal noir al legal-thriller. Componendo un ritratto d'epoca che ha più di un'inquietante attinenza con il nostro presente e che ci fa comprendere quanto i nostri destini non possano essere esenti dalla politica e dalle sue strumentalizzazioni, per la quale noi siamo solo marionette di cui tirare i fili. Ideali compresi.
    Memorabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Mathiez Lefebvre - la rivoluzione francese : letto a 18 anni

    Ho impiegato un po' a "sistemare" i tanti personaggi, provando un certo fastidio verso gli aristocratici, che si sono sentiti defraudati dei loro beni e della posizione sociale dalla rivoluzione e anc ...continua

    Ho impiegato un po' a "sistemare" i tanti personaggi, provando un certo fastidio verso gli aristocratici, che si sono sentiti defraudati dei loro beni e della posizione sociale dalla rivoluzione e anche verso i servi fedeli che non riescono a vedersi altro che come strumenti dei padroni. Ma la Laurence di Balzac è una bella figura di donna tenace, energica, intelligente e coraggiosa, ammirevole. I borghesi avidi e trasformisti,che appoggiano Napoleone e sono pronti a tradirlo non fanno una bella figura. La Francia ha davvero avuto un succedersi di repubbliche e monarchie, e di potenti eminenze grigie come i ministri di polizia. L'autore presenta un quadro feroce della società dell'epoca.
    Curiosità : - impronte equine come indizio.
    - Un nobile descritto come "un bel vecchio di 67 anni": nell'800 a 67 anni si veniva chiamati vecchi (non mi piace essere "anziana")
    -"perfino in magistratura esiste cio' che dobbiamo definire una coscienza professionale"

    ha scritto il 

  • 3

    Balzac non delude mai.
    Si fatica nelle prime 50 pagine, non si capisce dove l'autore voglia andare a parare. Superato questo scoglio si entra nel vivo della storia (e della Storia) fino ad arrivare ad ...continua

    Balzac non delude mai.
    Si fatica nelle prime 50 pagine, non si capisce dove l'autore voglia andare a parare. Superato questo scoglio si entra nel vivo della storia (e della Storia) fino ad arrivare ad un epilogo che lascia tanta tristezza nel cuore.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo imbevuto di storia e personaggi dell'epoca di Napoleone. Accurato, quasi pedante, nelle descrizioni racconta questi suoi personaggi alle prese con un intrigo tra monarchici, repubblicani e ...continua

    Un romanzo imbevuto di storia e personaggi dell'epoca di Napoleone. Accurato, quasi pedante, nelle descrizioni racconta questi suoi personaggi alle prese con un intrigo tra monarchici, repubblicani e rivoluzionari. Balzac ha voluto nelle sue opere raccontarci tutti gli aspetti della vita dell'epoca nella sua Commedia Umana che vuole essere un contrapposto alla Commedia di Dante.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo particolare nella vasta produzione del grande autore francese. Pare molto una ricerca di uno stile particolare e nuovo. A parte la descrizione dei personaggi, tipica del realismo balzachiano, ...continua

    Romanzo particolare nella vasta produzione del grande autore francese. Pare molto una ricerca di uno stile particolare e nuovo. A parte la descrizione dei personaggi, tipica del realismo balzachiano, emerge nel primo capitolo l’embrione del romanzo di spionaggio; l’intrigo e profondo, ricco di personaggi e colpi di scena, si sviluppa su piani politici, economici, interni ed internazionali. Nel secondo capitolo, invece, troviamo l’impianto del tipico romanzo poliziesco, processo incluso. A questo si unisce sia l’ambientazione storica in una Francia nel suo periodo di maggiore turbolenza, dove gli ideali si mescolano con forza agli interessi e si intendono le nette preferenze dell’autore a favore di un tempo che fu, ma consapevole che non tornerà, ma anche del disprezzo per una nuova classe, una ricca borghesia, tale grazie ad intrighi e maneggi e vogliosa di sostituirsi ad una nobiltà orami sconfitta dalla storia. Il libro non si trova più in commercio e dunque va ricercato tra quelli usati.

    ha scritto il 

  • 3

    Feia temps que el tenia pendent. Més que res perquè està considerat com la primera novela policiaca. El fet de llegir-la ara té a veure amb el títol del primer capítol: Los Sinsabores del Policia. Us ...continua

    Feia temps que el tenia pendent. Més que res perquè està considerat com la primera novela policiaca. El fet de llegir-la ara té a veure amb el títol del primer capítol: Los Sinsabores del Policia. Us sona? Sí, Bolaño...

    ha scritto il