Un uomo

Di

Editore: Edizione Euroclub

4.5
(4442)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 510 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese , Olandese , Tedesco

Isbn-10: A000006253 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
(Da un'intervista)"Ma è così difficile definire una fatica che ci appartiene. E poi si tratta di un libro così complesso, di un libro pieno di libri. Guarda, potrei dirti che è un romanzo ideologico: molti fra coloro che l'hanno letto sostengono che è anzitutto un romanzo ideologico. Ed è vero, senza dubbio è un romanzo ideologico. Potrei dirti che è un romanzo-vérité: quasi tutti fra coloro che l'hanno letto lo definiscono un romanzo-vérité. Ed è vero, senza dubbio è anche un romanzo-vérité. Potrei dirti che è un romanzo sul Potere e l'anti-Potere: alcuni lo vedono come un romanzo sul Potere e l'antipotere. Ed è vero, è anche un romanzo sul Potere e l'anti-Potere. Però altri lo vedono come un romanzo classico, costruito come il romanzo inglese dell'Ottocento; altri come un romanzo moderno costruito con gli elementi della tragedia greca... Il fatto è che come ogni altra fatica, ogni altro lavoro, quando un libro è concluso vive di vita propria. E diventa ciò che vi vedono gli altri. Non è più ciò che l'autore voleva che fosse."Domanda: E tu, cosa volevi che fosse?."Un libro sulla solitudine dell'individuo che rifiuta d'essere catalogato, schematizzato, incasellato dalle mode, dalle ideologie, dalle società, dal Potere. Un libro sulla tragedia del poeta che non vuoi essere e non è uomo-massa, strumento di coloro che comandano, di coloro che promettono, di coloro che spaventano; siano essi a destra o a sinistra o al centro o all'estrema destra o alla estrema sinistra o all'estremo centro. Un libro sull'eroe che si batte da solo per la libertà e per la verità, senza arrendersi mai, e per questo muore ucciso da tutti: dai padroni e dai servi, dai violenti e dagli indifferenti."
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  • 4

    Una storia nella Storia, un amore in un mare d'odio, una sfida continua con se stessi e con gli altri.
    Le vicende che videro coinvolto Panagulis sono illuminanti. Se non fosse storicamente documentato ...continua

    Una storia nella Storia, un amore in un mare d'odio, una sfida continua con se stessi e con gli altri.
    Le vicende che videro coinvolto Panagulis sono illuminanti. Se non fosse storicamente documentato il fatto che subì torture fisiche e psicologiche quando fu arrestato in seguito all'attentato a Papadopoulos, e rinchiuso in una tomba che voleva spacciarsi per una cella, si faticherebbe a crederci.
    Forte come la narrazione e lo stile della scrittrice, ma anche debole come l'animo umano.

    ha scritto il 

  • 4

    "...andai alla ricerca della tua fiaba".

    Una lunga e nostalgica lettera all'uomo amato, con cui ha condiviso tre anni di vita, gli ultimi tre della vita di lui, di Alexandros Panagulis, dell'eroe che non voleva essere chiamato eroe, di un si ...continua

    Una lunga e nostalgica lettera all'uomo amato, con cui ha condiviso tre anni di vita, gli ultimi tre della vita di lui, di Alexandros Panagulis, dell'eroe che non voleva essere chiamato eroe, di un simbolo per la Grecia.
    E' la storia di un uomo, e dell'amore vissuto con e per lui.
    Una scrittura immediata, nuda e diretta eppure piena di metafore e simbolismi, per descrivere, con la passione di chi ha amato e l'accuratezza di chi scrive per mestiere, un uomo e la sua lotta per la libertà, un uomo e la sua compagna ("la sola compagna possibile"), un uomo e il suo ineluttabile destino.

    http://chicchidipensieri.blogspot.it/2016/04/recensione-un-uomo-di-oriana-fallaci.html

    ha scritto il 

  • 0

    Un Uomo

    Attraverso una grande donna è possibile conoscere nei minimi dettagli da quelli più intimi e particolari a quelli pubblici, la vita di un grande uomo: Alekos Panagulis, al quale tramite questo libro l ...continua

    Attraverso una grande donna è possibile conoscere nei minimi dettagli da quelli più intimi e particolari a quelli pubblici, la vita di un grande uomo: Alekos Panagulis, al quale tramite questo libro la Fallaci ha conferito vita eterna.
    Non è solo la sua celebrazione, ma cerca anche di analizzare le cose da un punto di vista oggettivo.
    Abbiamo di fronte l'immagine di un uomo magnifico, molto particolare e interessante, amante della politica e un grande sostenitore di essa.
    E' sicuramente anche la storia di un amore: quello tra Alekos e Oriana, capace di fare riflettere molto e anche emozionare.
    E' un libro che conta un vasto numero di pagine, ma vale la pena di essere letto.

    ha scritto il 

  • 5

    È il primo maggio del 1976: Alekos Panagulis, eroe della resistenza greca nella lotta contro la dittatura dei colonnelli, perde la vita in un misterioso incidente automobilistico. Pochi giorni dopo, i ...continua

    È il primo maggio del 1976: Alekos Panagulis, eroe della resistenza greca nella lotta contro la dittatura dei colonnelli, perde la vita in un misterioso incidente automobilistico. Pochi giorni dopo, in occasione dei funerali, milioni di persone si accalcano per le strade di Atene al grido di "Zi, zi, zi! Vive, vive, vive!".
    È da qui che comincia Un uomo, dalla fine, dalla conclusione della storia di un uomo che è vissuto e morto da uomo. A raccontarcela è Oriana Fallaci, sua compagna di vita, che ad Alekos aveva promesso questo libro, affinché ciò che avevi sofferto non andasse completamente perduto. Ecco, dunque, il motivo di quella dedica iniziale, semplice e bellissima:
    Γιά σένα
    Per te.
    La narrazione continua, tornando al 1968. Panagulis ha appena tentato di assassinare il tiranno Papadopulos ma il suo piano è fallito. Ha provato a fuggire ed è stato catturato; gli hanno offerto di collaborare ma, irremovibile, ha rifiutato. Seguono pagine strazianti, in cui Oriana racconta con bravura indicibile le indicibili torture fisiche e psicologiche patite da Alekos durante la prigionia. E gli interrogatori, i processi, le condanne a morte mai eseguite, gli scioperi della fame, i ripetuti tentativi di fuga... Sono anni durissimi, quelli di Boiati, ma né i maltrattamenti dei carcerieri né l'isolamento in una cella così angusta da esser soprannominata "la tomba" riescono a strappargli la speranza nel futuro, la capacità di sognare, l'ispirazione a tradurre in versi la rabbia, il dolore, i pensieri: «Non ti capisco, Dio. / Dimmi di nuovo. / Mi chiedi di ringraziarti / o di scusarti?». E nel frattempo, in Grecia e all'estero, il caso Panagulis assume grande rilevanza mediatica e la sua fama si diffonde nell'opinione pubblica. Alekos diviene un eroe del popolo. Ma, si sa, il popolo dimentica in fretta i suoi eroi...
    Oriana Fallaci incontra Panagulis nel 1973, dopo la sua scarcerazione. Volata ad Atene per intervistarlo, se ne innamora subito, da subito riamata, dell'amore più pericoloso che esista: l'amore che mischia le scelte ideali, gli impegni morali, con l'attrazione e coi sentimenti. Ed ecco che Un uomo si fa anche fedele diario della storia di un amore estremo, coraggioso, tormentato. Alle sue pagine Oriana lascia in custodia i ricordi di anni brevi ma intensi. Racconta le battaglie politiche, affrontate vestendo i panni di Sancho Panza che segue il suo impavido - o incosciente? - Don Chisciotte, e i momenti di smarrimento, tanti, e la fiducia reciproca mai venuta meno... Non narra le gesta di un eroe ma quelle di un essere umano, di cui non tace né debolezze né cedimenti. Il risultato è il ritratto di un personaggio al contempo epico e autentico: quello di un Uomo.
    «Alekos, cosa significa essere un uomo?»
    «Significa avere coraggio, avere dignità. Significa credere nell'umanità. Significa amare senza permettere a un amore di diventare un'àncora. Significa lottare. E vincere. Guarda, più o meno quel che dice Kipling in quella poesia intitolata Se. E per te cos'è un uomo?»
    «Direi che un uomo è ciò che sei tu, Alekos.»

    [da Intervista con la storia, 1974]
    Un uomo è la favola di un poeta ribelle, di un eroe solitario. Ma una favola senza lieto fine. È la storia di chi si è battuto per la verità, per la giustizia, per la libertà, andando contro tutti i poteri e tutti i potenti, senza arrendersi mai. È il racconto di una vita vissuta al massimo, senza compromessi, rischiando sempre il tutto per tutto, al motto di Rouge ou noir, le jeu est fait, rien ne va plus. È il romanzo di un uomo con la U maiuscola, che è stato vittima della sua stessa vita. Ma è anche il riscatto di una donna innamorata. È il suo canto d'amore, triste e tenace, che si leva da queste pagine e ci entra nelle orecchie come un coro assordante: "Zi, Zi, Zi! Vive, vive, vive!".
    Un uomo è un libro che indigna e ferisce, che commuove e scuote le coscienze. Straordinaria è la sua forza coinvolgente, che molto deve alla scelta della narrazione in seconda persona. Il ritmo incalzante, lo stile graffiante e incisivo, e l'equilibrio solido e perfetto fra il tono distaccato della cronaca e quello appassionato del romanzo, fanno di quest’opera una delle vette letterarie del nostro ‘900.
    «Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie,
    lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità.»

    ha scritto il 

  • 4

    Eros e Thanatos, ovvero della reiterazione e dell'ossessione

    Della Fallaci ho sempre amato l'attaccamento morboso alla vita che trasuda da tutte le sue pagine. È l'amore degli atei e dei disillusi, di chi è convinto solo dell'esistenza hic et nunc e di chi vorr ...continua

    Della Fallaci ho sempre amato l'attaccamento morboso alla vita che trasuda da tutte le sue pagine. È l'amore degli atei e dei disillusi, di chi è convinto solo dell'esistenza hic et nunc e di chi vorrebbe vivere di più, di chi si incazza ogni volta che pensa al trascorrere del tempo, di chi sente le ossa scricchiolare sotto il peso delle vite che non sta vivendo.
    Questa gente, per qualche motivo, si ritrova sempre a scrivere di morte e la morte diventa un'ossessione. Così l'amore per la vita anzi l'attaccamento morboso per la vita diventa un continuo memento mori, una continua rievocazione che forse vuole essere un esorcismo o che forse vorrebbe essere apotropaica, inutilmente apotropaica.
    Non è un caso che l'uomo di cui Oriana si sia innamorata avesse in sé una fortissima vocazione alla morte. Oriana se lo è scelto apposta, lo sapeva, traeva dalla sua precarietà linfa per quell'attaccamento morboso alla vita che trasuda da tutte le sue pagine.

    La storia di Alekos è incredibilmente interessante, istruttiva. Il regime dei colonnelli è una cosa che quelli della mia età - troppo giovani per ricordarlo, troppo giovani per averlo studiato a scuola - non conoscono, non masticano, non sanno. Il libro di per sé è un po' sbilanciato nei contenuti: molto pregno e scorrevole per la prima metà, tende poi ad immobilizzarsi verso il finale. Vale sempre la pena di leggere la Fallaci, soprattutto questa che era ancora molto lontana dall'Alieno e dallo strano terrore che l'ha presa negli ultimi anni e che l'ha trasformata in qualcosa di così diverso da ciò che era in origine.

    Ogni volta che prendo in mano qualcosa di suo mi chiedo cosa abbia visto, cosa sia cambiato, perché.

    ha scritto il 

  • 0

    "Alekos: Scriverò un libro, anzi tu lo scriverai per me! Prometti?
    Oriana: Prometto!"

    Oriana Fallaci ci racconta la storia di Alekos Panagulis, rivoluzionario greco ai tempi della dittatura dei colonn ...continua

    "Alekos: Scriverò un libro, anzi tu lo scriverai per me! Prometti?
    Oriana: Prometto!"

    Oriana Fallaci ci racconta la storia di Alekos Panagulis, rivoluzionario greco ai tempi della dittatura dei colonnelli. Il suo punto di vista però non è quello normale di una giornalista o di uno scrittore (come lei stessa amava definirsi) nell'atto di riportare le vicende di un personaggio politico che ha intervistato: Panagulis, infatti, è l'amore della sua vita, l'unico uomo che lei abbia mai amato. Proprio in ciò sta la straordinaria forza di questo libro.
    La loro storia d'amore è iniziata per caso, quando Oriana era andata a cercare Alekos per intervistarlo pochi giorni dopo la liberazione di lui da una prigionia che durava ormai da diversi anni. Quello che si trova davanti non è certo un uomo di bell'aspetto, ma a colpirla sono la sua voce, i suoi occhi ("Quella voce. Quegli occhi. C'era un demone in quella voce, in quegli occhi: una passione lucida, fredda, incontrollabile [...] Ma le tue parole chiudevano la più straordinaria dichiarazione d'amore che una creatura potesse ricevere. Valevano mille abbracci in un letto, mille notti d'incanto..."). Da quel momento divennero quasi inseparabili, fino all'omicidio di lui avvenuto tre anni dopo.
    La parte più intensa del racconto è indubbiamente quella in cui la Fallaci racconta l'attentato (fallito) al tiranno Papadopulos e i lunghi anni della prigionia, le torture, le sofferenze, le sevizie, ma anche la resistenza, il processo e l'idealismo estremo che sfocia inevitabilmente nella solitudine estrema. Panagulis è un personaggio dal fascino magnetico, irresistibile persino per i suoi carcerieri. Un uomo che non si è mai piegato, che non si è mai arreso né lasciato abbattere neanche nei momenti più disperati.
    Continuo a non essere un'estimatrice di Oriana Fallaci, ma questo libro è indubbiamente prezioso, una testimonianza unica sulla vita di un grande uomo. Del resto, chi ci conosce meglio della persona amata?
    Voto: 8/10
    Se vi va' passate sulla mia pagina Facebook: www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

    ha scritto il 

  • 5

    Oh Theos, Theos mu.

    https://faithonmars.wordpress.com/2015/12/02/oh-theos-theos-mu/
    Non avevo un libro preferito, non l’ho mai avuto perchè non sentivo la necessità di etichettare il mio piacere per la lettura in compart ...continua

    https://faithonmars.wordpress.com/2015/12/02/oh-theos-theos-mu/
    Non avevo un libro preferito, non l’ho mai avuto perchè non sentivo la necessità di etichettare il mio piacere per la lettura in compartimenti stagni. Adesso ce l’ho.
    E’ la storia d’amore, di vita, di libertà, di eroismo, di affermazione dei diritti umani, in assoluto più bella e densa che io abbia mai letto. Bella è riduttivo: è sconvolgente, accecante, impetuosa, veemente e rovinosa.
    Qui dentro ci sono Oriana e Alekos, due esseri umani destinati ad incontrarsi, due persone uniche al mondo, così diverse ma così profondamente unite da un senso di dignità per se stessi e per la vita che non lasciava spazio a niente e nessuno. Lei stessa si erge a Sancho Panza di Don Chisciotte, prode compagna di chi combatteva i mulini a vento, ma che non smetteva mai per un minuto di battersi, poiché nato con un fuoco dentro, che bruciava e bruciava e bruciava…fino a scoppiare e travolgere con impeto tutto ciò che lo circondava.
    Alekos era un uomo complicato, un uomo che ha subito torture che non voglio descrivere perchè solo a leggerle rabbrividivo, per aver tentato di ribellarsi a una dittatura fascista. Odiava i rivoluzionari e i dittatori, detestava i politicanti senza arte né parte, aborriva la sottomissione degli ideali al marciume dei politici, disprezzava l’ingiustizia. E sì, è facile dire tutte queste belle cose, ma non è facile sopportare le sevizie, essere condannato a morte per poi essere rinchiuso in una tomba da vivo con un cipresso accanto, perchè il dittatore ha paura a fucilarti, uscire vivo da tutto ciò e batterti di nuovo per quello in cui credi come l’aria che respiri. Alekos non si è mai piegato, non ha mai smesso. Si è sentito sconfitto talmente tante volte… ma non ha mai ceduto. Si è alzato ed è morto per un ideale. Solo lei poteva stargli accanto in tutto ciò.
    E non voglio nemmeno stare a citare lo schifo che c’è intorno a tutto questo, il fatto che nonostante tutto siano riusciti ad ammazzarlo come un cane, facendolo schiantare con la sua auto contro un muro, e che sia morto straziato, con il fegato spappolato in diciannove pezzi e il cuore esploso, dicendo “Oh Theos, Theos mu” “Oh Dio, Dio mio”, tutto per aver trovato dei documenti segreti e ben occultati dal neo governo democratico, che dimostravano la collaborazione del Ministro della Difesa con i servizi segreti del regime. Voglio però dire che facciamo veramente pena, che di Alekos Panagulis ne esiste uno su un milione, ma che una cosa la sappiamo fare molto bene tutti quanti e siamo decisamente troppi: andare a piangere ai funerali e pregare.
    La narrazione comincia così, dal funerale, dove il popolo manifesta tutto il suo disappunto e la sua rabbia per quella morte. Ma dov’era il popolo quando Panagulis si batteva per difenderlo? A casa, a dormire, a pregare di sopravvivere e di non soccombere al regime.

    Dovete leggere questo libro, dovete farlo. Perchè questo è l’amore, questi sono Esseri Umani degni di tale nome.
    E allora grazie Oriana, grazie Alekos. Perchè io non valgo nemmeno un vostro mignolo, ma ho la decenza di ammetterlo.

    ha scritto il 

  • 5

    "La libertà è un dovere prima di essere un diritto"

    Lo spartito del vero amore. Una danza di dolore, emozione e verità. Oriana Fallaci con questo romanzo, conferma le sue doti di Donna e scrittore (come lei stessa amava farsi definire). E' il testamen ...continua

    Lo spartito del vero amore. Una danza di dolore, emozione e verità. Oriana Fallaci con questo romanzo, conferma le sue doti di Donna e scrittore (come lei stessa amava farsi definire). E' il testamento di una donna che ha strappato a brandelli la propria anima, per stare accanto a chi, per lei, rappresentava tutto: l'amore, gli ideali, il cosmo di valori che sono la linfa vitale di ogni rapporto. Alekos Panagulis, l'eroe della resistenza greca, è il protagonista di questo romanzo, che rappresenta, a parere mio, un testamento, proprio perché nasce dalla promessa che Oriana fece ad Alekos, di scrivere su di lui. Una promessa fatta proprio nel giorno in cui si scambiarono gli ultimi sguardi di fuoco che preannunciano l'addio. Alekos vive gli anni della dittatura dei colonnelli, un regime durissimo, che attanaglia la Grecia, simbolo della democrazia, dal 21 aprile 1967 e il 24 luglio 1974. Oriana in questo testo fonde la maestria di scrittore-giornalista che mette nero su bianco fatti veri, atroci, dati precisi in un intreccio di ingiustizia, stima e dolore che rappresentano lo sfondo di uno spartito d'amore che si rivela un ossimoro. Amore e odio, potremmo definire così il sentimento che legò Oriana a Panagulis. Ma è difficile rendere la bellezza di un capolavoro del genere, riassumendo il tutto. Consiglio vivamente la lettura.

    ha scritto il 

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