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Un uomo

By Oriana Fallaci

(337)

| Hardcover

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Book Description

(Da un'intervista)
"Ma è così difficile definire una fatica che ci appartiene. E poi si tratta di un libro così complesso, di un libro pieno di libri. Guarda, potrei dirti che è un romanzo ideologico: molti fra coloro che l'hanno letto sostengon Continue

(Da un'intervista)
"Ma è così difficile definire una fatica che ci appartiene. E poi si tratta di un libro così complesso, di un libro pieno di libri. Guarda, potrei dirti che è un romanzo ideologico: molti fra coloro che l'hanno letto sostengono che è anzitutto un romanzo ideologico. Ed è vero, senza dubbio è un romanzo ideologico. Potrei dirti che è un romanzo-vérité: quasi tutti fra coloro che l'hanno letto lo definiscono un romanzo-vérité. Ed è vero, senza dubbio è anche un romanzo-vérité. Potrei dirti che è un romanzo sul Potere e l'anti-Potere: alcuni lo vedono come un romanzo sul Potere e l'antipotere. Ed è vero, è anche un romanzo sul Potere e l'anti-Potere. Però altri lo vedono come un romanzo classico, costruito come il romanzo inglese dell'Ottocento; altri come un romanzo moderno costruito con gli elementi della tragedia greca... Il fatto è che come ogni altra fatica, ogni altro lavoro, quando un libro è concluso vive di vita propria. E diventa ciò che vi vedono gli altri. Non è più ciò che l'autore voleva che fosse."

Domanda: E tu, cosa volevi che fosse?.
"Un libro sulla solitudine dell'individuo che rifiuta d'essere catalogato, schematizzato, incasellato dalle mode, dalle ideologie, dalle società, dal Potere. Un libro sulla tragedia del poeta che non vuoi essere e non è uomo-massa, strumento di coloro che comandano, di coloro che promettono, di coloro che spaventano; siano essi a destra o a sinistra o al centro o all'estrema destra o alla estrema sinistra o all'estremo centro. Un libro sull'eroe che si batte da solo per la libertà e per la verità, senza arrendersi mai, e per questo muore ucciso da tutti: dai padroni e dai servi, dai violenti e dagli indifferenti."

503 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un capolavoro. Lo cito tra i miei libri preferiti in assoluto. La Grande Storia che si intreccia con le vicende, politiche, umane e sentimentali del ribelle Alekos Panagulis e di una passionale come non mai Oriana. Le scene di guerra, di tortura desc ...(continue)

    Un capolavoro. Lo cito tra i miei libri preferiti in assoluto. La Grande Storia che si intreccia con le vicende, politiche, umane e sentimentali del ribelle Alekos Panagulis e di una passionale come non mai Oriana. Le scene di guerra, di tortura descritte sono crude quanto gli incontri tra i due sono quasi una favola. Si erge su tutti la vita, che non darà tempo e modo ai due protagonisti di amarsi fino alla fine.

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    Moonlau said on Jul 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    non male, un po' pesante... dovrei provare a riprenderlo...

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    Simona said on Jul 9, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Libro che metto al primo posto, a pari merito con Cent'anni di solitudine, nella mia personale lista di libri impossibile da dimenticare e da rileggere ogni tanto (O ogni poco!!! ).

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    Mauro Torquati57 said on Jul 7, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    «Morirò e scriverai un libro su di me... Morirò e allora sì che mi amerai per sempre»

    Quando ravvivi nel pensiero i morti
    non scordare che vissero anche loro
    pieni di sogni e di speranze
    proprio come i vivi ora

    Dalla stessa strada che percorri essi passarono
    e andando non pensavano alla tomba
    Erano pochi come oggi a meditarla
    I pi
    ...(continue)

    Quando ravvivi nel pensiero i morti
    non scordare che vissero anche loro
    pieni di sogni e di speranze
    proprio come i vivi ora

    Dalla stessa strada che percorri essi passarono
    e andando non pensavano alla tomba
    Erano pochi come oggi a meditarla
    I più credevano loro scopo la vita
    nè mai riuscirono a pensare
    che solo il passato è esistenza

    Dissiparono il tempo in cui comparvero
    vili e incapaci di trovare Dio
    e credettero in idoli già eretti
    da quanti erano vissuti prima

    Quanti avevano creduto di trovare Dio
    vestito in forme umane
    perchè abbagliati dalla luce
    dei pochi che volevano
    trovare il balsamo della conoscenza

    Quei pochi essi li credettero dei
    ma non seppero avvertire
    il dono che lasciavano alla vita

    E quei pochi passarono e gli altri
    sotto mentite spoglie li ricordano

    Esistono quei pochi
    e gli altri non lo sanno

    I Pochi vengono ma
    Non li aspetta nessuno

    Come diventa sempre
    più difficile l’avanzare
    E se tu vuoi trovarti tra quei Pochi
    sappi
    che diventerai compagno della solitudine
    Che da solo parlerai piangerai e ti arrabbierai
    Più tardi
    piangerai e ti arrabbierai soltanto
    Più tardi ancora
    penserai solamente e piangerai

    Quando sarai laggiù
    sappi che dopo
    troverai la verità o la pazzia

    Forse sono due cose uguali
    ma tu spera

    Alexandros Panagulis

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    anti.anto said on Jul 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Trovo un po' difficile fare la recensione di questo libro, soprattutto perchè ho letto tanti bellissimi commenti che dicono già tutto... mi limiterò alla mia personale opinione, a quello che mi ha lasciato.
    In qualche modo anch'io per gran parte del ...(continue)

    Trovo un po' difficile fare la recensione di questo libro, soprattutto perchè ho letto tanti bellissimi commenti che dicono già tutto... mi limiterò alla mia personale opinione, a quello che mi ha lasciato.
    In qualche modo anch'io per gran parte del libro ho provato la sensazione di affrontare i due temi (quello dell'amore e quello più propriamente politico) come qualcosa di distinto, e questo soprattutto perché in tutta la prima parte ho fatto fatica a "sentire" l'amore della Fallaci per questo eroe solitario incompreso da tutti, e soprattutto da lei stessa.
    Mi sono chiesta: lei lo segue, asseconda le sue follie, dimentica se stessa per lui (e nel libro si sente che dimentica se stessa, al punto che io l'ho percepito come una "mancanza" della Fallaci in quanto scrittrice)... ma lo ama? Lo ama davvero? o ama quello che secondo lei lui rappresenta?

    In effetti c'è un punto, che io ho trovato sublime, in cui lei ha il coraggio di guardare dentro se stessa e di chiedersi tutte queste cose, e allora - solo allora, forse - capisce di amarlo davvero. Di amare lui, Alekos, non l'ideale che lui rappresenta, ma "un uomo"... come tanti e come nessuno.
    E' così difficile essere "solo" un uomo in una società come questa. Ed è per questo, forse, che è così difficile amare un personaggio del genere, anche per noi, mentre leggiamo la sua vita e inevitabilmente ci chiediamo "ma perché? per chi? distruggere la propria vita e quella dei propri cari in nome di cosa?".
    Lo si può amare solo da morto, come lui stesso si rendeva conto quando era ancora in vita... e credo che la stessa Fallaci lo abbia compreso davvero solo dopo morto. Questo libro è la lettera d'amore più bella, più vera, quella che ci mostra senza fronzoli e senza falsi sentimentalismi che un uomo non è un eroe. E' un uomo. Ed è la cosa più difficile di tutte.

    Questo libro è tanto, ma tanto amaro. E vero. A volte, mentre leggevo, provavo come una vertigine, al pensiero che -se davvero così stanno le cose (e [U]stanno così[/U], in qualsiasi tempo e in qualsiasi epoca, le cose sono e saranno sempre così)- è talmente difficile essere se stessi, non essere pecore...

    Ecco... qualsiasi altra cosa io possa aggiungere sarebbe superflua...

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    newlife said on Jun 4, 2014 | Add your feedback

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