Un uomo

Di

Editore: Rizzoli

4.5
(4590)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 457 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese , Olandese , Tedesco

Isbn-10: A000043781 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

Ti piace Un uomo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
La storia prende avvio dal tentativo di uccidere il tiranno della Grecia George Papadopoulos da parte di Panagulis. Il tentativo fallisce e questi viene dapprima torturato, poi condannato a morte. Tuttavia, la sentenza non viene mai eseguita. Panagulis tenta più volte di evadere dal carcere di Boiati, dove è stato rinchiuso, ma tutti i tentativi vanno a vuoto. Negli ultimi due anni di permanenza nel carcere è costretto a stare in una cella di pochi metri quadrati. Uscito dal carcere per via di una grazia concessagli, incontra appunto la Fallaci che si è recata a fargli visita per intervistarlo.
Da quell'incontro, prende avvio la loro storia d'amore. Panagulis non rinuncia, durante il libro, a progetti sovversivi contro il tiranno, ma non riesce a metterne in pratica nessuno. Dopo aver preso atto che restare in Grecia è rischioso, i due scappano in Italia con una fuga rocambolesca. Lì, cercano aiuto nei politici italiani ed europei nel vano tentativo di rovesciare il dittatore greco. In Italia matura definitivamente l'amore tra Panagulis e la Fallaci, tant'è che lei rimane incinta ma perde il bambino in un litigio proprio con lui. La storia d'amore attraversa fasi alterne di idilliaca gioia e di allontanarsi dei due.
Successivamente, il dittatore Papadopoulos cade e Panagulis rientra in patria per entrare a far parte di un partito politico, l'Unione del Centro - Nuove forze, grazie al quale riesce a farsi eleggere deputato, ma lui, da sempre anticonformista, non riesce a restare entro le logiche di partito e finirà per diventare indipendente e dedicherà gli ultimi anni della sua vita a cercare di rovesciare colui che viene definito il nuovo Papadopulos, ovvero il ministro della difesa Evangelos Averrof. Quando Panagulis riesce a provare l'implicazione del ministro nei vari Golpe che si erano succeduti, fu ucciso da dei sicari in un incidente stradale. Negli ultimi mesi della sua vita, Panagulis insistette con la scrittrice affinché lei scrivesse un libro sulla sua vita, una volta morto.
Ordina per
  • 5

    "Nella sua intervista ci aveva raccontato Panagulis come un eroe. Nel romanzo non è così. Perchè annulla di fatto quel precedente ritratto?" "Per quanto affascinate, un eroe è un personaggio irritante ...continua

    "Nella sua intervista ci aveva raccontato Panagulis come un eroe. Nel romanzo non è così. Perchè annulla di fatto quel precedente ritratto?" "Per quanto affascinate, un eroe è un personaggio irritante, un uomo senza difetti. Quella intervista era come una fotografia e l'avevo scritta dopo aver incontrato Alekos per qualche ora. Il libro è la rappresentazione di un uomo, l'apprezzamento di un uomo, della sua completezza di uomo. Tra le altre cose, Alekos è anche un eroe, e la faccia di un eroe non svanirà mai." (Oriana Fallaci a Publishers Weekly - 7-11-1980)

    Si delinea nel libro una scrittura giornalistica che si attiene esclusivamente ai fatti con delle dovute eccezzioni nella quale viene fuori un'Oriana fragile e combattiva allo stesso tempo, viene fuori il ritratto in certi punti di una donna innamorata del proprio uomo o meglio una "complice" in grado con grande forza e grande determinazione di stare accanto a un Uomo. Lui è un eroe ribelle e solitario che combatte contro un potere inarrestabile, in grado di uscire vivo dopo anni di torture inimmaginabili che il solo leggerle mi ha torturato lo stomaco, eppure lui da quella "tomba" ne è uscito vivo e ha combattuto fino all'ultimo respiro, collezionando fallimenti. Trovo che questa sia una delle più belle storie del Novecento.

    ha scritto il 

  • 5

    "L'eterno Potere che non muore mai, cade sempre per risorgere dalle sue ceneri, magari credi di averlo abbattuto con una rivoluzione o un macello che chiamano rivoluzione e invece rieccolo, intatto, d ...continua

    "L'eterno Potere che non muore mai, cade sempre per risorgere dalle sue ceneri, magari credi di averlo abbattuto con una rivoluzione o un macello che chiamano rivoluzione e invece rieccolo, intatto, diverso nel colore e basta, qua nero, là rosso, o giallo o verde o viola, mentre il popolo accetta o subisce o si adegua."

    ha scritto il 

  • 4

    Nudo, crudo, senza fronzoli... il lettore viene scaraventato così nella storia tra Panagulis e la Fallaci. La storia di un idealista, di uno che crede che si possa davvero cambiare il "sistema" e che ...continua

    Nudo, crudo, senza fronzoli... il lettore viene scaraventato così nella storia tra Panagulis e la Fallaci. La storia di un idealista, di uno che crede che si possa davvero cambiare il "sistema" e che tra le lotte interiori ed esteriori tenta davvero di riuscirvi.. un libro impegnativo e introspettivo che lascia pochi spazi ai caratteri tipici del romanzo... fino alla fine, nonostante sapessi già l'epilogo, ho creduto e sperato x lui. Una storia che nella sua autenticità rimane nel cuore.. da leggere, almeno una volta...

    ha scritto il 

  • 3

    Sono io, sono me

    Se è vero che il mito dell’eroe romantico che rifiuta ogni compromesso e combatte da solo contro l’oppressione del potere, da Jan Palach in poi, è uno dei cardini su cui poggiano il sessantotto e poi ...continua

    Se è vero che il mito dell’eroe romantico che rifiuta ogni compromesso e combatte da solo contro l’oppressione del potere, da Jan Palach in poi, è uno dei cardini su cui poggiano il sessantotto e poi a ruota tutti i movimenti di protesta degli anni ’70, è anche vero che la sua culla non può che essere la Grecia, il cui primo grande racconto, l’Iliade, è una raccolta di storie di eroi romantici, pronti a sacrificare la vita per l'onore e la dignità.

    Ed è la tragedia di un eroe greco degno dell’Iliade che Oriana Fallaci dipinge raccontandoci la storia di Alessandro Panagulis, resistente contro il regime dei colonnelli, poi deputato, quindi martire della resistenza al potere, assassinato dalla destra greca al servizio del nuovo governo “democratico”.

    Certo è un libro che negli anni ’70 fece scalpore. Anche perché, al di là delle indagini di polizia, racconta senza reticenze tutti i fatti noti alla Fallaci intorno all’assassinio. Eppure oggi che sono passati quasi cinquant’anni dalle vicende raccontate, la Storia mette in luce tutta l’ingenuità o peggio ancora l’inutilità del sacrificio di Panagulis. Lui che non si piega mai ai torturatori in prigione, non contamina le sue idee con quelle di altri oppositori del regime, non accetta i compromessi politici che il suo ruolo di deputato richiederebbe, non riesce costruire nulla con questa purezza. In realtà i cambiamenti alla forma del potere accadono, ma non da un giorno all’altro come vorrebbe la visione romantica della politica. Accadono lentamente, via via che la nuova cultura si fa strada, diventa condivisa. Per questo la politica cerca accordi, supera divisioni, accetta anche chi, come insegna Mandela, era classe dirigente nel passato regime. Insomma la politica è compromesso e accordo. Che lentamente cambia la storia. Com’è accaduto anche in Grecia, che oggi è uno stato democratico, contrariamente a quanto Panagulis, attraverso la Fallaci prediceva negli anni ’70.

    Mi sono chiesta spesso durante la lettura di questo libro se l’ingenuità di molti dei ragionamenti politici contenuti nel libro fossero davvero di Panagulis o non piuttosto della Fallaci, che lo ha così trasformato nell’eroe di cui si è innamorata. In fondo ha poca importanza perché la storia d’amore è la parte migliore del libro, quella che non risente dell’usura del tempo, anzi appare ancora oggi modernissima. Due solitudini che si incontrano, dice lei. In realtà due grandi personalità, ognuna innamorata del proprio ruolo nel mondo, alla ricerca dello spazio per poter accogliere la vita dell’altro nella propria.

    ha scritto il 

  • 5

    una biografia romantica, quasi mai agiografica

    Un combattente per la libertà, un eroe anarchico, un pacifista bellicoso, un uomo capace di grandi slanci emotivi ma al tempo stesso preda di infinite debolezze. L’Alekos Panagulis dipinto da Oriana F ...continua

    Un combattente per la libertà, un eroe anarchico, un pacifista bellicoso, un uomo capace di grandi slanci emotivi ma al tempo stesso preda di infinite debolezze. L’Alekos Panagulis dipinto da Oriana Fallaci è una figura letteraria affascinante. La vita privata del singolo, compagno appassionato della giornalista, e la ribellione dolorosa e vanitosa del personaggio pubblico vengono magistralmente offerte al lettore in una biografia romantica ma quasi mai agiografica.
    Le angherie, le torture, le brutalità del regime dei colonnelli appaiono sullo sfondo di un’opera cult, iniziata con una morte mancata, quella del duce Papadopulos, e chiusa mestamente col corpo esanime del protagonista. C’è un omicidio annunciato, dalla prima all’ultima pagina, e il codazzo dei pennivendoli buoni per ogni stagione. C’è un cadavere offerto in pasto ai media, sull’altare della patria, ed è il cadavere di un sognatore, consegnato alle speculazioni strumentali di chi lo aveva abbandonato alla solitudine del combattente.
    Nulla viene trascurato: né la farsa di una giustizia autoritaria, né le costanti fatiche di una nazione incapace di fare i conti con la propria storia. La Grecia, vittima di un drago, dei burocrati del vecchio corso che estesero il proprio uncino anche durante il periodo di transizione democratica, sembra così una musa che assiste tacitamente a ogni cataclisma, laddove il popolo – rapito dal canto delle sirene dei potenti di turno – si mostra estremamente indulgente con chi è in una posizione di forza, spietato nella propria indifferenza contro chi ebbe il coraggio di tenere la schiena dritta.

    ha scritto il 

  • 5

    UN UOMO

    La storia dell’amore fra Alekos Panagulis, eroe della Resistenza contro il regime dei colonnelli in Grecia, e Oriana Fallaci.
    “Vi è solo un tipo di tragedia e si basa su tre elementi che non cambiera ...continua

    La storia dell’amore fra Alekos Panagulis, eroe della Resistenza contro il regime dei colonnelli in Grecia, e Oriana Fallaci.
    “Vi è solo un tipo di tragedia e si basa su tre elementi che non cambieranno mai: l’amore , il dolore, la morte”.

    Non si è mai pronti alla scrittura di Oriana. Men che meno quando racconta di una morte annunciata. La corrida di sangue si snoda per tutto il libro. Si assottiglia e poi si ingrossa lentamente in un climax inesorabile.
    Alekos attrae, incarna l’eroe greco per eccellenza La lotta, il nostos, il ritorno, la morte. Resiste alla tortura con un stoicismo incredibile e fa della tortura stessa il suo punto di forza. Conosce Oriana prima ancora di vederla, attraverso i suoi libri ed è così che si innamora di lei e della sua mente. O almeno così sembra. Perché quando è lei ad innamorarsi di lui, quando lui riacquista “la libertà”, per Alekos non esiste altro che la lotta, lotta al regime, la vendetta per suo fratello, per se stesso, lotta persino contro il popolo, gregge che si fa trascinare senza sapere, senza conoscere la verità. Lei è innamorata di lui, ma lui ama la rivoluzione. Alekos è la rivoluzione.
    E’ un amore passionale ma è un amore malato. Alekos è ossessionato dalla morte, la sente vicina, sempre. E’ sfuggito solo per poco e lo sa “ perché un uomo che è stato condannato a morte, che ha vissuto tre giorni e tre notti aspettando la morte, non sarà mai più lo stesso. Si porterà sempre la morte addosso come una seconda pelle, un desiderio insoddisfatto. Continuerà sempre a inseguirla, sognarla, magari ricorrendo al pretesto di nobili cause, doveri. Né troverà pace finchè non l’avrà raggiunta”.
    E’ un libro doloroso. Potente . Devastante per quello che si porta dentro e di cui riempie il lettore. Le ultime 100 pagine sono state difficili da leggere emotivamente. Ho sentito il bisogno di mettere le distanze dalle parole, dai loro pensieri ma allo stesso tempo la voglia di continuare a leggere, volerlo finire al più presto per far passare tutto quel dolore che mi strisciava dentro parola dopo parola. Che cosa deve avere provato Alekos, sapendo di dover morire. Che cosa deve aver provato Oriana, sapendo di averlo mandato a morire da solo?

    ha scritto il 

  • 5

    Oriana Fallaci è stata da sempre un personaggio ambiguo suscitando polemiche e controversie da ogni parte. Voglio però citarvi un pezzo tratto dal prologo di un suo libro, Un Uomo, astenendomi da qual ...continua

    Oriana Fallaci è stata da sempre un personaggio ambiguo suscitando polemiche e controversie da ogni parte. Voglio però citarvi un pezzo tratto dal prologo di un suo libro, Un Uomo, astenendomi da qualsiasi tipo di giudizio sull'autrice.
    Non si può restare indifferenti dinanzi a queste strazianti parole. La storia del suo uomo col quale aveva costruito un pezzo di vita, un pezzo di anima. Un uomo destinato alla sconfitta, sacrificando la sua intera esistenza per un ideale di democrazia. Questo libro è un inno alla libertà. Un atto d'amore immenso.

    ha scritto il 

Ordina per