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Un uomo

Di

Editore: Rizzoli

4.5
(4290)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 457 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese , Olandese , Tedesco

Isbn-10: 881715377X | Isbn-13: 9788817153775 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
"Al racconto della vita e della morte dell'uomo che ha amato, Oriana Fallaciha dato la forma del grande romanzo..." (Leo Valiani, Corriere della Sera)"Una sconvolgente dichiarazione d'amore a un ribelle solitario, assassinatoperché aveva creduto possibile cambiare il mondo e svelarne le ignominie."(Grand Prix Litteraire de la Ville d'Antibes)
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  • 5

    Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie, lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità.

    L'abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portar le catene, ...continua

    L'abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portar le catene, a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto. L'abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza, e quando scopriamo d'averla addosso ogni fibra di noi s'è adeguata, ogni gesto s'è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci.

    "S'agapò tora ke tha s'agapò pantore." "Cosa significa?" "Significa: ti amo ora e ti amerò per sempre. Ripetilo." Lo ripeto sottovoce: "E se non fosse così?" "Sarà così." Tento un ultima vana difesa: "Niente dura per sempre, Alekos. Quando tu sarai vecchio e..." "Io non sarò mai vecchio" "Si che lo sarai, un celebre vecchio con i baffi bianchi" "Io non avrò mai i baffi bianchi. Nemmeno grigi." "Li tingerai?" "No, morirò molto prima. E allora sì che dovrai amarmi per sempre."

    E forse il tuo carattere non mi piaceva, né il tuo modo di comportarti, però ti amavo di un amore più forte del desiderio, più cieco della gelosia: a tal punto implacabile, a tal punto inguaribile, che ormai non potevo più concepire la vita senza di te. Ne facevi parte quanto il mio respiro, le mie mani, il mio cervello, e rinunciare a te era rinunciare a me stessa, ai miei sogni che erano i tuoi sogni, alle tue illusioni che erano le mie illusioni, alle tue speranze che erano le mie speranze, alla vita! E l'amore esisteva, non era un imbroglio, era piuttosto una malattia, e di tale malattia potevo elencare tutti i segni, i fenomeni. Se parlavo di te con gente che non ti conosceva o alla quale non interessavi, mi affannavo a spiegare quanto tu fossi straordinario e geniale e grande; se passavo dinanzi a un negozio di cravatte e camicie mi fermavo d'istinto a cercare la cravatta che ti sarebbe piaciuta, la camicia che sarebbe andata d'accordo con una certa giacca; se mangiavo in un ristorante sceglievo senza accorgermene i piatti che tu preferivi e non che io preferivo; se leggevo il giornale notavo sempre la notizia che a te avrebbe interessato di più, la ritagliavo e te la spedivo; se mi svegliavi nel cuore della notte con un desiderio o una telefonata, mi fingevo più desta di un fringuello che canta al mattino. Gettai via la sigaretta con rabbia. Ma un amore simile non era neanche una malattia, era un cancro!

    E giunse l'ultimo giorno che passammo insieme, il giorno che per mesi e per anni la mia memoria avrebbe frugato di più, alla ricerca ostinata d'ogni particolare, ogni istante, quasi che ciò servisse a restituirmi una goccia di quel che avevo perduto, però senza riuscirci, anzi smarrendomi nello stupore impotente che coglie quando ci si risveglia da un sogno che non si ricorda. Era un sogno importante eppure non si ricorda, un sipario è calato su troppi particolari, un velo di tenebre che ha spento le immagini, i suoni, e che non si può strappare, neanche diradare.

    ha scritto il 

  • 5

    Zì Zì Zì

    " Quel popolo che fino a ieri t'aveva scansato, lasciato solo come un cane scomodo, ignorandoti quando dicevi non lasciatevi turlupinare da chi vi comanda,da chi vi promette, da chi vi spaventa, da ch ...continua

    " Quel popolo che fino a ieri t'aveva scansato, lasciato solo come un cane scomodo, ignorandoti quando dicevi non lasciatevi turlupinare da chi vi comanda,da chi vi promette, da chi vi spaventa, da chi vuole sostituire un padrone con un nuovo padrone, non siate gregge perdio, non riparatevi sotto l'ombrello delle colpe altrui, lottate, ragionate col ostro cervello, ricordate che ciascuno è qualcuno, un individuo prezioso, responsabile, artefice di se stesso, difendetelo il vostro io, nocciolo di ogni libertà, la libertà è un dovere, prima che un diritto è un dovere. Ora ti ascoltavano, ora che eri morto."
    Una storia che come dice la stessa Fallaci, è paragonabile a una fiaba. con una sola differenza: le fiabe sono invenzioni... Panagulis è storia VERA!

    ha scritto il 

  • 5

    Un (grande) uomo.

    Questo è il primo libro che leggo di Oriana Fallaci, e mi ha aperto le porte all'universo di questa imprevedibile donna.
    Ho amato il modo in cui, con sentimento, trasporto, cinismo e rabbia ha raccont ...continua

    Questo è il primo libro che leggo di Oriana Fallaci, e mi ha aperto le porte all'universo di questa imprevedibile donna.
    Ho amato il modo in cui, con sentimento, trasporto, cinismo e rabbia ha raccontato una parte della storia della sua vita, insieme ad Alekos Panagulis.
    Ho vissuto con loro le ingiustizie, la paura, la passione, l'amore e la speranza...
    Un libro pieno, che ho letto tutto d'un fiato e mi ha fatto amare il personaggio di Alekos, così sopra le righe e geniale!
    Lo consiglio vivamente, e ho intenzione di leggere qualche altra opera della Fallaci.

    ha scritto il 

  • 4

    Io non mi sono mai sentita tanto viva come dopo una battaglia dalla quale sono uscita viva e indenne. [...] È dopo aver vinto quella sfida che ti senti così vivo. Vivo quanto non ti senti nemmeno nei ...continua

    Io non mi sono mai sentita tanto viva come dopo una battaglia dalla quale sono uscita viva e indenne. [...] È dopo aver vinto quella sfida che ti senti così vivo. Vivo quanto non ti senti nemmeno nei momenti più ubriacanti di gioia o nei momenti più travolgenti d'amore."
    Un Uomo è un libro corposo, denso, controverso. La Fallaci qui, come in molti altri suoi lavori, fonde la storia con la vita, la cronaca e i sentimenti. Una lettura difficile, ma appassionante
    Federica D'Angelantonio

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Difendetelo il vostro Io,nocciolo di ogni libertà,la libertà è un dovere,prima che un diritto è un dovere...

    Un uomo è il mio secondo approccio con la Fallaci, un po' di tempo fa ho letto "Lettere a un bambino mai nato", e già ero rimasta molto colpita da quello che avevo letto, ma poi avevo abbandonato l'id ...continua

    Un uomo è il mio secondo approccio con la Fallaci, un po' di tempo fa ho letto "Lettere a un bambino mai nato", e già ero rimasta molto colpita da quello che avevo letto, ma poi avevo abbandonato l'idea di leggere altro dell'autrice. Poco tempo fa, complice anche la visione di una serie tv ispirata alla vita della Fallaci, ho deciso di leggere quello che viene considerato un po' il Romanzo, la storia di quell'uomo che Oriana amò follemente e che troppo presto le fu portato via...

    "La solita tragedia dell'individuo che non si adegua,che non si rassegna,che pensa con la propria testa,e che per questo muore ucciso da tutti.Eccola,e tu mio unico interlocutore possibile,laggiù sottoterra,mentre l'orologio senza lancette segna il cammino della memoria..."

    Inizia così la Fallaci, rivolgendosi ad Alekos, che ormai non può più sentirla, ma a cui ha promesso che avrebbe raccontato la sua storia al mondo. E lo fa, dopo il prologo veniamo subito portati ad Atene, mentre un uomo dai baffi neri organizza l'attentato all'allora Primo Ministro greco Papadopoulos. L'attentato fallisce e Alekos viene arrestato e portato all'Esa, dove viene torturato atrocemente e senza pietà per molto tempo. Le pagine delle torture che la Fallaci descrive sono difficili da mandare giù, a volte non crediamo, o forse non vogliamo credere, a quello che gli uomini sono capaci di fare ai loro simili. Successivamente Panagulis viene processato e condannato a morte, ma grazie all'intervento internazionale, che per il suo caso mobilita mezzo mondo, la pena viene ridotta al carcere a vita.

    Passerà anni tra un carcere e l'altro, provando più volte ad evadere ma venendo sempre catturato. Riuscì a non impazzire, continuando a scrivere, infatti risalgono proprio a quegli anni in prigione alcune delle sue poesie più belle. Verrà liberato il 21 Agosto del 1974 e prorpio in quei giorni frenetici conoscerà per la prima volta Oriana, volata ad Atene per intervistarlo. Non si lasceranno più, diventeranno compagni di vita condividendo tutto, fino alla fine...Ma chi era Alekos Panagulis? Lasciamo rispondere la Fallaci...

    "Il poeta ribelle,l'eroe solitario...Egli muove le acque dello stagno che tace,incrina le dighe del conformismo che frena,disturba il potere che opprime. Qualsiasi cosa egli dica o intraprenda,perfino una frase interrotta,un'impresa fallita,diventa un seme destinato a fiorire,un profumo che resta nell'aria,un esempio per le altre piante del bosco,per noi che non abbiamo il suo coraggio e la sua veggenza e il suo genio.E lo stagno lo sa,il Potere lo sa che il vero nemico è Lui, il vero pericolo da liquidare. Sa addirittura che egli non può essere rimpiazzato o copiato: morto un poeta, eliminato un eroe,si forma un vuoto incolmabile e bisogna attendere che gli dèi lo facciano resuscitare. Chissà dove,chissà quando."

    La figura che emerge dal libro è quella di un uomo, un uomo non bello, non affascinante, ma capace di grandi imprese, capace di dire no quando tutti dicevano si. Capace di dissentire a costo di dover pagare con la sua stessa vita. Capace di ribellarsi e di lottare, quando nessuno sembrava avere la forza per farlo. Il simbolo della resistenza ai regimi autoritari ma in fondo un uomo, semplicemente.

    "Alekos,cosa significa essere un uomo?"
    "Significa avere coraggio,avere dignità. Significa credere nell'umanità. Significa amare senza permettere a un amore di diventare un'ancora. Significa lottare. E vincere."
    Da Intervista con la storia.

    Insieme a quell'uomo, emerge anche il ritratto della donna che gli copriva le spalle, di quella donna che nonostante tutto lo amò sempre, lo sostenne sempre, per un periodo della sua vita annullò sè stessa e fece di lui il Sole intorno a cui gravitava la sua esistenza. Leggiamo la storia di un amore talmente forte, talmente potente da superare qualsiasi ostacolo, ma che alla fine non riesce a proteggerli, quell'amore che la Fallaci descrisse come un cancro...

    "Ormai non potevo più concepire la mia vita senza di te. Ne facevi parte quanto il mio respiro, le mie mani, il mio cervello, e rinunciare a te era rinunciare a me stessa, ai miei sogni che erano i tuoi sogni, alle tue illusioni che erano le mie illusioni, alle tue speranze che erano le mie speranze, alla vita! E l'amore esisteva, non era un imbroglio, era piuttosto una malattia, e di tale malattia potevo elencare tutti i segni, i fenomeni. Se parlavo di te con gente che non ti conosceva o alla quale non interessavi, mi affannavo a spiegare quanto tu fossi straordinario e geniale e grande...Ma un amore simile non era neanche una malattia, era un cancro!"

    Per tentare di cambiare la sua patria che amava follemente, si candidò alle elezioni, credendo che il popolo l'avrebbe acclamato. Non fu così: la sua storia, quello che aveva fatto per la Grecia, gli anni che aveva sacrificato, non erano valsi a nulla. Iniziò un periodo difficile, in cui di nuovo fu solo, solamente Oriana al suo fianco, a sostenerlo. Intraprese una lotta con il Ministro greco, cercando prove schiaccianti a carico degli ex-membri del vecchio regime per mostrare al popolo che nessuno era stato punito, che tutti facevano ancora la bella vita. Quella lotta lo portò alla morte, perchè era solo, nessun partito a sostenerlo, nessuno che lo ascoltava. Fu semplice per i suoi nemici trovare il modo di eliminarlo in quella notte tra il 30 Aprile e il 1 Maggio del 1976,quando morì o sarebbe più giusto dire fu ucciso in un incidente automobilistico. Al funerale parteciparono circa un milione e mezzo di persone, sicuramente molte di più di quelle che lo sostennero e gli offrirono aiuto e amicizia.

    Non posso dir altro se non che ho amato follemente questo libro! La Fallaci ha saputo riscrivere e rendere in maniera memorabile la storia di un uomo che è tuttora un simbolo. A tratti leggere quelle pagine è stato come ricevere un pugno nello stomaco, molte parti mi hanno spezzato il cuore, ho pianto, ho sofferto con Alekos e Oriana! Ormai è forse un mese da che l'ho finito di leggere, ma non avevo parole per descriverlo, come non ne ho oggi. Non si può rendere giustizia alla bellezza di questo libro, alla bravura e alla forza di Oriana, nè al coraggio di Alekos. Non è possibile. L'unica cosa che possiamo fare è non dimenticare, quindi se non lo avete fatto, leggete la storia di quell'uomo che da solo, sostenuto spesso solo dall'Oriana, voleva cambiare il mondo, ma era semplicemente un Uomo...

    ha scritto il 

  • 5

    Inno alla libertà

    Un susseguirsi di colpi allo stomaco, di stilettate improvvise, di pugnalate continue che rendono la lettura sempre coinvolgente e scorrevole; pagine colme di temi che bruciano e turbano la coscienza ...continua

    Un susseguirsi di colpi allo stomaco, di stilettate improvvise, di pugnalate continue che rendono la lettura sempre coinvolgente e scorrevole; pagine colme di temi che bruciano e turbano la coscienza del lettore. Un grido incessante, durato tre anni, di un “uomo” vittima del Potere durante il regime dei colonnelli in Grecia. Ma anche un romanzo pieno di tenerezza, di amore, di sentimenti elevati seppure contrastanti e esasperati fra la scrittrice e il fiero Alekos Panagoulis. Ricco di profonde riflessioni sull’esistenza umana e sulle sue incertezze: la vita, la morte, il nulla.
    E la Fallaci, nonostante le pene e i tormenti per quell’amore ineffabile, continuerà ostinatamente a sorreggerlo, a proteggerlo, a confortarlo fino all’estremo.
    “Sei stata una buona compagna. L’unica compagna possibile.”
    Sicuramente un libro che merita di essere letto (e forse anche riletto) e degno di occupare un posto di rilievo nella biblioteca di tutti.

    ha scritto il 

  • 0

    umanesimo

    Una grande passione umana e politica dove l'indignazione verso la dittatura e i suoi abili meccanismi é più presente dell'amore romantico, della narrazione su una coppia. Anche qui si sente la Fallaci ...continua

    Una grande passione umana e politica dove l'indignazione verso la dittatura e i suoi abili meccanismi é più presente dell'amore romantico, della narrazione su una coppia. Anche qui si sente la Fallaci che disprezza e che odia il nemico in un' invettiva potente senza appello: di greco c'è ovviamente il fato, la tragedia, l'amore totale e portatore di disgrazie.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che ho nel cuore!

    E' un libro che ancora oggi ricordo profondamente. Se volete capire cos'è la libertà, cosa sono gli ideali dovete leggerlo. La storia d'amore più straziante, dolorosa e profonda che abbia letto. Vera! ...continua

    E' un libro che ancora oggi ricordo profondamente. Se volete capire cos'è la libertà, cosa sono gli ideali dovete leggerlo. La storia d'amore più straziante, dolorosa e profonda che abbia letto. Vera! Ma sopratutto è l'immagine di un eroe che si batte proprio per riconoscere i propri ideali e la libertà, torturato, oltraggiato ed ucciso. Pagine ricche di pensieri profondi ed emozioni, vi scatenerà rabbia.

    ha scritto il 

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