Un uomo

Di

Editore: Rizzoli

4.5
(4592)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 457 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese , Olandese , Tedesco

Isbn-10: 881715377X | Isbn-13: 9788817153775 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
"Al racconto della vita e della morte dell'uomo che ha amato, Oriana Fallaciha dato la forma del grande romanzo..." (Leo Valiani, Corriere della Sera)"Una sconvolgente dichiarazione d'amore a un ribelle solitario, assassinatoperché aveva creduto possibile cambiare il mondo e svelarne le ignominie."(Grand Prix Litteraire de la Ville d'Antibes)
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  • 5

    null

    ritorno su questo libro, che all'epoca non avevo osato recensire, ispirato da un'anobiana speciale. un grande "romanzo" d'amore, si. fra i più grandi. non solo un "romanzo" ma anche un intenso saggio ...continua

    ritorno su questo libro, che all'epoca non avevo osato recensire, ispirato da un'anobiana speciale. un grande "romanzo" d'amore, si. fra i più grandi. non solo un "romanzo" ma anche un intenso saggio su un personaggio ed una pagina storica "minori", se così si puo' dire. per non dire del suo valore in quanto diario e (ennesimo, per oriana) grande esempio di intimo ma mai scontato, o mieloso, o retorico, racconto. un amore che viene raccontato in tutte le sue sfaccettature più crude: un amore fulminante, inatteso, inizialmente contrario ad ogni logica; un amore che è al tempo stesso tanto riservato e "pudico", ma affatto chiuso in sé stesso, anzi che in ragione di questo sacrifica quello che sarebbe potuto facilmente essere meraviglioso, tanto è calato nel mondo e nel mondo agisce, lotta, strepita e rivendica; un amore che è anche un profondo sodalizio di lotta, lavoro, difesa degli ideali. un amore ed un libro, infine, in cui la vera eroina, pietra angolare, martire, nonché colei che si incarica del peso del racconto stesso, è in realtà oriana e non il protagonista.

    ha scritto il 

  • 5

    "Nella sua intervista ci aveva raccontato Panagulis come un eroe. Nel romanzo non è così. Perchè annulla di fatto quel precedente ritratto?" "Per quanto affascinate, un eroe è un personaggio irritante ...continua

    "Nella sua intervista ci aveva raccontato Panagulis come un eroe. Nel romanzo non è così. Perchè annulla di fatto quel precedente ritratto?" "Per quanto affascinate, un eroe è un personaggio irritante, un uomo senza difetti. Quella intervista era come una fotografia e l'avevo scritta dopo aver incontrato Alekos per qualche ora. Il libro è la rappresentazione di un uomo, l'apprezzamento di un uomo, della sua completezza di uomo. Tra le altre cose, Alekos è anche un eroe, e la faccia di un eroe non svanirà mai." (Oriana Fallaci a Publishers Weekly - 7-11-1980)

    Si delinea nel libro una scrittura giornalistica che si attiene esclusivamente ai fatti con delle dovute eccezzioni nella quale viene fuori un'Oriana fragile e combattiva allo stesso tempo, viene fuori il ritratto in certi punti di una donna innamorata del proprio uomo o meglio una "complice" in grado con grande forza e grande determinazione di stare accanto a un Uomo. Lui è un eroe ribelle e solitario che combatte contro un potere inarrestabile, in grado di uscire vivo dopo anni di torture inimmaginabili che il solo leggerle mi ha torturato lo stomaco, eppure lui da quella "tomba" ne è uscito vivo e ha combattuto fino all'ultimo respiro, collezionando fallimenti. Trovo che questa sia una delle più belle storie del Novecento.

    ha scritto il 

  • 5

    "L'eterno Potere che non muore mai, cade sempre per risorgere dalle sue ceneri, magari credi di averlo abbattuto con una rivoluzione o un macello che chiamano rivoluzione e invece rieccolo, intatto, d ...continua

    "L'eterno Potere che non muore mai, cade sempre per risorgere dalle sue ceneri, magari credi di averlo abbattuto con una rivoluzione o un macello che chiamano rivoluzione e invece rieccolo, intatto, diverso nel colore e basta, qua nero, là rosso, o giallo o verde o viola, mentre il popolo accetta o subisce o si adegua."

    ha scritto il 

  • 4

    Nudo, crudo, senza fronzoli... il lettore viene scaraventato così nella storia tra Panagulis e la Fallaci. La storia di un idealista, di uno che crede che si possa davvero cambiare il "sistema" e che ...continua

    Nudo, crudo, senza fronzoli... il lettore viene scaraventato così nella storia tra Panagulis e la Fallaci. La storia di un idealista, di uno che crede che si possa davvero cambiare il "sistema" e che tra le lotte interiori ed esteriori tenta davvero di riuscirvi.. un libro impegnativo e introspettivo che lascia pochi spazi ai caratteri tipici del romanzo... fino alla fine, nonostante sapessi già l'epilogo, ho creduto e sperato x lui. Una storia che nella sua autenticità rimane nel cuore.. da leggere, almeno una volta...

    ha scritto il 

  • 3

    Sono io, sono me

    Se è vero che il mito dell’eroe romantico che rifiuta ogni compromesso e combatte da solo contro l’oppressione del potere, da Jan Palach in poi, è uno dei cardini su cui poggiano il sessantotto e poi ...continua

    Se è vero che il mito dell’eroe romantico che rifiuta ogni compromesso e combatte da solo contro l’oppressione del potere, da Jan Palach in poi, è uno dei cardini su cui poggiano il sessantotto e poi a ruota tutti i movimenti di protesta degli anni ’70, è anche vero che la sua culla non può che essere la Grecia, il cui primo grande racconto, l’Iliade, è una raccolta di storie di eroi romantici, pronti a sacrificare la vita per l'onore e la dignità.

    Ed è la tragedia di un eroe greco degno dell’Iliade che Oriana Fallaci dipinge raccontandoci la storia di Alessandro Panagulis, resistente contro il regime dei colonnelli, poi deputato, quindi martire della resistenza al potere, assassinato dalla destra greca al servizio del nuovo governo “democratico”.

    Certo è un libro che negli anni ’70 fece scalpore. Anche perché, al di là delle indagini di polizia, racconta senza reticenze tutti i fatti noti alla Fallaci intorno all’assassinio. Eppure oggi che sono passati quasi cinquant’anni dalle vicende raccontate, la Storia mette in luce tutta l’ingenuità o peggio ancora l’inutilità del sacrificio di Panagulis. Lui che non si piega mai ai torturatori in prigione, non contamina le sue idee con quelle di altri oppositori del regime, non accetta i compromessi politici che il suo ruolo di deputato richiederebbe, non riesce costruire nulla con questa purezza. In realtà i cambiamenti alla forma del potere accadono, ma non da un giorno all’altro come vorrebbe la visione romantica della politica. Accadono lentamente, via via che la nuova cultura si fa strada, diventa condivisa. Per questo la politica cerca accordi, supera divisioni, accetta anche chi, come insegna Mandela, era classe dirigente nel passato regime. Insomma la politica è compromesso e accordo. Che lentamente cambia la storia. Com’è accaduto anche in Grecia, che oggi è uno stato democratico, contrariamente a quanto Panagulis, attraverso la Fallaci prediceva negli anni ’70.

    Mi sono chiesta spesso durante la lettura di questo libro se l’ingenuità di molti dei ragionamenti politici contenuti nel libro fossero davvero di Panagulis o non piuttosto della Fallaci, che lo ha così trasformato nell’eroe di cui si è innamorata. In fondo ha poca importanza perché la storia d’amore è la parte migliore del libro, quella che non risente dell’usura del tempo, anzi appare ancora oggi modernissima. Due solitudini che si incontrano, dice lei. In realtà due grandi personalità, ognuna innamorata del proprio ruolo nel mondo, alla ricerca dello spazio per poter accogliere la vita dell’altro nella propria.

    ha scritto il 

  • 5

    una biografia romantica, quasi mai agiografica

    Un combattente per la libertà, un eroe anarchico, un pacifista bellicoso, un uomo capace di grandi slanci emotivi ma al tempo stesso preda di infinite debolezze. L’Alekos Panagulis dipinto da Oriana F ...continua

    Un combattente per la libertà, un eroe anarchico, un pacifista bellicoso, un uomo capace di grandi slanci emotivi ma al tempo stesso preda di infinite debolezze. L’Alekos Panagulis dipinto da Oriana Fallaci è una figura letteraria affascinante. La vita privata del singolo, compagno appassionato della giornalista, e la ribellione dolorosa e vanitosa del personaggio pubblico vengono magistralmente offerte al lettore in una biografia romantica ma quasi mai agiografica.
    Le angherie, le torture, le brutalità del regime dei colonnelli appaiono sullo sfondo di un’opera cult, iniziata con una morte mancata, quella del duce Papadopulos, e chiusa mestamente col corpo esanime del protagonista. C’è un omicidio annunciato, dalla prima all’ultima pagina, e il codazzo dei pennivendoli buoni per ogni stagione. C’è un cadavere offerto in pasto ai media, sull’altare della patria, ed è il cadavere di un sognatore, consegnato alle speculazioni strumentali di chi lo aveva abbandonato alla solitudine del combattente.
    Nulla viene trascurato: né la farsa di una giustizia autoritaria, né le costanti fatiche di una nazione incapace di fare i conti con la propria storia. La Grecia, vittima di un drago, dei burocrati del vecchio corso che estesero il proprio uncino anche durante il periodo di transizione democratica, sembra così una musa che assiste tacitamente a ogni cataclisma, laddove il popolo – rapito dal canto delle sirene dei potenti di turno – si mostra estremamente indulgente con chi è in una posizione di forza, spietato nella propria indifferenza contro chi ebbe il coraggio di tenere la schiena dritta.

    ha scritto il 

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