Un uomo che dorme

Di

Editore: Quodlibet

4.0
(437)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8874622422 | Isbn-13: 9788874622429 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Jean Talon ; Postfazione: Gianni Celati

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Studio di Lingue Straniere

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Descrizione del libro
«Hai venticinque anni e ventinove denti, tre camicie e otto calzini, qualche libro che non leggi più e qualche disco che non ascolti più.Sei seduto e vuoi soltanto aspettare».

Terzo romanzo di Georges Perec, Un uomo che dorme è la storia di uno studente che la mattina dell’esame, invece di alzarsi, lascia suonare la sveglia e richiude gli occhi.Segue il racconto della sua vita ordinaria, in cui giorno dopo giorno si educa all’indifferenza per tutto: non voler più niente, vagare, dormire, perdere tempo; tenersi lontano da ogni progetto e da ogni smania; essere senza desideri, senza risentimenti, senza ribellione; leggere «le Monde» dall’inizio alla fine, senza saltare una riga, annunci matrimoniali e necrologi compresi.Un uomo che dorme è un romanzo in cui chiunque, leggendolo, riconosce quell’oscuro desiderio di ritirarsi dal mondo senza scomparire del tutto; e fa spavento quanto sia facile e a portata di mano diventare indifferente a ogni cosa, un fantasma trasparente che, come il protagonista del libro, vaga per Parigi senza aprire bocca, senza desiderare più nulla, tra la folla dei Grands Boulevards, per i caffè, le panchine dei giardinetti, i lungosenna, i musei, i monumenti, sonnambulo turista in casa propria.

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  • 5

    L'arte di fuggire da sé

    Ci vuole molta arte a raccontare fin nei minimi dettagli cosa fa un uomo che decide di abdicare alla sua vita. Ci vogliono tutte le parole che servono, quelle precise: non una di meno, non una di più. ...continua

    Ci vuole molta arte a raccontare fin nei minimi dettagli cosa fa un uomo che decide di abdicare alla sua vita. Ci vogliono tutte le parole che servono, quelle precise: non una di meno, non una di più. Grandissimo libro. (grata anche per aver scoperto i brindilli)

    ha scritto il 

  • 4

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/12/18/un-uomo-che-dorme-georges-perec/

    “Non volere più niente. Aspettare finché non ci sia più nulla da aspettare. Vagare, dormire. Lasciarsi portare dalla fol ...continua

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/12/18/un-uomo-che-dorme-georges-perec/

    “Non volere più niente. Aspettare finché non ci sia più nulla da aspettare. Vagare, dormire. Lasciarsi portare dalla folla, dalle vie. Seguire i canaletti di scolo, le inferriate, l’acqua lungo le sponde. Camminare lungo il fiume, rasente ai muri. Perdere tempo. Tenersi lontano da ogni progetto, da ogni smania. Essere senza desideri, senza risentimenti, senza ribellione.
    Davanti a te, nel corso del tempo, una vita immobile, senza crisi e senza disordine: nessuna asperità e nessuno squilibrio. Un minuto dopo l’altro, un’ora dopo l’altra, un giorno dopo l’altro, una stagione dopo l’altra, qualcosa comincerà che non avrà mai fine: la tua vita vegetale, la tua vita azzerata.”
    (Georges Perec, “Un uomo che dorme”, ed. Quodlibet)

    “Un uomo che dorme” è l’educazione all’indifferenza verso tutto e tutti di uno studente venticinquenne che un giorno, invece di alzarsi per andare a sostenere un esame universitario, resta a letto a dormire. Al culto dell’azione egli contrappone la propria inazione. La discesa nell’ozio e nella solitudine è inesorabile, e il giovane non ha alcun desiderio, progetto, voglia di ribellarsi alla quotidianità che lo vede vagabondare per la città, girare per caffè, librerie, viali, musei, come un fantasma.
    “Col tempo la tua freddezza diventa leggendaria. Gli occhi hanno perso ogni espressività, la figura ora è perfettamente cascante. Una serenità senza tedio, senza amarezza, si è inscritta agli angoli della tua bocca. Vai per la strade come scivolando, intoccabile, protetto dall’usura moderata dei tuoi vestiti, dalla neutralità della tua camminata. Ormai hai solo gesti automatici. Pronunci solo le parole necessarie. Chiedi:
    - un caffè,
    - un posto davanti,
    - un menù e un rosso,
    - una birra,
    - uno spazzolino da denti,
    - un taccuino.
    Paghi, intaschi, prendi posto, consumi.”

    “Non hai imparato niente, tranne che la solitudine non insegna niente, che l’indifferenza non insegna niente: era un’impostura, una fascinosa e ingannevole illusione. Eri solo, tutto qui, e volevi proteggerti; volevi tagliare per sempre i rapporti tra te e il mondo. Ma tu sei così poca cosa, e il mondo un tal parolone: alla fine, il tuo non è stato altro che un errare in una grande città, e costeggiare chilometri di facciate, vetrine, parchi e lungofiume.”

    ha scritto il 

  • 4

    "Ora sei il padrone anonimo del mondo, quello su cui la storia non ha più presa, quello che non sente più la pioggia cadere, che non vede più la notte venire."

    ha scritto il 

  • 2

    Uno studente una mattina decide di non recarsi ad un esame e da quel momento semplicemente smette di vivere, nel senso che si abbandona a una vita passiva di vagabondaggio, sonno, contemplazione di mu ...continua

    Uno studente una mattina decide di non recarsi ad un esame e da quel momento semplicemente smette di vivere, nel senso che si abbandona a una vita passiva di vagabondaggio, sonno, contemplazione di muri, cibo ordinario, asocialità. Un novello scrivano Bartleby che si rifiuta di partecipare alla corsa della vita e si aggira per la città.
    Il libro contiene molti temi propri di Perec: la vita quotidiana, gli oggetti, Parigi trattata come personaggio a sè, ma nel suo voler essere atarassico e ripetitivo come il protagonista finisce inevitabilmente (?) per essere anche noioso. Con una discreta postfazione di Gianni Celati.

    ha scritto il 

  • 4

    Mille maniere di non aspettare niente. (p. 55)

    "Se solo l'appartenenza alla specie umana non fosse accompagnata da quest'insopportabile frastuono, se solo i pochi, ridicoli passi avanti compiuti nel regno animale non si dovessero pagare con questa ...continua

    "Se solo l'appartenenza alla specie umana non fosse accompagnata da quest'insopportabile frastuono, se solo i pochi, ridicoli passi avanti compiuti nel regno animale non si dovessero pagare con questa perpetua indigestione di parole, progetti, grandi partenze! Ma il prezzo è troppo salato per due pollici opponibili, una stazione eretta e una non completa rotazione della testa sulle spalle: questo gran calderone, questa fornace, questa graticola che chiamiamo vita, questi miliardi di intimazioni, incitamenti, moniti, esaltazioni e disperazioni, questo mare di obblighi a non finire, quest'eterna macchina per produrre, macinare, scialacquare, trionfare su ogni insidia e ricominciare da capo, questo dolce terrore che vuole regolare ogni giorno e ogni ora della tua esile esistenza!" (pp. 44, 45)

    ha scritto il 

  • 3

    Di Perec mi trovo spesso ad apprezzare più le idee che ci sono dietro i suoi libri che i libri stessi. Mi è successo in passato, mi succederà ancora in futuro, visto che bene o male non penso smetterò ...continua

    Di Perec mi trovo spesso ad apprezzare più le idee che ci sono dietro i suoi libri che i libri stessi. Mi è successo in passato, mi succederà ancora in futuro, visto che bene o male non penso smetterò di leggere questo autore. Di "Un uomo che dorme", ad esempio, ho apprezzato molto l'idea di partenza, ma la realizzazione, il modo di raccontare proprio, l'ho trovato troppo poco invogliante. In effetti devo ammetterlo: mi sono trascinato nella lettura pagina dopo pagina, nonostante sia un librettino che si legge in un paio di giorni.

    L'idea di descriverci l'alienazione del personaggio, un Bartleby moderno che da un momento all'altro applica un "preferirei di no" a tutta la sua vita, è ciò da cui parte l'autore. Questo novello Meursault camusiano si educa al "non fare": nel silenzio completo, in una solitudine autoimposta, il protagonista decide da un giorno all'altro di ritirarsi dalla vita, o meglio, di non fare più alcuna scelta. Le scene si alternano così fra la sua spoglia stanza, dove sdraiato su un lettuccio rimane a guardare le crepe sul soffitto o a giocare meccanicamente a carte, e lungo le strade di Parigi, percorse con indifferenza verso tutto ciò che lo circonda. Non c'è azione, non c'è una vera trama. Per questo libro Perec si sbarazza di essa e procede unicamente per descrizioni: si ripete, le scene sono sempre simili, i dettagli sovrabbondano in ogni parte, il confine fra sogno e realtà si individua solo grazie al cambio dei capitoli. Ogni tanto qualcosa turba la nuova "vita" del protagonista — un viaggio nel paese di campagna dei genitori, o l'interrogarsi sulle attività del vicino di pianerottolo — ma niente tale da essere chiamato un vero e proprio avvenimento. Perec si sofferma solamente sulla condizione del suo personaggio, e di essa ci descrive ogni singola inflessione: per un centinaio di pagine sembra di non progredire in alcuna direzione, così come il personaggio rimane in questo suo limbo fatto di musei visitati senza guardare le opere esposte, pranzi sempre uguali per non dover scegliere nel menu, cinema frequentati per vedere film che forse ha già visto, o panchine su cui sedersi per veder passare le persone senza davvero osservarle. In questa storia si può leggere un po' di tutto, come fa Gianni Celati nel saggio in coda all'edizione della Quodlibet, dall'indifferenza verso ciò che ci circonda alla "solitudine di massa", dall'incertezza dell'uomo moderno al flusso ripetitivo delle azioni quotidiane. Ma quando in un libro puoi leggerci un po' di tutto, puoi scavarci dentro in ogni direzione, puoi legarlo a temi tanto (troppo?) distanti fra loro, significa davvero che l'autore ha centrato l'obiettivo o forse che non c'è riuscito proprio ottimamente?

    Perec è il classico scrittore troppo finemente arguto per essere compreso da tutti i suoi lettori, ed è per questo che io non sempre lo capisco, né posso dire di apprezzarlo appieno. Questo libro va così ad aggiungersi a quelli che magari un giorno rileggerò e capirò meglio, ma per il momento lo lascio sullo scaffale della biblioteca con un grande punto interrogativo.

    ha scritto il 

  • 4

    https://www.youtube.com/watch?v=WB1c0xoqym0

    https://www.youtube.com/watch?v=dGZYSshLZL0

    due pezzi letti da Perec

    https://www.youtube.com/watch?v=qvKWbYBC98g

    letto da Gianni Celati

    https://www.youtube. ...continua

    https://www.youtube.com/watch?v=WB1c0xoqym0

    https://www.youtube.com/watch?v=dGZYSshLZL0

    due pezzi letti da Perec

    https://www.youtube.com/watch?v=qvKWbYBC98g

    letto da Gianni Celati

    https://www.youtube.com/watch?v=AkNGpbO-krg

    il film completo

    ha scritto il 

  • 5

    El campeón de los pasotas

    Lo primero que leo de Perec y me ha encantado su manera de escribir. Denso, complejo y de gran profundidad. La historia, siguiendo los pasos de Bartleby, consigue ir mas allá. ¿Qué pasa por la mente d ...continua

    Lo primero que leo de Perec y me ha encantado su manera de escribir. Denso, complejo y de gran profundidad. La historia, siguiendo los pasos de Bartleby, consigue ir mas allá. ¿Qué pasa por la mente de un joven, que un buen día decide no hacer nada, no pensar en nada, mantener una indiferencia absoluta ante todas las cosas? Pero en el fondo, da todo igual. Hacer o no hacer, pensar o no pensar. No importa. Nada cambiará.

    ha scritto il 

  • 3

    Una novela que resultará familiar para los que se han leído "Bartrebly el escribiente" ya que es de la misma línea, el mismo o casi, tipo de historia llena de descripciones sobre sentimientos, estados ...continua

    Una novela que resultará familiar para los que se han leído "Bartrebly el escribiente" ya que es de la misma línea, el mismo o casi, tipo de historia llena de descripciones sobre sentimientos, estados de ánimo y todo pura poesía y misticismo filosófico. No está mal, sobre todo porque es cortita, si llega a ser unos capítulos más extensa provocaría dolores fuertes de cabeza.

    ha scritto il 

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