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Un uomo senza patria

Di

Editore: Minimum Fax

4.1
(329)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 116 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 887521090X | Isbn-13: 9788875210908 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Testa

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Biography , Non-fiction , Political

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Descrizione del libro
In questi dodici interventi, originariamente pubblicati sulla rivista radicale"In These Times", l'autore offre il suo punto di vista sull'America e sulmondo di oggi. Traendo ispirazione di volta in volta da Mark Twain, GesùCristo, Abraham Lincoln e i socialisti di inizio Novecento, critica ilneoimperialismo di Bush e il capitalismo malato delle multinazionali, ma conuno stile che apre a continue digressioni: dalle dichiarazioni d'amore per ilblues alle riletture naïf di Kafka e Shakespeare, dai ricordi dell'assedio diDresda a quelli dello spinello fumato coi Grateful Dead.
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    Questa breve raccolta di saggi, apparsi per la prima volta sulla rivista In These Times e pubblicata in America nel 2005 con il titolo A Man Without Country, è l’ultimo contributo che Kurt Vonnegut la ...continua

    Questa breve raccolta di saggi, apparsi per la prima volta sulla rivista In These Times e pubblicata in America nel 2005 con il titolo A Man Without Country, è l’ultimo contributo che Kurt Vonnegut lascia al mondo delle lettere. Lo è stato per sua esplicita volontà ma il tempo gli ha dato ragione: solo due anni lo separavano dalla morte.

    Edito in Italia da Minimum Fax, Un uomo senza patria raccoglie riflessioni che attraversano il tempo e lo spazio, il reale e l’immaginario e che svelano i meccanismi di una mente geniale e anticonformista. Le tematiche trattate sono varie: Vonnegut discute di umorismo, letteratura, scienza e tecnologia. La politica è una presenza costante, soprattutto in quanto prova della malvagità umana: il disprezzo verso l’amministrazione Bush è fortissimo (non per niente il sottotitolo dell’edizione americana è A Memoir of Life in George W. Bush’s America). Tuttavia la famiglia resta sempre una nota dolce e molti sono gli aneddoti che Vonnegut racconta, come in un’autobiografia improvvisata che segue il riaffiorare della memoria, resa frammentata e meravigliosamente imprevedibile dalla vecchiaia.

    Continua a leggere la recensione qui: http://www.rivistaunaspecie.com/2015/04/17/recensione-uomo-patria-kurt-vonnegut/

    ha scritto il 

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    "E ovviamente, un'altra ragione per non parlare della guerra è che è indescrivibile"

    Sul piccolo palco di un locale buio, vuoto di gente, pieno di fumo, Vonnegut sputa, come in un borbottio interiore, le proprie verità; le undici "confessioni" che costituiscono questo libriccino racco ...continua

    Sul piccolo palco di un locale buio, vuoto di gente, pieno di fumo, Vonnegut sputa, come in un borbottio interiore, le proprie verità; le undici "confessioni" che costituiscono questo libriccino raccontano il doloroso amore che egli sentiva per gli esseri umani (per gli umanisti) e il profondo disprezzo che provava per la gente (rea di aver condannato la terra ad un'inarrestabile dissoluzione), per i potenti e le loro scellerate, irresponsabili scelte (Sono persone nate senza coscienza, che improvvisamente stanno prendendo il controllo su tutto).
    Nulla di nuovo, in fondo (nemmeno il linguaggio per uno scrittore che è rimasto sempre fedele a se stesso anche nella voce).

    ha scritto il 

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    Sapete cos’è un umanista?
    I miei genitori e i miei nonni erano umanisti, ossia quelli che un tempo venivano definiti Liberi Pensatori. Perciò, in quanto umanista, sto onorando i miei antenati, come l ...continua

    Sapete cos’è un umanista?
    I miei genitori e i miei nonni erano umanisti, ossia quelli che un tempo venivano definiti Liberi Pensatori. Perciò, in quanto umanista, sto onorando i miei antenati, come la Bibbia sostiene che è giusto fare. Noi umanisti cerchiamo di comportarci nella maniera più dignitosa, leale e onesta possibile senza aspettarci nessuna ricompensa o punizione in una vita dopo la morte. Mio fratello e mia sorella non credevano nell’aldilà, così come non ci credevano i miei genitori e i miei nonni. Gli bastava sapere che erano vivi. Noi umanisti facciamo del nostro meglio per servire l’unico ente astratto che ci risulta davvero familiare, ossia la nostra comunità.
    Io, fra parentesi, sono presidente onorario dell’Associazione Umanista Americana, essendo subentrato in questa carica completamente priva di funzione al defunto Isaac Asimov, il grande scrittore di fantascienza. Qualche anno fa abbiamo organizzato una cerimonia per Isaac, io ho tenuto un breve discorso e a un certo punto ho detto: «Adesso Isaac è lassù in cielo». Era la battuta più esilarante che potessi fare di fronte a una platea di umanisti. Li ho fatti rotolare fra le poltrone per le risate. Ci sono voluti parecchi minuti per riportarli all’ordine. E se mai dovessi morire anch’io – Dio non voglia – spero che voi direte: «Adesso Kurt è lassù in cielo». È la mia battuta preferita.

    ha scritto il 

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    Forse oggi un po' datato nella scelta di alcuni argomenti (l'America ai tempi di Bush, periodo del quale comunque stiamo ancora vivendo gli effetti) ma la lezione "matematica" di scrittura creativa va ...continua

    Forse oggi un po' datato nella scelta di alcuni argomenti (l'America ai tempi di Bush, periodo del quale comunque stiamo ancora vivendo gli effetti) ma la lezione "matematica" di scrittura creativa vale da sola la lettura.

    ha scritto il 

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    "Regole numero uno: non usare il punto e virgola.E' un ermafrodito travestito che non rappresenta assolutamente nulla. Dimostra soltanto che avete fatto l'università"

    "e adesso è evidente che gli dei ...continua

    "Regole numero uno: non usare il punto e virgola.E' un ermafrodito travestito che non rappresenta assolutamente nulla. Dimostra soltanto che avete fatto l'università"

    "e adesso è evidente che gli dei avevano ragione.I nostri cugini di primo grado, gorilla, oranghi, scimpanzè, hanno campato felici e contenti per tutto questo tempo cibandosi di vegetali crudi, mentre noi non solo prepariamo pasti caldi ma in meno di duecento anni abbiamo quasi distrutto questo pianeta, che prima era un sanissimo sistema di sostentamento della vita, principalmente dandoci a una gran baldoria termodinamica a base di combustibili fossili."

    " Siamo sulla terra per andare in giro a cazzaggiare. Non date retta a chi dice altrimenti."

    "E se siete davvero persone istruite capaci di pensare con la vostra testa, a Washington non sarete visti di buon occhio. Conosco addirittura un paio di ragazzini svegli delle medie che a Washington non sarebbero visti di buon occhio."

    "- E Dio? Se fosse oggi ancora vivo?
    - Dio deve essere per forza ateo, perchè ormai siamo negli escrementi fino alla nuca, ma di brutto, proprio di brutto."

    " Non so se ci sono uomini sulla luna, ma se ce ne sono, di sicuro usano la terra come manicomio."

    "Poi ho salutato il mio amico, ho riagganciato il telefono e ho scritto questo epitaffio: < Qui giace la buona Terra- avremmo potuto salvarla, maledizione, ma siamo stati troppo avari e pigri>."

    ha scritto il 

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