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Un uomo solo

Di

Editore: Club Italiano dei lettori

3.6
(111)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Copertina rigida

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Con i bellisimi dialoghi di Cassola si viene trasportati in situazioni molto comuni per quegli anni. Gli 'uomini soli' erano la minoranza. I furbi e gli opportunisti la maggioranza.

    ha scritto il 

  • 4

    "Anche i Promessi Sposi sono un vecchio amore. Me li fece leggere un prete che conosceva la mia famiglia. Io i preti non li ho mai potuti vedere, ma quello, riconosco che mi ha fatto del bene...Avrà anche voluto tirarmi dalla sua parte, non dico mica. Certo che il metodo era sbagliato: l'istruzio ...continua

    "Anche i Promessi Sposi sono un vecchio amore. Me li fece leggere un prete che conosceva la mia famiglia. Io i preti non li ho mai potuti vedere, ma quello, riconosco che mi ha fatto del bene...Avrà anche voluto tirarmi dalla sua parte, non dico mica. Certo che il metodo era sbagliato: l'istruzione è sempre antireligiosa: più uno si istruisce, più diventa contrario alla religione"

    ha scritto il 

  • 0

    Questo libro si trova nella mia libreria da 35 anni,ma non l'avevo ancora letto.Non mi sono persa niente.La storia di due ragazzi che decidono di sposarsi è la scusa per raccontare chiacchiere da bar su fascismo,comunismo e anarchia.

    ha scritto il 

  • 3

    Non certo un capolavoro ma si legge volentieri questa storia che ricorda La casa di via Valadier.
    Anche qui siamo in pieno fascismo ma nel grossetano,dove un vecchio anarchico passa le giornate a discorrere vanamente con gli altri quattro gatti che si oppongono al regime mentre la figlia as ...continua

    Non certo un capolavoro ma si legge volentieri questa storia che ricorda La casa di via Valadier.
    Anche qui siamo in pieno fascismo ma nel grossetano,dove un vecchio anarchico passa le giornate a discorrere vanamente con gli altri quattro gatti che si oppongono al regime mentre la figlia assai più smaliziata architetta il matrimonio con il figlio imbelle del padrone.

    ha scritto il 

  • 4

    Le persone sono pecore, non te ne sei ancora accorto? Voi anarchici credete che il supremo desiderio di ciascuno sia la libertà. E' questo il vostro sbaglio. La gente ama la servitù.

    ha scritto il 

  • 3

    amo Cassola da sempre, sicuramente questo è un romanzo minore, che non aggiunge nulla, da leggere solo per chi apprezza l'intera sua opera. Particolarmente cinico ed amaro, anche le atmosfere toscane risultano ombrate dalla tristezzA. non esiste amore, ma solo un gioco di parti e di forze, in cui ...continua

    amo Cassola da sempre, sicuramente questo è un romanzo minore, che non aggiunge nulla, da leggere solo per chi apprezza l'intera sua opera. Particolarmente cinico ed amaro, anche le atmosfere toscane risultano ombrate dalla tristezzA. non esiste amore, ma solo un gioco di parti e di forze, in cui prevalgono gli interessi economici. forse è particolarmente moderno, ma fa parecchio rimpiangere Mara e Bube, fausto e Anna, luminosi, romantici e senza tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    Niente illusioni

    Tito non seppe spiegarsi (sapeva spiegarsi poco) ma la sua idea era che il mondo di prima non era migliore di questo. Era lo stesso un mondo di violenze e di sopraffazioni. Solo, in modo più nascosto. Adesso era come se tutte quelle iniquità fossero venute alla luce.
    L'avvocato Corsi era
    ...continua

    Tito non seppe spiegarsi (sapeva spiegarsi poco) ma la sua idea era che il mondo di prima non era migliore di questo. Era lo stesso un mondo di violenze e di sopraffazioni. Solo, in modo più nascosto. Adesso era come se tutte quelle iniquità fossero venute alla luce.
    L'avvocato Corsi era in buonafede, ma le sue erano illusioni. Il mondo era sempre stato ignobile. Anche quello che era esistito prima della guerra... I liberali s'illudevano sull'Italia di un tempo, e Corsi non faceva eccezione. A loro volta i comunisti s'illudevano sulla Russia. Solo gli anarchici non s'erano mai fatti illusioni: né sul passato, né sull'avvenire.

    Amarissimo.
    Cassola scrive in modo pulito, senza fronzoli, offrendo uno splendido spaccato di Italia pre-bellica e una galleria di ritratti accomunati da una cosa sola: l'insoddisfazione.
    Che si discuta di politica, di amore o di futuro, l'amarezza si spande su tutto come un'ombra, una coperta che non lascia respirare.
    Tito che discorre con i pochi che resistono al fascismo, costretti ad incontrarsi lontano dal paese come randagi.
    Grazia che pensa ad un matrimonio di solo interesse con un misto di calcolo, freddezza e indifferenza che lascia annichiliti.
    La madre che si comporta un po' come una ruffiana e un po' come una vigliacca.
    E poi, il fidanzato che non tiene le mani a posto, l'imprenditore sulla via del tramonto.
    Bazzecole e piccolezze, ma quanto è bravo Cassola a mostrarci una realtà prosciugata. Secca. Asciutta. Priva di quella linfa che sono i sentimenti positivi. Una luce forse c'è, una piccola speranza, concessa al lettore in dosi minuscole, quasi introvabili.
    Cosa può restare di tanta desolazione emotiva?
    Un sospiro triste, e una vaga paura.

    Gli anni passati in convento non avevano addolcito il suo carattere. Al contrario, avevano rafforzato le sue cattive inclinazioni. Anche lì in convento nascevano di continuo invidie e gelosie. Lei s'era tuffata con voluttà in quel mondo malsano. Prendeva le parti di questa e di quella, faceva i dispetti alle loro nemiche... Sapeva di essere in una situazione falsa: né conversa né orfana né donna di servizio.

    ha scritto il 

  • 3

    Anarchica solitudine

    Ritratto, più amaro che dolce, della piccola borghesia italiana durante il fascismo e prima del secondo conflitto mondiale.
    Cassola è come sempre un maestro nel descrivere i personaggi, con leggerezza e scrittura fluida, ma questa volta il risultato mi ha lasciato un po' troppo amaro in boc ...continua

    Ritratto, più amaro che dolce, della piccola borghesia italiana durante il fascismo e prima del secondo conflitto mondiale.
    Cassola è come sempre un maestro nel descrivere i personaggi, con leggerezza e scrittura fluida, ma questa volta il risultato mi ha lasciato un po' troppo amaro in bocca.
    Tito è veramente un uomo solo nella sua fede anarchica e nel non comprendere i vacui (per lui) affanni delle "donne di casa".
    Voto: 6 e mezzo

    ha scritto il 

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