Un uomo vero

Di

Editore: Mondadori

4.0
(169)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 756 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8804486988 | Isbn-13: 9788804486985 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura

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  • 3

    "Per ben 75 anni la banca si era chiamata Southern Planters Bank and Trust Company. Ma poi quel nome era parso troppo convenzionale, non al passo coi tempi, troppo vecchia maniera e soprattutto troppo ...continua

    "Per ben 75 anni la banca si era chiamata Southern Planters Bank and Trust Company. Ma poi quel nome era parso troppo convenzionale, non al passo coi tempi, troppo vecchia maniera e soprattutto troppo "vecchio Sud". Planters, piantatori, era una parola carica di connotazioni che rimandava alle piantagioni e alla schiavitù. Per questo era stata sterilizzata e pastorizzata in Planners, pianificatori. Non si può obiettare nulla ai pianificatori; anche il peggiore esempio di funzionario pubblico nel Dipartimento per l'Edilizia Agevolata può definirsi un pianificatore. Infine le due parole Planners e Banc erano state fuse in PlannersBanc, in linea con la nuova tendenza all'agilità e all'accortezza che univa i nomi mantenendo una lettera maiuscola nel mezzo... NationsBank, SunTrust, BellSouth, GranCare (...), come se così si creasse una lega resistente per il Ventunesimo secolo."

    Parte come un treno, questo romanzo, e per quasi metà ti tiene incollata alla storia.
    La citazione che ho riportato mi è piaciuta tantissimo come pure tutto il primo capito che la contiene, ma tutti i capitoli introduttivi alla storia rivelano grande maestria e capacità di narrazione.
    Wolfe è bravissimo a presentare i personaggi, a renderli vivi, dagli squali della finanza agli ignoranti pieni di soldi e di sé.
    Immagini vivide, una grandissima abilità nell'accostare le parole, una puntuale e sarcastica osservazione degli ingranaggi sociali e la capacità di raccontare i luoghi arricchiscono il tutto.

    Non mi piace mai parlare male di un libro, specie se l'autore ha scritto cose eccelse come Il falò delle vanità, e in ogni caso stiamo comunque parlando di un romanzo assolutamente pregevole.

    Ma è con rammarico che devo aggiungere che la lunghezza è eccessiva, il tornare ripetutamente agli stessi concetti e alle stesse note caratteriali di ogni personaggio non giova alla storia, mentre, al contrario, il finale sembra un troppo precipitoso "chiudiamola qui", quasi per stanchezza, come se dopo tanto abile intrecciare (e davvero, le diverse storie personali si incastrano benissimo), Wolfe avesse perso interesse, o forse non sapesse neanche lui che cosa decidere.

    Insomma, lo termino con un senso di delusione, come una promessa non mantenuta, con un epilogo che secondo me zoppica tanto quanto il suo personaggio principale giunto alla fine della storia, anche lui entrato in scena come un gigante e via via accasciatosi penosamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Chiarlie Croker, imprenditore di successo, che si lascia prendere la mano da grandi investimenti, lusso sfrenato...
    Conrad, uomo semplice, che cerca di sbarcare il lunario per mantenere la moglie e i ...continua

    Chiarlie Croker, imprenditore di successo, che si lascia prendere la mano da grandi investimenti, lusso sfrenato...
    Conrad, uomo semplice, che cerca di sbarcare il lunario per mantenere la moglie e i due figli, ma un giorno si trova coinvolto in un guaio...
    Due storie parallele, ma un giorno Chiarlie e Conrad si incontrano e per loro cambia la vita.

    ha scritto il 

  • 5

    Questa volta siamo in Georgia, trascinati da un caso legale che rischia di accendere la miccia della divisione razziale. Piantagioni e ricchi (ricchissimi) magnati in declino. Il bla bla bla delle cen ...continua

    Questa volta siamo in Georgia, trascinati da un caso legale che rischia di accendere la miccia della divisione razziale. Piantagioni e ricchi (ricchissimi) magnati in declino. Il bla bla bla delle cene di beneficienza ed ex mogli rinnovate da sode 25enni. # L'ho detto altre volte, adoro l'autore... ed infatti anche questa volta non sono riuscita a staccarmi del libro se non quando l'ho concluso.

    ha scritto il 

  • 4

    Tom Wolfe - Un uomo vero

    Ho apprezzato parecchio Il faló delle vanità tanto che mi ero sempre ripromesso di leggere altro di Tom Wolfe, autore che ha lesinato negli anni in pubblicazioni, ma non in mole di quest'ultime.

    Anche ...continua

    Ho apprezzato parecchio Il faló delle vanità tanto che mi ero sempre ripromesso di leggere altro di Tom Wolfe, autore che ha lesinato negli anni in pubblicazioni, ma non in mole di quest'ultime.

    Anche per quanto riguarda Un uomo vero infatti ci si trova di fronte ad un bel mattoncino di circa 800 pagine che, a mio parere, poteva essere un pochino sfrondato in alcuni punti. L'intreccio è sicuramente apprezzabile e ben costruito, peró alcuni capitoli li ho trovati eccessivamente prolissi e poco funzionali al resto del libro (o meglio per approfondire per bene tutti gli aspetti messi in gioco forse il romanzo sarebbe dovuto essere persino ben più corposo!).

    Wolfe, come già nel precedente lavoro, è molto bravo nella sua opera di denuncia, trattando il tema (già visto comunque) del razzismo, ma soprattutto addentrandosi nel mondo della politica (interessantissimo l'epilogo), dei suoi intrighi e nell'ambito dei ricchi costruttori edili, dei loro vezzi, delle loro manie e della loro grandezza. Il tutto viene sviscerato con una scrittura sicuramente semplice e scorrevole, ma ricca di dettagli e pregna di ricercatezza che testimonia, a mio avviso, il buon lavoro fatto da Wolfe in fase di ricerca.

    Il grande tema del libro è sicuramente il contrasto tra la pantagruelica ricchezza di Charlie Croker e la povertà, vorrei dire più che altro la sfortuna, di Conrad Hensley. Wolfe riesce a creare un interessantissimo intreccio che coinvolge questo grande tycoon dell'edilizia e la sua lenta discesa nell'abisso dei debiti e questo giovane, che ha avuto poco, pochissimo dalla vita. L'autore è stato sicuramente in anticipo sui tempi, in quanto la crisi del mercato edilizio o meglio dei costruttori, simbolo di una certa epoca di prestiti spensierati da parte delle banche è poi esplosa in questi anni e quindi bisogna dare atto a Wolfe, come ne Il faló delle vanità, di essere un attento osservatore della realtà socio economica degli Stati Uniti.

    Ho apprezzato Un uomo vero per l'intreccio ben costruito (seppur un pó debole in alcuni monenti), per la grandiosità e meticolosità descrittiva di alcuni punti (su tutti l'accoppiamento dello stallone) e per una generale tendenza a far riflettere su certi temi, come nel romanzo precedente. Permangono peró alcuni difetti come un'eccessiva prolissità di alcuni punti e forse il voler sviscerare troppi attori che poi a conti fatto risultano mere comparse. Wolfe rimane cumunque un ottimo narratore, piacevole, forse dalla prosa non indimenticabile, ma assolutamente concreto. Meglio Il faló delle vanità (libro consigliatissimo) di questo Un uomo vero che è altrettanto godibile peró.

    ha scritto il 

  • 3

    Wolfe prova a continuare nella scia del romanzo sociale tipo "Faló" ma va meno a fondo, azzecca meno personaggi e non riesce a trovare quel ritmo indiavolato. rimane un discreto e solido romanzo a ste ...continua

    Wolfe prova a continuare nella scia del romanzo sociale tipo "Faló" ma va meno a fondo, azzecca meno personaggi e non riesce a trovare quel ritmo indiavolato. rimane un discreto e solido romanzo a stelle e strisce, seppur manchino appunto slancio e vera originalitá.

    ha scritto il 

  • 0

    Insuperabili momenti di maestria e narrazioni miracolose. Il primo capitolo ti lascia a bocca aperta poi, vi dico, non è facile arrivare fino in fondo, saranno le 900 pagine, sarà Atlanta.
    Imperdibil ...continua

    Insuperabili momenti di maestria e narrazioni miracolose. Il primo capitolo ti lascia a bocca aperta poi, vi dico, non è facile arrivare fino in fondo, saranno le 900 pagine, sarà Atlanta.
    Imperdibile il finale.
    Leggetelo.

    ha scritto il 

  • 5

    Un narratore formidabile. Wolfe sa scrivere. Decisamente. Torna sugli argomenti del Falò delle vanità, sulle tensioni razziali negli Stati Uniti, ma è tutto fuorché ripetitivo, tutto fuorché banale. T ...continua

    Un narratore formidabile. Wolfe sa scrivere. Decisamente. Torna sugli argomenti del Falò delle vanità, sulle tensioni razziali negli Stati Uniti, ma è tutto fuorché ripetitivo, tutto fuorché banale. Tesse storie con la sapienza di un sarto riuscendo ad essere divertente, avvincente e intelligente. Ho scoperto che ha scritto solo 4 libri e 2 li ho già letti e ci sono rimasto malissimo. Devo procurarmi i suoi articoli. Insomma, ho sete del suo scrivere acciderboli

    ha scritto il 

  • 4

    A man in full

    Wolfe è un grandissimo costruttore di trame. I suoi romanzi partono come una grande matassa che poi si dipana fino a creare un intreccio pressoché perfetto. Il protagonista di questo libro, il magnate ...continua

    Wolfe è un grandissimo costruttore di trame. I suoi romanzi partono come una grande matassa che poi si dipana fino a creare un intreccio pressoché perfetto. Il protagonista di questo libro, il magnate Charlie Croker, è descritto con un'abilità impressionante: un uomo che non accetta i cambiamenti del presente, che si attacca a valori futili e che punta tutto sul suo voler apparire come uomo virile, forte e senza paura. Un libro davvero interessante, con alcune scene memorabili come quella delle bisacce e dei cavalli da monta. Mi aspettavo un pochino di più dal finale, da qui le quattro stelline invece di cinque.

    ha scritto il