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Un viaggio chiamato amore

Lettere (1916-1918)

Di ,

Editore: Feltrinelli (Varia)

3.8
(283)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 130 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807490064 | Isbn-13: 9788807490064 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Bruna Conti

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Biography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Documento di una storia d'amore tormentata, il libro, presenta il carteggio tra Sibilla Aleramo e Dino Campana, dal febbraio 1916 al gennaio del 1918. L'epistolario venne pubblicato, per la prima volta, da Nicola Gallo nel 1958,due anni prima della morte della Aleramo. Nel 1987 Bruna Conti ne ha curato una nuova edizione. Il lavoro di prima mano sugli autografi dei due protagonisti e importanti acquisizioni di documenti, le hanno permesso di allestire un testo più fedele dell'epistolario.
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  • 4

    “Un viaggio chiamato amore” è il terzo volume che è stato venduto in allegato al Corriere della Sera e che potete trovare, in alternativa, sul sito “Corrierestore.it”, dove si può acquistare anche l’intera collana di libri.
    Questa collana di venti opere racchiude la corrispondenza appassion ...continua

    “Un viaggio chiamato amore” è il terzo volume che è stato venduto in allegato al Corriere della Sera e che potete trovare, in alternativa, sul sito “Corrierestore.it”, dove si può acquistare anche l’intera collana di libri.
    Questa collana di venti opere racchiude la corrispondenza appassionata dei grandi personaggi dell’Ottocento e Novecento e, in questa, possiamo leggere le lettere di Sibilla Aleramo e Dino Campana.
    Sibilla, il cui vero nome è Rina Faccio, è stata una scrittrice e una poetessa italiana. Donna pacifica, femminista e bisessuale, durante la sua vita lottò per i diritti delle donne, non solo attraverso la sua scrittura, ma anche partecipando a manifestazioni per il diritto al voto delle donne. Sibilla diresse “L’Italia femminile” e divenne socia dell’Unione femminile nazionale. Nel 1902, dopo ripetuti scontri con il marito, abbandona lui e il figlio per andare a Roma. Sibilla è l’autrice del libro “Una donna”, incentrato principalmente sulla sua vita. Nel 1914, durante la prima guerra mondiale, la scrittrice conobbe il poeta Dino Campana, con il quale ebbe un rapporto amoroso. I due rimasero insieme fino al 1917 e la loro fu una storia tumultuosa ed intensa. Fu a causa dei gravi problemi psichici di Dino, se Sibilla si allontanò da lui e, in seguito, pose termine alla relazione.
    Il volume si apre con un testo di anticipazione del libro, “La storia” di Bruna Conti, che racconta in settanta pagine, quella che fu la storia tra Sibilla e Campana.
    Le lettere di entrambi gli scrittori sono la testimonianza di un amore profondo, di una storia tormentata, di un inseguirsi, l’uno con l’altro, fino alla fine tanto temuta, della loro storia. In breve fu, come lo definì lo stesso Campana: “un viaggio chiamato amore”.
    L’amore di Sibilla per Dino, all’inizio, era quasi ossessivo, dalle letture si può percepire tutto il suo interesse, tutto l’amore che essa provava nei confronti del poeta, il quale sembrava quasi “distratto” da queste attenzioni. Solo con il passare del tempo, Campana si invaghisce prima, e si innamora poi, di Sibilla, quella donna forte, che era scappata dal marito, che si era costruita una vita sua e che lo amava, sinceramente, passionalmente, oltre tutto e, nonostante i problemi psichici di lui.
    Fu soltanto dopo i litigi, dopo le scenate di gelosia e l’aggressività di Dino che Sibilla, iniziò a rendersi conto dei seri problemi mentali di cui era affetto il suo amato.
    A causa del suo amore cieco, all’inizio, Sibilla cercò lo stesso di stare affianco a Campana, cercò un modo per aiutarlo, ma non vi riuscì.
    Campana non perdonò mai la sua rabbia che fece scappare la sua amata, e continuò a pensare a lei fino a quando venne ricoverato definitivamente in manicomio, nel 1918, data delle sue ultime lettere per l’amata.
    Nelle ultime lettere scritte da Campana, si può leggere il suo desiderio che esse non vengano lette da persone estranee, “le mie lettere sono fatte per essere bruciate”, ciò spiega il perché la loro pubblicazione ha sollevato parecchie polemiche. In effetti, il modo in cui il poeta apre il suo cuore, annuncia le sue malattie e parla dei suoi problemi, è qualcosa di privato, un dono esclusivo per la sua amata.
    In queste lettere c’è amore, poesia, tormento, problemi, in una sola parola: vita.
    È un privilegio poter leggere della parte più nascosta di uno scrittore, e qui possiamo leggerne di due grandi scrittori, che a modo loro, hanno reso grande l’Italia.
    Consiglio questo libro a chi ha amato le opere di Campana e di Sibilla, a chi ha voglia di leggere poesie d’amore, e a chi è curioso di scoprire com’è l’amore tra una scrittrice ed un poeta.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro è per metà un saggio e per metà una storia d'amore. Riporta il carteggio avvenuto, dal febbraio 1916 al gennaio 1918, tra Sibilla Aleramo e Dino Campana, nomi rilevanti della letteratura del Novecento, ma soprattutto spiriti inquieti consumati dalla passione l'uno per l'altra.


    Le ...continua

    Il libro è per metà un saggio e per metà una storia d'amore. Riporta il carteggio avvenuto, dal febbraio 1916 al gennaio 1918, tra Sibilla Aleramo e Dino Campana, nomi rilevanti della letteratura del Novecento, ma soprattutto spiriti inquieti consumati dalla passione l'uno per l'altra.

    Le lettere sono precedute da una puntuale e piacevole narrazione delle vicende che hanno coinvolto i due, permettendo anche al lettore digiuno di letteratura di appassionarsi alla vicenda. Interessante, anche se un po' più tecnici, i breivi capitoli sulle edizioni e le successive polemiche.

    Un documento di letteratura, ma anche una tale profusione di sentimenti che ognuno trova un po' di se nelle parole dei due amanti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce è un aforisma di Pascal che si adatta bene a questa storia d'amore... probabilmente la Aleramo non aveva inizialmente compreso che quella di Campana non era "l'originalità" che aveva già conosciuto in altri scrittori di cui era stata l'amante, ma era ...continua

    Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce è un aforisma di Pascal che si adatta bene a questa storia d'amore... probabilmente la Aleramo non aveva inizialmente compreso che quella di Campana non era "l'originalità" che aveva già conosciuto in altri scrittori di cui era stata l'amante, ma era una malattia più seria e difficile da gestire...

    ha scritto il 

  • 4

    Amore,pazzia,insulti,litigi,passione e allontanamenti tutto questo è presente in una storia d'amore tra Sibilla Aleramo e Dino Campana.
    Legati da questo viaggio d'amore difficile e a volte incomprensibile.Raccolto in uno scambio epistolare in un carteggio tra il 1916 e 1918.
    I due ama ...continua

    Amore,pazzia,insulti,litigi,passione e allontanamenti tutto questo è presente in una storia d'amore tra Sibilla Aleramo e Dino Campana.
    Legati da questo viaggio d'amore difficile e a volte incomprensibile.Raccolto in uno scambio epistolare in un carteggio tra il 1916 e 1918.
    I due amanti,appassionati di poesia si davano appuntamento tramite le lettere in molti posti d'Italia.
    Sibilla Aleramo, una donna affascinante e corteggiata, pseudonomo di Rina Faccio è troppo innamorta di Campana, un uomo violento, fragile e nello stesso tempo romantico. Lei era il primo e l'unico amore di lui. Nonostante quello che prova per lui, Sibilla ha paura della sua nevrosi che peggiora sempre di più, come diceva Dino:“ Tutto va per il meglio nel peggiore dei modi possibili”. Lei cerca di aiutarlo e prova anche scappare, però lui la tormenta scrivendole lettere, non riesce a vivere in assenza di lei.
    Questo libro è abbastanza facile da leggere,alcune lettere sono scritte in francese senza la traduzione e sono presenti delle note che possono annoiare un po'.Comunque è un libro che merita di essere letto e apprezzato.
    Sanaa El Qjiri 10-04-2012

    ha scritto il 

  • 5

    Letteralmente divorato.

    "Io ho rinunciato a tutto, sono quasi già fuori della vita. E non voglio rientrarci vanamente, comprendi? Per la pura gioia di vederti e d'abbracciarti, tanto forte e tanto pura che è uguale al sogno, non voglio si ripeta tanto male. Meglio soltanto ricordare, sentendo la morte venire." ...continua


    "Io ho rinunciato a tutto, sono quasi già fuori della vita. E non voglio rientrarci vanamente, comprendi? Per la pura gioia di vederti e d'abbracciarti, tanto forte e tanto pura che è uguale al sogno, non voglio si ripeta tanto male. Meglio soltanto ricordare, sentendo la morte venire."

    Non voglio e non posso aggiungere altro. Anzi, aggiungo: altro che gli sms alla "T.a.t" di oggi. Vorrei rinascere un secolo fa!

    ha scritto il 

  • 4

    Una testimonianza che per quanto possa essere parziale, frammentaria, incompleta, risucchia il lettore in un vortice di sentimenti estremi.
    Fortemente passionali, a tratti esagerate, le lettere di Lei; quasi distaccati certi messaggi di Lui... e forse chissà, in realtà quello che non ha avu ...continua

    Una testimonianza che per quanto possa essere parziale, frammentaria, incompleta, risucchia il lettore in un vortice di sentimenti estremi.
    Fortemente passionali, a tratti esagerate, le lettere di Lei; quasi distaccati certi messaggi di Lui... e forse chissà, in realtà quello che non ha avuto altre storie, altri amori dopo questo viaggio chiamato amore è stato Lui. L'Aleramo appare quasi innamorata, oltre che dell'uomo, delle parole che questo amore dà alla luce. Campana invece sembra lasciarsi meno andare per lettera, ma quando lo fa le sue parole risultano più toccanti perché, per assurdo, sono spinte all'eccesso con più misura.

    ha scritto il 

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