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Una banda di idioti

By John Kennedy Toole

(213)

| Paperback | 9788871685601

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Book Description

Nota: Edizione speciale a tiratura limitata in occasione dei trent'anni di Marcos y Marcos.

Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui. È il principio primo che muove ogni altra id Continue

Nota: Edizione speciale a tiratura limitata in occasione dei trent'anni di Marcos y Marcos.

Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui. È il principio primo che muove ogni altra idea, sogno e azione di Ignatius Reilly, uno dei massimi nemici del popolo americano di questo secolo. Immaginatevi una strana miscela fra un barbone, un Oliver Hardy impazzito, un Don Chisciotte grasso e un Tommaso d'Aquino perverso. Immaginatevi un gigante con baffoni e berretto verde da cacciatore che, fra giganteschi rutti e flatulenze, si vede costretto a continui attacchi contro un'America "priva di geometria e teologia". Attorno a lui, in una New Orleans trasformata in palcoscenico quasi dadaista, un coro di personaggi epici. Jones, negro in semischiavitù, la signorina Trixie, ottuagenaria sempre a caccia di prosciutti pasquali e, suo malgrado, dell'eterna giovinezza. Myrna, anarco-femminista di New York, che sfida con un serrato carteggio anima e sesso di Ignatius. Una mamma disperata, Santa Battaglia e l'agente Mancuso, pronti a consolarsi con partite di bowling. E poi, Yoghi, Rosvita e Batman, le Manifatture Levy, Gus Levy, signora e viziatissime figlie. Immaginatevi un diario del lavoratore, una summa teologica dell'assurdo, una rivolta di operai attorno a una croce eretta nell'ufficio contabilità, chilometri di archivio ridotti a zero in un minuto, un vecchio cliente umiliato senza scampo con una lettera di insolenze ineguagliabili. Prefazione di Stefano Benni.

302 Reviews

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    L'autore è un genio del male: è riuscito a realizzare una storia attorno a personaggi folli e situazioni grottesche, entrambi illustrati in maniera eccezionale. Dico del male perché il guaio è che alcuni dei personaggi sono maledettamente insopportab ...(continue)

    L'autore è un genio del male: è riuscito a realizzare una storia attorno a personaggi folli e situazioni grottesche, entrambi illustrati in maniera eccezionale. Dico del male perché il guaio è che alcuni dei personaggi sono maledettamente insopportabili, personalmente non vedevo l'ora di terminare il libro! E però, al contrario di altri libri più gradevoli ma anche più banali, questo non lo dimenticherò così facilmente...

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    Donnamarino said on Aug 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Valido, ma antipatico.

    Ignatius J. Reilly è un personaggio antipatico, viziato, infantile, ipocrita, maschilista, falso, approfittatore, opportunista e mammone, e proprio per questo originale antieroe di questo romanzo del secolo scorso.

    Il romanzo mi ha non annoiato, ma ...(continue)

    Ignatius J. Reilly è un personaggio antipatico, viziato, infantile, ipocrita, maschilista, falso, approfittatore, opportunista e mammone, e proprio per questo originale antieroe di questo romanzo del secolo scorso.

    Il romanzo mi ha non annoiato, ma infastidito più che altro. La mia è una valutazione di circostanza. E' valido perché Toole riprende un genere sempre sorprendente, il romanzo picaresco, e ne crea una divertente, ma - mi ripeto - fastidiosa epopea dell'era contemporanea.

    Tra personaggi tutti fastidiosi allo stesso modo, equivoci, eventi sbalorditivi e immoralità, si svolgono le avventure del protagonista che pensa di essere nato nel secolo sbagliato e che ha una forte ossessione per Boezio, fino a renderlo magister della propria vita.

    Mi è piaciuta, quasi sempre, la critica dell'ipocrisia dei nostri tempi attraverso un personaggio così ipocrita da essere sinceramente odioso. La scrittura è scorrevole e, spesso, motivata.

    La ricerca è quella di "teologia e geometria", che un po' vero se vogliamo, per un'esistenza decente ed equilibrata. Peccato che o l'una o l'altra vengano iperbolate dal grassone protagonista.

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    Manuel said on Aug 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una promessa mancata (secondo me)

    Geniale l'invenzione del protagonista. La trama, invece, dopo un primo capitolo dalle grandi promesse, diventa una ripetizione continua dello schema iniziale. Il mio interesse si è spento gradualmente, e con esso è aumentato lo sconforto. Secondo me ...(continue)

    Geniale l'invenzione del protagonista. La trama, invece, dopo un primo capitolo dalle grandi promesse, diventa una ripetizione continua dello schema iniziale. Il mio interesse si è spento gradualmente, e con esso è aumentato lo sconforto. Secondo me lo sviluppo non valorizza l'idea di partenza. E la storia, invece di prendere il volo, finisce su un binario morto.

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    Sbulf said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non avrei mai creduto di scoprire un libro così bello. Eppure avrei dovuto saperlo perché Marcos y Marcos non sbaglia un colpo.

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    Frencina said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un personaggio pazzesco

    Inutile girarci intorno, questo libro stranissimo si regge (e si regge alla grande!) sulla figura del suo protagonista, Ignatius Really, un ciccione di vasta cultura ed enorme indolenza, amante di Boezio, incompreso, talmente al di fuori dalle conven ...(continue)

    Inutile girarci intorno, questo libro stranissimo si regge (e si regge alla grande!) sulla figura del suo protagonista, Ignatius Really, un ciccione di vasta cultura ed enorme indolenza, amante di Boezio, incompreso, talmente al di fuori dalle convenzioni, da creare per litote attorno alla sua persona la banda di idioti da cui il titolo del libro (citazione da Swift).
    Non ringrazierò mai abbastanza il mio amico Massimiliano, riemerso grazie ad Internet dalle nebbie del nostro passato (abbiamo condiviso svariati aperitivi dopo la fine delle lezioni di Filosofia teoretica all'Università) per questo suggerimento. Il libro nel complesso è una specie di affresco, in cui le varie scene si incastrano come se fossero montate con dei jump cut cinematografici, creando una storia piuttosto inutile, che è in realtà la scusa per far emergere in tutta la sua potenza devastante la figura di Ignatius. Tutti i personaggi al contorno hanno la stessa funzione, fare emergere lui, con le sue follie, con la sua valvola pilorica scostante, le sue flatulenze e la sua capacità di litigare con chiunque.
    Vale davvero la pena!

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    Aldotorre said on Jul 20, 2014 | Add your feedback

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