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Una barca nel bosco

Di

Editore: RL Libri

3.6
(3033)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 257 | Formato: Altri

Isbn-10: 8846208277 | Isbn-13: 9788846208279 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Questa è la storia di Gaspare Torrente, figlio di pescatore e aspirantelatinista, approdato a Torino da una piccola isola del Sud Italia. Un ragazzocome lui, che a tredici anni traduce Orazio e legge Verlaine, deve volarealto, deve fare il liceo e dimenticare il piccolo mondo senza tempodell'isola. E allora eccolo entrare al liceo, dove non trova grandi maestri mainsegnanti impegnati a imbastire compresenze, eccolo accanto ai compagni, conle scarpe sbagliate e la felpa senza cappuccio. È fuori moda, fuori tempo,fuori posto: un pesce fuori dalla sua acqua, una barca in un bosco.
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  • 4

    Tristissimo. Una storia di vite sprecate, di talento umiliato. Di sacrifici inutili per non dirsi la verità, che invece avrebbe fatto soffrire meno tutti.
    Ho letto il libro in un sol giorno, tra sorri ...continua

    Tristissimo. Una storia di vite sprecate, di talento umiliato. Di sacrifici inutili per non dirsi la verità, che invece avrebbe fatto soffrire meno tutti.
    Ho letto il libro in un sol giorno, tra sorrisi e speranze, andavo avanti facendo il tifo per Gaspare- Felix, affinché qualcosa di positivo succedesse e invece niente.

    Non è che mi aspettassi il lieto fine, ma un cambiamento, non una rassegnazione.
    Non una visione così amara sulla scuola e l'università italiane, sulle appartenenze alle famiglie "importanti" che sembrano ovunque tutte uguali.
    Il talento del protagonista e una vita semplice e libera sprecati in cambio del nulla.
    La voce narrante è proprio lui, Gaspare, il bambino che cresce e forse impazzisce o forse è solo l'unico modo di venirne fuori dal brutto che gli cresce intorno.
    Sullo sfondo di una odiosissima Torino, classista, spocchiosa, chiusa, claustrofobica.
    Mi è piaciuto davvero tanto perché è scritto molto bene e l'ho trovato realistico.
    Le cattiverie e le difficoltà a scuola, di integrarci e di comprendere e di appartenere ai gruppi fighi o sfigati, di volersene stare da soli senza comprendere il mondo intorno e le sue regole, la moda, che cambia in fretta lasciandoti un marchio di giusto o di sbagliato addosso.
    Con una carezza speciale per tutti coloro che si sono sentiti "una barca nel bosco".

    ha scritto il 

  • 5

    Davvero, fa pensare; offre un modello da seguire, rispolvera un'etica perduta e un modo delicato di percepire le cose. E' un libro per persone sensibili. Ma soprattutto è un libro che descrive persone ...continua

    Davvero, fa pensare; offre un modello da seguire, rispolvera un'etica perduta e un modo delicato di percepire le cose. E' un libro per persone sensibili. Ma soprattutto è un libro che descrive persone vere, coraggiose, indispensabili per la vita degli altri, uniche; persone che, anche se hanno un obiettivo da perseguire, anche se hanno sogni, non abbandonano gli affetti nè una magnifica umiltà nell'esistere.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura scorrevole, divertente e piacevole. Consigliata a tutti.

    Detto questo, non mi è ancora chiaro se il protagonista della storia sia:
    a) un genio incompreso
    b) incompreso
    c) autistico o comunque ...continua

    Lettura scorrevole, divertente e piacevole. Consigliata a tutti.

    Detto questo, non mi è ancora chiaro se il protagonista della storia sia:
    a) un genio incompreso
    b) incompreso
    c) autistico o comunque con evidenti problemi di.... un po' tutto

    ha scritto il 

  • 4

    Volevo andare a vedere di che colore era, se era diverso dal mare della mia isola ad esempio, se davvero un oceano è più grande di un mare. Cercavo l'idea di grandezza, l'idea. Speravo di incontrarla, ...continua

    Volevo andare a vedere di che colore era, se era diverso dal mare della mia isola ad esempio, se davvero un oceano è più grande di un mare. Cercavo l'idea di grandezza, l'idea. Speravo di incontrarla, di vedermela davanti spianata e palpitante. Mi tenevo stretto questo pensiero per quando avrei finito la scuola, ero libero e la vita ce l'avevo davanti, dico la vita che volevo, che è un po' come avere un oceano davanti. Avevo solo paura che invece non fosse niente, che fosse come il mare, perché l'infinito te lo da benissimo anche un mare, non c'è bisogno di un oceano: finiscono tutti e due con l'orizzonte, e l'orizzonte è uguale da tutte le parti, non è che c'è scritto sopra "orizzonte di mare" oppure "orizzonte di oceano".
    Così sono andato a vedere. Mi sono detto: vado sempre dritto finché trovo l'oceano. E l'ho trovato. E' stato anche facile, non c'era bisogno di tante cartine, bastava andare sempre verso ovest e lo trovavi subito l'oceano, e neanche chissà in quale paese: in Francia, bastava andare in Francia fino a dove finisce la terra, niente di straordinario.
    E così l'ho trovato. L'ho sentito, prima di vederlo. Era ancora notte, ma io l'ho sentito col naso, ho pensato: ecco, questo è l'odore dell'oceano.
    Poi ci sono arrivato davanti, al mattino, che cominciava appena a diventare chiaro, un leggero chiarore azzurro, ma ancora azzurro notte. Io da solo, tutto silenzio. Ho preso una strada dritta, che finiva in uno slargo. Ho posteggiato, sono sceso, ho fatto una ventina di passi, c'era un muretto e dietro il muretto lui, l'oceano; lì spalmato davanti che ti respira largo come l'universo e tu dici: ecco, appunto, io intendevo questo.
    Non era per niente come il mare: era l'oceano. Come mi aspettavo. L'esattezza delle cose che ti aspetti, la perfetta coincidenza di ciò che hai immaginato con ciò che è, la felicità di vedere che le due cose si sovrappongono esattamente e non c'è più divario tra pensiero e realtà. Stupendo. Non facile. Quasi sempre ti fai un'idea delle cose che poi non è mai quella.

    ha scritto il 

  • 2

    Gaspare si trasferisce a Torino a 13 anni da un'innominata isola del Sud per poter frequentare il liceo -scientifico, sebbene voglia fare il latinista. Si trova presto escluso dai compagni all'interno ...continua

    Gaspare si trasferisce a Torino a 13 anni da un'innominata isola del Sud per poter frequentare il liceo -scientifico, sebbene voglia fare il latinista. Si trova presto escluso dai compagni all'interno di dinamiche che non capisce, a vivere con una zia grassa e sola e una madre che frigge polpette e non lo capisce quando cerca di inserirsi nel branco dei coetanei.

    L'inizio è interessante, ma poi ho smesso di capirne la logica: Gaspare cresce al ritmo di un anno a capitolo, il suo modo di esprimersi da preadolescente non si evolve, la sua condizione psichica si fa preoccupante (si fa crescere un bosco in casa...) e i suoi parenti muoiono come mosche.

    Dalla metà in poi è una vera delusione... Lo stile dall'inizio non mi convinceva molto.

    ha scritto il 

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