Una bomba al Cantagiro

Di

Editore: Piemme

3.7
(27)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 207 | Formato: Altri

Isbn-10: 8838438994 | Isbn-13: 9788838438998 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

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Descrizione del libro
Pino Abbrescia era di Ascoli. Suonava la chitarra, gli piaceva la musica. A tutti piaceva la musica, negli anni Sessanta. Ma è finito a fare lo sbirro, il celerino. A picchiare studenti e operai. Ricky Danesi, invece, era stato un idolo delle ragazzine, con il suo ciuffo e le sue canzoni da spiaggia. Ma all'improvviso era passato di moda, era finita a donnacce e cocaina. Pino Ahhrescia e Ricky Danesi si incontrano nella primavera del 1969, mentre nelle piazze italiane scoppia la contestazione e scoppiano anche le bombe. Si incontrano in un ufficio del Ministero dell'Interno che in pochi conoscono. L'Ufficio Affari Riservati. I servizi segreti. Le spie. Li arruolano, E il cantante al tramonto Ricky Danesi, accompagnato da un nuovo chitarrista, torna improvvisamente alla ribalta nell'edizione 1969 del Cantagiro, il "giro d'Italia della canzone". La missione dei due infiltrati: raccogliere informazioni su simpatie politiche e vicende private di cantanti, discografici, impresari. Il mondo della musica è pieno di sovversivi e i servizi segreti hanno bisogno di materiale per schedarli, controllarli, ricattarli. Ma di fronte all'inatteso successo della loro canzone, Ricky e Pino si fanno prendere la mano. Si accorgeranno troppo tardi di essere stati coinvolti in un gioco molto più sporco del previsto. E quella del 1969 resterà davvero un'edizione memorabile del Cantagiro.
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  • 5

    Romanzo di fantasia ma molto verosimile nel ricostruire l'anno 1969 attraverso il Cantagiro, la famosa manifestazione canora, e la cosiddetta "strategia della tensione" che avrebbe trovato il culmine ...continua

    Romanzo di fantasia ma molto verosimile nel ricostruire l'anno 1969 attraverso il Cantagiro, la famosa manifestazione canora, e la cosiddetta "strategia della tensione" che avrebbe trovato il culmine nella strage di Piazza Fontana. Ai giovani sembrerà fantascienza, ma la storia è del tutto plausibile considerato quello che abbiamo visto in quell'anno e nei seguenti. Verosimile anche l'ambiente del Cantagiro, con le folle osannanti e la caratterizzazione di alcuni cantanti (compreso l'inventato Remo Villani, che si può identificare in Claudio Villa). Piccolissimo neo, nella rassegna stampa della tappa di Follonica si cita il quotidiano "Il Tirreno" che all'epoca non esisteva (si chiamava "Il Telegrafo").

    ha scritto il 

  • 5

    WM1 su Una bomba al cantagiro

    Il romanzo di Marco Amato rilancia un sotto-genere scomparso da tempo: la commedia sulla strategia della tensione. Correggetemi se sbaglio, ma era dai giorni di Vogliamo i colonnelli (film di Mario M ...continua

    Il romanzo di Marco Amato rilancia un sotto-genere scomparso da tempo: la commedia sulla strategia della tensione. Correggetemi se sbaglio, ma era dai giorni di Vogliamo i colonnelli (film di Mario Monicelli, 1973) che non si vedeva una cosa del genere.
    Il libro mi ha molto divertito, ma non è solo un divertissement. Per scrivere un romanzo così bisogna avere ben chiaro cosa sia stata la lunga stagione delle stragi. E' necessario conoscere quel sottobosco di provocatori, infiltrati e organizzazioni parallele. Occorre essersi fatti il mazzo sui documenti, i dossier, le ricostruzioni. Non è possibile essere (o meglio, sembrare) leggeri senza l'esperienza della pesantezza, e qui davvero stiamo parlando di cose pesanti, di bilanci pesanti: Piazza Fontana, Italicus, Piazza della Loggia, Peteano, Stazione di Bologna, Rapido 804...
    Quando si affronta quella stagione bisogna sempre aver presente quali fossero gli interessi da difendere, le complicità politiche, i nemici da combattere. E i nemici da combattere erano in primis gli operai. Cinque milioni di operai, guidati da un milione e mezzo di metalmeccanici. Perché l'autunno di quell'anno - il 1969 - fu sì mite dal punto di vista meteorologico, ma questo non giustificherebbe il suo essere, per antonomasia, l'«Autunno Caldo», se in quei mesi non fossero esplose lotte memorabili per il rinnovo di ben 32 contratti collettivi. Agitazioni, scioperi e cortei interni alla Fiat, all'Alfa Romeo, alla Magneti Marelli, alla Sit Siemens...
    [La recensione prosegue qui: http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/nandropausa12.htm#1a ]

    ha scritto il 

  • 5

    Divertente e bizzarro. Ma chi è questo Marco Amato? Cmq ci sa fare abbstanza. E' una specie di spy-story da ridere (ricorda un po' "Il nostro agente all'Avana" di Greene). Un cantante sfigato viene r ...continua

    Divertente e bizzarro. Ma chi è questo Marco Amato? Cmq ci sa fare abbstanza. E' una specie di spy-story da ridere (ricorda un po' "Il nostro agente all'Avana" di Greene). Un cantante sfigato viene reclutato dais ervizi segreti e infiltrato al Cantagiro per spiare i colleghi, nell'Italia paranoica del 1969: pantaloni a zampa d'elefante, capelloni, contestazione, attentati dinamitardi... La spalla del cantante infiltrato è un celerino (scelto perché sa suonare la chitarra) e che dovrebbe dirigere l'operazione... Ma poi i due si mettono nei casini. Molto divertenti i rapporti sgrammaticati che il celerino invia giorno dopo giorno alla base, spesso inventando spudoratamente. Il tutto è raccontato come un fatto veramente accaduto, come una specie di inchiesta.
    Consigliatelo o regalatelo. Io ci ho già svoltato due compleanni di amici lettori e a quanto mi dicono hanno gradito

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro piacevolissimo dove si mischiano tensioni ed ironie. Bellissimi i retroscena del cantagiro, i difetti dei cantanti patinati. Originale l'atmosfera di quegli anni lontana dal classico "pesanti ...continua

    Un libro piacevolissimo dove si mischiano tensioni ed ironie. Bellissimi i retroscena del cantagiro, i difetti dei cantanti patinati. Originale l'atmosfera di quegli anni lontana dal classico "pesantismo" ideologico.

    ha scritto il