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Una canna da pesca per mio nonno

Di

Editore: Rizzoli (La Scala)

3.4
(293)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 138 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Portoghese

Isbn-10: 8817868647 | Isbn-13: 9788817868648 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Alessandra Lavagnino

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Il libro propone una raccolta di racconti del premio Nobel della letteratura 2000. La visita al tempio in rovina da parte di due sposi in viaggio di nozze; un incidente stradale; il crampo che assale un nuotatore; la conversazione in un parco tra un ragazzo e una ragazza che si ritrovano dopo molti anni; l'acquisto di una canna da pesca che fa rinascere il mondo dell'infanzia; le istantanee che attraversano la mente di un uomo che si assopisce sulla spiaggia: ogni racconto prende l'avvio da un'evocazione che fa nascere il sogno, la riflessione, il ricordo, espressi in una lingua limpida e cristallina, duttile, musicale, precisa, insieme letteraria e colloquiale.
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  • 3

    Libro che mi ha lasciato perplessa, più che altro perché mi aspettavo qualcosa di molto diverso. E' una breve raccolta di racconti, narrati con uno stile che oscilla tra il cronachistico e il simbolismo.
    In particolare colpiscono gli ultimi due racconti, che sono anche i più lunghi: "Una ca ...continua

    Libro che mi ha lasciato perplessa, più che altro perché mi aspettavo qualcosa di molto diverso. E' una breve raccolta di racconti, narrati con uno stile che oscilla tra il cronachistico e il simbolismo.
    In particolare colpiscono gli ultimi due racconti, che sono anche i più lunghi: "Una canna da pesca per mio nonno", che dà il titolo alla raccolta, e "Attimi". Nel primo, l'acquisto di una moderna canna da pesca fatto dalla voce narrante con l'idea di regalarla al nonno che non vede da tempo, è lo spunto per gettare il narratore in profonde fantasticherie sulla sua infanzia e il distacco tra passato e presente, in un flusso di coscienza in cui solo alla fine si capisce cosa è realtà e cosa immaginazione. Nell'altro, una sequenza di momenti staccati tra loro, a metà tra l'onirico e il quotidiano, sono registrati da una voce "fuori campo", esterna ed estranea, immagini ermetiche che vengono spezzate e riprese in continuazione, mischiate l'una all'altra al punto da distinguere con difficoltà a quale appartenga un certo brano, come in un caleidoscopio di parole.
    Negli altri racconti, scorci di vita forse non quotidiana ma comunque normale sono narrati in un modo che ti fa capire come ci sia altro sotto la superficie delle cose, un oceano di profondità non dette, che non si prova nemmeno a scandagliare. Una cosa che mi ha colpito è come da questi sei racconti emerga un quadro, appena accennato, di una società cinese non troppo diversa dalla nostra. Non era difficile, leggendo i racconti, figurarseli ambientati qui da noi, anzi, era difficile immaginarli ambientati lì, ma non so quanto questo dipenda dal fatto che sia davvero così o dalla visione dell'autore (che, mi sembra di capire, ha un ideale stilistico abbastanza occidentalizzato e vive da decenni all'estero).
    In sostanza sono rimasta soddisfatta. Non particolarmente colpita, ma comunque abbastanza da voler leggere altro di quest'autore.
    Voto: 7

    ha scritto il 

  • 3

    Ancora una volta ho avuto la prova di quanto la narrativa occidentale e quella dell'estremo oriente siano distanti, perché per molti di questi racconti ho faticato non tanto ad afferrarne il senso, quanto proprio a trovarcelo.
    Quindi eviterò commenti imbarazzanti, ricorderò la dolcezza e la ...continua

    Ancora una volta ho avuto la prova di quanto la narrativa occidentale e quella dell'estremo oriente siano distanti, perché per molti di questi racconti ho faticato non tanto ad afferrarne il senso, quanto proprio a trovarcelo.
    Quindi eviterò commenti imbarazzanti, ricorderò la dolcezza e la serenità di alcuni racconti e sicuramente la scrittura limpida e pulita di questo autore.

    ha scritto il 

  • 3

    Una raffigurazione distante

    Sei racconti (quattro brevi, due più lunghi) che descrivono episodi di vita comune in Cina (un viaggio di nozze, il crampo di un nuotatore, il dialogo dopo un incontro, un incidente stradale in città…) nei ricordi, nei sogni e nelle parole di chi li ha vissuti. L’occhio del narratore illustra qua ...continua

    Sei racconti (quattro brevi, due più lunghi) che descrivono episodi di vita comune in Cina (un viaggio di nozze, il crampo di un nuotatore, il dialogo dopo un incontro, un incidente stradale in città…) nei ricordi, nei sogni e nelle parole di chi li ha vissuti. L’occhio del narratore illustra quasi con distacco, come fosse una voce fuori campo, quello che accade ai diversi personaggi. Prevalgono le immagini e le descrizioni, i protagonisti sono solo abbozzati così come le loro poche emozioni provate. Interessante, ma non pienamente convincente.

    ha scritto il 

  • 5

    Il Saramago dell’Oriente.

    Molto affascinante. Un continuo evocare realtà lontane attraverso sogni, riflessioni e ricordi. I personaggi sono rapide pennellate di parole, le situazioni sfuggenti. Quello che resta è uno stile fresco, accattivante ed universale.

    ha scritto il 

  • 3

    Sei racconti, dal tono evocativo e nostalgico. Il crampo e Il tempio della Grazia Perfetta, insieme al racconto che dà il titolo alla raccolta sono quelli che mi sono piaciuti di più, mentre l'ultimo mi ha un po' infastidito. Confesso però che si tratta di una scrittura che mi ha af ...continua

    Sei racconti, dal tono evocativo e nostalgico. Il crampo e Il tempio della Grazia Perfetta, insieme al racconto che dà il titolo alla raccolta sono quelli che mi sono piaciuti di più, mentre l'ultimo mi ha un po' infastidito. Confesso però che si tratta di una scrittura che mi ha affascinato per cui riproverò questo autore con altri testi. Una Cina lontana che guarda a Maradona. Tre e mezzo.

    ha scritto il 

  • 3

    La scrittura è fluida ed elegante, i racconti alternano momenti drammaticamente reali a momenti onirici, in tutti i racconti però manca la fine, nel senso che sono lasciati sospesi e in alcuni la fine non avrebbe forse nemmeno senso.
    Mi ha ricordato i racconti di Murakami e nemmeno i suoi m ...continua

    La scrittura è fluida ed elegante, i racconti alternano momenti drammaticamente reali a momenti onirici, in tutti i racconti però manca la fine, nel senso che sono lasciati sospesi e in alcuni la fine non avrebbe forse nemmeno senso.
    Mi ha ricordato i racconti di Murakami e nemmeno i suoi mi erano piaciuti.
    L'Oriente non fa per me ....

    ha scritto il 

  • 3

    e mezzo

    La letteratura cinese è un mondo che sto scoprendo lentamente e che mi affascina sempre di più, soprattutto in questo momento personale che sto vivendo e che mi porta ad essere esigente nelle mie ricerche in quanto lettrice. La curiosità mi spinge anche in questa direzione, fra gli interstizi inc ...continua

    La letteratura cinese è un mondo che sto scoprendo lentamente e che mi affascina sempre di più, soprattutto in questo momento personale che sto vivendo e che mi porta ad essere esigente nelle mie ricerche in quanto lettrice. La curiosità mi spinge anche in questa direzione, fra gli interstizi incomprensibili di una scrittura fluida e lontana da quella occidentale,ch'eppure mi piace, nella sua semplicità, nello stile dolce e mai presuntuoso, nei suoi tratti onirici ed evanescenti. La ricerca di una normalità, semmai di normalità si può parlare, diventa superficiale. Ho capito che non ci devono essere sempre eventi che mi devono scuotere emotivamente e non solo, per farmi apprezzare un libro o un racconto. M'è bastato il mare e le onde crudeli contro le quali combatte un giovane colpito da un crampo al ventre per tornare a riva, m'è bastata la passeggiata tra il vecchio nonno, che parla quasi a monosillabi, con il nipotino nudo in groppa, m'è bastato lo sguardo tra le lenzuola bianche...almeno per il momento. Comunque la mia ricerca personale continua e mi rendo ben conto che questa non è tanto un commento a un libro, per cui vi consiglio, semmai foste da queste parti, di voltare pagina, anzi di sbirciare un'altra libreria :)
    Chiusa la fase filosofica di questa domenica uggiosa.

    ha scritto il 

  • 4

    L'opera del primo Nobel assegnato a un cinese è una raccolta di racconti, tra cui quello che dà il titolo. I racconti sono sei, tutti molto diversi tra loro sia come contenuti sia come livello di astrazione della scrittura. Una scrittura lineare, semplice e raffinata che spazia tra il racconto di ...continua

    L'opera del primo Nobel assegnato a un cinese è una raccolta di racconti, tra cui quello che dà il titolo. I racconti sono sei, tutti molto diversi tra loro sia come contenuti sia come livello di astrazione della scrittura. Una scrittura lineare, semplice e raffinata che spazia tra il racconto di un'escursione a un tempio durante una luna di miele alle immagini e i pensieri che passano nella mente di un uomo sdraiato al sole su una spiaggia. Questi segnalati sono il primo e l'ultimo racconto, quello che dà il titolo alla raccolta ha quasi un mistero dentro di sè, che si svela solo alla fine, un racconto è tragico, uno è un dialogo e il rimanente parla di come anche una banalità potrebbe trasformarsi in tragedia. Tra realtà in presa diretta e momenti quasi di sogno la lettura non è mai banale o pesante.

    Scrittore assolutamente da approfondire perché riesce a parlare di come il destino quando si capovolge può distruggerti o riservarti gradite sorprese ma anche l'attenzione ai particolari della vita e di quello che è l'attimo significativo in mezzo agli infiniti attimi che potrebbero non esserlo. Gradita lettura e molto interessante anche la vita dello scrittore che ci sta dietro.

    ha scritto il 

  • 3

    Gao Xingjian ha scritto solo questi racconti ed un paio di romanzi, preferendo il teatro.
    Gli venne assegnato il Nobel del 2000.
    Per Gao si disse che gli fu dato in quanto perseguitato dal regime, rifugiato politico, dimissionario del partito dopo Tian'anmen.
    Per Mo Yan ci si è ...continua

    Gao Xingjian ha scritto solo questi racconti ed un paio di romanzi, preferendo il teatro.
    Gli venne assegnato il Nobel del 2000.
    Per Gao si disse che gli fu dato in quanto perseguitato dal regime, rifugiato politico, dimissionario del partito dopo Tian'anmen.
    Per Mo Yan ci si è scandalizzati per l’opposto: ma come, uno scrittore gradito al partito?

    Col tempo si impara che i premi letterari sono sempre opinabili. Possono farci scoprire un autore non conosciuto (specie per lingue non anglosassoni o latine) o mettere l’etichetta su uno già affermato. E comunque non garantiscono il nostro personale gradimento.
    Per gli scrittori orientali ancora di più. Qualsiasi cosa acquistiamo viene dalla Cina, ma della società cinese conosciamo molto poco.

    Mai letto nulla di Xinggjian. Questo mi è capitato tra le mani in una bancarella dell’usato e confesso la mia poca memoria per i nomi cinesi, ho scoperto solo dopo di chi si trattasse. I racconti sono stati scritti a Pechino, l’ultimo a Parigi.

    Il tempio della Grazia perfetta.
    Il racconto riguarda una breve escursione di una coppietta di giovani sposi in luna di miele ad un tempio abbandonato. Lei così orgogliosa delle sue scarpe di pelle con il tacco alto da portarle sempre, anche in una gita dalla scomodo percorso. E appena tolte per attraversare un corso d’acqua le rimette prontamente. Orgoglio per un bene così prezioso, antico pudore nel mostrare i piedi nudi, come un tempo facevano solo le contadine? Un incontro con un uomo ed un bambino, un melone da mangiare. Una giornata perfetta.

    L’incidente
    Resoconto di un incidente stradale che coinvolge un autobus, una bicicletta ed una carrozzina. Muore il ciclista. Le persone che assistono, che si assiepano intorno al morto, che parlano, tanto, ognuno dice la sua. Un coro uguale a qualsiasi altro assembramento in qualsiasi parte del mondo.
    Poi arriva la notte e il camion che lava le strade cancella tutto, sangue e sabbia.

    Un crampo
    Un giovane nuota nell’acqua fredda ed è il tramonto. Deve lottare con un crampo al ventre e deve tornare a riva. Il tutto molto semplice, e per qualcuno che c’è passato anche molto realistico.

    Un parco
    Praticamente un dialogo. Non sembrano dire molto i due giovani, colpiti da una ragazza che aspetta qualcuno che non verrà. Ma nel nulla che si dicono c’è un’infanzia felice in cui forse si vollero bene, la loro destinazione in campagna (méta dei “cittadini” all’epoca della Rivoluzione culturale), lei che si sposa per venirne fuori, lui che non l’ha mai dimenticata. Si sono incontranti perché lui l’ha cercata, ma ormai sono persone diverse che hanno preso strade diverse. E quella ragazza in lacrime chiude anche il loro incontro.

    Un uomo compera una canna da pesca estensibile con mulinello: una bella canna moderna. La vuole regalare al nonno così tanto amato, ma la città è mutata, non ritrova più la vecchia casa e i suoi cortili. Qual è la strada giusta? Solo il ricordo rimane. E naturalmente la canna nuova.

    Attimi
    Gao e’ arrivato in Francia, vede per la prima volta i films di Resnais e di Bunuel, visita i musei, Lautrec, Lempicka, Brueghel, Bosch, Cezanne, de Vlamink, Braque.
    E tutto ciò gli crea immagini, una dietro l’altra, un vortice di impressioni.
    Questo è quello che ho pensato io, leggendo.

    Mi è piaciuta l’ingenua semplicità della scrittura. Tranne l’ultimo. Le luci stroboscopiche mi danno fastidio.

    ha scritto il