Una casa a New York

Di

Editore: Guanda

3.7
(53)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8860887399 | Isbn-13: 9788860887399 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

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Descrizione del libro
Nell’autunno del 2000, dopo aver trascorso cinque anni a Parigi, Adam Gopnik decide di tornare a New York in modo che i suoi figli, Olivia e Luke, possano crescere «nell’abbraccio dell’educazione progressista americana». Così, partendo dalla prima missione impossibile di metter su casa a Manhattan, Gopnik compone una panoramica a 360 gradi della contemporaneità nella Grande Mela, in cui le riflessioni sui «padri che si ostinano a correre » a Central Park mentre le «madri si sforzano di restare immobili», imbalsamate nelle loro posizioni yoga, e quelle sul vero segreto della nouvelle cuisine s’intrecciano con le riflessioni su come essere un buon ebreo o con la mania intellettuale di avere a tutti i costi un analista, mentre le digressioni sull’impermanenza della vita e sul problema della coscienza vengono sdrammatizzate nella fine hitchcockiana di un pesce rosso.
Una carrellata di personaggi reali e fittizi – dal famoso artista e curatore del MoMa Kirk Varnedoe a Charlie Ravioli, l’amico immaginario della figlia dell’autore – in un «antimemoir » del curioso mondo che circonda la famiglia Gopnik, un mondo in cui anche a fronte del drammatico 11 settembre tutto, o quasi, resta come prima: «come se la gente, dopo aver assistito all’affondamento del Titanic, abbia proseguito per la sua strada e sia tornata a casa facendo sentire ai familiari le mani ancora fredde per il contatto con l’iceberg».
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  • 0

    mi aspettavo un libro su NY

    Ho trovato un libro su....? boh? Un libro lontano, un po raccogliticcio di vari argomenti; a tratti dotto con riferimenti a me incomprensibili. Molto sui figli con hobbies molto diversi dagli italiani ...continua

    Ho trovato un libro su....? boh? Un libro lontano, un po raccogliticcio di vari argomenti; a tratti dotto con riferimenti a me incomprensibili. Molto sui figli con hobbies molto diversi dagli italiani. Insomma no!

    ha scritto il 

  • 3

    una quarta copertina malandrina mi ha convinto a comprare questo libro, pensando che trattasse di una divertente caccia alla casa perfetta a NYC....con piacere ho riscontrato una maggiore profondità r ...continua

    una quarta copertina malandrina mi ha convinto a comprare questo libro, pensando che trattasse di una divertente caccia alla casa perfetta a NYC....con piacere ho riscontrato una maggiore profondità rispetto alle attese iniziali: tutt'altro che leggero (l'unico capitolo dotato di una certa allegria è quello relativo alla psicoanalisi mentre è toccante il ricordo dell'amico malato), il libro è sostanzioso e pieno di interessanti riflessioni su svariati argomenti.

    NYC è ovviamente lo spunto per queste riflessioni, visto e considerato che si tratta della città migliore del pianeta (anche secondo la mia umile opinione) per offerta e possibilità: tutto può succedere e di tutto si può parlare, che sia storia dell'arte contemporanea piuttosto che di urbanizzazione o di scontri tra civiltà.

    da saltare a piè pari le sezioni dedicate ai bambini, a meno che vi troviate nelle stesse condizioni dell'autore, ossia sulle soglie della mezza età e con figli preadolescenti.

    ha scritto il 

  • 5

    manhattan stories

    per chi ama new york, per chi non vorrebbe viverla da turista, per chi gongola con l'ironia e l'acume da bar mitzvah. è stato scritto - ed è vero - che gopnik è consapevole della propria bravura. embè ...continua

    per chi ama new york, per chi non vorrebbe viverla da turista, per chi gongola con l'ironia e l'acume da bar mitzvah. è stato scritto - ed è vero - che gopnik è consapevole della propria bravura. embè? il problema sono quelli self conscious che però ti chiedi perché.
    semmai, c'è da dire che alcune parti di questo libro risultano spigolature un po' eccessive, e si addentrano nei dettagli appesantendo il racconto d'insieme. basta mettere la freccia, e superare in scioltezza.

    ha scritto il 

  • 3

    Diario di un newyorkese.

    Non è un vero e proprio romanzo, ma una sorta di diario dell'autore, che racconta la sua vita, e quella della sua famiglia, a New York.

    Se si sta cercando una storia, con un inizio e una fine, non è ...continua

    Non è un vero e proprio romanzo, ma una sorta di diario dell'autore, che racconta la sua vita, e quella della sua famiglia, a New York.

    Se si sta cercando una storia, con un inizio e una fine, non è il libro più adatto. Ogni capitolo è una pagina di vita a sé, a volte "difficile" da leggere, se non si ha ancora una famiglia propria, perché non ci si riesce ad immedesimare del tutto con chi scrive (che concentra quasi tutto sui suoi figli).

    Amo New York, questo libro mi ha fatto scoprire qualcosa di più della città, ma mi aspettavo qualcosa di completamente diverso.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro a tratti interessante o divertente, ma discontinuo e slegato.
    Con la scusa di parlare dei suoi figli Gopnik ci racconta la New York di oggi, una visione "monocromatica" che lascia insoddisfatti. ...continua

    Libro a tratti interessante o divertente, ma discontinuo e slegato.
    Con la scusa di parlare dei suoi figli Gopnik ci racconta la New York di oggi, una visione "monocromatica" che lascia insoddisfatti.

    ha scritto il 

  • 4

    Gli aggettivi per raccontare NY qua ci sono tutti, ma non c'é solo la città, ci sono i suoi nevrotici abitanti, i fantasmi, la speranza e la disillusione, l'amore per l'arte e per i bambini, le diffic ...continua

    Gli aggettivi per raccontare NY qua ci sono tutti, ma non c'é solo la città, ci sono i suoi nevrotici abitanti, i fantasmi, la speranza e la disillusione, l'amore per l'arte e per i bambini, le difficoltà a trovar casa, i parrocchetti che non si sa di preciso da dove vengano, i pesci rossi, anzi blu, gli Yankies, il parco cittadino più bello del mondo, i grandi magazzini e la loro agonia, Times Square, tutto insomma! Se poi Ny la si é vista con i propri occhi, si apprezza ancora di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Acquistato e messo da parte a causa di qualche giudizio non lusinghiero trovato qua su anobii, l'ho finalmente iniziato sull'aereo che mi riportava a casa dopo una settimana di vacanza a New York. La ...continua

    Acquistato e messo da parte a causa di qualche giudizio non lusinghiero trovato qua su anobii, l'ho finalmente iniziato sull'aereo che mi riportava a casa dopo una settimana di vacanza a New York. La combinazione di questi eventi l'ha reso una scoperta inaspettata e felice, perchè ho ritrovato nelle pagine di Gopnik l'atmosfera della città che avevo lasciato e per cui già provavo nostalgia... Scritto con intelligenza e ironia, è una sorta di diario di bordo di casa Gopnik arricchito con pagine che sembrano (sono?) tratte da articoli o altri scritti con in comune la Grande Mela, le sue strade, la sua gente. Raccomandato, in particolare per chi New York, almeno un poco, la conosce già.

    ha scritto il 

  • 5

    Postmodernità e sarcasmo newyorchesi

    Un testo che acquisisce tutto il suo sapore soprattutto se si è vista new york. Colto,sarcastico, sapido. Un amore nobile per i figli, la concretezza.di in uomo e di uno scrittore. Una metropoli dalle ...continua

    Un testo che acquisisce tutto il suo sapore soprattutto se si è vista new york. Colto,sarcastico, sapido. Un amore nobile per i figli, la concretezza.di in uomo e di uno scrittore. Una metropoli dalle mille soglie, come una cipolla, che si riserva sempre di farci piangere. E tutte le dinamiche contraddittorie di un occidente corroso ed emancipato, lussuoso e democratico, nevrotico e dinamico. Il tutto all'ennesima potenza...perché siamo a New York!

    ha scritto il