Una casa alla fine del mondo

Di

Editore: Bompiani

4.0
(1289)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 368 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale

Isbn-10: 8845254445 | Isbn-13: 9788845254444 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

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Descrizione del libro
Jonathan e Bobby: sono amici inseparabili e poi confidenti e amanti nel corso di un’appassionata e difficile adolescenza a Cleveland, Ohio. La vita, la maturità e il capriccio del destino li separano, per poi farli incontrare a New York solo anni più tardi. Jonathan ora vive con una donna, Clare, la sua amica più cara, la sua compagna più vera. Bobby si trasferisce a casa dei due e, quando comincia una relazione con la ragazza, gli equilibri sentimentali e psicologici dei tre ne vengono lentamente ma inesorabilmente sconvolti. Romando d’esordio dell’autore di Le ore e Carne e sangue, Una casa alla fine del mondo racconta le incertezze dell’amore e la ricerca di un nuovo equilibrio in un mondo che si sforza di non crollare sotto il peso delle convezioni che si sfaldano. Romantico, ribelle, spregiudicato, è stato pubblicato in sedici paesi, e ha fatto conoscere al mondo il talento letterario di Michael Cunningham.
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  • 3

    Tutti figli di Yates …. sarebbe stato bello se non avessi letto subito dopo Easter Parade, e quindi C. impallidisce e sembra un po' un ragazzino che ricalca le orme del Maestro.
    Bravo, senza dubbio, c ...continua

    Tutti figli di Yates …. sarebbe stato bello se non avessi letto subito dopo Easter Parade, e quindi C. impallidisce e sembra un po' un ragazzino che ricalca le orme del Maestro.
    Bravo, senza dubbio, con una notevole capacità di intrecciare le storie e le voci narranti. La pecca sono le "svolte narrative" brusche e immotivate e il tono da narrazione psicologica dei personaggi (ehm, in effetti la narrazione in chiave psicologica mi ha un po' irritato, sembra datata, a volte pretestuosa).
    E' vero che la gente è matta (dato di fatto, non opinione personale) e che compie scelte irrazionali e che usa il proprio metro autoreferenziale per giudicare/incasellare il resto dell'umanità, ma qui alla fin fine la narrazione diventa caricaturale e si rasenta la demenzialità.
    Le quattro voci narranti non riescono mai ad emergere al di là dello stereotipo, anche se C. ci mette una discreta tecnica.
    Bobby, il figlio sopravvissuto di una tragedia domestica, non si sa perché viene considerato da Alice (madre dell'amico Jonathan) un povero scemo disadattato. E di conseguenza si comporta.
    Il figlio Jonathan è sensibile (e quindi gay? la narrazione non è tanto più sottile di questa esemplificazione).
    Clare è l'amante/amica di gran cuore (stereotipo ben costruito, ma con le caratteristiche dello stereotipo).
    Alice la madre-che-si-deve-realizzare-(e-alla-fine-ce-la-fa).
    Due voci femminili, due voci maschili.
    Le voci parlano, tessono la trama (come detto, a volte in modo pretestuoso) ma non si incrociano. Manca il contrappunto. E alla fine quel che rimane è una serie di belle arie, ma nessuna opera.
    [la trama mi rifiuto di condensarla, che diventerebbe ancora più assurda]

    ha scritto il 

  • 0

    La scrittura di Cunningham in questo suo romanzo d'esordio è intensa,profonda e incisiva.
    La storia è quella di due amici, Bobby e Jhon, che crescono insieme nell'OHIO e che si ritrovano a NYda adulti ...continua

    La scrittura di Cunningham in questo suo romanzo d'esordio è intensa,profonda e incisiva.
    La storia è quella di due amici, Bobby e Jhon, che crescono insieme nell'OHIO e che si ritrovano a NYda adulti. Ma è anche la storia di Clare,quarantenne,innamorata di entrambi e che diviene mamma di Rebecca. Ed è anche la storia di Alice,la mamma di Jhon, che si scopre a sessant'anni,vedova e lontana da casa, giovane amante e cuoca in suo ristorante.
    Sono queste le quattro voci narranti che raccontano a mo' di diario l'intrecciarsi delle loro vite...e poi c'è la Casa alla fine del mondo ,casa da cui fuggire e casa dove poter tornare, dove forse finalmente,anche se solo per un breve istante, tutti si sentono davvero a casa.

    ha scritto il 

  • 4

    I'm in love this book but I don't know why.
    Four star because of the ending, that I find really fitting for the story, but I can't help to be eager and want to know more!l

    ha scritto il 

  • 3

    Una scrittura raffinata quella di Cunningham, che ogni tanto ti colpisce per qualche pensiero profondo, che sembra buttato lì a caso in una conversazione apparentemente superficiale. Originale anche l ...continua

    Una scrittura raffinata quella di Cunningham, che ogni tanto ti colpisce per qualche pensiero profondo, che sembra buttato lì a caso in una conversazione apparentemente superficiale. Originale anche l'idea di suddividere i capitoli come un susseguirsi di monologhi, raccontati in prima persona, dai vari protagonisti. Avrei potuto attribuirgli 5 stelle, come hanno fatto altri lettori, però devo ammettere che è il finale che per me è stato veramente intenso. Alcuni capitoli sono stati difficili da terminare, in quanto li ho trovati piuttosto noiosi, tanto da farmi quasi pensare di abbandonare il libro. Sono contenta comunque di non averlo fatto.

    ha scritto il 

  • 5

    Delicato ma intenso

    Mi è piaciuto molto questo romanzo. È stata una bella scoperta quella della scrittura di Cunningham, una penna a mio avviso molto raffinata che si cimenta con un racconto a quattro voci della storia d ...continua

    Mi è piaciuto molto questo romanzo. È stata una bella scoperta quella della scrittura di Cunningham, una penna a mio avviso molto raffinata che si cimenta con un racconto a quattro voci della storia di Jonathan e Benny, amici di infanzia prima e compagni di vita poi. L'autore affronta temi difficili (l'amore, l'amicizia, la famiglia, l'omosessualità, la malattia) con grande delicatezza, ricamando le parole intorno ai fatti, sempre convincente senza risultare banale, prolisso o indigesto. I personaggi, benché "strani", sono tutti assolutamente credibili e perfettamente calati nel ruolo che lo scrittore attribuisce loro. Fanno scelte che, per quanto strane od opinabili, risultano realistiche proprio per la caratterizzazione precisa dei personaggi stessi. Nella seconda metà del libro si avverte forse un po' di stanchezza (sporadici momenti di noia e una certa omogeneizzazione delle quattro voci narranti), che però nulla toglie alla straordinarietà di questo romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Essere disadattati

    Questo romanzo racconta la storia di quattro solitudini che affannosamente tentano di dare un equilibrio, seppure precario, alla propria esistenza. Michael Cunningham ha il dono della scrittura, riesc ...continua

    Questo romanzo racconta la storia di quattro solitudini che affannosamente tentano di dare un equilibrio, seppure precario, alla propria esistenza. Michael Cunningham ha il dono della scrittura, riesce a raccontare con crudezza e autenticità i pensieri di ogni personaggio. Sono uomini e donne fuori luogo in questo mondo: arrancano, amano, si annoiano, scappano. E piangono. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    jonny in attesa di giungere alla sua "vera vita", non capisce che ci è già dentro fino al naso, e fatica a respirare.
    bobby, troppa morte per una sola persona. esiliarsi in una calma apparente è la co ...continua

    jonny in attesa di giungere alla sua "vera vita", non capisce che ci è già dentro fino al naso, e fatica a respirare.
    bobby, troppa morte per una sola persona. esiliarsi in una calma apparente è la cosa migliore da fare, rinunciare e lasciarsi trasportare dalla corrente.
    clare, anche lei in attesa, e quando il suo momento arriva la paura la travolge e fugge.

    grande romanzo, tanta tristezza.

    ha scritto il 

  • 5

    Una casa alla fine del mondo è un romanzo costruito intorno a tre personaggi principali, Jonathan, Bobby e Clare, ed alla loro decisione non comune di essere una famiglia.

    Lo stile narrativo mi è piac ...continua

    Una casa alla fine del mondo è un romanzo costruito intorno a tre personaggi principali, Jonathan, Bobby e Clare, ed alla loro decisione non comune di essere una famiglia.

    Lo stile narrativo mi è piaciuto molto: una successione di capitoli nei quali cambia il soggetto narratore, senza alterare lo sviluppo temporale della storia; una scelta che ha il pregio di approfondire il carattere dei personaggi.

    Michael Cunningham è un grande scrittore.

    ha scritto il 

  • 4

    Una bella storia di formazione interiore, ecco che cosa ho travato io in questo romanzo. L'autore focalizza la sua attenzione sulle vite di quattro personaggi: Bobby, Clare, Jonathan e Alice la madre ...continua

    Una bella storia di formazione interiore, ecco che cosa ho travato io in questo romanzo. L'autore focalizza la sua attenzione sulle vite di quattro personaggi: Bobby, Clare, Jonathan e Alice la madre di quest'ultimo. Per quanto le loro vite si possano incrociare ed essere inesorabilmente legate tra di loro ognuno ricerca la propria storia, il suo percorso quello che gli farà vivere la vita appieno e che un giorno di fronte alla morte potrà dire senza rimpianti: "io sono soddisfatto di come ho vissuto". E' una frase difficile da dire, il solo pensarci da piccoli è difficile ma una volta che si comincia a crescere e il mondo ti si schianta a dosso è difficile non pensarci nemmeno una volta. Osservando gli altri noi compariamo la nostra esistenza e ci chiediamo: "io posso vivere meglio di lui/lei?". Ho notato che è sopratutto Jonathan quello che si pone maggiormente questi interrogativi, sopratutto negli ultimi capitoli quando la condizione di Erich gli si para davanti così violentemente. Bobby cerca invece di prendere gli avvenimenti della sua vita con pacata e solenne calma, anche troppa in certi momenti. Clare è una donna molto più complicata di quanto l'apparenza iniziale può far presupporre, lo si nota sopratutto dopo l'avvento di Rebecca, che scombussola la sua interiorità e la spinge a compiere un cambiamento nella sua vita fatta di scelte dettate a volte dall'occasione. Alice, invece è una donna con un carattere forte, che viene tuttavia messo in discussione quando le si para davanti la conseguenza della sua decisione forse più sofferta quella di sposare Ned, suo marito e padre di Jonathan. A volte ci sembra di avere tutto ciò che avevamo desiderato ma la realtà è che sempre qualcosa che a noi e precluso e per questo lo vogliamo con molta più foga. L'autore a scelto secondo me il finale basandosi proprio sulle possibilità, quelle sperate dai personaggi rimasti nella "casa alla fine del mondo", ma una vita fatta di possibilità non è goduta appieno e a volte e meglio esporsi alla realtà e cercare una soluzione con quello che già si possiede.

    ha scritto il 

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