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Una come lei e altre poesie

Di

Editore: Via del Vento edizioni

4.4
(19)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 35 | Formato: Altri

Isbn-10: 8862260385 | Isbn-13: 9788862260381 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Marina de Carneri ; Curatore: Marina de Carneri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 0

    [...]
    Io porto le mie gambe sottili nel tuo ufficio
    e insieme lavoriamo al cadavere della mia anima.
    [...]
    E tu scavi un tunnel nella pericolosa sabbia,
    prendi l'altare da una chiesa e lo innalzi.
    Con le tue mani bianche mi tiri fuori.
    Mi dai tubi per res ...continua

    [...]
    Io porto le mie gambe sottili nel tuo ufficio
    e insieme lavoriamo al cadavere della mia anima.
    [...]
    E tu scavi un tunnel nella pericolosa sabbia,
    prendi l'altare da una chiesa e lo innalzi.
    Con le tue mani bianche mi tiri fuori.
    Mi dai tubi per respirare.
    [...]
    Che cosa è successo
    perché io debba sfidarti?
    Sarei un filo di rame
    senza elettricità.
    Sarei un'ereditiera di Beacon Hill
    senza il cappello.
    Sarei un chirurgo
    che taglia con le unghie.
    Sarei un ingordo
    che ha gettato via il cucchiaio.
    Sarei Dio
    senza Gesù a parlare per me.
    [...]

    ha scritto il 

  • 0

    Smise di scusarsi di essere quel che era

    da Lettera scritta sul ferry mentre attraverso lo stretto di Long Island.

    […] "Ecco le mie scure ragazze
    con i vestiti che si gonfiano
    nell’aria avversa.
    Oh, son più leggere di cani volanti
    o del respiro dei delfini;
    le bocche fiduciosamente spalancate,
    ...continua

    da Lettera scritta sul ferry mentre attraverso lo stretto di Long Island.

    […] "Ecco le mie scure ragazze
    con i vestiti che si gonfiano
    nell’aria avversa.
    Oh, son più leggere di cani volanti
    o del respiro dei delfini;
    le bocche fiduciosamente spalancate,
    più grandi di una tazza di latte.
    Per questo cantano le mie scure ragazze.
    Si stanno sollevando.
    Guardale alzarsi
    su ali nere, bevendo
    il cielo, senza sorrisi
    o mani
    o scarpe.
    Ci chiamano
    dal bordo vaporoso del paradiso,
    buone notizie, buone notizie."

    Essere figlia delle proprie passioni, riconoscersi una maledetta, un fuoco d’artificio, un'eclissi infinita, perché nessuna Luce l'aveva mai realmente amata.
    Versi ubriacati da suoni ammaliatori e menzogneri, in quel suo frammento di parole "io sono un acquarello. Vengo lavata via."

    ha scritto il 

  • 4

    È un pomeriggio di primavera

    Qui tutto è giallo e verde
    Ascolta la sua voce, la sua pelle-di-terra,
    le voci ossa-secche dei curiosi
    che pulsano come annunci pubblicitari.
    I piccoli animali dei boschi
    Portano le loro maschere di morte
    Dentro una strett
    ...continua

    È un pomeriggio di primavera

    Qui tutto è giallo e verde
    Ascolta la sua voce, la sua pelle-di-terra,
    le voci ossa-secche dei curiosi
    che pulsano come annunci pubblicitari.
    I piccoli animali dei boschi
    Portano le loro maschere di morte
    Dentro una stretta tana invernale.
    Lo spaventapasseri si è strappato
    I due occhi di diamanti
    E si è avviato verso il villaggio.
    Il generale e il postino
    Hanno portato via i loro pacchi.
    Tutto ciò è successo prima
    Ma nulla qui è obsoleto.
    Tutto qui è possibile.

    Per questo
    Forse una ragazzina ha riposto
    I vestiti invernali e distrattamente
    Si è messa sul ramo di un albero
    Che sta sopra una pozza del fiume.
    Si è distesa sul ramo,
    Appena un po’ sopra le case dei pesci
    Che nuotano dentro e fuori dal riflesso
    E su e giù per le scale delle sue gambe.

    Il suo corpo porta le nuvole a casa.
    Lei guarda il suo viso d’acqua
    Nel fiume dove uomini ciechi
    Vengono a nuotare a mezzogiorno.

    Per questo
    Il suolo, quell'incubo invernale,
    Ha curato le sue piaghe e scoppia
    Di uccelli verdi e vitamine.
    Per questo
    Gli alberi ripiegano i loro rami
    E reggono tazzine di pioggia
    Con le loro dita sottili.
    Per questo
    Una donna sta ai fornelli
    Cantando e cuocendo fiori.
    Tutto qui è giallo e verde.

    Di certo la primavera permetterà
    A una ragazza senza uno straccio addosso
    Di rigirarsi dolcemente nel suo sole
    E di non aver paura del suo letto.
    Lei ha già contato sette
    Boccioli nel suo verde, verde specchio.
    Due fiumi confluiscono sotto di lei.
    La faccia di un bambino raggrinsisce
    Nell'acqua ed è andata per sempre.
    La donna è tutto ciò che è dato vedere
    Nella sua bellezza animale.
    La sua adorata e ostinata pelle
    Riposa sul fondo dell'albero d'acqua.
    Tutto è del tutto possibile
    E anche i ciechi possono vedere.

    ----

    Il silenzio
    [...]
    Io riempio la stanza
    con le parole della mia penna.
    Le parole colano fuori come un aborto.
    Io fiondo parole nell'aria
    e loro tornano indietro come palle da squash.
    E tuttavia c'è silenzio.
    Come un'enorme bocca di bambino.

    Il silenzio è la morte.
    Viene ogni giorno come uno shock
    a sedersi sulla mia spalla, un uccello bianco,
    a beccare gli occhi neri
    e il rosso muscolo vibrante
    della mia bocca.

    ha scritto il 

  • 5

    "Lei è così nuda e unica.
    Lei è la somma di te stesso e del tuo sogno.
    Scalala come un monumento, gradino dopo gradino.
    Lei è solida.

    Invece io, io sono un acquarello.
    Vengo lavata via."

    ha scritto il 

  • 3

    Minuscola raccolta mal tradotta

    Le poesie di Anne Sexton sono sempre un piacere da leggere, ma questa raccolta è veramente "il minimo dei minimi".
    Per di più non c'è nemmeno la (imprescindibile) versione originale, visto che la traduzione è da mani nei capelli...

    ha scritto il 

  • 5

    Una delle mie Anna

    Appartiene la Sexton alle pittrici della parola. Come dice in una sua poesia dissolvendosi e riprendendo consistenza mi solleva al di sopra delle foschie terrestri verso il mostruoso e celestiale, l'assurdo e nel sangue… “Siamo nella nostra stanza. Siamo in / una scatola da scarpe. Siamo in una s ...continua

    Appartiene la Sexton alle pittrici della parola. Come dice in una sua poesia dissolvendosi e riprendendo consistenza mi solleva al di sopra delle foschie terrestri verso il mostruoso e celestiale, l'assurdo e nel sangue… “Siamo nella nostra stanza. Siamo in / una scatola da scarpe. Siamo in una scatola di sangue. / Delicatamente ci siamo lasciati dei lividi, eppure / non siamo vecchi e non siamo nati morti. / Siamo qui su una zattera, esiliati dalla polvere. / L'odore di terra è svanito. L'odore / di sangue è qui e la lama e il suo proiettile. / L'ora è arrivata e tu andrai dalla sua parte”.

    ha scritto il 

  • 0

    “Che cosa è successo, Dr Y.
    al mio bisogno di te?
    […]
    Tu lavori per giorni
    con il condizionatore boccheggiante
    come una bocca intubata.
    Io porto le mie gambe sottili nel tuo ufficio
    e insieme lavoriamo al cadavere della mia anima.
    Costruiamo un palc ...continua

    “Che cosa è successo, Dr Y.
    al mio bisogno di te?
    […]
    Tu lavori per giorni
    con il condizionatore boccheggiante
    come una bocca intubata.
    Io porto le mie gambe sottili nel tuo ufficio
    e insieme lavoriamo al cadavere della mia anima.
    Costruiamo un palcoscenico con il mio passato
    e ci mettiamo sopra marionette dipinte.
    Costruiamo un ponte verso il futuro
    e io urlo verso di te: sarò d’acciaio!
    […]
    Con le tue mani bianche mi tiri fuori.
    Mi dai tubi per respirare.
    Costruisci un teschio per contenere i vermi
    del mio cervello. Mi dai una cioccolata calda
    anche se si sa che non ho stomaco.
    Gli alberi sono puttane e tuttavia mi piazzi
    sotto di loro. Il sole è veleno
    e tuttavia mi spedisci sotto di lui come sotto una rosa.
    […]
    Sarei un filo di rame
    senza elettricità.
    Sarei un’ereditiera di Beacon Hill
    senza il cappello.
    Sarei un chirurgo
    che taglia con le unghie.
    Sarei un ingordo
    che ha gettato via il cucchiaio.
    Sarei Dio
    senza Gesù a parlare per me.

    Sarei Gesù
    senza la prova della croce.”

    ha scritto il 

  • 5

    " il suo corpo porta le nuvole a casa"

    sono le prime poesie che leggo della Sexton. mi sono chiesta come ho fatto a perdermi una poetessa come lei che fa parlare la vita! sono parole le sue piene di sangue e di amore, di fisicità e di nuvole, di cielo, di mare verde, di corpi, di lividi e di 'occhi di diamanti',e di morte.le ho lette ...continua

    sono le prime poesie che leggo della Sexton. mi sono chiesta come ho fatto a perdermi una poetessa come lei che fa parlare la vita! sono parole le sue piene di sangue e di amore, di fisicità e di nuvole, di cielo, di mare verde, di corpi, di lividi e di 'occhi di diamanti',e di morte.le ho lette e rilette,atttratta e respinta,è stato un correre continuo dietro a lei, dentro il suo vortice..non ne esco dalle sue poesie, non è possibile. restano dentro di me.
    una donna.come lei. come tante. troppe. mi viene da aggiungere. troppo dolore, troppa violenza, troppa incomprensione. e la malattia..malata di mente, malata di depressione, malata di solitudine, malata!!!una donna. come lei. come tante.
    io credo che leggendo del dolore di una vita non vissuta ogni donna ritroverà una piccola o grande parte di sè e come me la leggeranno con affetto. si,non c'è un'altra parola per starle accanto.
    la poesia e la scrittura ancora una volta strade da percorrere:
    nella solitudine della sofferenza la parola ti viene incontro, sempre che tu stia cercandola per te stessa, per non restare passiva alle parole degli altri. chi come me è stata in analisi potrà capire forse meglio di altri,quanto la scrittura sia un bisogno che ti fa trovare le parole per dire..ho sempre con me i quadernini di quegli anni, parole sfilacciate, pensieri sfilacciati, e poi, invece, frasi piene, finite.
    questo mi ha dato la Sexton, una poetessa che tirà fuori da sè l'indicibile per gli altri, ma non per lei.
    di tutte le poesie che ho amato leggendole e rileggendole, voglio riportare le ultime due strofe(è una canzone, è una canzone!!) de 'Il silenzio':

    "Io riempio la stanza
    con le parole della mia penna.
    Le parole colano fuori come un aborto.
    Io fiondo parole nell'aria
    e loro tornano indietro come palle da squash.
    E tuttavia c'è silenzio.
    Come un enorme bocca di bambino.

    Il silenzio è la morte.
    Viene ogni giorno come uno shock
    a sedersi sulla mia spalla, un uccello bianco.
    a beccare gli occhi neri
    e il rosso muscolo vibrante
    della mia bocca"

    ancora. una piccola frase a fine di una poesia dolorissima e così straordinariamente limpida,trasparente:

    da 'Per il mio amore, che ritorna da sua moglie':

    " Lei è solida.
    invece io, io sono un acquarello.
    vengo lavata via."

    una donna..come lei. come tante.

    non è di rito il mio ringraziamento alla casa editrice 'Via del vento', lo scrivo alla fine del commento, per non ripetere le solite parole..ma è così,anche questa volta mi ha fatto dono di parole che resteranno con me per sempre.

    ha scritto il 

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