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Una cosa divertente che non farò mai più

By David Foster Wallace

(836)

| Hardcover | 9788875212568

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Book Description

Una cosa divertente che non farò mai più è il capolavoro di comicità e virtuosismo stilistico con cui i lettori italiani hanno conosciuto il genio letterario di David Foster Wallace.
Commissionatogli inizialmente come articolo per la prestigi Continue

Una cosa divertente che non farò mai più è il capolavoro di comicità e virtuosismo stilistico con cui i lettori italiani hanno conosciuto il genio letterario di David Foster Wallace.
Commissionatogli inizialmente come articolo per la prestigiosa rivista Harper’s, questo reportage narrativo da una crociera extralusso ai Caraibi – iniziato sulla stessa nave che lo ospitava e cresciuto a dismisura dopo innumerevoli revisioni – è ormai diventato un classico dell’umorismo postmoderno e al tempo stesso una satira spietata sull’opulenza e il divertimento di massa della società americana contemporanea.

644 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Dimmi qualcosa che non so.

    DFW è senz'altro un grande scrittore, scrive con uno stile delizioso. Però in questo libretto non racconta niente che chiunque si sia accostato al turismo di massa non possa immaginare. Se vuole raccontare che tutti noi non siamo immuni al fascino to ...(continue)

    DFW è senz'altro un grande scrittore, scrive con uno stile delizioso. Però in questo libretto non racconta niente che chiunque si sia accostato al turismo di massa non possa immaginare. Se vuole raccontare che tutti noi non siamo immuni al fascino torbido dell'omologazione, vittime predesignate del Grande marketing al quale non si può sfuggire, non ci riesce fino in fondo. In più, quel sistema di note a piè di pagina, personalmente, mi snerva soltanto. Abbozzato.

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    Borys N. said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sarebbero 3 stelle e mezza

    Il libro è carino, si legge in un attimo ed è onestamente divertente, specie in alcuni punti.
    Io non ho mai fatto una crociera, ma nell'epoca dell all-inclusive i concetti arrivano chiari e fare la trasposizione non risulta troppo complicato.
    Una pia ...(continue)

    Il libro è carino, si legge in un attimo ed è onestamente divertente, specie in alcuni punti.
    Io non ho mai fatto una crociera, ma nell'epoca dell all-inclusive i concetti arrivano chiari e fare la trasposizione non risulta troppo complicato.
    Una piacevole lettura estiva, senza dubbio.

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    Manq said on Jul 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "In queste crociere extralusso di massa c'è qualcosa di insopportabilmente triste. Come la maggior parte delle cose insopportabilmente tristi, sembra che abbia cause inafferrabili e complicate ed effetti semplicissimi: a bordo della Nadir - soprattut ...(continue)

    "In queste crociere extralusso di massa c'è qualcosa di insopportabilmente triste. Come la maggior parte delle cose insopportabilmente tristi, sembra che abbia cause inafferrabili e complicate ed effetti semplicissimi: a bordo della Nadir - soprattutto la notte, quando il divertimento organizzato, le rassicurazioni e il rumore dell'allegria cessavano - io mi sentivo disperato. Ormai è una parola abusata e banale, disperato, ma è una parola seria, e la sto usando seriamente. Per me indica una semplice combinazione - uno strano desiderio di morte, mescolato ad un disarmante senso di piccolezza e futilità che si presenta come paura della morte. Forse si avvicina a quello che la gente chiama terrore o angoscia. Ma non è neanche questo. È più come avere il desiderio di morire per sfuggire alla sensazione insopportabile di prendere coscienza di quanto si è piccoli e deboli ed egoisti e destinati senza alcun dubbio alla morte. E viene voglia di buttarsi giù dalla nave."

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    Giada said on Jul 1, 2014 | Add your feedback

  • 14 people find this helpful

    “Io mi sentivo disperato. Ormai è una parola abusata e banale, disperato, ma è una parola seria, e la sto usando seriamente. Per me indica una semplice combinazione – uno strano desiderio di morte, mescolato a un disarmante senso di piccolezza e futi ...(continue)

    “Io mi sentivo disperato. Ormai è una parola abusata e banale, disperato, ma è una parola seria, e la sto usando seriamente. Per me indica una semplice combinazione – uno strano desiderio di morte, mescolato a un disarmante senso di piccolezza e futilità che si presenta come paura della morte. (…) E’ più come avere il desiderio di morire per sfuggire alla sensazione insopportabile di prendere coscienza di quanto si è piccoli e deboli ed egoisti e destinati senza alcun dubbio alla morte.”

    http://alea-iactaest.blogspot.it/2014/06/una-cosa-diver…

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    Alea said on Jun 12, 2014 | 9 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Sorprendente. Uno si aspetterebbe il classico libro scritto dall'intellettuale che si mette in un contesto nazional-popolare e giudica tutto un po' dall'alto in basso, con argute osservazioni e sferzante ironia. In realtà l'animo e la sensibilità di ...(continue)

    Sorprendente. Uno si aspetterebbe il classico libro scritto dall'intellettuale che si mette in un contesto nazional-popolare e giudica tutto un po' dall'alto in basso, con argute osservazioni e sferzante ironia. In realtà l'animo e la sensibilità di Foster Wallace sono talmente fragili che l'autore non riesce a prendere distanza dal terribile senso di vuoto che tutta l'esperienza incarna e quindi tutto il libro si muove su un crinale sottile tra l'angoscia ed il divertimento. A questo si aggiungono le ossessioni personali dellos crittore che sono descritte in modo minuzioso e freddo, senza possibilità di redenzione o uscita. Non un reportage radical chic ma un inabissarsi nell'effimero e nella caducità della vita.

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    Arnaldo Maccarone said on Jun 10, 2014 | 1 feedback

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