Una cosa divertente che non farò mai più

Di

Editore: Minimum Fax (I quindici; 11)

4.0
(3477)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 164 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8875212562 | Isbn-13: 9788875212568 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Piccolo , Gabriella D'Angelo ; Prefazione: Colin Harrison ; Postfazione: Edoardo Nesi

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Viaggi

Ti piace Una cosa divertente che non farò mai più?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Una cosa divertente che non farò mai più è il capolavoro di comicità e virtuosismo stilistico con cui i lettori italiani hanno conosciuto il genio letterario di David Foster Wallace.
Commissionatogli inizialmente come articolo per la prestigiosa rivista Harper’s, questo reportage narrativo da una crociera extralusso ai Caraibi – iniziato sulla stessa nave che lo ospitava e cresciuto a dismisura dopo innumerevoli revisioni – è ormai diventato un classico dell’umorismo postmoderno e al tempo stesso una satira spietata sull’opulenza e il divertimento di massa della società americana contemporanea.
Ordina per
  • 4

    Una cosa divertente che non farò mai più

    David Foster Wallace non ha mezze vie. O lo ami o lo odi e, se lo hai mai letto, sai anche il perché. “Una cosa divertente che non farò mai più” è un saggio/reportage originariamente comparso sulla r ...continua

    David Foster Wallace non ha mezze vie. O lo ami o lo odi e, se lo hai mai letto, sai anche il perché. “Una cosa divertente che non farò mai più” è un saggio/reportage originariamente comparso sulla rivista Harper’s Magazine (commissionato a Foster Wallace dalla stessa), di una crociera extralusso di 7 notti ai Caraibi.

    Il resto della recensione qui: https://ithemorrighan.wordpress.com/2016/07/05/una-cosa-divertente-che-non-faro-mai-piu/

    ha scritto il 

  • 2

    Presa da mille altre impegni di carattere lavorativo, sono stata costretta a dilungare eccessivamente la lettura di questo testo.
    Originale nell'intento, dissacratorio e politicamente scorretto -come ...continua

    Presa da mille altre impegni di carattere lavorativo, sono stata costretta a dilungare eccessivamente la lettura di questo testo.
    Originale nell'intento, dissacratorio e politicamente scorretto -come piace a me-, ma a mio avviso la dovuta premessa iniziale ha giocato molto a mio svantaggio.
    Non sono riuscita ad apprezzare fino in fondo la lettura, come invece mi sarei aspettata. Abbastanza delusa, visto che avevo aspettative piuttosto alte in merito.

    ha scritto il 

  • 5

    Se una cosa è assurda ma tutti in un contesto la fanno mentre tu sei l’unica a non farla, quello assurdo diventi tu. La logica che domina il mondo delle crociere (solo quello?) secondo Foster Wallace ...continua

    Se una cosa è assurda ma tutti in un contesto la fanno mentre tu sei l’unica a non farla, quello assurdo diventi tu. La logica che domina il mondo delle crociere (solo quello?) secondo Foster Wallace è proprio questa, ed è da questo assunto che la sua analisi muove. Il reportage dell’Autore americano ha una spiccata propensione narrativa che si manifesta non solo nel modo – fluente e sempre accattivante – di raccontare, ma anche nel taglio psicologico che egli non trascura: egli stesso, d’altra parte, con tutte le sue fobie e ritrosie, a bordo della motonave su cui si è imbarcato non rappresenta certo la normalità, lontano com’è dall’Americano Medio che popola in massa questa umanità galleggiante. Si pone quindi in un’ottica assolutamente straniante e “desacralizzante” che, gioiosamente ma implacabilmente, fa a pezzi le convenzioni di bordo e va a costruire un’implacabile satira sulla vacua futilità dei riti di bordo che si celebrano sulla crociera. Ci si diverte molto leggendo questo libro, ma la cosa non finisce qui, data la finezza dell’osservazione di Foster Wallace. Va tenuto in conto anche il magnifico stile che caratterizza questo magnifico Autore e che nemmeno in queste pagine viene mai meno. Scrittori di questa fattura anche dal reportage di una crociera riescono a tirare fuori un piccolo capolavoro contemporaneo.

    ha scritto il 

  • 4

    Casi nunca leo ensayos y sin embargo me ha dado por debutar con David Foster Wallace con este libro. He conocido a un escritor extremadamente inteligente, parlanchín y algo pedante, lleno de manías y ...continua

    Casi nunca leo ensayos y sin embargo me ha dado por debutar con David Foster Wallace con este libro. He conocido a un escritor extremadamente inteligente, parlanchín y algo pedante, lleno de manías y rarezas, honesto y autentico y sobre todo dotado con un extraordinario poder de observación y un excelente sentido del humor. Wallace es el tipo de estadounidense que automaticamente te despierta una enorme simpatía sin que sepas muy bien cual es el motivo.
    Todos los ensayos son de la primera mitad de los 90. Creo que el mas brillante es el dedicado a la televisión. Reflexiones muy atinadas sobre como influye la tele en nuestra personalidad sin que nos demos cuenta. También es muy bueno el dedicado a David Lynch, sobre todo cuando habla de ese peliculón que es Terciopelo azul. El ensayo mas complejo es el dedicado a la estructura literaria, los especialistas lo entenderán, yo poco. Los de tenis me han interesado menos aunque es divertido cuando se juntan el tenis y los tornados.
    Pero sin duda lo mas divertido y lo que mas he disfrutado son las narraciones de las experiencias de David en una feria estatal (agrícola y ganadera) y en un crucero de lujo por el Caribe. No son lugares muy apropiados para un intelectual que además padece de cierta fobia social. Son unos relatos llenos de observaciones muy agudas e ironícas y con momentos muy graciosos.

    ha scritto il 

  • 4

    Al giovane autore viene commssionato da una rivista il resoconto di una crociera nei Caraibi con una nave super lusso. Il libro racconta quindi i sette giorni trascorsi sulla nave Nadir con la solita ...continua

    Al giovane autore viene commssionato da una rivista il resoconto di una crociera nei Caraibi con una nave super lusso. Il libro racconta quindi i sette giorni trascorsi sulla nave Nadir con la solita ironia che contraddistingue Wallace. Sembra un libro divertente, ma accanto ad alcune descrizioni esilaranti si trovano riflessioni profonde sulla natura umana. Ma non è solo questo: Wallace affronta con ironia uno di quelli che considera un "divertimento di massa" e lo riporta a noi con la lucidità del personaggio che costruisce per se stesso. Ammetterà poi che l'uso dell'ironia può essere un'arma a doppio taglio: in una intervista dirà che l'ironia è il canto del prigioniero che è arrivato ad amare la sua cella. Resta comunque un libro che è impossibile non amare nell'immediato. Tra le tante frasi che mi sono annotata spicca questa:
    " Ogni giorno sono costretto a compiere una serie di scelte su cosa è bene o importante o divertente, e poi devo convivere con l'esclusione di tutte le altre possibilità che quelle scelte mi precludono. e comincio a capire che verrà un momento in cui le mie scelte si restringeranno e quindi le preclusioni si moltiplicheranno in maniera esponenziale finché arriverò a un qualche punto di qualche ramo di tutta la suntuosa complessità ramificata della vita in cui mi ritroverò rinchiuso e quasi incollato su un unico sentiero e il tempo mi lancerà a tutta velocità attraverso vari stadi di immobilismo e atrofia e decadenza finché non sprofonderò per tre volte, tante battaglie per niente, trascinato dal tempo. E' terribile." Una vera frase alla Wallace...

    ha scritto il 

  • 5

    sto ancora sghignazzando.

    È qui che mi accorgo del limite degli audiolibri. Se lo avessi letto in cartaceo lo avrei riempito di sottolineature e annotazioni per potermi gustare successivamente quanto avevo apprezzato durante l ...continua

    È qui che mi accorgo del limite degli audiolibri. Se lo avessi letto in cartaceo lo avrei riempito di sottolineature e annotazioni per potermi gustare successivamente quanto avevo apprezzato durante la prima lettura. Di contro Battiston è abilissimo a rendere con l'intonazione ed il ritmo la piacevolissima ironia dell'autore. Ho capito: dovrò procurarmi una copia in cartaceo e rileggerla tenendo in sottofondo l'audiolibro, connubio perfetto!

    ha scritto il 

  • 3

    Un linguaggio più colloquiale avrebbe aiutato

    Libro molto divertente che prende in giro il mondo delle crociere. Avendo vissuto questa esperienza mi sono ritrovata in gran parte delle situazioni descritte, anche se Wallace ha scritto questo libro ...continua

    Libro molto divertente che prende in giro il mondo delle crociere. Avendo vissuto questa esperienza mi sono ritrovata in gran parte delle situazioni descritte, anche se Wallace ha scritto questo libro una ventina di anni fa. Anch'io sono rimasta perplessa riguardo lo sfruttamento del personale di bordo e ho pensato anch'io che dovessero provare un odio profondo verso i crocieristi. Non parliamo del fastidio verso l'animazione da villaggio turistico perennemente presente sulla nave. E poi tutti questi spostamenti in massa che, in effetti, in modo un po' inquietante, ricordano una deportazione.
    Il libro è spassoso, ma se fosse stato scritto con un linguaggio meno ricercato ne avrebbe guadagnato in simpatia e in impatto emotivo.

    ha scritto il 

  • 4

    Non fatevi suggestionare...

    ... dalle recensioni qui sotto! I voti vanno da una a cinque stelle, le critiche vanno dall'"inutile" al "meraviglioso". Mi pare ovvio che si tratta di un autore che divide, nel vero senso della parol ...continua

    ... dalle recensioni qui sotto! I voti vanno da una a cinque stelle, le critiche vanno dall'"inutile" al "meraviglioso". Mi pare ovvio che si tratta di un autore che divide, nel vero senso della parola, coloro che lo leggono. A me è piaciuto, certo non un capolavoro, ma è scritto bene e si legge benissimo, nonostante la ricchezza del lessico tipica di Wallace. Lo stile può piacere o meno, poteva forse sembrare rivoluzionario negli anni novanta, oggi credo che molti lo troveranno "già sentito", dimenticandosi che fu proprio lui uno dei primi a "farlo sentire". E poi, per il tempo che ci vuole a leggerlo, potete anche fare un tentativo. Dategli una possibilità, se certi passaggi non li trovate esilaranti, con voi non ci salirei nemmeno sull'autobus.

    ha scritto il 

Ordina per