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Una cura per la terra.

Il manifesto di un ecopragmatista

Di

Editore: Codice Edizioni

4.1
(15)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 340 | Formato: Altri

Isbn-10: 8875781672 | Isbn-13: 9788875781675 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Political , Science & Nature

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Descrizione del libro
Esplosione demografica, riscaldamento globale, inquinamento e urbanizzazione stanno cambiando il volto del nostro pianeta. Sono forze potenti, con conseguenze imprevedibili che potrebbero mettere a repentaglio la sopravvivenza della società così come la conosciamo oggi. Siamo insomma alle porte di una profonda trasformazione: il punto non è come evitarla, ma come affrontarla per evitare che ci travolga. E il modo migliore è lasciarsi alle spalle trent’anni di un dibattito pubblico troppo compromesso da ideologie e politicizzazioni e troppo poco informato, e dire le cose come stanno senza paura di essere ruvidi, scomodi, eretici. L’urbanizzazione è un fattore di sviluppo, e come tale va trattato. L’energia nucleare è oggi necessaria per liberarci dalla dipendenza dei combustibili fossili. Gli organismi geneticamente modificati non sono il “cibo di Frankenstein”, e potrebbero sfamare milioni di persone. La geoingegneria, la scienza che interviene a modificare il clima, non va demonizzata. Non si tratta solo del passaggio a una nuova ideologia: è un cambiamento più profondo, è il totale abbandono di qualsiasi ideologia a favore del più lucido e laico pragmatismo.
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  • 3

    Dipende da cosa uno cerca

    Le ragioni dell'autore sembrano abbastanza ragionevoli, ma alcuni dati sono stati letti in modo non obiettivo.
    Se si cercano dati certi, statistiche e numeri, meglio rivolgersi ad altri testi o direttamente ai rapporti ufficiali (ovviamente sempre armati di malizia per scoprire ciò che nei ...continua

    Le ragioni dell'autore sembrano abbastanza ragionevoli, ma alcuni dati sono stati letti in modo non obiettivo.
    Se si cercano dati certi, statistiche e numeri, meglio rivolgersi ad altri testi o direttamente ai rapporti ufficiali (ovviamente sempre armati di malizia per scoprire ciò che nei rapporti viene detto ma soprattutto ciò che NON viene detto...). Personalmente preferisco le analisi di Lomborg in "L'ambientalista scettico": dati, dati, dati.
    Anche la bibliografia di "Una cura per la terra" è alquanto ridicola: testi di divulgazione, ma pochissimi dati scientifici.

    ha scritto il 

  • 4

    Come pensi conta più di ciò che pensi

    Stiamo vivendo un periodo storico incredibilmente importante per quanto riguarda il destino del nostro pianeta. Per la prima volta nella storia dell’umanità la nostra generazione si trova di fronte a problematiche ambientali che hanno assunto proporzioni globali. Nei prossimi anni si giocherà la ...continua

    Stiamo vivendo un periodo storico incredibilmente importante per quanto riguarda il destino del nostro pianeta. Per la prima volta nella storia dell’umanità la nostra generazione si trova di fronte a problematiche ambientali che hanno assunto proporzioni globali. Nei prossimi anni si giocherà la partita più importante è il nostro destino sarà determinato da quanto saremo in grado di comprendere e risolvere i problemi che affliggono il nostro pianeta. Come suggerisce il biologo australiano Tim Flannery “il metabolismo della nostra economia è in rotta di collisione con quello del pianeta” Quale sarà la miglior strategia per contrastare la “tempesta perfetta” ovvero l’azione sinergica di crisi ecologica, economica ed energetica?
    Le migliori menti del mondo da anni cercano di dare una risposta a questo importante quesito. Stewart Brand, autore di questo imponente saggio intitolato “Una cura per la terra”, oltre ad essere stato uno dei fondatori del movimento ambientalista americano è un acuto scienziato che tanto a contribuito a informare e sensibilizzare i governanti degli Stati Uniti. Quello che è in gioco non è la vita nel nostro pianeta e neppure la sopravvivenza della nostra specie ma la società come la intendiamo noi. Di fronte a queste minacce come dobbiamo comportarci? Come dobbiamo pensare? I suggerimenti delle numerose associazioni ambientaliste sono corretti oppure si basano su argomentazioni inconsistenti?
    Brand in questo saggio ricorda come le associazioni ambientaliste e le persone sensibili nei confronti delle tematiche ambientali siano guidate da due distinte forze molto potenti: il romanticismo e la scienza. Il sentimento romantico che tanto ispirò grandi autori come Rousseau e Thoreau ci ha insegnato che siamo parte della rete della Vita, che la Natura incontaminata è la nostra sola fonte di ispirazione e motivazione. Tuttavia questa visione quasi mistica spesso ci impedisce di affrontare in modo pragmatico i numerosi cambiamenti che si stanno verificando. Di fronte a problematiche quali il cambiamento climatico, la perdita di habitat, l’esplosione demografica, la crisi energetica, ecc. il sentimento romantico spesso è cattivo consigliere e ci allontana dalla comprensione reale dei problemi, punto fondamentale per il superamento degli stessi. Il pensiero scientifico invece sprona costantemente le menti a porsi nuovi quesiti in modo da sollecitarle a trovare sempre nuove risposte, diffidando dalle facili certezze. Come disse Voltaire: “il dubbio non è una condizione piacevole, ma la certezza è ridicola”.
    Con questo spirito Brand ci accompagna in un viaggio che ha l’obiettivo di minare alla radice le nostre certezze, talvolta quasi dogmatiche, di fronte a questioni spinose affrontate nel libro quali il fenomeno dell’urbanizzazione, l’utilizzo dell’energia nucleare e l’ingegneria genetica.
    Particolarmente interessante è il capitolo che tratta dell’energia nucleare come soluzione verde al fenomeno del riscaldamento globale. E’ cosa nota come praticamente tutte le associazioni ambientaliste siano dichiaratamente contro l’utilizzo dell’atomo come fonte di energia. Brand affrontando in modo scientifico l’argomento mette in discussione i luoghi comuni sottolineando come grandi scienziati di fama mondiale come ad esempio James Lovelock, Jared Diamond, James Hansen, Patrick Moore credano che questa energia sia l’unica in grado di mantenere accese le luci della civiltà. Curiosa è la storia di Patrick Moore in quanto fu uno dei fondatori di Greenpeace nonché presidente della stessa associazione ma che nel 1986 rassegnò le dimissioni dichiarando che l’organizzazione e il movimento ambientalista erano diventati “antiscienza”.
    Un altro capitolo interessante del libro è il capitolo sull’ingegneria genetica. Anche in questo campo regna una confusione estrema e una miriade di informazioni scorrette e luoghi comuni. Ad esempio accettiamo senza battere ciglio batteri di Escherichia coli ingegnerizzati per la sintesi di insulina ad uso terapeutico ma inorridiamo di fronte al consumo di prodotti vegetali geneticamente modificati, sostenendo che rappresentano un’aberrazione dell’integrità genetica degli organismi viventi.
    Quando ho finito di leggere il libro mi sono reso conto di non condividere alcune argomentazioni sostenute da Brand, ma ciò ha poca importanza poiché il principale insegnamento che ho tratto da questo saggio è che le certezze assolute non conducono da nessuna parte. Quello che ci serve per superare le minacce che incombono su di noi sono gli strumenti della scienza. Come dice l’autore “l’equilibrio ecologico è troppo importante per lasciarci trasportare dai sentimenti. Ci vuole scienza”.

    ha scritto il 

  • 5

    Un bellissimo libro, veramente consigliato, Stewart Brand, padre dei movimenti ecologisti, con molto pragmatismo, racconta con stile avvincente cosa dobbiamo fare per salvare la terra.
    Fatelo leggere ai vostri figli
    Giorgio

    ha scritto il 

  • 5

    Co-sì-scienza

    Il terreno sul quale si muove Stewart brand è piuttosto limaccioso. Non è facile muoversi dove chi si è combattuto in precedenza, i verdi e gli scettici del riscaldamento globale, lo hanno fatto a suon di sterile contrapposizione ideale. Brand si sforza di riportare il dibattito su un piano di co ...continua

    Il terreno sul quale si muove Stewart brand è piuttosto limaccioso. Non è facile muoversi dove chi si è combattuto in precedenza, i verdi e gli scettici del riscaldamento globale, lo hanno fatto a suon di sterile contrapposizione ideale. Brand si sforza di riportare il dibattito su un piano di concreta fattualità, criticando gli uni e poi gli altri, e con un bel pizzico di autoumorismo per alcune scelte da lui prese nel passato. Una delle chiavi princiali è comprendere che chi dice no a priori a tutto spesso lo fa perché non ha approfondito a sufficienza l'argomento per trovare la strada dei sì praticabili. Un testo prezioso e dalla struttura aperta poiché a tutt'oggi è in evoluzione permanente.

    ha scritto il 

  • 5

    Starordinario

    Uno dei libri più interessanti, chiari e meglio scritti, per chi non si accontenta di soluzioni semplici a problemi complessi. Partendo da drammatiche considerazioni relative al nostro futuro, delinea con chiarezza una possibile, concreta e FATTIBILE via d'uscita. Consigliato vivamente!

    ha scritto il