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Una donna

By Sibilla Aleramo

(2338)

| Paperback | 9788807810367

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Book Description

Questo romanzo di Sibilla Aleramo è del 1906. La sua immediata fortuna in Italia e nei paesi in cui fu tradotto segnalò una nuova scrittrice, che inseguito avrebbe fornito altre prove di valore, segnatamente nella poesia. Ma soprattutto esso richiamò Continue

Questo romanzo di Sibilla Aleramo è del 1906. La sua immediata fortuna in Italia e nei paesi in cui fu tradotto segnalò una nuova scrittrice, che inseguito avrebbe fornito altre prove di valore, segnatamente nella poesia. Ma soprattutto esso richiamò l'attenzione per il suo tema: si tratta infatti di uno dei primi libri 'femministi' apparsi da noi.

180 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    una forte denuncia della situazione di disagio della donna, prime ribellioni con una scelta finale drastica. Lascio marito e figlio.

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    Mariluca05 said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un inno "all'anima femminile moderna" (pag. 123)
    Scritto nel 1906 e purtroppo ancor attualissimo!

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    Domari said on May 13, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Recensito per Mangialibri

    http://www.mangialibri.com/node/14173 Una donna libera e forte fin da bambina. Una bambina che ama incondizionatamente il padre, nel quale si concentra l’idea di autorità e di conoscenza. Al contrario, una madre colma di dolcezza quanto di debolezza. ...(continue)

    http://www.mangialibri.com/node/14173
    Una donna libera e forte fin da bambina. Una bambina che ama incondizionatamente il padre, nel quale si concentra l’idea di autorità e di conoscenza. Al contrario, una madre colma di dolcezza quanto di debolezza. Una bambina con la brama di sapere. Un giorno il cambiamento: tutta la famiglia si trasferisce al sud. Dalla nebbia al sole. Dalla pace alla solitudine. E poi la cruda ed inaspettata realtà: tutto quello che appariva magnifico, diventa bugia. Il padre ha una famiglia parallela e la mamma sembra assopirsi in un sonno profondo dell’anima. La bambina, ormai donna, per delusione o per ripicca, passa dalle braccia del padre a quelle di un altro uomo. L’uomo che l’ha violata diventa suo marito. Sono lontani i pensieri di fanciulla ora che è una donna sposata e che le giornate si susseguono senza piacere, senza gioia, senza amore…
    Dalle prime parole fino all’ultima pagina (il finale sorprende e lascia un retrogusto malinconico), si racconta la maturazione verso la piena consapevolezza di sé: dalla “sottomissione non soltanto alla miseria ma all’egoismo dell’uomo” all’indipendenza, soprattutto morale; la creazione dell’identità di una donna che attraverso la sua vita approda al bisogno di scrivere per liberarsi, all’urgenza di raccontare al mondo un'altra prospettiva. Fa da scenario al racconto una società bigotta e tradizionalista, nella quale si consumano tragedie quotidiane alle spalle delle donne, inconsapevoli oggetti di rappresaglia maschile. Queste pagine, liriche e pregnanti, realiste e coinvolgenti, descrivono con forte senso critico un viaggio nell’amore (quello negato e quello fatto di passione), unico accesso alla pienezza della vita, porta verso la libertà e la felicità. Un amore che è prima e sopra tutto rispetto per se stessi. Per se stesse. Perché in questo romanzo si parla di donne, di tutte le donne. Semplicemente.

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    Mariangela said on Apr 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Uno spaccato di fine '800 sulla condizione della donna.
    Un'autobiografia triste e piena di sentimenti contrastanti, umani.
    Non ne ho apprezzato la narrazione che ho trovato lentissima, prolissa, arcaica e piena di apostrofi… In alcuni punti sembrava ...(continue)

    Uno spaccato di fine '800 sulla condizione della donna.
    Un'autobiografia triste e piena di sentimenti contrastanti, umani.
    Non ne ho apprezzato la narrazione che ho trovato lentissima, prolissa, arcaica e piena di apostrofi… In alcuni punti sembrava di sentire una voce lamentosa che cercava solo compatimento…
    Non lo stronco del tutto perché, comunque, rimane sempre un’autobiografia, una storia fatta di sofferenze vere e profonde, tra cui la scelta peggiore, quella di abbandonare un figlio in nome della libertà personale.
    Meno male che i tempi sono cambiati e non si deve più scegliere tra libertà femminile e figli… O almeno non come è capitato alla Sibilla!

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    Aspa said on Apr 10, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il titolo è un manifesto programmatico: per Una Donna la Aleramo racconta se stessa e la propria condizione come sineddoche della donna di inizio '900. Una donna come la Donna, soggiogata e umiliata in una società maschilista e bigotta.
    Leggere una ...(continue)

    Il titolo è un manifesto programmatico: per Una Donna la Aleramo racconta se stessa e la propria condizione come sineddoche della donna di inizio '900. Una donna come la Donna, soggiogata e umiliata in una società maschilista e bigotta.
    Leggere una "Weltanshauung" così moderna e fresca in un romanzo d'esordio del 1906 fa riflettere sui passi fatti per colmare il divario con l'odierno e non solo: notare come molti dei soprusi denunciati dall'autrice ancora siano difficili da sradicare arriva a far indignare il lettore.

    La trama, fortemente autobiografica, ripercorre gli infelici anni della gioventù della Aleramo: l'infanzia agiata in una ricca città del nord, il travagliato – e freudiano – rapporto con il padre, la malattia della madre, le diffidenze di un piccolo borgo radicato nel più bieco conservatorismo, la violenza sessuale e il conseguente matrimonio riparatore con un impiegato della fabbrica del padre, il tentativo di suicidio, la nascita del figlio, i primi passi nel mondo della letteratura e la finale separazione in un'epoca in cui la parola divorzio non esisteva nemmeno.

    Continua su
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/03/speciale-g…

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    La Stamberga dei Lettori said on Mar 23, 2014 | Add your feedback

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    Nel 1956, alla soglia degli ottant'anni, l’Aleramo affermava: "i giovani si stupiscono ch’io, mezzo secolo fa, scrivessi per i giovani d’oggi e per quelli che vivranno il secolo venturo". E difatti, le continue ristampe e l’ampio numero di tra ...(continue)

    Nel 1956, alla soglia degli ottant'anni, l’Aleramo affermava: "i giovani si stupiscono ch’io, mezzo secolo fa, scrivessi per i giovani d’oggi e per quelli che vivranno il secolo venturo". E difatti, le continue ristampe e l’ampio numero di traduzioni testimoniano l’unicità rivoluzionaria del suo romanzo autobiografico Una donna.
    'Lettrice straordinaria' che 'non smise mai di costruire il capolavoro della sua cultura, da autodidatta, pezzo su pezzo' - come si legge nella prefazione di Anna Folli - Sibilla Aleramo fu una ribelle ostinata e coraggiosa, impegnata nella lotta per il diritto di vivere in piena libertà la propria vita.
    Convinta che spettasse alla donna rivendicare se stessa, perché «ella sola può rivelar l’essenza vera della propria psiche, composta, sì, d’amore e di maternità e di pietà, ma anche, anche di dignità umana!», l’Aleramo mutò gli sfoghi del suo povero cuore in tumulto in un libro di intensa semplicità "da cui l’insegnamento sgorghi limpido per tutti", un libro per «riformare la coscienza dell’uomo, creare quella della donna». Sino ad allora, infatti, la maternità era stata intesa come sacrificio da perpetuarsi di madre in figlia, in una mostruosa catena secolare. Ma la protagonista del romanzo obietta: «la buona madre non deve essere, come la mia, una semplice creatura di sacrificio: deve essere una donna, una persona umana».

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    coccinellaviola said on Feb 13, 2014 | Add your feedback

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