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Una donna a Berlino

Diario aprile-giugno 1945

By Anonima

(79)

| Others | 9788806167929

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Book Description

Dell'autrice anonima di questo diario si sa che svolse l'attività digiornalista e corrispondente dall'estero per alcuni periodici berlinesi e chenon permise la ristampa del libro, comparso la prima volta negli Stati Unitinel 1959, se non dopo Continue

Dell'autrice anonima di questo diario si sa che svolse l'attività digiornalista e corrispondente dall'estero per alcuni periodici berlinesi e chenon permise la ristampa del libro, comparso la prima volta negli Stati Unitinel 1959, se non dopo la sua morte avvenuta probabilmente nel 2001. Raccontala fine della Seconda guerra mondiale e l'inizio del dopoguerra, la vitanascosta negli scantinati, la difficile sopravvivenza tra le macerie e glistenti. Racconta anche di come tutte le donne, terrificate dalla propagandanazista, attendessero l'arrivo dei "selvaggi" soldati russi, che all'ingressoin città, trattarono lei e altre centomila come bottino di guerra. Unatestimoninaza della volontà di sopravvivere all'orrore e alla vergogna.

21 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    To the rest of the world we're nothing but rubble-women and trash [...] Our throats parched - the dead city has taken our breath away.

    I couldn't find my way out of the political undergrowth. It was the same for my friends. Each party, we felt, was partly right. But they all engaged in disreputable tactics - horse-trading, we called it - the haggling, the lobbying, the jostling for ...(continue)

    I couldn't find my way out of the political undergrowth. It was the same for my friends. Each party, we felt, was partly right. But they all engaged in disreputable tactics - horse-trading, we called it - the haggling, the lobbying, the jostling for power. No party seemed clean. None stuck uncompromisingly to their principles. Today I think we probably should have funded a party of sixteen-year-olds just to satisfy our moral demands. Whatever grows older, grows dirtier.

    [Should I believe in Art], toiling away in the service of form? Yes, for those who have the calling, but I don't. I'm just a ordinary labourer, I have to be satisfied with that. All I can do is touch my small circle and be a good friend. What's left is just to wait for the end. Still, the dark and amazing adventure of life beckons. I'll stick around, out of curiosity and because I enjoy breathing and stretching my healthy limbs.

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    Vanessaʚϊɞ said on Feb 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    A distanza di tempo ricordo questo stupendo libro
    oltre che per la preziosa testimonianza
    ancge e forse più per la lucida riflessione sul senso della vita
    come si evince da questo estratto:
    "Non so più cosa ci sto a fare. Non sono in-
    dispensabile a ...(continue)

    A distanza di tempo ricordo questo stupendo libro
    oltre che per la preziosa testimonianza
    ancge e forse più per la lucida riflessione sul senso della vita
    come si evince da questo estratto:
    "Non so più cosa ci sto a fare. Non sono in-
    dispensabile a nessuno, sto soltanto qui ad aspettare, al mo-
    mento non intravedo né scopi né missioni. Non ho potuto
    fare a meno di pensare intensamente a una conversazione
    avuta con una intelligente donna svizzera, durante la quale,
    contro ogni progetto di miglioramento del pianeta, io insi-
    stevo ad affermare che la somma delle lacrime rimane co-
    stante. Non importa sotto quali bandiere o parole d’ordine
    i popoli vivano; indifferenti gli dei che venerano o ll salario
    reale che percepiscono: la somma delle lacrime versate, del-
    le sofferenze e delle angosce con cui il singolo paga per la
    propria esistenza, rimane uguale. I popoli ben nutriti si di-
    battono nelle nevrosi e nella noia. A chi è eccesslvamente
    tormentato, come noi in questo momento, viene in aiuto
    l’apatia. Altrimenti dovrei piangere dalla mattina alla sera.
    Lo faccio di rado, e cosi anche gli altri. Qui vige una legge.
    Certo, chi crede che le lacrime versate sulla terra rimangano
    invariate, come riformatore del mondo vale poco, e assolu-
    tamente inadatto alle grandi gesta.
    Facciamo un po’ il conto: sono stata in dodici paesi euro-
    pei, ho vissuto, fra l’altro, a Mosca, Parigi, Londra, ho visto
    da vicino il bolscevismo, il parlamentarismo e il fascismo, da
    comune mortale in mezzo ad altri comuni mortali. Differen-
    ze? Sì, e notevoli. Ma, mi pare, consistono nella forma e nel
    colore, nelle regole del gioco valide di volta in volta; non, se-
    condo quanto auspicava Candide, nella maggiore o minore fe-
    licita della maggioranza. Il piccolo uomo ottuso, sottomesso,
    che conosce unicamente la realtà in cui e nato, a Mosca non
    mi e apparso più infelice che a Parigi o a Berlino. Si è psico-
    logicamente adattato alle condizioni di vita che ha trovato.
    [...]
    L’educazione religiosa ricevuta da bambina e andata perduta. Dio
    e l'aldilà sono diventati simboli, astrazioni. Il progresso? Si,
    verso bombe sempre più potenti. La felicita della maggio-
    ranza? Già, per Petka e compagni. L’idillio in un angolino
    nascosto? Si, per chi si diverte a pettinare le frange dei tap-
    peti. Il possesso, i piaceri? Non fatemi ridere, sono una sra-
    dicata nomade delle metropoli. L’amore? Quello é stato cal-
    pestato, è a terra. E se si rialzasse, starei sempre in ansia, per
    me non costituirebbe più un rifugio, non oserei più sperare
    che duri.
    L’arte, forse, la schiavitù al servizio della forma? Si, per
    gli eletti, dei quali in ogni caso non faccio parte. Sono sol-
    tanto una piccola manovale, devo accontentarmi. Posso agi-
    re ed essere una buona amica solo in una cerchia ristretta. Il
    resto è attesa della fine. Ma l’oscura, meravigliosa avventu-
    ra della vita mi eccita. Rimango qui, non fosse altro per cu-
    riosità; e perchè sono contenta di respirare e di percepire le
    mie membra sane."

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    Io sto leggendo said on Sep 11, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro davvero toccante. Peccato che non venga più ristampato, è una testimonianza importante e non solo per la storia delle donne.

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    Silvia C. said on Jun 4, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una serie di forti e profondi pugni nello stomaco. Prosa impeccabile e straordinariamente distaccata, immagino per dover necessariamente prendere le distanze da tanto orrore. Una storia che ti entra dentro.

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    eleU said on Jan 31, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Atroce. L'ho trovato atroce, ma nel senso che non riuscivo a staccarmi da queste pagine e ho finito di leggerle tutte in un giorno e mezzo. Un lucido e consapevole diario di due mesi di vita, di sopravvivenza a cavallo dell'occupazione di Berlino da ...(continue)

    Atroce. L'ho trovato atroce, ma nel senso che non riuscivo a staccarmi da queste pagine e ho finito di leggerle tutte in un giorno e mezzo. Un lucido e consapevole diario di due mesi di vita, di sopravvivenza a cavallo dell'occupazione di Berlino da parte dei russi vincitori. I giorni che noi italiani siamo abituati a pensare come quelli della "Liberazione", dai tedeschi sono stati vissuti diversamente. E dalle donne tedesche in particolare, anch'esse eterne vittime dei vincitori di una guerra.
    Ciò che in tempo di pace viene giustamente considerato un crimine orrendo contro un'altra persona, in tempo di guerra viene quasi visto come "normale" diritto di un soldato vincitore. La donna appartenente alla popolazione vinta non è più vista come una persona ma come una cosa "di": la donna "del" nemico, la donna "del" vinto, la donna "del" perdente, e come tale trattata, come un oggetto di proprietà che adesso si può usare a proprio piacimento, vero e proprio bottino di guerra. Rispetto per un altro essere umano, kaputt!
    L'autrice non si lamenta, registra appena le è possibile ciò che sta avvenendo, ma lo fa senza vittimismi, senza lamentarsi, senza sopportarlo passivamente. "Vomitare" su carta ciò che le succede serve per riuscire a lasciarselo alle spalle, per uscirne "sana" - per quanto ciò sia possibile.
    Il suo livello culturale la porta anche a considerare e giudicare in maniera critica e distaccata le "relazioni" con l'altro sesso dei soldati e degli stessi ufficiali russi.
    Un libro forte, che senza essere urlato né fragoroso ti dà un bel pugno nello stomaco...

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    Atrebor said on Dec 28, 2010 | 1 feedback

Book Details

  • Rating:
    (79)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Others 259 Pages
  • ISBN-10: 8806167928
  • ISBN-13: 9788806167929
  • Publisher: Einaudi
  • Publish date: 2004-01-01
  • In other languages: other languages English Books
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