Una donna spezzata

Di

Editore: Einaudi

4.0
(1683)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 248 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese

Isbn-10: 8806033069 | Isbn-13: 9788806033064 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 5

    "Un campionario di storie, di fatti della vita. E una lezione. L'indipendenza. Una lezione preziosa."

    Recensione completa su http://bookshelf54.blogspot.it/2015/12/simone-de-beauvoir-una-donna-spezzat ...continua

    "Un campionario di storie, di fatti della vita. E una lezione. L'indipendenza. Una lezione preziosa."

    Recensione completa su http://bookshelf54.blogspot.it/2015/12/simone-de-beauvoir-una-donna-spezzata.html

    ha scritto il 

  • 4

    Nata a Parigi il 9 gennaio 1908 da una famiglia agiata, molto presto comincia a reagire all’educazione conformista dell’epoca.
    All’età di sedici anni decide di voler insegnare e appena terminati gli s ...continua

    Nata a Parigi il 9 gennaio 1908 da una famiglia agiata, molto presto comincia a reagire all’educazione conformista dell’epoca.
    All’età di sedici anni decide di voler insegnare e appena terminati gli studi si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia laureandosi nel 1929. In quello stesso anno conosce Jean Paul Sartre e diventa la sua compagna.
    Viaggia molto e assapora culture diverse dalla sua, ampliando così i suoi orizzonti di giovane intellettuale.
    Dopo aver insegnato Filosofia a Marsiglia, a Rouen e a Parigi, decide di dedicarsi alla Letteratura e nel 1943 pubblica il suo primo romanzo “L’invitata” che ottenne notevole successo.
    Durante la seconda guerra mondiale attende a Parigi il ritorno di Jean Paul Sartre, prigioniero nel Lager di Trier (D). Terminato il conflitto smette di insegnare e si dedica alla stesura di un saggio di filosofia “Pirro e Cinea”; intanto esce il suo romanzo “Il sangue degli altri” e il suo unico copione teatrale “Le bocche inutili”.

    Come Sartre, lei fa conoscere l’Esistenzialismo al grande pubblico e comincia ad interessarsi alla condizione femminile pubblicando nel 1949 il saggio “Il secondo sesso” che susciterà scandalo sia negli ambienti letterari che nella società. La scrittrice sostiene che la condizione d’inferiorità della donna non dipende affatto da leggi biologiche, ma dalla società che l’ha relegata ad un ruolo di secondo ordine.
    Nel 1954 vince il premio Goncourt con “I mandarini”. Nel 1958 pubblica la prima parte di un’opera altamente autobiografica “Memorie di una ragazza per bene”. Nel 1967 pubblica “Una donna spezzata”, una silloge di tre racconti: “Una donna spezzata, L’età della discrezione, Monologo”. Un testo di una potenza letteraria molto elevata.
    “Ogni parola ha conseguenze. Ogni silenzio anche.” - Jean Paul Sartre

    UNA DONNA SPEZZATA
    di Simone de Beauvoir
    traduzione di Bruno Fonzi
    ISBN 9788806221355
    Einaudi | Acquista
    cartaceo 12,00€
    UNA DONNA SPEZZATA
    Come quando aspetti un temporale. Il cielo si fa nero, il vento sferza nervosamente gli alberi e piccoli brividi annunciano che qualcosa sta cambiando. Inizia così questo libro, elegante, pulito e drammaticamente realistico. Sembra di sentirle cadere quelle piccole gocce d’acqua, poco a poco, fino allo scrosciare prepotente che svela e libera da quel peso contratto di cielo. E’ così che una sensazione, piccola e rannicchiata in fondo a sé, scoppia e si rivela con il suo carico d’angosciante liberazione. Poi arriva la rabbia, quei tempi scanditi da crudeli e illusori pensieri, quel vortice di emozioni debilitanti e inaffidabili. E’ la mente che gioca ormai con i sentimenti, che si beffa di un amore dimenticato. E il cuore non ha altro riparo che la speranza, e lì si rinchiude. Vive di ricordi, sogna e spera. Ma l’angoscia è sempre dietro la porta, quella stessa porta che non si ha il coraggio di aprire. Perché ad aspettarti potrebbe esserci la verità. Che fa ancora più male. Così la paura ci difende.
    Ho letto con rabbia e disillusione questo racconto, ripetendo spesso tra me e me:” Non credergli. E’ finita. Non sperare. Vai avanti.” Come se la protagonista potesse sentirmi. L’autrice riesce a rendere con delicata ma possente concretezza il dramma personale ed intimo di una donna in crisi a causa di un tradimento. Sembra volerci mettere di fronte al dolore affinché possiamo liberarcene, per permetterci di scorrere via nel lento divenire.

    La noia non perdona.
    -Tu come ti vedi? – Come una palude. Tutto è affondato nella melma. – Ti ritroverai.

    L’ETA’ DELLA DISCREZIONE
    E’ sempre il cambiamento che destabilizza e, se riguarda chi si ama, può arrivare a destrutturare. Perché sembra demolire anche te. E se fosse lo sguardo a cambiare e non la sostanza dell’oggetto osservato? Se in realtà fossimo solo prigionieri delle nostre corazze, delle nostre maschere, delle nostre paure? Se in fondo l’Amore fosse l’unica cosa che non può cambiare?

    Con che voce aveva detto questa frase! L’ho guardato e ho provato un tale slancio verso di lui che d’un tratto una certezza mi ha invasa. Non saremmo mai stati due estranei. Uno di questi giorni, magari domani, ci saremmo ritrovati, poiché il mio cuore l’aveva già ritrovato.

    Attraverso il conflitto con il figlio, che pur la amava profondamente, questa madre, dopo un periodo di profonda collera, entra in crisi con se stessa e con suo marito, con il suo lavoro, con il mondo intero. Comincia ad aprire gli occhi, a risvegliare i propri sensi, a pensare criticamente alla propria vita. E così ricomincia a vedere, a far fluire le proprie emozioni, bloccate da una maschera pesante cucita addosso. Gli ideali cambiano perché la storia del mondo si fa ogni giorno più complessa. Bisogna fermarsi, mettere in dubbio le nostre certezze e ritrovare il nostro senso primitivo, quello che ci fa essere ciò che siamo veramente. Così una crisi equivale ad una rinascita.

    Siamo insieme, questa è la nostra fortuna. Ci aiuteremo a vivere quest’ultima avventura da cui non faremo ritorno. Questo ce la renderà tollerabile? Non so. Speriamo. Non abbiamo altra scelta.

    MONOLOGO
    “Lei si vendica col monologo” – Flaubert
    Il dolore e i sensi di colpa svelati portano alla vera follia. Non c’è più un senso, un motivo per vivere. Non c’è più spazio per nient’altro che per la profonda disperazione: il vuoto di un dolore pieno.
    Come in un dialogo delirante con se stessa questa donna vomita fuori tutto il suo male, il suo disprezzo, la sua folle speranza. Non ci sono virgole, pause, respiri. Tutto scorre precipitosamente come il flusso dei pensieri, forti, dolorosi, inarrestabili, travolgenti e angoscianti. Il respiro diventa affannoso e il cuore sembra voler scoppiare in petto.

    Che ricordo spaventoso il cielo azzurro e tutti quei fiori… Io mi contenevo eppure sapevo che da quel colpo lì non mi sarei risollevata mai più. Era me che stavano seppellendo. Sono seppellita.

    Non ci si salva mai da un dolore così. Una madre lo sa. Una madre dovrebbe saperlo. Così la vita di una donna si apre all’improvviso e si moltiplica, dividendosi, per tre: figlia di una madre che la segnò per sempre (“Lei non si faceva più scrupoli che male mi facevano sulla faccia i suoi anelli”); madre di una figlia che non riuscì ad amare serenamente; figlia di una madre che non seppe farsi amare. Fino alla disperazione finale.

    Mio Dio! Fa’ di esistere! … Me la devi questa rivincita mio Dio…

    Non è facile immergersi in questo libro che ti costringe a vivere il flusso di emozioni forti e contrastanti, ma, una volta terminato, ti rimane dentro e non va più via. Segno che ha colpito lì, in quell’angolo angusto e scomodo della nostra coscienza.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro sulle donne e per le donne. Il primo racconto è il più straziante in assoluto, ti verrebbe voglia di entrare nel romanzo e sussurrare alla protagonista di non aver paura, che tutto passa. Il ...continua

    Un libro sulle donne e per le donne. Il primo racconto è il più straziante in assoluto, ti verrebbe voglia di entrare nel romanzo e sussurrare alla protagonista di non aver paura, che tutto passa. Il secondo ti porta a riflettere sulla natura delle relazioni amorose, chi siamo e cosa cerchiamo dalla coppia ed infine il terzo ti lascia in una cacofonia di sensi di colpa, follia e una distorta visone di sé. Raramente ho trovato così tanto piacere nel leggere un libro che ovviamente consiglio.

    ha scritto il 

  • 0

    Storie che vibrano alla stessa maniera di molte donne contemporanee. Cosa ripone, un donna, in un uomo? Identità, ruoli, prospettive. Fino a che punto l'amore di una donna fa sì che essa si ritenga sa ...continua

    Storie che vibrano alla stessa maniera di molte donne contemporanee. Cosa ripone, un donna, in un uomo? Identità, ruoli, prospettive. Fino a che punto l'amore di una donna fa sì che essa si ritenga sacrificabile al proprio uomo? Fino al limite estremo, è questo ciò che ci racconta "Una donna spezzata". Il dolore di "Monologo" usciva con tale prepotenza dalle pagine della De Beauvoir che mi ha investita come un treno e ho capito; ho appreso il messaggio. Da donna, di quest'epoca come di quella ventura, riconosco che forse, certe donne, non avranno mai i limiti di certi uomini. E' una forza universale quella che attraversa le tre storie del libro, una forza che sento anche mia, dell'amore ad ogni costo, senza scuse, disinteressato, dell'amore che può far morire.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Due su tre

    Tre storie di donne. Due mi sono piaciute molto, la terza, anche a causa del diverso stile con cui è narrata, non mi ha convinto.
    Tre storie tristi, che fanno riflettere. Non ho potuto fare a meno di ...continua

    Tre storie di donne. Due mi sono piaciute molto, la terza, anche a causa del diverso stile con cui è narrata, non mi ha convinto.
    Tre storie tristi, che fanno riflettere. Non ho potuto fare a meno di soffrire per la prima protagonista, Monique, abbandonata dal marito per una donna più giovane. L'autrice implicitamente la rimprovera per aver vissuto esclusivamente per il marito, senza essersi costruita una vita propria, cosicché si trova senza nulla quando lui la abbandona.
    La seconda protagonista,una famosa professoressa di letteratura, invece, con la sua intransigenza ed il suo atteggiamento altezzoso nei confronti di chiunque non sia d'accordo con lei mi ha fatto profondamente antipatia. La storia nel complesso mi è piaciuta, ma ho apprezzato più l'analisi del rapporto con il marito che il contrasto con il figlio, che mi sembrava solo manifestazione della possessività di certe madri di figli maschi.
    Della terza non mi è piaciuto il tono, benché sia rimasta ovviamente colpita dal dramma della protagonista che emerge frammentariamente dalle sue riflessioni.

    ha scritto il 

  • 4

    Ci sono libri che arrivano a dirti cose.

    Cose. Che solo tu puoi capire.
    L'autrice ci presenta tre storie di donne in crisi. Donne che si sono donate completamente a qualcuno e ora non trovano più loro stesse. Esiste quella persona da sola, o ...continua

    Cose. Che solo tu puoi capire.
    L'autrice ci presenta tre storie di donne in crisi. Donne che si sono donate completamente a qualcuno e ora non trovano più loro stesse. Esiste quella persona da sola, o è solo lo sforzo, la pena di ciò che ha donato agli altri annullandosi completamente? E' troppo tardi per ritrovarsi davanti a uno specchio e bastarsi.
    "Attenta donna!" ci ammicca la scrittrice: impara ad amare te stessa, ad avere il tuo universo personale. Impara a bastarti.
    Grazie, mi ci voleva.

    ha scritto il 

  • 3

    tre storie di donne

    Tre storie di donne, ognuna con il proprio dramma, ognuna vittima di se stessa, ma convinta di essere vittima di qualcun'altro, di un figlio che delude le proprie aspettative, del compagno che trova i ...continua

    Tre storie di donne, ognuna con il proprio dramma, ognuna vittima di se stessa, ma convinta di essere vittima di qualcun'altro, di un figlio che delude le proprie aspettative, del compagno che trova in un altra donna qualcosa di incomprensibile, della vita in generale. Crudo e duro, ma con tanto da analizzare.

    ha scritto il 

  • 4

    "Una donna spezzata" o il tradimento; "L'età della discrezione" o la vecchiaia; "Monologo" o la follia.
    Un libro, tre racconti. Ho apprezzato lo stile narrativo di Simone de Beauvoir, molto intimo, un ...continua

    "Una donna spezzata" o il tradimento; "L'età della discrezione" o la vecchiaia; "Monologo" o la follia.
    Un libro, tre racconti. Ho apprezzato lo stile narrativo di Simone de Beauvoir, molto intimo, una donna che racconta l'animo femminile scosso da forti cambiamenti imposti dalla vita.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre storie difficili da digerire:certo un pò la prima sembra essere-forse letta ai tempi odierni- perlopiù una lagna patetica ma è la costante bravura della Beuvoir a farci provare comunque profonda e ...continua

    Tre storie difficili da digerire:certo un pò la prima sembra essere-forse letta ai tempi odierni- perlopiù una lagna patetica ma è la costante bravura della Beuvoir a farci provare comunque profonda empatia e disponibilità all'attenzione per le sue protagoniste; semplicemente agghiacciante la terza storia,espressa sotto forma di un monologo straziante.

    ha scritto il 

  • 4

    La mujer FUERTE.

    Si pudiera cambiar el titulo al libro sin duda sería LA MUJER FUERTE. Mientras leía no podía creer todo lo que soporto, sé que era otra época, eran otros tiempos, otra mentalidad, PERO Simone ¿Realmen ...continua

    Si pudiera cambiar el titulo al libro sin duda sería LA MUJER FUERTE. Mientras leía no podía creer todo lo que soporto, sé que era otra época, eran otros tiempos, otra mentalidad, PERO Simone ¿Realmente lo amabas de esa manera? Pero no quiero arruinar el libro para aquellos que no lo han leído.. Simplemente te diré que si te consideras una MUJER apasionada, inteligente, amante de la lectura, si estás pasando por un mal o buen momento en tu relación, o si no tienes alguna, como YO en estos momentos el libro simplemente te envolverá.
    Y OTRAAA COSAA por la que me hizo poner la piel chinita es porque sin lugar a dudas estaba LEYENDO entre líneas lo que hacía SARTRE!!!! Esa curiosidad de saber que hacía, como pensaba, como se comportaba ese HOMBRE de la FILOSOFIA me estremecía, era como entrar a su intimidad, una nunca contada.
    Así que si eres Mujer, amas leer, y te gusta la filosofía este libro te envolverá.

    ¡Disfrutalo!

    ha scritto il 

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