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Una finestra vistalago

By Andrea Vitali

(861)

| Others | 9788811665366

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Book Description

Di Arrigoni Giuseppe ce ne sono tanti a Bellano, un paese sul lago di Como.Impossibile conoscerli tutti. Anche nella vita di Eraldo Bonomi, operaiotessile del locale cotonificio, ce ne sono troppi. E sarà proprio un ArrigoniGiuseppe a segnare Continue

Di Arrigoni Giuseppe ce ne sono tanti a Bellano, un paese sul lago di Como.Impossibile conoscerli tutti. Anche nella vita di Eraldo Bonomi, operaiotessile del locale cotonificio, ce ne sono troppi. E sarà proprio un ArrigoniGiuseppe a segnare il suo destino, dove brillano l'amore per la bella Elena ela militanza nel PSIUP. Il colpo di fulmine per Elena fa del Bonomi un uomopericoloso, che sfiora segreti, scopre altarini, esuma scheletri nascostinegli armadi di una provincia che sembra monotona, in quei paesi dovel'omonimia può essere fonte di equivoci ma anche, a volte, il viatico versola libertà.

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  • 1 person finds this helpful

    Giuseppe Arrigoni è un nome comune a Bellano. E tutta la storia si dipana tra vari omonimi, che Eraldo Bonomi tenta di districare per amore della bella Elena, arrivata da lontano...

    Vitali ha il dono di scrivere storie lievi ma non banali. Storie di ...(continue)

    Giuseppe Arrigoni è un nome comune a Bellano. E tutta la storia si dipana tra vari omonimi, che Eraldo Bonomi tenta di districare per amore della bella Elena, arrivata da lontano...

    Vitali ha il dono di scrivere storie lievi ma non banali. Storie di paese, come se ascoltassi i pettegolezzi di quello in cui vivo. Ti ritrovi a Bellano senza mai esserci stato...per ora, almeno!

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    HermioneGinny said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non posso dire che Andrea Vitali non scriva bene, ha una scrittura fluida e allo stesso tempo ricercata, però il romanzo non mi ha lasciato niente. Troppe persone, nimi, fatti che si intrecciano. E poi il finale io sinceramente non l'ho capito! Una g ...(continue)

    Non posso dire che Andrea Vitali non scriva bene, ha una scrittura fluida e allo stesso tempo ricercata, però il romanzo non mi ha lasciato niente. Troppe persone, nimi, fatti che si intrecciano. E poi il finale io sinceramente non l'ho capito! Una grande delusione, anche perchè ne avevo sentito parlare talmente bene che chissà cosa mi aspettavo! Peccato per me!

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    Nata per leggere said on Jul 11, 2014 | Add your feedback

  • 23 people find this helpful

    I soldi non danno la felicità ma possono contribuire ad alimentarla

    Il motivo principale per il quale avevo scelto di leggere questo romanzo era la sua ambientazione lacustre. Mi avevano detto che si trattava del lago Maggiore e invece mi son ritrovato a Bellano, su quello di Como. In tutta onestà, sostituendo i nomi ...(continue)

    Il motivo principale per il quale avevo scelto di leggere questo romanzo era la sua ambientazione lacustre. Mi avevano detto che si trattava del lago Maggiore e invece mi son ritrovato a Bellano, su quello di Como. In tutta onestà, sostituendo i nomi delle località, non si noterebbe la differenza.
    Un giorno mia figlia mi chiese quale fosse la differenza fra il lago e il mare. Semplificando un po', le dissi che il mare era infinito. I laghi del nord Italia sono accoglienti, da una sponda si intravede l'altra, ricordano la finitezza della vita. L'acqua del lago si dice sia traditrice, anche la vita talvolta lo é.
    Vitali non ha scritto una grande opera letteraria però ha avuto il merito di esserne consapevole e non ha tentato di spacciarla come tale. E' un connubio di cronaca e pettegolezzo, la storia di una comunità dall'immediato periodo post bellico agli anni '70. Lo scrittore ci sottopone decine di diapositive e le commenta senza curarsi dell'analisi psicologica dei personaggi. Un ruolo rilevante è riservato alla situazione politica e al forte condizionamento che essa opera. Leggendo pensavo al prestigio della parola segretario contrapposto alla connotazione che è andata assumendo il suo corrispettivo femminile. Nel libro assumere il ruolo di segretario di sezione è un'ambizione alla quale votare l'esistenza. Se segretaria fa pensare ad una donna paziente, determinata, raggiratrice, usurpatrice di uomini altrui, segretario fa pensare al potere, al coronamento di una carriera. Se la segretaria é una che serve, il segretario é uno che viene servito, ma é anche uno che si serve del partito che dovrebbe servire, dunque e in tutto e per tutto uguale alla segretaria.
    A metà lettura ero tentato di abbandonare, si alternavano colpi di fulmine e cronache politiche, mancavano solo i commenti sulla bocciofila di paese. Sono contento di aver continuato, alla fine ho avuto la sensazione di aver letto uno spaccato fedele di quell'epoca. Mi sono rimaste alcune perplessità sul linguaggio che oscilla fra il ricercato e il dialettale (*1) e dove parole come “cagacazzo” sembrano pannelli pubblicitari 6x3 in stampa digitale, montati sulla facciata di edifici di interesse storico. Chissà però se l'anacronismo della stampa digitale, non abbia contribuito a farmi vincere la noia iniziale.

    (*1)
    Mi ha divertito lo sberleffo nei confronti del fastidioso uso dialettale della particella pronominale CI
    Immaginò di riceverlo in caserma, accompagnarlo nell'ufficio. "Si sieda", gli avrebbe detto, "che adesso ci conto la storia delle chiavi".
    ...Cillia infatti era stato ritratto con le labbra strette a culo di gallina, mentre sembrava sul punto di pronunciare uno dei suoi famosi "Ce lo dico" o "Ce lo chiedo".

    Omaggio:
    Dall'asfalto, dal lago, dai platani si levava un omaggio alla sera incipiente. Non era il profumo forte dell'estate ma la sua incubazione.
    http://www.youtube.com/watch?v=3q3k2eW7eW8

    E-book N°43
    Una finestra vistalago (Andrea Vitali)
    Febbraio 2014

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    Nood-Lesse said on Apr 22, 2014 | 18 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    'camminando alla volta del paese maria grazia si fermò più volte a guardare la limpida acqua del lago, il fondo sassoso che poi finiva repentinamente nella prona, l'abisso imperscrutabile. si chiese perchè fosse fuggita da tanta bellezza, le rispose ...(continue)

    'camminando alla volta del paese maria grazia si fermò più volte a guardare la limpida acqua del lago, il fondo sassoso che poi finiva repentinamente nella prona, l'abisso imperscrutabile. si chiese perchè fosse fuggita da tanta bellezza, le rispose il ricordo della muffa e dell'umidità che aveva appena annusato e visto nella villa. niente durava in eterno, anche quella bellezza che aveva sotto gli occhi sarebbe stata sconvolta di lì a poco con l'arrivo del vento.'

    bell'intreccio inserito storicamente e politicamente per lo più a cavallo tra i '50 e i '70. il ritmo è sempre forsennato e i personaggi (con un occhio di riguardo a quelli femminili) ben delineati.

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    marcomaffei12 said on Nov 26, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quoto in pieno la recensione sotto riportata che ho ripreso dal web
    RECENSIONE
    Andrea Vitali si conferma anche in questo romanzo scrittore di razza nel rendere con pochi tratti magistrali l’ambiente genuino della sua amata Bellano e le beghe paesane ...(continue)

    Quoto in pieno la recensione sotto riportata che ho ripreso dal web
    RECENSIONE
    Andrea Vitali si conferma anche in questo romanzo scrittore di razza nel rendere con pochi tratti magistrali l’ambiente genuino della sua amata Bellano e le beghe paesane dei suoi abitanti : buoni e cattivi, tonti o furbastri, tutti si danno da fare in un modo o nell’altro per tirare a campare nel miglior modo possibile, tra ambizioni di potere, storie di corna e fregature date e subìte. I personaggi, come in tutti i romanzi del bellanese Vitali, sono tanti : le loro storie si intrecciano in modo complesso, seguendo però sempre un filone riconoscibile, ruotando cioè intorno a pochi protagonisti, che appaiono e scompaiono, legando però sempre le vicende ed i personaggi tra loro. Il medico del paese, il dottor Aurelio Tornabuoni, funge da catalizzatore : oltre al ruolo di responsabile della locale sezione del Partito Comunista ( il romanzo copre un periodo che va dal dopoguerra agli anni ’70), consola, consiglia, riprende, riavvicina, fa insomma da intermediario risolvendo ingarbugliate matasse con la collaborazione del buon maresciallo dei carabinieri Pezzati.
    (recensione di Cesare Giardini da qlibri.it )

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    Mildan said on Sep 26, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bellano sul lago di Como - 08 set 13

    Finalmente si torna a leggere la scrittura scorrevole, leggera e tuttavia piacevole del medico di Bellano, che della saga di questa cittadina sul lago di Como ha fatto (come ho detto altrove) il centro del proprio mondo narrativo. Qui siamo tuttavia ...(continue)

    Finalmente si torna a leggere la scrittura scorrevole, leggera e tuttavia piacevole del medico di Bellano, che della saga di questa cittadina sul lago di Como ha fatto (come ho detto altrove) il centro del proprio mondo narrativo. Qui siamo tuttavia più sul versante di verità che di verosimi-glianza alla Vigata di Camilleri. Bellano è lì, e intorno c’è il lago, i monti, ed a valle tutto il nord lombardo – veneto – emiliano. Vitali ci ripropone il suo stile fatto di corti capitoli, che sbocconcellano la storia, facendocene digerire piccoli pezzi alla volta, per non essere indigesta. E ci ripropone il giro di valzer delle storie stesse. Anche questa volta si parte da lontano, dal 1919, ma solo per imbastire storie e per darci qualche caratterizzazione non tanto dei personaggi ma del clima gene-rale della storia stessa. Dato che poi il nucleo narrativo centrale del tutto si colloca tra il 1967 ed il 1972 (piccola citazione interna, il via alla vicenda trainante si ha con una gita da Bellano verso il Polesine il … 7 maggio 1967, e non dico altro). Ma lì negli anni Venti si colloca il punto di inizio, con la fondazione di un consorzio dove uno dei titolari è tal Quintiliano Arrigoni. Fortune della ditta, commerci di bachi da seta, nascita di figli fuori del matrimonio, tanto per dipingere un po’ di tutto. E questo figlio (che si chiamerà Arrigoni pur non essendo riconosciuto) lo seguiamo per un po’, lì dove, ventenne nei primi anni cinquanta, si invaghisce e sposa la bella Maria Grazia (non senza aver seminato qualcosa nel Polesine del ’51). Bella e ricca, e concupita dal nuovo arrivato, il dottor Benito Tornabuoni, che sarà l’anima del Partito Comunista locale, in un paese, lombardo al solito, sempre vicino al Bianco Fiore. Ed arriviamo così alle sarabande della seconda metà degli anni Sessanta. Laggiù sui monti non si sente l’aria di rivoluzione che si respirava in pianura, nelle grandi città. Lì c’erano, e ci saranno per anni, solo riflessi locali delle grandi masse. C’è un cammeo del mancato segretario del PCI, che avrebbe dovuto sostituire il dottore, ma che non viene nominato perché si chiama Benito! C’è un ricordo che sbiadisce, quando Eraldo, il presunto eroe della vicenda, sbandiera le sue simpatie per il …PSIUP. Spero che, oltre a me, Carlo e Luciano, ci sia qualche d’un altro che se ne ricorda. Eraldo che appunto nella gita di cui sopra conosce Elena, che non vede l’ora di sposarsi (essendo ragazza madre), con la sorella acquisita figlia dell’Arrigoni di cui sopra. Elena la bella che si trasferisce a Bellano anche per le belle parole di Eraldo, ma che si ritrova a vivere con i di lui genitori, in una casa dove dalla finestra il lago lo può vedere forse una giraffa. E quindi a Bellano si intrecciano i mille motivi e le mille storie dei paesi di provincia. Le elezioni, i piccoli scontri tra Benito ed Eraldo, Elena che va a fare da tata all’Arrigoni morente di cui sopra. Dove conosce un piccolo truffatore dalla parlata audace, il bel Curzio. Maria Grazia che tira avanti la ditta paterna. Il Tornabuoni che fa carriera, ma che sempre comunista è. La fabbrica. Le micro lotte sindacali. La pesca di frodo. Il piccolo contrabbando con la Svizzera, prima solo di sigarette e poi (con una piccola microstoria simpatica) con i contraccettivi. Perché forse qualcuno si è scordato che fino al 1972 la pillola NON era commercializzata in Italia. C’è anche il maresciallo, solita figura umana, che cerca di mettere a posto quelli che non rigano dritto, senza però esercitare la forza bruta delle forze dell’ordine tradizionali. C’è anche l’industriale che tenta di circuire la vedova Maria Grazia, ma che sarà colto in flagranza di reato dalla finanza. Insomma il solito e simpatico mondo di paese, dove ci aspettiamo di vedere se Tornabuoni ci riprova con la Maria Grazia o si mette il cuore in pace, se Elena lascerà Eraldo per Curzio (ma bisognerà aspettare che questi esca di prigione, dove è rinchiusa per truffa), se il PSIUP riuscirà ad aprire una sezione lo-cale, se Quintiliano, infine, doppiata la boa dei cento anni, continui ad essere una presenza pur se lontana, o finalmente si aggiunga alla schiera dei defunti. Come detto, un buon esercizio di valzer, qualche sorriso, e tuttavia mi aspettavo qualcosa di più incisivo, come in altre storie compare, vuoi per la parte storica vuoi per la parte ironica. Qui sono un po’ carenti, ed il libro scorre via, in attesa di una nuova storia.

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    Giogio53 said on Sep 8, 2013 | Add your feedback

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