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Una finestra vistalago

By Andrea Vitali

(866)

| Others | 9788811665366

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Book Description

Di Arrigoni Giuseppe ce ne sono tanti a Bellano, un paese sul lago di Como.Impossibile conoscerli tutti. Anche nella vita di Eraldo Bonomi, operaiotessile del locale cotonificio, ce ne sono troppi. E sarà proprio un ArrigoniGiuseppe a segnare Continue

Di Arrigoni Giuseppe ce ne sono tanti a Bellano, un paese sul lago di Como.Impossibile conoscerli tutti. Anche nella vita di Eraldo Bonomi, operaiotessile del locale cotonificio, ce ne sono troppi. E sarà proprio un ArrigoniGiuseppe a segnare il suo destino, dove brillano l'amore per la bella Elena ela militanza nel PSIUP. Il colpo di fulmine per Elena fa del Bonomi un uomopericoloso, che sfiora segreti, scopre altarini, esuma scheletri nascostinegli armadi di una provincia che sembra monotona, in quei paesi dovel'omonimia può essere fonte di equivoci ma anche, a volte, il viatico versola libertà.

127 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    il meglio del Vitali...

    letto in una notte, semplicemente il mio libro preferito del Vitali!

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    Laura G. said on Oct 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Personaggi memorabili, un'atmosfera quasi disincantata, nella cornice del lago di Como. Sicuramente non una lettura "impegnata", ma piacevolissima, che strappa sorrisi e momenti piacevoli.

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    Brown Jenkin said on Sep 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    il mio primo Vitali

    davvero carino!

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    Zelda said on Aug 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Giuseppe Arrigoni è un nome comune a Bellano. E tutta la storia si dipana tra vari omonimi, che Eraldo Bonomi tenta di districare per amore della bella Elena, arrivata da lontano...

    Vitali ha il dono di scrivere storie lievi ma non banali. Storie di ...(continue)

    Giuseppe Arrigoni è un nome comune a Bellano. E tutta la storia si dipana tra vari omonimi, che Eraldo Bonomi tenta di districare per amore della bella Elena, arrivata da lontano...

    Vitali ha il dono di scrivere storie lievi ma non banali. Storie di paese, come se ascoltassi i pettegolezzi di quello in cui vivo. Ti ritrovi a Bellano senza mai esserci stato...per ora, almeno!

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    HermioneGinny said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non posso dire che Andrea Vitali non scriva bene, ha una scrittura fluida e allo stesso tempo ricercata, però il romanzo non mi ha lasciato niente. Troppe persone, nimi, fatti che si intrecciano. E poi il finale io sinceramente non l'ho capito! Una g ...(continue)

    Non posso dire che Andrea Vitali non scriva bene, ha una scrittura fluida e allo stesso tempo ricercata, però il romanzo non mi ha lasciato niente. Troppe persone, nimi, fatti che si intrecciano. E poi il finale io sinceramente non l'ho capito! Una grande delusione, anche perchè ne avevo sentito parlare talmente bene che chissà cosa mi aspettavo! Peccato per me!

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    Nata per leggere said on Jul 11, 2014 | Add your feedback

  • 23 people find this helpful

    I soldi non danno la felicità ma possono contribuire ad alimentarla

    Il motivo principale per il quale avevo scelto di leggere questo romanzo era la sua ambientazione lacustre. Mi avevano detto che si trattava del lago Maggiore e invece mi son ritrovato a Bellano, su quello di Como. In tutta onestà, sostituendo i nomi ...(continue)

    Il motivo principale per il quale avevo scelto di leggere questo romanzo era la sua ambientazione lacustre. Mi avevano detto che si trattava del lago Maggiore e invece mi son ritrovato a Bellano, su quello di Como. In tutta onestà, sostituendo i nomi delle località, non si noterebbe la differenza.
    Un giorno mia figlia mi chiese quale fosse la differenza fra il lago e il mare. Semplificando un po', le dissi che il mare era infinito. I laghi del nord Italia sono accoglienti, da una sponda si intravede l'altra, ricordano la finitezza della vita. L'acqua del lago si dice sia traditrice, anche la vita talvolta lo é.
    Vitali non ha scritto una grande opera letteraria però ha avuto il merito di esserne consapevole e non ha tentato di spacciarla come tale. E' un connubio di cronaca e pettegolezzo, la storia di una comunità dall'immediato periodo post bellico agli anni '70. Lo scrittore ci sottopone decine di diapositive e le commenta senza curarsi dell'analisi psicologica dei personaggi. Un ruolo rilevante è riservato alla situazione politica e al forte condizionamento che essa opera. Leggendo pensavo al prestigio della parola segretario contrapposto alla connotazione che è andata assumendo il suo corrispettivo femminile. Nel libro assumere il ruolo di segretario di sezione è un'ambizione alla quale votare l'esistenza. Se segretaria fa pensare ad una donna paziente, determinata, raggiratrice, usurpatrice di uomini altrui, segretario fa pensare al potere, al coronamento di una carriera. Se la segretaria é una che serve, il segretario é uno che viene servito, ma é anche uno che si serve del partito che dovrebbe servire, dunque e in tutto e per tutto uguale alla segretaria.
    A metà lettura ero tentato di abbandonare, si alternavano colpi di fulmine e cronache politiche, mancavano solo i commenti sulla bocciofila di paese. Sono contento di aver continuato, alla fine ho avuto la sensazione di aver letto uno spaccato fedele di quell'epoca. Mi sono rimaste alcune perplessità sul linguaggio che oscilla fra il ricercato e il dialettale (*1) e dove parole come “cagacazzo” sembrano pannelli pubblicitari 6x3 in stampa digitale, montati sulla facciata di edifici di interesse storico. Chissà però se l'anacronismo della stampa digitale, non abbia contribuito a farmi vincere la noia iniziale.

    (*1)
    Mi ha divertito lo sberleffo nei confronti del fastidioso uso dialettale della particella pronominale CI
    Immaginò di riceverlo in caserma, accompagnarlo nell'ufficio. "Si sieda", gli avrebbe detto, "che adesso ci conto la storia delle chiavi".
    ...Cillia infatti era stato ritratto con le labbra strette a culo di gallina, mentre sembrava sul punto di pronunciare uno dei suoi famosi "Ce lo dico" o "Ce lo chiedo".

    Omaggio:
    Dall'asfalto, dal lago, dai platani si levava un omaggio alla sera incipiente. Non era il profumo forte dell'estate ma la sua incubazione.
    http://www.youtube.com/watch?v=3q3k2eW7eW8

    E-book N°43
    Una finestra vistalago (Andrea Vitali)
    Febbraio 2014

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    Nood-Lesse said on Apr 22, 2014 | 18 feedbacks

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