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Una fortuna pericolosa

Di

Editore: A. Mondadori (Omnibus)

3.8
(2550)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 511 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804374675 | Isbn-13: 9788804374671 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Roberta Rambelli

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Londra sul finire dell'800: l'epoca in cui si creano le prime grandi fortunefinanziarie. Sullo sfondo di questa società, Follett costruisce un thrillerche è anche una saga familiare, storia di amore, intrigo e dissolutezza checoinvolge i membri di una ricchissima famiglia di banchieri. Dal momento incui l'anziana Augusta Pilaster inizia a complottare per acquisire al figlio ilcontrollo della banca, si scatena una guerra che rischia di condurre tuttialla rovina, in un clima dove l'amore si intreccia con il delitto e lavendetta.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    La mia recensione completa la trovate qua http://katiusciarigogliosi.blogspot.it/2015/01/una-fort…

    In una scuola inglese, poco dopo la metà del 1800, durante un intervallo simile a molti altri, avviene un incidente mortale: uno degli studenti muore misteriosamente annegan ...continua

    La mia recensione completa la trovate qua http://katiusciarigogliosi.blogspot.it/2015/01/una-fortuna-pericolosa.html

    In una scuola inglese, poco dopo la metà del 1800, durante un intervallo simile a molti altri, avviene un incidente mortale: uno degli studenti muore misteriosamente annegando nel laghetto. Unici testimoni alcuni suoi compagni di classe, che sostengono si sia trattato di un incidente.
    Dopo 30 anni Miguel "Miki" Miranda, Hugh Pilaster e Solomon "Solly" Greenbourne saranno ancora amici, ma le loro vite avranno preso pieghe inaspettate: l'avidità di alcuni, la ricchezza di altri e la voglira di primeggiare di qualcun altro li porterà a sospettarsi a vicenda, a pestarsi i piedi e ad arrivare ad una svolta.
    Chi ha ucciso il loro compagno decenni prima?
    Chi è l'assassino che si nasconde tra loro?

    L'inizio del libro è stato esaltante: mi è sembrato di ritrovarmi veramente immersa nella campagna inglese, di camminare lungo i corridoi del college o di esser lì a giocare coi ragazzi lungo le sponde del lago.
    Poi però, nella parte attuale del romanzo e non più nella parte iniziale dei ricordi, ho fatto fatica ad ingranare. Sarà che il mestiere che svolgono i protagonisti - son quasi tutti banchieri - è descritto in modo tecnico, sarà che il mondo della finanza mi è da sempre un po' oscuro, ma ammetto che ho fatico non poco a rimanere attenta durante la lettura. Ma ad un certo punto ho visto la luce: è comparsa Masie - personaggio femminile molto molto particolare - e da lì in poi tutto è filato via liscio.

    Sebbene la storia sia ambientata alla fine del 1800, l'argomento trattato è attualissimo.
    Il mondo della finanza non è cambiato in quasi 2 secoli di storia: grossi investitori giocano con le banche spostando grandi quantitativi di banconote, ufficialmente per finanziare grandi progetti strutturali, ufficiosamente per fare quello che, oggigiorno, chiamiamo riciclo di denaro sporco.
    Gli uomini che girano attorno a certi uffici hanno tutti la stessa faccia: quella della menzogna, dei sotterfugi, delle cose dette a metà per non farsi capire completamente dal nemico. Idem per le donne: giovani signorine che amano vecchi signori, attratte solamente dal dio soldo, dalla vita agiata e dai regali costosi.
    Sono rare le persone che non rientrano in queste categorie, e difatti sono persone che vengono poi fagocitate nel giro losco dei lori amici.

    Ottimo romanzo, lo consiglio vivamente: oltre ad essere molto partecipativa la parte thriller della trama, è avvincente anche tutta la parte finanziaria della storia.

    ha scritto il 

  • 3

    Bello, a ma tratti lento

    La trama, i personaggi ed i dettagli descrittivi sono perfettamente inseriti nel contesto storico. Tuttavia, ho trovato alcuni passi di una lentezza che finora non avevo mai conosciuto in Follett.

    ha scritto il 

  • 5

    Molto bello e appassionante

    Letto e il verdetto è: bellissimo! Mi ha appassionato fin dalle prime pagine, ho sofferto anch'io con i personaggi a causa dei complotti contro di loro, quando sembravano irreversibili, ma ho anche gioito con loro, quando del bene in fondo c'era. Pochi scrittori riescono, come Follett, a catturar ...continua

    Letto e il verdetto è: bellissimo! Mi ha appassionato fin dalle prime pagine, ho sofferto anch'io con i personaggi a causa dei complotti contro di loro, quando sembravano irreversibili, ma ho anche gioito con loro, quando del bene in fondo c'era. Pochi scrittori riescono, come Follett, a catturare così tanto il lettore.
    Mi è piaciuto anche il fatto che inizialmente mi sia ritrovata a pensare che i "buoni" fossero Edward e Micky: forse sono stata ingannata dal fatto che la prima scena del libro, solitamente riservata ai buoni, parlasse di loro.. Invece mi ero totalmente sbagliata.
    Voto: 5/5, me ne avevano parlato stra bene e ora capisco il perchè.

    ha scritto il 

  • 3

    Non il migliore Follett, anzi. Però, a sua discolpa, devo dire che leggerlo subito dopo aver divorato "I giorni dell'eternità" non ha aiutato il confronto. Comunque sempre scorrevole, almeno su questo Follett non mi ha mai delusa.

    ha scritto il 

  • 1

    Un ignobile pasticcio: trama prevedibile (un campionario di luoghi comuni), dialoghi improbabili, personaggi da soap opera. E per di più noioso!!! Non ci si aspetta certo che un libro da "aereo" sia un capolavoro, ma almeno che sia un po' appassionante.

    ha scritto il 

  • 4

    Trovo incredibile che si tratti dello stesso autore de "Il Codice rebecca" che invece ho trovato pessimo.
    La storia e l'intreccio dei personaggi che girano intorno alla Pilaster Bank mi ha appassionato fin dalle prime pagine.
    Forse un po' sbrigativo il finale.
    Assolutamente cons ...continua

    Trovo incredibile che si tratti dello stesso autore de "Il Codice rebecca" che invece ho trovato pessimo.
    La storia e l'intreccio dei personaggi che girano intorno alla Pilaster Bank mi ha appassionato fin dalle prime pagine.
    Forse un po' sbrigativo il finale.
    Assolutamente consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    Un giallo ben fatto

    Una pecca molto grossa per me è stata la lunghezza della storia, un romanzo di 500 pagine che almeno all'inizio ho fatto fatica a portare avanti. I primi capitoli sono dedicati per lo più a rivelare l'intricato legame tra i personaggi. Risulta un giallo ben costruito dove l'ambientazione (siamo a ...continua

    Una pecca molto grossa per me è stata la lunghezza della storia, un romanzo di 500 pagine che almeno all'inizio ho fatto fatica a portare avanti. I primi capitoli sono dedicati per lo più a rivelare l'intricato legame tra i personaggi. Risulta un giallo ben costruito dove l'ambientazione (siamo alla fine del 1800) è molto curata. Descrizioni precise su usi e costumi della società di quel tempo rivelano una ricerca e una preparazione da parte dell'autore. A fine lettura emerge in maniera forte come Ken Folett si sia dedicato con maggior cura alla costruzione dettagliata delle figure più importanti nel romanzo, tanto da farne emergere tutti i tratti più caratterizzanti come se fossero reali. Ritengo che le prime 200 pagine contenessero descrizioni di situazioni un po' superflue, se non per evidenziare gli aspetti peculiari del carattere dei personaggi. La lettura ha cominciato a coinvolgermi dopo le 300 pagine risultando più interessante per lo svolgimento della trama. Ho assegnato 4 stelline per la trama e i personaggi ben costruiti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Riletto a 11 anni di distanza, quello che era stato uno dei miei romanzi preferiti di Follett perde un po’ di appeal. Non perché sapessi già come sarebbe andata a finire, ricordavo la trama solo a grandi linee e quindi comunque ogni pagina era una riscoperta, ma perché i personaggi sono fin tropp ...continua

    Riletto a 11 anni di distanza, quello che era stato uno dei miei romanzi preferiti di Follett perde un po’ di appeal. Non perché sapessi già come sarebbe andata a finire, ricordavo la trama solo a grandi linee e quindi comunque ogni pagina era una riscoperta, ma perché i personaggi sono fin troppo manichei. Da un lato i buoni e perfetti Hugh, Maisie e Solly, dall’altra il seduttore senza scrupoli Micky Miranda, la cieca ambizione della zia Augusta e la completa stupidità del cugino Edward, nonché l’avidità di Nora, moglie del protagonista Hugh.
    Certo, leggere un libro dove ci sono banchieri che mettono davanti al proprio gli interessi e i diritti dei correntisti in un periodo come questo, di crisi economica e scandali finanziari a ripetizione, è di per sé abbastanza straniante.
    Gli lascio comunque un cinque come voto, perché come lettura è sempre piacevole e scorrevole, con un susseguirsi si situazioni che non lasciano il tempo di annoiarsi, ma a questa lettura più adulta perde il + che gli avevo dato 11 anni fa.

    ha scritto il 

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