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Una fortuna pericolosa

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

3.8
(2550)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 588 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804464550 | Isbn-13: 9788804464556 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Roberta Rambelli

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
La misteriosa morte di un giovane studente, erede di un cospicuo patrimonio,mette in moto una spirale di intrighi e vendette destinata a durare più divent'anni e nella quale viene coinvolta una dinastia di banchieri consumatadall'ambizione e dalla cupidigia. Un romanzo ambientato nell'Inghilterravittoriana, nel quale l'autore descrive una dura guerra economica combattuta acolpi di delitti, ricatti e torbide passioni.abitanti la osservano nell'arco di tre secoli, a partire dal Settecento. Idiversi brani tracciano la mappa geografica e sociale completa di un interopaese, scardinando molti luoghi comuni che ancora oggi resistono.
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  • 3

    Bello, a ma tratti lento

    La trama, i personaggi ed i dettagli descrittivi sono perfettamente inseriti nel contesto storico. Tuttavia, ho trovato alcuni passi di una lentezza che finora non avevo mai conosciuto in Follett.

    ha scritto il 

  • 5

    Molto bello e appassionante

    Letto e il verdetto è: bellissimo! Mi ha appassionato fin dalle prime pagine, ho sofferto anch'io con i personaggi a causa dei complotti contro di loro, quando sembravano irreversibili, ma ho anche gioito con loro, quando del bene in fondo c'era. Pochi scrittori riescono, come Follett, a catturar ...continua

    Letto e il verdetto è: bellissimo! Mi ha appassionato fin dalle prime pagine, ho sofferto anch'io con i personaggi a causa dei complotti contro di loro, quando sembravano irreversibili, ma ho anche gioito con loro, quando del bene in fondo c'era. Pochi scrittori riescono, come Follett, a catturare così tanto il lettore.
    Mi è piaciuto anche il fatto che inizialmente mi sia ritrovata a pensare che i "buoni" fossero Edward e Micky: forse sono stata ingannata dal fatto che la prima scena del libro, solitamente riservata ai buoni, parlasse di loro.. Invece mi ero totalmente sbagliata.
    Voto: 5/5, me ne avevano parlato stra bene e ora capisco il perchè.

    ha scritto il 

  • 3

    Non il migliore Follett, anzi. Però, a sua discolpa, devo dire che leggerlo subito dopo aver divorato "I giorni dell'eternità" non ha aiutato il confronto. Comunque sempre scorrevole, almeno su questo Follett non mi ha mai delusa.

    ha scritto il 

  • 1

    Un ignobile pasticcio: trama prevedibile (un campionario di luoghi comuni), dialoghi improbabili, personaggi da soap opera. E per di più noioso!!! Non ci si aspetta certo che un libro da "aereo" sia un capolavoro, ma almeno che sia un po' appassionante.

    ha scritto il 

  • 4

    Trovo incredibile che si tratti dello stesso autore de "Il Codice rebecca" che invece ho trovato pessimo.
    La storia e l'intreccio dei personaggi che girano intorno alla Pilaster Bank mi ha appassionato fin dalle prime pagine.
    Forse un po' sbrigativo il finale.
    Assolutamente cons ...continua

    Trovo incredibile che si tratti dello stesso autore de "Il Codice rebecca" che invece ho trovato pessimo.
    La storia e l'intreccio dei personaggi che girano intorno alla Pilaster Bank mi ha appassionato fin dalle prime pagine.
    Forse un po' sbrigativo il finale.
    Assolutamente consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    Un giallo ben fatto

    Una pecca molto grossa per me è stata la lunghezza della storia, un romanzo di 500 pagine che almeno all'inizio ho fatto fatica a portare avanti. I primi capitoli sono dedicati per lo più a rivelare l'intricato legame tra i personaggi. Risulta un giallo ben costruito dove l'ambientazione (siamo a ...continua

    Una pecca molto grossa per me è stata la lunghezza della storia, un romanzo di 500 pagine che almeno all'inizio ho fatto fatica a portare avanti. I primi capitoli sono dedicati per lo più a rivelare l'intricato legame tra i personaggi. Risulta un giallo ben costruito dove l'ambientazione (siamo alla fine del 1800) è molto curata. Descrizioni precise su usi e costumi della società di quel tempo rivelano una ricerca e una preparazione da parte dell'autore. A fine lettura emerge in maniera forte come Ken Folett si sia dedicato con maggior cura alla costruzione dettagliata delle figure più importanti nel romanzo, tanto da farne emergere tutti i tratti più caratterizzanti come se fossero reali. Ritengo che le prime 200 pagine contenessero descrizioni di situazioni un po' superflue, se non per evidenziare gli aspetti peculiari del carattere dei personaggi. La lettura ha cominciato a coinvolgermi dopo le 300 pagine risultando più interessante per lo svolgimento della trama. Ho assegnato 4 stelline per la trama e i personaggi ben costruiti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Riletto a 11 anni di distanza, quello che era stato uno dei miei romanzi preferiti di Follett perde un po’ di appeal. Non perché sapessi già come sarebbe andata a finire, ricordavo la trama solo a grandi linee e quindi comunque ogni pagina era una riscoperta, ma perché i personaggi sono fin tropp ...continua

    Riletto a 11 anni di distanza, quello che era stato uno dei miei romanzi preferiti di Follett perde un po’ di appeal. Non perché sapessi già come sarebbe andata a finire, ricordavo la trama solo a grandi linee e quindi comunque ogni pagina era una riscoperta, ma perché i personaggi sono fin troppo manichei. Da un lato i buoni e perfetti Hugh, Maisie e Solly, dall’altra il seduttore senza scrupoli Micky Miranda, la cieca ambizione della zia Augusta e la completa stupidità del cugino Edward, nonché l’avidità di Nora, moglie del protagonista Hugh.
    Certo, leggere un libro dove ci sono banchieri che mettono davanti al proprio gli interessi e i diritti dei correntisti in un periodo come questo, di crisi economica e scandali finanziari a ripetizione, è di per sé abbastanza straniante.
    Gli lascio comunque un cinque come voto, perché come lettura è sempre piacevole e scorrevole, con un susseguirsi si situazioni che non lasciano il tempo di annoiarsi, ma a questa lettura più adulta perde il + che gli avevo dato 11 anni fa.

    ha scritto il 

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