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Una giornata di Ivan Denisovic

By Aleksandr Isaevic Solženicyn

(178)

| Paperback

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Book Description

Questa scheda è doppia e incompleta.
La scheda corretta si trova qui:

http://www.anobii.com/books/Una_giornata_di_Ivan_Deniso…

106 Reviews

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    SCA 854: quando l'uomo diventa un numero

    Una giornata di Ivan Denisovic è la testimonianza di un sovietico deportato e detenuto in un lager stalinista. Il racconto di una giornata ordinaria dalla sveglia alla ritirata. Un incubo fatto di lavori forzati in condizioni climatiche proib ...(continue)

    Una giornata di Ivan Denisovic è la testimonianza di un sovietico deportato e detenuto in un lager stalinista. Il racconto di una giornata ordinaria dalla sveglia alla ritirata. Un incubo fatto di lavori forzati in condizioni climatiche proibitive, di violazioni dei più fondamentali diritti umani, dell'identità anagrafica di un uomo che diventa matricola da annotare in un registro: SCA 854. Una lettura tesa come una continua linea di febbre che trasmette ed evoca affanni, la dilaniante stanchezza dei lavori forzati a meno trenta gradi sotto zero, con i piedi piantati nella neve. Quello di Ivan è un corpo ormai provato, nella cui mente risiede, però, ancora la speranza affinché la crudele prigionia non gli sia prorogata per un altro decennio. E nonostante le avversità, l’esperienza qui raccontata, rappresentava per lui una delle giornate paradossalmente migliori e più ricche di doni: non lo avevano sbattuto in prigione; la squadra di cui faceva parte non era stata spedita al campo socialista; aveva persino fregato una scodella di polenta e comprato del tabacco. Ma quello che aveva notato di più sorprendente era stato di non essersi ammalato. Come una grazia ricevuta.

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    Martin Eden said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    tre stellette

    So che si tratta di un premio nobel e l'autore descrive in modo molto dettagliato la vita che ha visto e vissuto sotto forma di racconti. Di un sistema che voleva essere rivoluzionario prevale (almeno questo è ciò che a me è rimasto) il senso di buro ...(continue)

    So che si tratta di un premio nobel e l'autore descrive in modo molto dettagliato la vita che ha visto e vissuto sotto forma di racconti. Di un sistema che voleva essere rivoluzionario prevale (almeno questo è ciò che a me è rimasto) il senso di burocrazia, il controllo sulle persone che vivevano in un clima "inclemente" e durissimo. Il perdersi dentro carte, numeri, per una tazza di tè annacquato o poco più. La dignità delle persone è ciò che sostiene ogni pagina. L'umiltà delle persone che se pure schiacciate, rinnegate ed annegate nel loro "tempo" trovano la forza per sopravvivere.

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    filo d'erba said on May 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Proprio una giornata piena....

    ....quella del nostro detenuto Ivan Denisovic. Impegnato com'era a non morire di freddo o di fame in uno dei tanti campi di lavoro della Russia stalinista.
    Agghiacciante il finale:
    "Era passata una giornata, senza ombre, quasi felice.
    Di queste giorn ...(continue)

    ....quella del nostro detenuto Ivan Denisovic. Impegnato com'era a non morire di freddo o di fame in uno dei tanti campi di lavoro della Russia stalinista.
    Agghiacciante il finale:
    "Era passata una giornata, senza ombre, quasi felice.
    Di queste giornate, dal principio alla fine della sua condanna, ce n'erano tremilaseicentocinquantatré.
    Più tre, per via degli anni bisestili..."

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    Atticus said on Apr 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    i gulag sconosciuti

    un libro importante i gulag per e in italia si conoscono ancora troppo poco. leggerlo in inglese e' stata proprio un'impresa non semplice, testo molto denso e duro, difficile.

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    Giok91 said on Feb 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Cupo, angoscioso, straziante, tre aggettivi usciti di getto per rendere vagamente l'idea, ma forse, nelle lingua italiana non ne esistono.

    Due sole considerazioni sulla tecnica narrativa:
    1) Per rendere l'idea del fluire della giornata, il racconto ...(continue)

    Cupo, angoscioso, straziante, tre aggettivi usciti di getto per rendere vagamente l'idea, ma forse, nelle lingua italiana non ne esistono.

    Due sole considerazioni sulla tecnica narrativa:
    1) Per rendere l'idea del fluire della giornata, il racconto non è spezzato in capitoli. E' tutto un continuum, dall'alba sino a sera inoltrata, come per ricalcare lo "stream of consciousness" legato alla veglia. In questo modo, il lettore non rifiata, un po' come il prigioniero, sempre in lotta contro tutto e tutti per la sopravvivenza;
    2) Sotto gli occhi dell'io-narrante non compare alcuna figura femminile, come a significare l'assenza di qualunque spiraglio di bellezza. La stessa moglie di Ivan viene solo evocata, ma subito rimossa, per per non provare inutile dolore. No, nel mondo del gulag non c'è posto per la donna, neppure sotto forma di idea.

    Detto ciò, mi auguro che queste brevi considerazioni possano incoraggiare qualcuno ad intraprendere questa consigliatissima lettura, adeguato anticorpo contro ogni idea totalitaria.

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    Occhionelcielo said on Jan 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Pesino...

    E' peso, troppo "cronaca" di cio che succede nel campo di lavoro... Per prendere un "analogo", Primo Levi, e' ben altro, a mio avviso ben superiore...

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    Stefano Nassetti said on Nov 12, 2013 | Add your feedback

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