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Una giornata di Ivan Denissovic

By Aleksandr Isaevic Solženicyn

(932)

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Book Description

Una giornata "quasi felice" è quella trascorsa da Ivan Denissovic Sciuchov, il quale a sera, sdraiato nella sua cuccetta, pensa che: "quel giorno aveva avuto molta fortuna: non l'avevano ficcato in prigione, la squadra non era stata mandata al <Villaggio Socialista>, a pranzo era riuscito a riContinue

Una giornata "quasi felice" è quella trascorsa da Ivan Denissovic Sciuchov, il quale a sera, sdraiato nella sua cuccetta, pensa che: "quel giorno aveva avuto molta fortuna: non l'avevano ficcato in prigione, la squadra non era stata mandata al <Villaggio Socialista>, a pranzo era riuscito a rimediare una sbobba, il caposquadra aveva sistemato bene la percentuale, aveva lavorato con gioia al muro, alla <tastata> non gli avevano trovato il pezzo di sega, la sera aveva guadagnato qualcosa da Tsezar e aveva comprato il tabacco. E non si era ammalato, ce l'aveva fatta. Era trascorsa una bella giornata, quasi felice". Ma questa "bella giornata", questa giornata "quasi felice" Ivan Denissovic Schucov l'ha trascorsa in un campo di lavori forzati con 30° sotto zero, al limite delle capacità umane di sopravvivenza.

5 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Il romanzo è il diario di una giornata, “parecchio fortunata” di un detenuto tipo, Sﬞucov Ivan Denisovicﬞ, in un lager sovietico. L’autore, condannato a otto anni di lavori forzati per aver espresso in lettere private apprezzamenti negativi su Stalin, definito “l’uomo coi baffi”, preferisce non pa ... (continue)

    Il romanzo è il diario di una giornata, “parecchio fortunata” di un detenuto tipo, Sﬞucov Ivan Denisovicﬞ, in un lager sovietico. L’autore, condannato a otto anni di lavori forzati per aver espresso in lettere private apprezzamenti negativi su Stalin, definito “l’uomo coi baffi”, preferisce non parlare di sé, perché ritiene che l’esperienza del lager non è solo sua, ma di un intero popolo di deportati.
    Attorno al protagonista Sﬞucov ruotano altri personaggi tutti importanti perché costituiscono i tasselli del mosaico e insieme conferiscono un senso di coralità alla scena.
    Solženicyn desidera che la sua testimonianza venga pubblicata, pertanto, per descrivere la giornata tipo di detenuto condannato ai lavori forzati, usa toni larvati. Egli vuole sensibilizzare l’opinione pubblica e far conoscere questa atroce realtà, di oppressione, di sopraffazione del potere sull’uomo, perché non venga dimenticata. Ci riesce, il libro viene letto e apprezzato, ma ritenuto dal regime pericoloso, viene ritirato e Solženicyn costretto al confino.
    Per la tematica trattata, questo libro riporta alla mente il Diario di Gusen di P Carpi. Che sia di destra o di sinistra: la cattiveria umana non ha limiti e, anche se i mezzi erano diversi, il fine era identico; in entrambe le dittature l’uomo subiva atroci sofferenze: torture, fame freddo, sevizie psicologiche, lavori forzati per la sola colpa di non essere “gradito” ai detentori del potere, vuoi per motivi politici, religiosi o di razza,. Questi disgraziati scomparivano a milioni o nei forni crematori o nelle distese gelide della Siberia.

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    Lilia said on Feb 13, 2011 about the Paperback edition | Add your feedback

  • 7 / 10

    Per principio non do voti né recensisco opere autobiografiche. Di fronte a questo libro, che non è un'autobiografia, non so come comportarmi: sebbene si tratti di tre racconti si percepisce la vena autobiografica, come segnalato anche nella premessa. Mi limito quindi a dire che dagli scritti traspar ... (continue)

    Per principio non do voti né recensisco opere autobiografiche. Di fronte a questo libro, che non è un'autobiografia, non so come comportarmi: sebbene si tratti di tre racconti si percepisce la vena autobiografica, come segnalato anche nella premessa. Mi limito quindi a dire che dagli scritti traspare in maniera nitida e realistica la vita nella Russia del Novecento, durante e subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Lo scopo dei racconti non è di certo fornire un'intrattenimento leggero, ma si prestano bene a una lettura storica.

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    Cheshire said on Jan 1, 2012 | Add your feedback

  • da leggere, non meno di Primo Levi

    un'altra faccia della bestialità e della crudeltà umane, ma raccontate con uno stile a tratti sobrio. e per questo è ancora più incisivo. ho apprezzato molto anche il racconto di Matrjona

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    Lavinia L. said on Dec 12, 2011 | Add your feedback

  • magistrale

    Una piccola odissea (nel senso classico) di un giorno in un campo di lavoro siberiano. Ci sarebbe troppo da dire su questo libro, in cui ogni pagina è piena di simboli e di spunti di riflessione.

    Per appassionati e per chi si sta avvicinando alla lettura di solgenitsin

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    Carolus said on Dec 10, 2011 | Add your feedback

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