Una habitació amb bona vista

Per

Editor: Proa

3.8
(3376)

Language: Català | Number of Pàgines: 244 | Format: Hardcover | En altres llengües: (altres llengües) English , Chi traditional , German , Italian , French , Spanish , Dutch , Chi simplified , Portuguese , Polish , Czech

Isbn-10: 8475881459 | Isbn-13: 9788475881454 | Data publicació: 

Translator: Carme Serrallonga

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descripció del llibre
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  • 5

    "La vita, ha scritto un mio amico, è un concerto di violino suonato in pubblico, e si impara a conoscere lo strumento solo suonando"

    Ho trovato in questo libro un po' dei Buddenbrooks di Thomas Mann i ...continua

    "La vita, ha scritto un mio amico, è un concerto di violino suonato in pubblico, e si impara a conoscere lo strumento solo suonando"

    Ho trovato in questo libro un po' dei Buddenbrooks di Thomas Mann in versione inglese. Mi ha ricordato il dualismo tra natura e finzione, tra convenzione e necessità.

    Si percepisce in Forster il desiderio di rimanere ancorato alla tradizione del romanzo, ma allo stesso tempo anche la spinta proveniente dal contesto letterario e filosofico in cui operava verso il cambiamento.

    Come scrive Isherwood, Forster dà l'idea di distendersi a proprio agio nel romanzo, senza essere bloccato da una struttura convenzionale (pur non raggiungendo i livelli di introspezione modernisti di Bloomsbury).

    Bellissimi sono ad esempio i passaggi asciutti e gli scavallamenti che avvengono su momenti chiave e che si contrappongono invece a descrizioni più piane e allungate dei paesaggi e degli stati emotivi dei personaggi.

    Un grande talento nell'esprimere in poche parole i pensieri ed i ragionamenti sulla vita e sul desiderio che tutti abbiamo provato, in maniera più o meno inconscia.

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  • 3

    Lucy Honeychurch è come un aquilone, sospesa fra terra e cielo. Cerca di soffocare i suoi sentimenti, inventa scuse per non arrendersi a ciò che è più evidente: le convenzioni sociali le stanno strett ...continua

    Lucy Honeychurch è come un aquilone, sospesa fra terra e cielo. Cerca di soffocare i suoi sentimenti, inventa scuse per non arrendersi a ciò che è più evidente: le convenzioni sociali le stanno strette, ma ha bisogno di qualcuno o qualcosa che le diano il coraggio di spiccare il volo. Libro scritto un secolo fa, ma incredibilmente attuale.

    Atmosfere fiorentine in salsa british. http://bit.ly/1WpJgNR

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    3

    Mi aspettavo sinceramente di più.
    Non so motivare con precisione questa mia aspettativa, in realtà, non avendo letto altro di Forster. Noto solo ora, scorrendo altri commenti, che non è reputato il mi ...continua

    Mi aspettavo sinceramente di più.
    Non so motivare con precisione questa mia aspettativa, in realtà, non avendo letto altro di Forster. Noto solo ora, scorrendo altri commenti, che non è reputato il miglior romanzo dell'autore, e che Casa Howard e Passaggio in India hanno tutto un altro spessore. Bene, sotto a chi tocca!
    Quanto a Lucy, sono rimasta delusa perché ho trovato lei stessa prima di tutti molto superficiale, una ragazza a cui bastano due paroline magiche (nel bene e nel male) per cambiare idea, che non sa mai cosa fare, cosa dire o dove andare. Insomma, Cecil, fino a quando ha resistito, se lo è meritato tutto.
    Sa suonare con passione e trasporto, questo sì, davvero ammirevole, glielo devo riconoscere ed è l'unica lancia che scaglio a suo favore. Certo, considerando l'epoca in cui ha vissuto, poverina, come darle torto, sottomessa in casa da una madre chiusa e bigotta (perfetto ritratto di mia suocera), e fuori dal disperato rispetto delle apparenze, non poteva comportarsi e (non) agire come d'altronde Forster la fa comportare e (non) agire. Forse per questo non sono riuscita a percepirla a tutto tondo, mi è sfuggita per tutto il romanzo, come una piatta figurina di carta spostata continuamente dal vento (alias Charlotte, Mr Beebe, sua madre, George Emerson e suo padre), che approda, in un happy ending alquanto forzato, in un angolino al di fuori della mia portata. Honeychurch, già: magari non c'entra nulla, ma "chiesa di miele" non allude un pò alla personalità di Lucy stessa, molto conservatrice (di chiesa, parrocchiana), e al contempo dolce e malleabile (ma pur sempre vischiosa) come il miele?
    Ciò che però non posso non riconoscere a Forster è la capacità che ha avuto nel presentare Firenze, la vera protagonista della prima parte, per cui ho avuto l'impressione che fossero i personaggi qui a fare da sfondo, e non viceversa. Mentre leggevo il libro mi trovavo per caso proprio a Firenze, e passeggiando per le sue vie mi è sembrato di vedere l'accoltellamento dell'italiano in Piazza della Signoria, i venditori delle stampe fotografiche di Alinari, e poi l'Arno (quello naturalmente c'era davvero!), sulle cui sponde Lucy e George si innamorano. Due stelline solo per questo, la terza per il classico humor inglese che non poteva mancare, soprattutto nella seconda parte.

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  • 3

    IL MITO DEL "BUON SELVAGGIO" ?

    "Camera con vista", romanzo giovanile del grande scrittore inglese Forster, è un'opera di gradevole lettura, ma certamente non raggiunge il livelli di libri successivi come il bellissimo "Casa Howard" ...continua

    "Camera con vista", romanzo giovanile del grande scrittore inglese Forster, è un'opera di gradevole lettura, ma certamente non raggiunge il livelli di libri successivi come il bellissimo "Casa Howard" o l'affascinante ed enigmatico "Passaggio in India".

    Qui le vicende si svolgono, nella prima parte, a Firenze; successivamente in Inghilterra.
    In un'atmosfera di sobria Belle-Epoque, una ragazza inglese, accompagnata dalla matura cugina della madre, si trova in viaggio a Firenze, presso una pensione 'molto inglese' frequentata da stranieri. La camera di cui si parla è con vista sull'Arno. Ma i significati simbolici sono 'aperti' .
    Alla bellezza di questa prima parte contribuisce lo sguardo di sottile umorismo con cui lo scrittore delinea gli ospiti, in particolare le ospiti, dell'albergo e le loro aspettative verso "il pernicioso fascino dell'Italia", cioè il pittoresco : magari "una straducola sporca e simpatica" (la congiunzione "e" al posto del "ma" la dice lunga!), oppura una scena locale ("Un tram elettrico passa sferragliando (...). Dei ragazzini cercano di attaccarvisi dietro; il bigliettaio, senza malizia, sputa loro in viso perché se ne vadano").
    Il paesaggio però è seducente : "il Lungarno ridente di luci"; la campagna circostante, in cui "le viole s'inseguivano in rivoletti, torrenti, cateratte, irrigando il lato della collina di un blu intenso (...), coprendo l'erba di una schiuma azzurra". Complice questa meraviglia, ecco che accade 'qualcosa', il cui riverbero si estenderà anche al ritorno in patria.

    Nella seconda parte, in Inghilterra, a mio avviso Forster cade nella trappola dell'ideologia, che qui si manifesta nel mito del 'Buon Selvaggio' . L'autore, che ben conosceva le pecche della borghesia, vi contrappone la 'spontanea naturalità'. Sappiamo però che la mitizzazione si basa sulla non-conoscenza, quindi anche sulla non conoscenza dei limiti di questa presunta condizione.
    Molti dibattiti sul rapporto natura/cultura sono avvenuti successivamente; al tempo erano ovviamente conosciute le discussioni di settecentesca memoria, e lì si attinge.

    La conclusione non è sorprendente. Chi ha qualche propensione per la letteratura d'intrattenimento non resterà deluso.

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  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    3

    Il mio problema, perché di un mio problema si tratta, è che non vado molto d'accordo con le storielle romantiche e infatti non sono riuscita ad apprezzare totalmente "Camera con vista".
    Trattasi infat ...continua

    Il mio problema, perché di un mio problema si tratta, è che non vado molto d'accordo con le storielle romantiche e infatti non sono riuscita ad apprezzare totalmente "Camera con vista".
    Trattasi infatti di una storia tra due inglesi di ceti e differenti iniziata sotto il cielo di Venyezia e bterminyabta a Lonydra. Lei rischia di contrarre un matrimonio infelice per accontentare la sua famiglia mentre lui vorrebbe che la giovane tirasse fuori gli attributi e mandasse a quel paese mezza snobbopoli di Londra ma alla fine c'è l'happy End. Consigliato a chi ha un animo romantico e legge volentieri Jane Austen.

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  • 4

    Mi ero fatta un'idea del romanzo. Sbagliata.
    Pensavo fosse il resoconto di una gita in Italia da parte di una signorina inglese, di buona famiglia e con spocchia vendere.
    L'Italia c'è, la signorina a ...continua

    Mi ero fatta un'idea del romanzo. Sbagliata.
    Pensavo fosse il resoconto di una gita in Italia da parte di una signorina inglese, di buona famiglia e con spocchia vendere.
    L'Italia c'è, la signorina anche, la spocchia pure: ma è soprattutto un bellissimo romanzo all'ipocrisia e sull'impossibilità di mantenersi autentici. L'ho trovato... pungente, accattivante. Sotto certi aspetti, illuminante.

    http://www.ilclubdeilibri.com/appunti-di-luglio/

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