Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Una lectora nada común

By

Publisher: Anagrama

3.9
(4670)

Language:Español | Number of Pages: 119 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , Portuguese , German , Chi traditional , French , Catalan , Swedish , Chi simplified , Galego

Isbn-10: 8433974750 | Isbn-13: 9788433974754 | Publish date:  | Edition 2

Translator: Jaime Zulaika

Also available as: Others , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Humor

Do you like Una lectora nada común ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Si sus perros hubieran respondido a su llamada, la reina no habría descubierto el vehículo de la biblioteca móvil del ayuntamiento aparcado junto a las puertas de las cocinas del palacio. Y no habría conocido a Norman, el joven pinche de cocina que estaba leyendo un libro de Cecil Beaton e iba a constituirse en su peculiar asesor literario. Pero ya que estaba allí, la reina decide llevarse un libro. ¿Y qué puede interesar a alguien cuyo único oficio es mostrarse interesada? Isabel II de Inglaterra descubre en los estantes de la biblioteca el nombre de una escritora que conoce, Ivy Compton-Burnett. Y de ella a Proust. Y de Proust a Genet, cuya sola mención hará temblar al presidente de Francia, sólo median algunos libros. Así, azarosamente, ella, que hasta entonces sólo había sido un lugar vacío ocupado por una fuerte idea del «deber», descubrirá el vértigo de la lectura, del ser, del placer. «Una comedia deliciosa, y una poderosa reflexión sobre el poder, y el poder de la letra impresa» (Michael Dirda, The Washington Post); «Un cuento de hadas cautivador, delicioso y muy divertido. Una aguda meditación acerca del subversivo placer de la lectura» (Michiko Kakutani, The New York Times).
Sorting by
  • 5

    COMUNE MORTALE

    Esilarante, surreale, divertentissimo!!!
    Certo che "The Queen" ne viene fuori molto più simpatica e ..... comune mortale.
    ahahahahah!!
    Mi raccomando non perdetevi la telefonata notturna con l'Arcivesc ...continue

    Esilarante, surreale, divertentissimo!!!
    Certo che "The Queen" ne viene fuori molto più simpatica e ..... comune mortale.
    ahahahahah!!
    Mi raccomando non perdetevi la telefonata notturna con l'Arcivescovo di Canterbury e... attenzione al finale col botto ;-))

    said on 

  • 3

    Molto carino!

    Alan Bennett non è uno scrittore di primo pelo, anzi. E’ un fine sceneggiatore, drammaturgo e attore britannico. Il suo stile di scrittura è quello tipico “british”. L’umorismo, quello intelligente, l ...continue

    Alan Bennett non è uno scrittore di primo pelo, anzi. E’ un fine sceneggiatore, drammaturgo e attore britannico. Il suo stile di scrittura è quello tipico “british”. L’umorismo, quello intelligente, la fa da padrone e prende corpo nei dialoghi che danno voce ai suoi personaggi. Ad attirarmi in questo libretto è stato senza dubbio il titolo e la copertina azzeccata, con Elisabetta II in carrozza vestita in pompa magna, con il suo sguardo che sembra che stia pensando a tutt’altro. La storia, che la coinvolge in prima persona, è molto semplice, ma visto il personaggio, non convenzionale. La regina Elisabetta II, per un caso fortuito, ad ottant’anni suonati, scopre la lettura. Questa è la base della trama. Molto semplice direi. Ma dietro c’è molto altro da scoprire, seppur questo è un piccolissimo libro (solo 98 pagine). Per tutta la sua vita, dapprima da principessa, poi da erede al trono ed ora da sovrana, i libri l’hanno circondata, stipati in polverose biblioteche, in tutti i palazzi della sua dinastia, ma lei il “piacere” di leggere non lo ha mai avuto. D’altronde una sovrana non può avere hobby, e leggere non è agire, è lei è sicuramente una donna d’azione. La colpa di questa “assurda” scoperta fu dei suoi adorati corgie, che scorrazzavano, in giardino e di solito rientravano dalla porta principale. Ma quel giorno no. Si precipitarono di corsa dietro uno dei cortili. La regina si stupì vedendo parcheggiato di fronte alle cucine del palazzo un grosso autobus, con su scritto “Biblioteca circolante del distretto di Westminster”. Sua Maestà, dato il baccano provocato dai suoi cani, pensa bene di andare a scusarsi e lì conosce il signor Hutchings, il bibliotecario, ma soprattutto Norman, un ragazzo bruttino dai capelli rossi, che lavora nelle cucine del palazzo. Nonostante la diffidenza la regina chiede in prestito un libro; più per gentilezza che per un reale interesse. Ma da quel momento in poi tutto cambia. La sovrana comincia ad appassionarsi alla lettura, e continua a tornare dapprima alla biblioteca circolante, poi addirittura a promuovere Norman suo galoppino privato, che ha il compito di consigliarle e recuperarle libri. L’irruzione dei libri nel mondo di Sua Maestà crea non prochi problemi al suo segretario privato, Sir Kevin Scatchard, uomo con una mentalità limitata, che vive nel terrore che la regina si dimentichi o trascuri i suoi impegni di corte. «È importante» disse Sir Kevin « che Sua Maestà non perda di vista gli obiettivi».«Quando dice “non perdere di vista gli obiettivi”, Sir Kevin, immagino intenda stare sulla palla. Be’, dopo esserci stata per sessant’anni, penso di potermi guardare un po’ intorno». La regina si accorse di aver un po’ stiracchiato la metafora, ma tanto Sir Kevin non se n’era accorto. «Capisco» disse lui « Sua Maestà deve passare il tempo».«Passare il tempo?» esclamò la regina. «I libri non sono un passatempo. Parlano di altre vite. Di altri mondi. Altro che far passare il tempo, Sir Kevin; non so cosa darei per averne di più». D’altronde però Sir Kevin non ha tutti torti. Non passa molto tempo, che la regina non inizi a trovare sempre più noiose le sue incombenze, che le portano via il tempo per leggere. Molto divertenti i dialoghi che Sua Maestà tende a proporre alle sue dame di compagnia o ai vari primi ministri e capi di stato in fatto di libri e di autori. Il punto importante del libro è la prospettiva della sovrana che cambia, e si trasforma in una persona normale. Il suo rendersi conto di aver guardato il mondo, fino a quel momento, da una dimensione diversa, ed ora si trova ad avere una curiosità per tutto quello che è al di fuori del contesto dei suoi obblighi, in tutte le sue forme. E i libri possono darle delle risposte, che non ha mai ricevuto da nessuno. Inoltre Bennett ci regala un libro che parla di altri libri, che ci indica autori, creando un’ideale biblioteca. La scrittura è semplice e scorrevole, ma il personaggio della sovrana ha una personalità particolare, divisa tra contemplazione e azione. Non manca il colpo di scena finale, di questo libretto che fa sorridere e ci regala un personaggio così particolare, da sperare che la vera Elisabetta II, sia veramente così. Voto: 8

    said on 

  • 0

    "La sovrana lettrice" di Alan Bennett

    Nella vita ci sono lavori facili e lavori difficili. Alcuni sono difficilissimi, come quello che da sessant’anni ininterrotti svolge, con dedizione e spirito di sacrificio, la regina d’Inghilterra. Tr ...continue

    Nella vita ci sono lavori facili e lavori difficili. Alcuni sono difficilissimi, come quello che da sessant’anni ininterrotti svolge, con dedizione e spirito di sacrificio, la regina d’Inghilterra. Tra visite ufficiali, inaugurazioni, riunioni col Primo Ministro, incontri con i capi di stato di tutte le potenze mondiali, Elisabetta II in effetti ha una vita piena di impegni. Per lei i libri non sono mai stati importanti: Non aveva mai avuto molto interesse per la lettura. Leggeva, naturalmente, ma la passione per i libri la lasciava agli altri. Era un hobby e la natura del suo mandato non prevedeva hobby […] inoltre, leggere non era agire, e lei era una donna d’azione, ci dice l’autore. Insomma, Elisabetta ha tutt’altro in testa che i libri, almeno finché – in modo del tutto casuale – non si imbatte nel furgone della biblioteca circolante che fa tappa tutte le settimane davanti alle cucine di Buckingham Palace. Qui la regina, più per educazione che per reale passione, si sente in dovere di prendere un libro in prestito, scoprendo altresì che un suo servitore a lei finora sconosciuto, un certo Norman, è invece un grande amante della lettura.

    Da lì tutto cambia: la sovrana, conquistata dai libri, nomina Norman suo personale assistente di lettura, e soprattutto comincia a guardare al mondo con occhi completamente diversi, fino a trascurare gli impegni di corte e addirittura ad indossare lo stesso vestito due volte di seguito.

    Posava le prime pietre con meno slancio e se doveva varare una nave la mandava a scorrere giù per lo scalo senza tante cerimonie, come una barchetta su uno stagno; e intanto pensava al libro che l’aspettava.

    Il suo segretario particolare, Sir Kevin Scatchard, è preoccupatissimo degli effetti che la lettura comincia a sortire sui comportamenti della sovrana, divenuta all’improvviso lettrice:

    «È importante» disse Sir Kevin « che Sua Maestà non perda di vista gli obiettivi». «Quando dice “non perdere di vista gli obiettivi”, Sir Kevin, immagino intenda stare sulla palla. Be’, dopo esserci stata per sessant’anni, penso di potermi guardare un po’ intorno». La regina si accorse di aver un po’ stiracchiato la metafora, ma tanto Sir Kevin non se n’era accorto.

    «Capisco» disse lui « Sua Maestà deve passare il tempo».

    «Passare il tempo?» esclamò la regina. «I libri non sono un passatempo. Parlano di altre vite. Di altri mondi. Altro che far passare il tempo, Sir Kevin; non so cosa darei per averne di più».

    La nuova attitudine alla lettura della regina mette in crisi il Palazzo: il povero Norman viene spedito a studiare all’università, mentre si cerca l’aiuto di un anziano valletto di corte, l’unico forse in grado di riportare la sovrana sulla retta via. Ma ormai la lettura ha fatto i suoi danni: niente è destinato ad essere più come prima.

    Con un finale a sorpresa del tutto inatteso (e che qui non sveliamo), la regina darà a tutti una grande lezione di stile e di intelligenza.

    Con questo piccolo gioiello di letteratura umoristica in perfetto stile “british”, lo scrittore Alan Bennett ci regala la storia deliziosa di una lettrice non comune (“The uncommon reader” è appunto il titolo originale del romanzo, tradotto per Adelphi da Monica Pavani), che – al pari di tutti gli altri lettori, compresi quelli comuni – si lascia trasformare dal potere della lettura e dalla sua capacità di renderci più ricchi di sfaccettature, più privi di certezze granitiche, più critici nei confronti della realtà esterna. In una parola, più umani.

    Maria Stella (bibliotecaria, Biblioteca San Giorgio)

    said on 

  • 1

    La storia di per sè, è molto interessante, cioè la genesi di un lettore, che sia giovanissimo, adulto o anziano. Ma qui quello che stona è il, anzi la protagonista di questa genesi: La regina d'Inghil ...continue

    La storia di per sè, è molto interessante, cioè la genesi di un lettore, che sia giovanissimo, adulto o anziano. Ma qui quello che stona è il, anzi la protagonista di questa genesi: La regina d'Inghilterra, che alla soglia degli ottant'anni, TAC, diventa lettrice, appunto La sovrana lettrice. Mi spiace, ma mi è sembrata una presa per i fondelli!

    said on 

  • 4

    Divertente e sagace

    Bennet sa essere sagace e pungente come nessun'altro. Dissacrante descrizione di una sovrana (quella vera!) sedotta dal piacere delle letteratura quasi in maniera eccessiva.

    said on 

  • 4

    E' stato il mio primo audio libro e nonostante per me sia più faticoso seguire la storia rispetto al testo scritto, trovo sia stata una piacevolissima compagnia. Il finale mi ha lasciata un po' perpl ...continue

    E' stato il mio primo audio libro e nonostante per me sia più faticoso seguire la storia rispetto al testo scritto, trovo sia stata una piacevolissima compagnia. Il finale mi ha lasciata un po' perplessa come se l'autrice non sapesse come concludere il romanzo. Leggero, divertente, semplice e attento nell'uso delle parole. Un viaggio alla corte della regina con umorismo ed eleganza. Bello

    said on 

Sorting by
Sorting by