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Una mamma da URL

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

3.5
(53)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 219 | Formato: Paperback

Isbn-10: 886073682X | Isbn-13: 9788860736826 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Cosa fa una donna quando ha un marito che si trasforma improvvisamente in talebano dell'ecologia, una figlia adolescente che la giudica, un bambino pestifero e un cane pazzo? Per salvarsi deve sfogarsi in rete, diventare una mamma blogger e inventarsi un URL, un bell'indirizzo web. Anche perché la realtà può essere ancora più dura se abita in un quartiere dove le strade hanno assurdi nomi di fiori e le persone che ci vivono fingono di essere ricche, felici e realizzate. E dove il passatempo preferito è abbronzarsi attorno alla piscina del golf club spettegolando e confrontando patrimoni e cellulite.
Meglio rifugiarsi nell'universo parallelo dei blog! Ma attenzione! C'è il rischio di diventare in fretta <>, e di andare in crisi di astinenza se cade la connessione. Ma ne vale la pena: protetti da un nickname si può scrivere quello che si vuole e togliersi la soddisfazione di sparare a zero su tutti, coniuge e prole compresi, senza però prendersi troppo sul serio. L'ironia è, insomma, l'unica arma per non soccombere alle <> della famiglia, sia nel mondo reale che in quello virtuale.
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  • 2

    Devo dire che la cosa più carina di questo libro è il fatto che sia un regalo di mia figlia : da sempre lei mi prende in giro per la mia webmania e la mia blogmania e così , all'arrivo qui a casa sua, girovagando nella mia libreria preferita di Monza, mi ha preso questo libro sapendo di farmi, co ...continua

    Devo dire che la cosa più carina di questo libro è il fatto che sia un regalo di mia figlia : da sempre lei mi prende in giro per la mia webmania e la mia blogmania e così , all'arrivo qui a casa sua, girovagando nella mia libreria preferita di Monza, mi ha preso questo libro sapendo di farmi, comunque, cosa gradita. Devo dire che in realtà io non ho proprio nulla a che fare con la protagonista del romanzo, se non il fatto che come me ha studiato lingue straniere...E' un libro scemotto anzichè no, una buona compagnia se si vuole passare un pomeriggio con il cervello in vacanza distesi su una panchina del parco a prendere il vento e a gustarsi l'odore del muschio.

    ha scritto il 

  • 2

    Milano 2 3,4,5, etc

    Non proprio abbandonato... Confesso che ho fatto una cosa brutta che non faccio mai: sono arrivata a metà e poi... ho letto le ultime tre pagine.
    E' un metaromanzo, metà romanzo metà trascrizione stile blog. Così riesce a perdere tutto il ritmo (già scarso) del romanzo e la freschezza del b ...continua

    Non proprio abbandonato... Confesso che ho fatto una cosa brutta che non faccio mai: sono arrivata a metà e poi... ho letto le ultime tre pagine.
    E' un metaromanzo, metà romanzo metà trascrizione stile blog. Così riesce a perdere tutto il ritmo (già scarso) del romanzo e la freschezza del blog, un fallimento su tutta la linea.
    E poi... Lasciatemelo dire: è schifosamente bauscia!
    Con dei personaggi che più stereotipati non si può, non si riesce neppure ad intravedere l'ironia in mezzo ad un'ambientazione stile Milano2, suv ed aiuole ordinate ed angoscianti.
    Ecco! Un bel serial killer non ci sarebbe stato poi male...

    ha scritto il 

  • 1

    Mamma che pizza!!!

    Questo "romanzo" (come lo definisce l'autrice, a mio parere con eccessivo ottimismo) narra le vicende di Silvia Spada, 42 anni, traduttrice free lance e mamma blogger.
    Vive nel quartiere Il Borghetto, a sud di Milano, con il marito Pietro, ecologista convinto, la primogenita Sofia, a ...continua

    Questo "romanzo" (come lo definisce l'autrice, a mio parere con eccessivo ottimismo) narra le vicende di Silvia Spada, 42 anni, traduttrice free lance e mamma blogger.
    Vive nel quartiere Il Borghetto, a sud di Milano, con il marito Pietro, ecologista convinto, la primogenita Sofia, adolescente contestatrice, il figlio Riccardo, spensieratamente entusiasta, e il golden retriever psicopatico Bart.
    Le sue giornate sono dense di impegni: prendere il sole al golf club, farsi massaggiare alla spa, sorseggiare un aperitivo spettegolando con le altre casalinghe frustrate, acquistare capi firmati alle svendite in casa e portare a passeggio il cane.
    Detesto Silvia e tutto ciò che rappresenta, con la sua vita edulcorata, la sua Milano alternativa, la sua mania del peso, la sua vanità, i suoi sex toys e i villaggi vacanze snob.
    L'unico passatempo da comune mortale con cui si diletta è scrivere sul suo blog e commentare i post delle altre mamme.
    Per il resto, tutto di Silvia mi ha innervosita: la sua personalità, le sue frequentazioni, i suoi interessi e persino il suo convincersi di essere sempre nel giusto.
    Un personaggio piatto e monolitico, come privi di contrasti sono anche tutti gli altri personaggi che si affastellano tra le pagine di questo libro: il marpione Georges Jeammet, la perfettissima Eleonora Sani (quale lampo di genio a scegliere un cognome così per una salutista!), l'ingenua e petulante Elisa (le vengono le contrazioni a comando, mai incontrata una donna incinta più avvilente), l'invidiosa Gaia e il viscido Marco Marelli.
    All'interno di questo scenario patetico e frivolo quanto solo un libro di Sophie Kinsella sa esserlo, Patrizia Violi riesce persino ad inserire una scialba indagine sul tradimento del consorte, un'improbabile guerra tra blogger e un abbozzo di crime story che resta sullo sfondo per dare un senso al finale.
    Una lettura leggera e demenziale, che non è riuscita nemmeno a farmi sorridere e il cui unico elemento di originalità resta il titolo.

    ha scritto il 

  • 5

    Bello, bello!!

    Mi é piaciuto molto, scritto con ironia, leggerezza, scorrevole e simpatico!!

    Se siete delle blogger vi ritroverete molto in quello che ha scritto...

    brava extra!!

    ha scritto il 

  • 1

    Frizzantino, come un prosecco.

    Ma poi alla fine, mi chiedo: cosa mi resta? Pochino. Alcuni momenti di divertimento, un sollievo dalle letture serissime che faccio, ma è un genere che mi attizza pochino. In parte perchè racconta della mia vita senza aggiungere niente di nuovo però e in parte perchè non c'è un vero lavoro letter ...continua

    Ma poi alla fine, mi chiedo: cosa mi resta? Pochino. Alcuni momenti di divertimento, un sollievo dalle letture serissime che faccio, ma è un genere che mi attizza pochino. In parte perchè racconta della mia vita senza aggiungere niente di nuovo però e in parte perchè non c'è un vero lavoro letterario (che si potrebbe però benissimo fare elaborando bene il genere): mi sembra come quando i comici fanno un film: sullo sketch sono bravissimi, il film diventa noiosino. La blogger è divertente, un libro è sciacquino. A mio modesto parere. Strano che si autodefinisse "delegata" di classe (l'autrice, dice il retro di copertina, vive a Milano e qui, che io sappia, si chiamano "rappresentanti"), buffo e triste la faccenda che anche lei sia sempre sotto controllo per il peso, eccezionale la definizione delle mamme tipo del parco.

    ha scritto il 

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