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Una mano piena di nuvole

Di

Editore: Garzanti (Narratori moderni)

4.0
(243)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 360 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Danese , Inglese , Catalano , Spagnolo

Isbn-10: 8811681707 | Isbn-13: 9788811681700 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: S. Cherchi

Disponibile anche come: Altri

Genere: Children , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Swan ha solo undici anni, ma non ha paura di niente. Non ha paura di dire quello che pensa, non ha paura di azzuffarsi con i suoi fratelli, non ha paura delle bugie. Ma soprattutto non ha paura di fare quello che le è proibito. Anzi, lo adora. Quando una sera d’estate decide di sgusciare fuori di casa, non immagina di certo che nel bosco si nasconda l’incontro che le cambierà per sempre la vita. Lui è Blade, un bambino tutto pelle e ossa, dall’aria timida e smarrita, gli occhi neri e fieri. È il figlio di un addestratore di cavalli, uomo torvo e brutale, temuto da tutto il paese. Per Blade quella ragazzina è l’unica via di salvezza. Ha bisogno di lei per fuggire dalla violenza. Swan decide di aiutarlo e di nasconderlo. Perché, al contrario di tutti gli abitanti del paese, lei non teme il padre di Blade. L’unico posto sicuro è la grande fattoria di famiglia vicino al negozio del nonno, la drogheria che non chiude mai e vende di tutto. Ma non sarà facile. Non solo perché la famiglia è stata appena sconvolta da una tragedia, ma anche perché troppi sono gli occhi attenti e curiosi dei parenti. Ma Swan non vuole lasciare andare la piccola mano di Blade. Ed è determinata a tenere il segreto. Un segreto che sancirà un’amicizia forte e tenera ma estremamente pericolosa. Perché forse, in quell’estate in cui finalmente sono fioriti i papaveri, tutto l’amore del mondo potrebbe non essere sufficiente a fermare l’atroce vendetta di un essere animato dal male.
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  • 4

    La mano di Dio

    Columbia County, Arkansas, 1956. Quella dei Moses è una famiglia ben conosciuta in questa piccola contea ai confini con la Louisiana.
    Certo ci sarebbe da meravigliarsi se non fosse così: tutti conosco ...continua

    Columbia County, Arkansas, 1956. Quella dei Moses è una famiglia ben conosciuta in questa piccola contea ai confini con la Louisiana.
    Certo ci sarebbe da meravigliarsi se non fosse così: tutti conoscono tutti e le case sembra quasi non abbiano pareti in questa zona. Tanto più che i Moses, John e Calla, gestiscono rispettivamente il bar e la drogheria del loro paese che tutti quindi, o per necessità o per piacere, hanno frequentato.
    Una gran bella famiglia quella dei Moses, unita ed affiatata: e se qualcuno avesse dei dubbi in merito non dovrebbe far altro che presentarsi a casa loro il giorno del tradizionale incontro annuale di tutta la famiglia e rendersi conto di persona dell'amore e dell'affetto che circonda John e Calla da parte dei loro quattro figli, Toy, Sid, Alvis e l'unica donna Willadee ed i tanti nipoti che scorazzano allegri e spensierati nella proprietà di famiglia.
    Tutti sanno però che anche i Moses hanno attraversato periodi difficili che hanno segnato profondamente la loro vita e che ancora turbano la loro serenità: Walter, il più piccolo tra i figli di John, muore accidentalmente in segheria mentre lavora e Toy, il fratello maggiore, torna dalla guerra con una gamba in meno e con tanta rabbia nel cuore; tanta anche per un uomo forte e leale come Toy.
    C'è poco da condannarlo, quindi, se appena tornato in città dalla guerra e vedendo uscire da casa sua un uomo - quando invece pensava di trovare la moglie, sola, ad attenderlo - decide di seguirlo ed ucciderlo a sangue freddo. Ma non finirà in carcere perchè in città tutti sanno che Toy Moses non avrebbe mai ucciso nessuno senza una buona ragione; anche lo sceriffo lo sa e non ci pensa due volte a far passare quell'omicidio per uno sfortunato incidente.
    E poi quell'uomo, Yam Ferguson, era ben noto in paese come un farabutto, figlio di un ricco proprietario che grazie alle sue raccomandazioni era riuscito ad evitare la guerra e trascorreva i giorni importunando le mogli degli onesti cittadini chiamati alle armi. Più che giusto, quindi, che fosse morto.. e se non lo avesse ucciso Toy sicuramente avrebbe provveduto Dio in altro modo.
    Tra l'altro Dio ha sempre avuto un occhio di riguardo per i Moses; anche se loro forse non lo sanno o non se ne rendono conto. Tanto che quando John, incapace di reggere oltre il dolore per la morte prematura del figlio, decide di togliersi la vita con un colpo di fucile e proprio durante una delle riunioni annuali di famiglia, nessuno sembra biasimarlo, nemmeno la moglie o i figli ormai convinti che sarebbe successo prima o poi.
    Sempre uniti, i Moses, anche contro Dio se Lui porta via uno di loro così ingiustamente. E contro Samuel Lake, portavoce di Dio nonchè marito di Willadee Moses, la figlia preferita di John, testarda come lui, tanto da sposare contro la volontà del padre il pastore metodista Samuel, integerrimo ed infaticabile predicatore della parola di Dio. E della Sua magnanimità, della Sua benevolenza che mai potrà tradire le aspettative di chi crede in Lui. Anche se spesso la vita sembra remare contro, a tal punto che risulta arduo pensare che sia voluta da Dio, che faccia parte di un Suo progetto.
    Tutto ciò è solo una minima parte della storia raccontata dall'autrice Jenny Wingfield che vede come protaqonista anche la piccola Swan, figlia di Samuel e Willadee, a cui è ispirata la splendida copertina del libro ma che ho volutamente evitato di citare per non anticiparvi niente sul suo personaggio.
    Per il semplice motivo che il punto di forza di questo romanzo è proprio nel modo con cui l'autrice induce il lettore ad appassionarsi alle vicende della famiglia Moses, lo invita a casa loro e lo rende partecipe della loro vita quotidiana, sin quando si sentirà uno di loro, uno di famiglia.
    E questo perchè il lettore possa avvertire sulla 'propria pelle' la drammaticità del tragico episodio finale, un episodio di violenza che seppure descritto in modo molto velato senza indugiare sugli aspetti più cruenti riesce comunque a scuotere il lettore, proprio in virtù del rapporto di intimità che l'autrice instaura tra il lettore e la famiglia Moses.
    E Jenny Wingfield ha certo esperienza da vendere in questo campo avendo scritto negli anni precedenti diverse sceneggiature per film di discreto successo: sa bene, quindi, come coinvolgere emotivamente il lettore, quali corde toccare.
    Stile di scrittura molto fluido e scorrevole, sicuramente non pregiato ma comunque efficace nel creare quel crescendo di tensione fondamentale nell'evolversi dello scontro tra bene e male, tra il buono ed il cattivo di turno.
    Un romanzo perciò senza grandi pretese se non quelle di garantire una lettura emozionante che coinvolge il lettore rendendolo spettatore partecipe della vicenda, soffrendo e gioendo all'unisono con i protagonisti della storia.
    Un'ultima considerazione del tutto personale sul titolo 'Una mano piena di nuvole' dell'edizione italiana del libro: una traduzione, se così possiamo definirla, alquanto 'originale' del titolo 'The homecoming of Samuel Lake' dell'edizione americana.
    Samuel Lake è il pastore metodista , irreprensibile seguace della parola di Dio, la cui fede e perseveranza vengono messe a dura prova da una serie di vicissitudini negative che lo porteranno a dubitare, a vacillare.
    Il 'ritorno a casa' del titolo originale ha quindi un doppio senso: la casa non è solo quella dei Moses ma anche quella del Signore.
    La traduzione italiana del titolo credo si possa comunque collegare al tema religioso e della fede in particolare: una 'mano piena di nuvole' è una mano che viene dall'alto, insperata, inattesa, unica ancora di salvezza per chi è a terra a fa fatica a rialzarsi e quando apre gli occhi ciò che vede dinanzi è una mano tesa, che sembra quasi venire dal cielo; non si scorge un volto ma solo nuvole intorno.

    "Alla gente piacerebbe se le cose andassero avanti sempre uguali a com'erano in passato, ma questo non è possibile, ed è un bene, perchè quando una parte di una cosa comincia a cambiare anche tutte le altre si modificano, e presto inizia tutta un'altra storia".

    ha scritto il 

  • 4

    La trama che si legge sul risguardo del libro potrebbe essere fuorviante perché focalizza l'attenzione su alcuni episodi che forse attraggono un certo tipo di lettori, di cui non saprei dire il profil ...continua

    La trama che si legge sul risguardo del libro potrebbe essere fuorviante perché focalizza l'attenzione su alcuni episodi che forse attraggono un certo tipo di lettori, di cui non saprei dire il profilo, ma che non rispondono pienamente a quello che poi si troverà nel romanzo. Ci sono tante storie che coinvolgono una grande famiglia molte delle quali sono delicate, scritte in punta di penna e che smorzano molto quelli che poi sono gli aspetti più "violenti" delle vicende narrate. Anche il titolo è appiccicato senza nesso con il contenuto, infatti il titolo originale è The homecoming of Samuel Lake. Come dicevo la storia è interessante ed è anche ben scritto, lascia a tratti un po' perplessi su certi escamotage utilizzati che sono poco credibili in un contesto "realistico" come quello di questo romanzo. Alla parola fine il romanzo lascia comunque soddisfatti.

    ha scritto il 

  • 4

    un libro che cattura

    sì, decisamente cattura.
    ti prende e ti trasporta all'interno della famiglia Moses, ti fa affezionare ai personaggi, ti incuriosisce, ti intenerisce, ti fa indignare, ti commuove e ti diverte. veramen ...continua

    sì, decisamente cattura.
    ti prende e ti trasporta all'interno della famiglia Moses, ti fa affezionare ai personaggi, ti incuriosisce, ti intenerisce, ti fa indignare, ti commuove e ti diverte. veramente ben scritto. ti sembra di vivere nella famiglia, ne condividi le emozioni, i sentimenti, le pulsioni, e sorridi intenerendoti innanzi ai mille giochi fantasiosi dei bambini. una storia che sembra ordinaria, ma che diventa straordinaria per la ricchezza dell'amore familiare che trasmette.
    ho amato tutti i personaggi, tranne ovviamente il bruto maledetto Ras, che ha fatto la fine che meritava.
    non gli ho dato 5 stelle solo perché non mi è piaciuto molto Samuel ( che però si è in qualche modo riscattato verso la fine), tutto preso dalla sua spiritualità. e ho amato alla follia Toy, il personaggio più sfortunato, il cui destino, secondo me, è stato tracciato in modo troppo ingiusto.
    nel complesso, una gran bella lettura. consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Avete presente quando iniziate un libro e dopo poche pagine desiderate che finisca il più tardi possibile? Ecco io ho provato esattamente questo. Una volta addentrati nella storia sarà impossibile non ...continua

    Avete presente quando iniziate un libro e dopo poche pagine desiderate che finisca il più tardi possibile? Ecco io ho provato esattamente questo. Una volta addentrati nella storia sarà impossibile non rimanerne affascinati. Ho amato tutta la famiglia. Era da tanto che non rimanevo intrappolata così in un libro. Lo consiglio a tutti. Libro da non perdere. Spero di cuore che la scrittrice ne faccia un seguito. Mi piacerebbe ritrovare i personaggi da adulti. 

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Consiglio

    Scorrevole e chiaro. I personaggi sono descritti nei minimi dettagli, ti affezioni moltissimo a loro. E' un libro con parti abbastanza forti e crudeli ma allo stesso tempo è tenero sopratutto per la p ...continua

    Scorrevole e chiaro. I personaggi sono descritti nei minimi dettagli, ti affezioni moltissimo a loro. E' un libro con parti abbastanza forti e crudeli ma allo stesso tempo è tenero sopratutto per la presenza dei personaggi più piccoli e della protagonista Swan. Tocca il cuore. Quattro stelle:)

    ha scritto il 

  • 5

    Bello, bello , bello! anche se l'ho dovuto leggere a due riprese: la prima volta non riuscivo a sopportare la figura dell'uomo- serpente e della madre di Blade.
    Poi pero' le figure di Toy, di Willadee ...continua

    Bello, bello , bello! anche se l'ho dovuto leggere a due riprese: la prima volta non riuscivo a sopportare la figura dell'uomo- serpente e della madre di Blade.
    Poi pero' le figure di Toy, di Willadee, di Blade, di Calla e di Swan hanno colmato e annegato il male e mi hanno fatto correre fino all'ultima pagina.
    "Alla gente piacerebbe se le cose andassero avanti sempre uguali a com'erano in passato, ma questo non è possibile, ed è un bene, perchè quando una parte di una cosa comincia a cambiare anche tutte le altre si modificano, e presto inizia tutta un'altra storia."
    Stranamente la figura di Samuel è quella che mi ha colpito meno, l'ho trovata secondaria e un po' troppo presa dalla sua dimensione spirituale tanto da non riuscire ad aiutare i suoi figli.
    E Bernice, beh, ha ottenuto solo il ridicolo che si meritava.

    ha scritto il 

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