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Una notte al club

Di

Editore: Feltrinelli

3.4
(64)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 880772085X | Isbn-13: 9788807720857 | Data di pubblicazione: 

Curatore: M. Scotti

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 3

    una storia tutto sommato banale, ma che - anche grazie alla brevitá - funziona abbastanza. il lunguaggio cerca di spezzettarsi imitando il fraseggio del jazz, ma perlopiú rende la lettura faticosa. qualche ideuzza sopra la media (il gatto...) nel finale.

    ha scritto il 

  • 4

    Narrazione a ritmo di jazz

    Un bel libro sul mondo del jazz, con un'ottima introspezione psicologica dei protagonisti. Per chi suona jazz, come il sottoscritto, il libro descrive ottimamente anche uno stile di vita.

    ha scritto il 

  • 4

    Quella frase " e poi smettila di pensare che rovini tutto " mi è rimasta dentro. Un libro che odora di notte cosi' forte da stordire , un libro che danza con la vita e vibra emozioni. E poi il gatto... ma che ne so , mi ha colpito a tradimento quando proprio non me l' aspettavo :-) Un gioiellino ...continua

    Quella frase " e poi smettila di pensare che rovini tutto " mi è rimasta dentro. Un libro che odora di notte cosi' forte da stordire , un libro che danza con la vita e vibra emozioni. E poi il gatto... ma che ne so , mi ha colpito a tradimento quando proprio non me l' aspettavo :-) Un gioiellino che sono davvero contenta di aver scovato in quella libreria di Roma , anzi lo hai scovato tu vero posh?

    ha scritto il 

  • 3

    pensavo fosse un giallo. invece solo le confessioni di un ex jazzista che ritorna sui suoi passi, con in più il fardello del rimpianto di ciò che ha perduto. non lo consiglierei

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro acquistato per caso alla ricerca di qualcosa di nuovo, la storia sembra interessante, gli elementi che la compongono non sono nulla di nuovo, potrebbe risultare un clichè, ma quanti libri partono da un'idea banale ma per il modo come sono scritti o per le trovate dell'autore ci incollano ...continua

    Un libro acquistato per caso alla ricerca di qualcosa di nuovo, la storia sembra interessante, gli elementi che la compongono non sono nulla di nuovo, potrebbe risultare un clichè, ma quanti libri partono da un'idea banale ma per il modo come sono scritti o per le trovate dell'autore ci incollano alla lettura? Superando questo pensiero comincio a leggere, apprezzo i libri scritti con i caratteri grandi, forse sto invecchiando e la vista fa cilecca : ) : P, brevi frasi e abuso di punteggiatura saltano subito all'occhio e prima di entrare nel ritmo segmentato che comporta tale modo di scrivere un po' ci vuole. Alla fine del primo capitolo mi sono già abituato: la storia di un ex pianista jazz salvato dall'autodistruzione dalla moglie che cerca di condurre una vita banale fino a quando incontra una donna interessante durante una furtiva visita ad un locale dove suonavano jazz, il protagonista ritocca dopo anni il piano, duetta con la padrona del club e la gente riconosce il suo inconfondibile stile... E poi la storia continua... Si adagia sui mezzitoni, niente di più, forse per rendere normale una cosa che come nella realtà non ha niente di straordinario, ma di solito i libri devono dare di più, smuovere qualcosa dentro a livello di testa o di sentimento. A volte ci riesce a volte scorre veloce ma senza lasciare il segno. Lo stile di Gailly somiglia in modo imbarazzante a quello di Baricco, ovvero tende ad essere abbastanza "parolaio", riesce bene nel suo lavoro descrittivo ma manca di sostanza, non ti "brucia" (infatti durante la lettura è stato surlcassato da "Come una bestia feroce" di Edward Bunker), quindi resta un libro gradevole ma che non mi sento di consigliare a meno che voi non siate estimatori di Baricco o Fermine.

    ha scritto il 

  • 3

    ho acquistato e iniziato a leggere questo libriccino durante un festival jazz, e mai lettura fu più azzeccata. la brevità giova allo stile, paratattico, indiretto, e alla trama sempre con un piede in bilico sul patetico.
    destini mancati, incrociati, ritrovati.
    grande malinconia, nell'in ...continua

    ho acquistato e iniziato a leggere questo libriccino durante un festival jazz, e mai lettura fu più azzeccata. la brevità giova allo stile, paratattico, indiretto, e alla trama sempre con un piede in bilico sul patetico.
    destini mancati, incrociati, ritrovati.
    grande malinconia, nell'inesorabile e quasi involontario flusso di un destino che a volte sceglie per noi. e a volte lo spero anche io.

    ha scritto il 

  • 0

    un uomo, è legato ad un orario. deve prendere un treno, per arrivare da sua moglie. la moglie che l'ha salvato da una vita di bagordi. quest'uomo era un jazzista. ma non suona da 10 anni.
    poi per puro caso, per un capriccio del fato si ritrova, una sera, in un club, dove alcuni giovani suona ...continua

    un uomo, è legato ad un orario. deve prendere un treno, per arrivare da sua moglie. la moglie che l'ha salvato da una vita di bagordi. quest'uomo era un jazzista. ma non suona da 10 anni.
    poi per puro caso, per un capriccio del fato si ritrova, una sera, in un club, dove alcuni giovani suonano jazz. e lui capisce. solo ora si rende conto che ha sempre desiderato suonare. ed inizia una nuova vita.
    questa decisione porterà ad alcune conseguenze.
    bellissime, e tristissime. dipende dai punti di vista.
    il libro è breve ma intenso.
    leggetelo ne vale la pena.

    ha scritto il 

  • 4

    Si legge pensando di essere avvolte in atmosfere piene di fumo, e' musica, e' gezz, vite disperate e ne abbiamo a bizzeffe charlieparker, lesteryoung, theoloniusmonk, insomma sfaccettature di vite disgraziate, il jazz per lopiu' questo evoca, qui lo si ritrova. Giudizio sintetico : commestibile ...continua

    Si legge pensando di essere avvolte in atmosfere piene di fumo, e' musica, e' gezz, vite disperate e ne abbiamo a bizzeffe charlieparker, lesteryoung, theoloniusmonk, insomma sfaccettature di vite disgraziate, il jazz per lopiu' questo evoca, qui lo si ritrova. Giudizio sintetico : commestibile

    ha scritto il