Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Una notte in Tunisia

Di

Editore: Einaudi (Collezione di teatro)

3.7
(9)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 98 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806205285 | Isbn-13: 9788806205287 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

Ti piace Una notte in Tunisia?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Il signor X è un noto politico italiano «in esilio volontario» ad Hammamet. Gravemente ammalato, è stato abbandonato da tutti; sono con lui solo la moglie, l'inseparabile Cecchin (autista, segretario e servo tuttofare) e, ospite inatteso, suo fratello XX, medico venuto a verificare le cartelle cliniche dei medici tunisini, che non lasciano speranze sulla prognosi di X. Il malato ha un carattere difficile, odia tutti e non sopporta nessuno, tranne Cecchin. Odia soprattutto gli italiani che l'hanno tradito e scrive memorie e proclami di rivincita postuma. Ma un sogno e la visita del fratello gli fanno balenare un'idea. Se non ha evitato l'esilio forse, con un'ultima trovata, potrà evitare la morte.
Ordina per
  • 4

    "... un perverso esercizio di stile..."

    "E' un po' come a teatro con lui
    bisogna essere una buona spalla
    saper reggere un contraddittorio
    ma solo fino a un certo punto
    Opporre resistenza fino a un certo punto
    e poi cedere
    ma sempre fino a un certo punto
    Un equilibrio delicato
    Ci vuole grande senso del ritmo
    e il ritmo non si insegna" ...continua

    "E' un po' come a teatro con lui bisogna essere una buona spalla saper reggere un contraddittorio ma solo fino a un certo punto Opporre resistenza fino a un certo punto e poi cedere ma sempre fino a un certo punto Un equilibrio delicato Ci vuole grande senso del ritmo e il ritmo non si insegna"

    ha scritto il 

  • 4

    "Scrivere è facile, copiare è ancora più facile, ma leggere è molto molto difficile".

    Trevisan si dimostra ancora un formidabile scrittore e commentatore di didascalie, dote rara.


    "Salone arredato semplicemente, librerie, grandi finestre sullo sfondo; scrivania ingombra di libri, alcuni aperti, giornali, fogli di carta, matite penne, telefono, fax, foto della moglie e dei f ...continua

    Trevisan si dimostra ancora un formidabile scrittore e commentatore di didascalie, dote rara.

    "Salone arredato semplicemente, librerie, grandi finestre sullo sfondo; scrivania ingombra di libri, alcuni aperti, giornali, fogli di carta, matite penne, telefono, fax, foto della moglie e dei figli, divano, poltrone. Grande quadro di Garibaldi. Radio. Televisione. Niente di tutto questo è necessario. Vale per tutte le didascalie (N.d.A.)". "Le carte sono state ordinate, divise in varie pile, e su ogni pila un peso adeguato: un vaso, una scultura, un mattone, dei sassi "particolari" eccetara, a piacere - voglio dire: la cosa può essere scenograficamente interessante".

    Le indicazioni cinematografiche sembrano messe apposta per costringere a spremere in quei momenti la teatralità dal testo, a marcare la differenza (e forse non a caso sono all'inizio e alla fine del dramma). Mostrano perfettamente il momento in cui l'immagine che si è formata negli occhi del cervello dell'autore va reificata sulla scena. e diventa corpi altrui.

    "campo lungo - per quanto possibile". "Fermo immagine (attori immobili) dai 3 ai 5 secondi".

    Trevisan forse è l'ultimo classico, perchè continua a riprendere forme altrui (Bernhard e Beckett) per far emergere la propria e inconfondibile e come ogni classico dichiara le fonti e i modelli. Già solo per questo bisognerebbe leggerlo. Il finale richiamerà a chi ha già letto altro di suo, varie pagine, ma proprio questo mi piace tanto : tema e variazioni. E soprattutto sta creando un corpus di testi, perfettamente teatrali, che in Italia mancava nei fatti da Goldoni (Pirandello è altra cosa).

    "Sindrome dell'arto fantasma / (Pausa)/ Halla ahbar / (Elisabetta è basita)/ Se Dio esiste è nelle malattie/ non trovi anche tu / L'infinito delle malattie /spaventa più del numero delle stelle".

    "Strana malattia il cancro/ incurabile/ come la famiglia/ (Pausa) / il fattore di rischio di uno schizofrenico è sensibilmente inferiore rispetto a quello di una persona normale/ Uno schizofrenico è quattro volte più refrattario della media dei normali/ è curioso".

    "Succede spesso / qualcosa o qualcuno ci è totalmente estraneo/ anche se è vicino / Proprio perché è vicino/ e più è vicino / più lo sentimento estraneo / Più vogliamo / che sia/ e che resti /estraneo".

    "Cazzo / parli come un libro" "sono un libro/ (Chiude e rimette in tasca il taccuino; la guarda, si avvicina)/ Basta sfogliarmi / Non faccio nessuna resistenza".

    "Saggezza contadina/ quando qualcosa va in gallo si butta/ Ma non possiamo certo gettare nostra moglie dalle finestra/ Comunque non da una finestra qualsiasi".

    ha scritto il