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Una questione di cuore

Di

Editore: Feltrinelli

3.6
(41)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 119 | Formato: Altri

Isbn-10: 8807016753 | Isbn-13: 9788807016752 | Data di pubblicazione: 

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Descrizione del libro
Un infarto. Il cuore cede. La vita cambia. Per Alberto è così. Soprattuttoquando Franco, il carrozziere con cui ha condiviso la degenza, gli mette inmano - come un dono, come un impegno - il futuro della sua famiglia, sapendoche tra i due cuori quello più debole - e quello più generoso - è il suo. Unromanzo sulla tentazione dell'irresponsabilità, sull'intelligenza delleemozioni, ascoltando (anzi auscultando) la voce oscura e limpida del cuore.
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  • 4

    Mi è piaciuto il tono, lo sguardo dolente, lucido, ma mai patetico. Belle le vite che si sfiorano. Interessante come nascono le storie secondo uno sceneggiatore.

    ha scritto il 

  • 2

    ... un libro piu' infartato che da infarto

    Parte arrembante, ottimo ritmo narrativo e emozioni, poi, pero', dopo l'infarto anche l'arteria ispirativa dello scrittore si occlude e nella seconda meta' ci si trova confinati in una galleria di eventi piuttosto scontati, dove emerge forse l'impronta da sceneggiatura da cinema piu' che da ...continua

    Parte arrembante, ottimo ritmo narrativo e emozioni, poi, pero', dopo l'infarto anche l'arteria ispirativa dello scrittore si occlude e nella seconda meta' ci si trova confinati in una galleria di eventi piuttosto scontati, dove emerge forse l'impronta da sceneggiatura da cinema piu' che da trama di libro. Non ho visto il film.

    ha scritto il 

  • 4

    Per leggere “Una questione di cuore” di Umberto Contarello bisogna stare comodi e possibilmente essere soli. Perché può anche sgorgare qualche lacrima soprattutto per chi ha visto il film tratto proprio da questo romanzo. Sarà facile dare ai personaggi il volto di Antonio Albanese e Kim Rossi S ...continua

    Per leggere “Una questione di cuore” di Umberto Contarello bisogna stare comodi e possibilmente essere soli. Perché può anche sgorgare qualche lacrima soprattutto per chi ha visto il film tratto proprio da questo romanzo. Sarà facile dare ai personaggi il volto di Antonio Albanese e Kim Rossi Stuart, ma come spesso succede le parole penetrano un po’ più a fondo delle immagini. E’ un libro appassionato, nostalgico, sentimentale nel senso che è capace di mettere in evidenza la dotazione di sentimenti con cui nasce (o dovrebbe nascere) una persona. Innanzitutto l’amore per la vita, quella sana, raccontato quando questa sembra fuggire a causa di un infarto che proietta Alberto, uno sceneggiatore famoso, nella dimensione ospedaliera. L’ infarto annienta le differenze sociali. Incontra Franco un carrozziere dal cuore ancora più debole che ha due figli e uno in arrivo. E’ una sorta di colonna per una famiglia unita che non ha alcuna velleità se non quella di lavorare e crescere bene i ragazzi. Un modo di vivere che non appartiene per niente ad Alberto che è andato ad abitare con una donna perché era “diversa” con cui però non riesce a fare l’amore. Sono le storie degli altri ad aver interessato sempre lo sceneggiatore che forse per questo ha trascurato la sua fino a quando si ritrova catapultato in un’amicizia che gli fa vedere le cose come stanno e che gli rimanda l’immagine di se per la prima volta. Il legame tra i due uomini è forse l’elemento più bello del libro. Gli altri personaggi, in un certo senso, fanno da contorno perché Franco e Alberto diventano uno il cuore dell’altro e cercano di superare il periodo della convalescenza. Il più duro. Questo significa anche indossare un paio di scarpe da tennis e camminare a piedi non solo per fortificarsi ma anche per vedere le strade e la città da un’altra prospettiva. L’ennesima. Deliziosa la parte in cui Alberto, grazie a un paio di occhiali da sole insegna a vedere al figlio più piccolo di Franco le storie della gente. Piccoli segreti di un mestiere messi a nudo con una semplicità disarmante. Tutti hanno una storia da raccontare. Poi la fine tragica. Ma siccome è un libro emozionate alla tragicità si affianca la speranza perché Alberto riceve in dono quello che non ha mai saputo costruire. Lo riceve in blocco: i figli e le loro paure, la moglie e la sua tristezza, la consapevolezza di avere superato l’età della spensieratezza. Riceve Carla. E ci fa l’amore.
    Cinzia

    ha scritto il 

  • 5

    Breve romanzo scritto molto bene. Contarello è bravo, si nota la sua anima da sceneggiatore. La storia di Alberto e Franco colpisce il cuore con semplicità, un lungo racconto scorrevole, ben definito e mai banale. Sono curioso di vedere il film diretto dalla Archibugi con Antonio Albanese e Kim R ...continua

    Breve romanzo scritto molto bene. Contarello è bravo, si nota la sua anima da sceneggiatore. La storia di Alberto e Franco colpisce il cuore con semplicità, un lungo racconto scorrevole, ben definito e mai banale. Sono curioso di vedere il film diretto dalla Archibugi con Antonio Albanese e Kim Rossi Stuart.

    ha scritto il 

  • 5

    bellissimo. di solito non leggo libri italiani, e questo l'ho degnato solo perché l'autore è ora più o meno mio parente e la comencvini ne farà un film in cui un altro parente un po' più prossimo avrà una particina.
    e ho fatto bene, tanto bene da sentirmi di consigliervelo.
    non tanto pe ...continua

    bellissimo. di solito non leggo libri italiani, e questo l'ho degnato solo perché l'autore è ora più o meno mio parente e la comencvini ne farà un film in cui un altro parente un po' più prossimo avrà una particina.
    e ho fatto bene, tanto bene da sentirmi di consigliervelo.
    non tanto per la storia in sè (un'amicizia nata in ospedale, una vita che cambia in seguito a un infarto) ma per lo stile limpido asciutto caldo coinvolgente. per l'onestà dell'autore. per la capacità di analisi che dimostra in ogni frase, perché è onesto sino ad essere brutale. perché è coerente. perché è umano. perché ci si immedesima.
    "mi sento completamente astratto", dice il protagonista.
    parole sante.
    "le cose a farle davvero sono comletamente diverse da come sembravano prima, quando le progettavi e pensavi di volerle fare, e infatti la verità è questa, è lo sforzo di continuare a volerle che mi ha indebolito e alla fine mi ha quasi ucciso".

    ha scritto il 

  • 4

    libro aspro, diretto che invita a pensare quanto fragile sia il legame con la nostra vita.
    Presi da tutto e da ogni minuto se ci fermassimo a riflettere, un pochino, sulla possibilità della morte che è dietro ad ogni nostro passo...
    Ma c'è anche passione, speranza ... altro

    ha scritto il