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Una questione privata

I grandi romanzi italiani n.40

Di

Editore: RCS - Corriere della Sera

4.1
(2085)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: A000021786 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Antonio Troiano

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Quattro stelle, e non cinque, per il senso di incompiuto che mi ha lasciato addosso. Che ne è stato di Giorgio? E di Fulvia? Personaggi centrali ma mai apparsi sulla scena, evocati soltanto nei ricord ...continua

    Quattro stelle, e non cinque, per il senso di incompiuto che mi ha lasciato addosso. Che ne è stato di Giorgio? E di Fulvia? Personaggi centrali ma mai apparsi sulla scena, evocati soltanto nei ricordi. E soprattutto che ne sarà di Milton? il "crollò" finale lascia il lettore nell'eterno dubbio riguardo alla sua sorte.
    Ne riconosco la grandezza, la poeticità di un amore ricordato in mezzo all'asprezza della guerra, l'avventura eroica di un partigiano che va alla ricerca di una Verità più importante della guerra stessa, e forse proprio la bellezza struggente dei primi due capitoli mi avevano spinto a sperare in un finale più compiuto.

    ha scritto il 

  • 5

    "Credo che scappino da me, le cose allegre."

    Quest'estate ho letto Il sentiero dei nidi di ragno di Calvino, e l'autore nella sua fantastica prefazione, citava questo romanzo come IL vero romanzo sulla resistenza. Io sapevo di averlo nella mia l ...continua

    Quest'estate ho letto Il sentiero dei nidi di ragno di Calvino, e l'autore nella sua fantastica prefazione, citava questo romanzo come IL vero romanzo sulla resistenza. Io sapevo di averlo nella mia libreria, ma non lo trovavo e, causa il caldo e le ferie, non ho perso troppo tempo a cercarlo. Poi, qualche giorno fa ho deciso di rimettere un po' a posto le mie librerie (i libri ormai sono in tre file per scaffale e si nascondono uno con l'altro!!!) e finalmente eccolo lì...insieme agli altri classici della collana del Corriere che ho preso non so nemmeno quanti anni fa!!! E che facevo??? Non lo leggevo??? Milton è un giovane partigiano, un po' "secchione" e solitario, che si è arruolato nella resistenza per combattere i fascisti, in quel di Alba. Innamorato perdutamente di Fulvia e amico fraterno di Giulio, perde tutta la sua compostezza quando scopre che forse è stato "tradito" da tutti e due,,,le persone che più ama al mondo, E da quel momento dimentica tutto il resto: la guerra, la fame, la solitudine e la paura della morte, per scoprire a tutti i costi la verità. Pagine bellissime, indimenticabili. Il partigiano Milton raccontato dal partigiano Beppe non potrò dimenticarlo mai più!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Dell'antifascismo necessario a non combattere i fascisti.

    È una questione privata ma anche una questione umana, umanista, umanitaria. È non soccombere alla meccanica della guerra, è privilegiare il pensiero, decidere delle priorità, non piegarsi al fato e so ...continua

    È una questione privata ma anche una questione umana, umanista, umanitaria. È non soccombere alla meccanica della guerra, è privilegiare il pensiero, decidere delle priorità, non piegarsi al fato e soprattutto è restare umani.
    Collateralmente potremmo dire che è anche una questione antifascista. Perché se antifascismo significa liberazione allora la rinuncia volontaria alla lotta per l'appagamento personale è essa stessa un atto di libertà. Ci vuole coraggio a inseguire se stessi e ci vuole grande consapevolezza del concetto di libertà, delle sue implicazioni e delle sue conseguenze, specie quando lo si fa in mezzo alla guerra civile.
    L'uomo viene prima di tutto e questa cosa la sanno i partigiani e non i fascisti. Ecco perché questo breve romanzo non potrebbe essere ambientato tra le fila dell'esercito repubblichino: là dentro eri solo un numero e l'unica volontà, l'unica libertà era quella di Mussolini.

    ha scritto il 

  • 5

    La guerra, la terra, una questione privata

    Quando la guerra diventa anche una questione privata, tutto diventa più tragico.
    Nessuno come Fenoglio riesce a mostrare il lato grigio, umido, fangoso, contradditorio, della guerra partigiana. ...continua

    Quando la guerra diventa anche una questione privata, tutto diventa più tragico.
    Nessuno come Fenoglio riesce a mostrare il lato grigio, umido, fangoso, contradditorio, della guerra partigiana.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Sono combattuta, fino a tre quarti di libro non mi sono sentita coinvolta. Che Fenoglio abbia uno stile tutto suo è noto anche ai manuali di linguistica italiana ma a questo punto mi è piaciuto molto ...continua

    Sono combattuta, fino a tre quarti di libro non mi sono sentita coinvolta. Che Fenoglio abbia uno stile tutto suo è noto anche ai manuali di linguistica italiana ma a questo punto mi è piaciuto molto di più La malora. Qui forse si può rivalutare a lettura ultimata il significato generale ma il fatto che sia stato pubblicato postumo ha lasciato me e soprattutto i critici esperti con la sensazione di qualcosa di incompiuto.
    Lo stile è particolare, ci sono descrizioni, tanti dialoghi, tanti pensieri, flashback, il paesaggio ha un ruolo rilevante e la lotta partigiana è protagonista. Troverete scritto sulla quarta di copertina "...forse la più bella tra le storie d'amore possibili e impossibili" ma non vi illudete, perchè questa Fulvia non compare mai, non c'è nessuna storia d'amore vissuta. Si tratta di un amore probabilmente a senso unico ma soprattutto della lotta interiore vissuta da Milton.
    Ovviamente il racconto è un contributo sulla Resistenza, Fenoglio ha il suo stile, ok, ma nessuna scintilla per me se non un brivido alla fine, quello sì. In definitiva mi sono piaciuti gli ultimi capitoli ma poi il libro è finito.

    ha scritto il 

  • 4

    La Resistenza dell'amore

    L'amore per la Resistenza, l'amore per una Donna, l'amore per un Luogo. Sembrerebbe un romanzo sulla Resistenza ma nel corso della lettura ci si rende conto che è un romanzo dedicato alla vita e all'a ...continua

    L'amore per la Resistenza, l'amore per una Donna, l'amore per un Luogo. Sembrerebbe un romanzo sulla Resistenza ma nel corso della lettura ci si rende conto che è un romanzo dedicato alla vita e all'amore per la vita stessa. Poetico.

    ha scritto il 

  • 4

    Quasi quattro stelle conquistate ben oltre il giro di boa.

    "Sono vivo. Fulvia. Sono solo. Fulvia, a momenti mi ammazzi!"

    Una questione privata che si impone perfino sulla guerra.

    ha scritto il 

  • 5

    "Sono fatto di fango, dentro e fuori"

    Il romanzo si snoda in un lasso di tempo breve attraverso i territori delle langhe nei dintorni di Alba, la stessa città natale dell’autore. Questa non è l’unica componente biografica presente nel lib ...continua

    Il romanzo si snoda in un lasso di tempo breve attraverso i territori delle langhe nei dintorni di Alba, la stessa città natale dell’autore. Questa non è l’unica componente biografica presente nel libro: anche la Resistenza fa parte del vissuto di Fenoglio e la figura di Fulvia può essere rintracciata in un amore adolescenziale dello scrittore; questi sono anche i temi su cui è imperniato il romanzo.
    La Resistenza, pur facendo da sfondo alle vicende personali del protagonista, viene rappresentata con parole semplici, ma precise ed evocative da cui si ricava un quadro della situazione dei difficili rapporti tra le varie formazioni autonome, tra i partigiani e i fascisti e tra i partigiani e la popolazione.
    Il cuore del romanzo consiste invece nell’amore di Milton per Fulvia, un sentimento distorto a causa dell’idealizzazione della ragazza che gli fa interpretare erroneamente i gesti e le parole di Fulvia tramite il filtro dell’illusione. Nel momento in cui questa favola si incrina Milton tramuta il suo amore in ossessione, che non ha il germe della gelosia, ma che risulta comunque malsana. La sua è la ricerca della verità, vuole disperatamente scoprire cosa c’è stato tra Fulvia e Giorgio, ma soprattutto che la ragazza gli confermi che la sua non è stata un’illusione. Perfino il destino di Giorgio è secondario a questa verità: nel romanzo viene rimarcato più volte il terrore di Milton riguardo alla sua morte, caso in cui (ancora più importante della perdita di un amico e compagno) lui “non avrebbe mai saputo”, e sarebbe morto con l’ossessione del dubbio.
    "Una questione privata" si presenta dunque come un romanzo ariostesco per la ricerca di una verità irraggiungibile e sfuggevole e per un amore che porterà il protagonista alla follia, che lo renderà incurante dei pericoli della guerra e che rischierà di farlo uccidere.
    L’ambiguità del romanzo si riscontra anche nel finale, ma non voglio rovinarvi la lettura. Nel romanzo, inoltre, la natura subisce una personificazione: rispecchia lo stato d’animo del protagonista ed è compartecipe del suo dolore. Così la nebbia è mistero e timore, così la tempesta imperversa nei momenti di foga e disperazione, e il vento aumenta con la voce del personaggio. Proprio a poche righe dalla fine, invece, il distacco: la natura lo abbandona, è completamente solo.

    Pur essendo un romanzo breve, Beppe Fenoglio riesce a inserire una vasta gamma di personaggi differenti tra loro e riconoscibili tramite una rapida ma chiara caratterizzazione di ciascuno. Fenoglio non descrive mai i personaggi, ma lascia che i lettori ricavino un giudizio dalle loro azioni.
    Milton si presenta subito come un giovane serio, un po’ ingenuo ma di sani principi che oggi definiremmo “all’antica”: rispetta Fulvia e, nonostante molto spesso si siano trovati da soli, non ha mai approfittato di lei. Nutre grande interesse ed ha una profonda conoscenza della musica e la letteratura straniera, qualità con cui sperava di conquistare il cuore della ragazza, dato il suo aspetto fisico poco attraente fatta eccezione per gli occhi grigi, definiti “tristi e ironici, duri e ansiosi” che ben riassumono la sua personalità. Più volte durante il corso del libro si mostrerà leale e coraggioso.
    Fulvia la conosciamo solamente dalla prospettiva di Milton, grazie ai numerosi flashback che ci forniscono un quadro ambiguo della ragazza e dell’intera situazione: molto spesso si prende gioco di Milton senza che lui se ne accorga e in alcuni punti possiamo ricavare informazioni anche sul suo rapporto con Giorgio, che risulta altrettanto incerto. Nelle occasioni in cui sono presenti entrambi i giovani sembra trarre soddisfazione dalla competizione che si viene a creare tra i due amici. Appare dunque frivola e beffarda verso i sentimenti altrui, lusingata dalle attenzioni che le sono rivolte e dalla contesa che ha scatenato. L’immagine che rimane più impressa di questo personaggio è la sua inafferrabilità come se appartenesse alla dimensione del mito.
    Lo stesso vale per Giorgio: ne abbiamo sporadiche notizie che contribuiscono a crearne un’idea negativa, essendo anche il rivale in amore di Milton. Di lui sappiamo che è una persona riservata e solitaria che però aveva trovato in Milton un amico fraterno.

    In conclusione, un romanzo breve ma intenso, ricco di emozioni coinvolgenti e sconvolgenti, un'analisi magistrale degli effetti psicologici di un amore malato e idealizzato inserita nel complesso quadro della Resistenza. Un libro da leggere perché ha molto da dare, un ottimo approccio alle letture che riguardano la Seconda Guerra Mondiale per chi come me, fino a questo momento, ha avuto difficoltà ad avvicinarcisi.

    ha scritto il 

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