Una questione privata

I grandi romanzi italiani n.40

Di

Editore: RCS - Corriere della Sera

4.1
(2501)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: A000021786 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Antonio Troiano

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un cuore spezzato; l'indugio ostinato laddove è notoriamente doloroso. Forze motrici prodigiose (nei confronti delle quali perfino il fitto della guerra può cacciarsi in un angolo) che lo speciale gen ...continua

    Un cuore spezzato; l'indugio ostinato laddove è notoriamente doloroso. Forze motrici prodigiose (nei confronti delle quali perfino il fitto della guerra può cacciarsi in un angolo) che lo speciale genio di Fenoglio rinverdisce e tonifica con una modernità da capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Somewhere over the rainbow...

    C'è una citazione di Arthur Schopenhauer che dice così: "Dire molte parole e comunicare pochi pensieri è dovunque segno infallibile di mediocrità; invece segno di testa eccellente è il saper rinchiude ...continua

    C'è una citazione di Arthur Schopenhauer che dice così: "Dire molte parole e comunicare pochi pensieri è dovunque segno infallibile di mediocrità; invece segno di testa eccellente è il saper rinchiudere molti pensieri in poche parole." E' esattamente ciò che fa Fenoglio. In poche pagine riesce a trasmetterti le emozioni, i pensieri, la realtà della guerra e della vita partigiana come se anche tu, lettore, fossi insieme a Milton e ai suoi compagni. Sono indelebili le scene della vecchia contadina che parla con Milton accanto ai filari dei vigneti, o la storia della maestra fascista e della punizione esemplare che le viene inflitta, raccontata dal partigiano Matè. L'odore della pioggia riesci a sentirlo anche tu inspirando profondamente, il grigio del cielo ti pare di poterlo vedere alzando gli occhi dal libro, la sensazione di essere anche tu ricoperto di fango ti provoca disgusto e tutto questo passa in secondo piano perchè c'è una domanda, la stessa su cui Milton si arrovella, che perseguita anche te per tutta la lettura: Fulvia ama o non ama Milton? Ha o non ha avuto una relazione intima con l'amico Giorgio? E' questa domanda che porta Milton a fare qualsiasi cosa pur di ottenere la risposta. Perchè anche in guerra, o forse soprattutto in guerra, ciò che conta di più è l'amore...o perlomeno l'illusione di un amore. Allora continui a fischiettare, come Milton, "Over the rainbow" pur sapendo perfettamente che, dietro quell'arcobaleno, non ci troverai nulla: se ti butta proprio male ci puoi trovare un fascista con il mitra spianato, pronto a riceverti. Ma è proprio quella piccola illusione, quella scintilla di speranza, l'unica cosa che ti tiene in vita.
    Tutto racchiuso in 170 pagine che sono dense più di un tomo da 1000.

    ha scritto il 

  • 0

    "- Questa volta è così".

    recuperando un po' di letteratura italiana del novecento, con i tempi che mi sono congeniali, ho letto due romanzi che mi erano stati consigliati.
    del primo dissi. questo inve ...continua

    "- Questa volta è così".

    recuperando un po' di letteratura italiana del novecento, con i tempi che mi sono congeniali, ho letto due romanzi che mi erano stati consigliati.
    del primo dissi. questo invece mi è piaciuto. molto.
    si tratta di romanzi brevi, piuttosto che racconti lunghi. dopo averli letti non ho cambiato idea sulla rilevanza qualitativa della letteratura italiana del '900. ma questo mi è piaciuto.
    e gli ultimi due capitoli sono splendidi.

    nella testa rivedo due immagini.
    la prima è di un trentennio fa, sicuramente ne ho già scritto, qui o altrove.
    la signora pina, mia antica libraia di riferimento, che a me adolescente dice: non faccia come me, non legga tutti quei libri. viva! a leggere avrà tempo.
    la seconda è di pochi giorni fa.
    un amministratore delegato che ricorda un suo vecchio professore di economia. da studente chiese consiglio a quest'ultimo su come investire una somma di danaro che aveva risparmiato. il professore gli rispose: si compri una macchina sportiva e si diverta.

    non ho seguito il consiglio della signora pina. non ho vissuto tanto quanto mi suggerì di fare. di certo avrei potuto [dovuto] leggere di meno, ché la letteratura è inutile. [anche se].
    mi sarei dovuto comperare una macchina sportiva. [me ne fosse mai fregato qualcosa delle auto].
    questo per dire che una questione privata è un libro sulla gioventù.
    i partigiani erano ragazzi, i fascisti erano ragazzi. ragazzi che studiavano la lingua e i poeti inglesi. ragazzi universitari. che andavano al fiume, di sera, con una ragazza. che ascoltavano una canzone americana ballando sopra un arcobaleno.
    tenenti ragazzi, ma anche incolpevoli ragazzini quattordicenni. i vecchi avevano venticinque anni e ne avevano viste di ogni.
    è una cosa che si dimentica. la guerra la fanno i ragazzi. allora come ora.

    potrei analizzare la precisione del meccanismo narrativo, la bellezza della storia immaginata [?] da fenoglio oppure delle descrizioni dei luoghi, delle persone e dei tormenti interiori del protagonista [ma non solo suoi].
    beh, non mi va.
    fenoglio scriveva molto bene, con qualche appunto che potrei fare e non farò [no, oggi no] sulla forma data ad alcuni dialoghi.
    adoperava un vocabolario semplice eppure non banale, preciso e pulito. quello che manca a pavese.
    morì giovane.

    "Correva come non aveva mai corso, come nessuno aveva mai corso, e le creste delle colline dirimpetto, annerite e sbavate dal diluvio, balenavano come vivo acciaio ai suoi occhi sgranati e semiciechi".

    ha scritto il 

  • 5

    leggi dei mammozzi infiniti che ti sembrano uno spreco di carta e un insulto alla foresta amazzonica, oltre che alla tua intelligenza (volete un nome? dio di illusioni. ne volete un altro? le benevole ...continua

    leggi dei mammozzi infiniti che ti sembrano uno spreco di carta e un insulto alla foresta amazzonica, oltre che alla tua intelligenza (volete un nome? dio di illusioni. ne volete un altro? le benevole). leggi le poche paginette di una questione privata e rimani estasiata: dalla scrittura, dalle descrizioni dei paesaggi, dai personaggi (tutti: da milton a alarico, dalle vecchie alla giovane staffetta, senza distinzione). c'è la resistenza, c'è l'amore, c'è la resistenza dell'amore, ci sono la pioggia, la fame, la scabbia, c'è tutto. e alla fine crolli pure tu.

    ha scritto il 

  • 4

    Ingredienti: un filo sottile che lega un amore privato ad una guerra mondiale, il tessuto di un paesaggio fatto di fango, pioggia e nebbia, una trama asciutta ed essenziale, un ricamo finale lasciato ...continua

    Ingredienti: un filo sottile che lega un amore privato ad una guerra mondiale, il tessuto di un paesaggio fatto di fango, pioggia e nebbia, una trama asciutta ed essenziale, un ricamo finale lasciato aperto sull’orlo dell’orrore.
    Consigliato: alle prede-cacciatori di ogni battaglia quotidiana, ai lottatori per la verità armati solo delle proprie passioni.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Non ricordo il motivo per il quale l'ho acquistato

    E mi è difficile un po' recensirlo perché è un genere che non mi appartiene molto....ma grazie a questo libro ho conosciuto una parte della storia non sempre tanto descritta.
    Mi sono piaciute molto le ...continua

    E mi è difficile un po' recensirlo perché è un genere che non mi appartiene molto....ma grazie a questo libro ho conosciuto una parte della storia non sempre tanto descritta.
    Mi sono piaciute molto le descrizioni di ambienti e persone utilizzando espressioni particolari......
    Non riesco però a capire tutte queste recensioni piene di vigore e spettacolarità.....sarò forse io inadeguata....
    Però la domanda è....ma Giorgio?

    ha scritto il 

  • 5

    All’altezza delle migliori aspettative, “Una questione privata” si rivela a distanza di decenni una lettura eccellente, superiore per me al più famoso “Il partigiano Johnny”, se non altro per l’assenz ...continua

    All’altezza delle migliori aspettative, “Una questione privata” si rivela a distanza di decenni una lettura eccellente, superiore per me al più famoso “Il partigiano Johnny”, se non altro per l’assenza quasi totale degli stridenti “anglicismi” che appesantivano soprattutto la prima parte di quest’ultimo.

    Rispetto a “Il partigiano Johnny” (che presenta uno sviluppo più indirizzato alla portata storica e politica degli eventi, inscrivendosi a fondo nella parabola della Resistenza, dallo spontaneismo al consolidamento, nell’arco di un lungo anno), “Una questione privata“ fin dal titolo manifesta una dimensione più intima, racchiusa nello spazio di quattro soli giorni e innescata da una pulsione interiore del protagonista che a tratti appare talmente potente da travalicare perfino gli ideali stessi della lotta di resistenza.

    Anche qui si resta affascinati dalla potente presenza della natura delle Langhe, un paesaggio autunnale dipinto a tinte espressionistiche che trasmette una palpabile sensazione fisica di pioggia, di autunno, di nebbia, soprattutto di fango che domina e ostacola i continui spostamenti dell’inquieto protagonista, descritti in tutta la fatica, lo sporco, il sudore, l’umidità che pervadono gli uomini e l’ambiente circostante.

    Durante tutto il racconto, dal folgorante incipit allo svolgimento asciutto e privo di retorica fino all’indimenticabile finale sospeso, si percepisce il fiato della morte e l’incombere del destino, un destino propenso a scherzi crudeli di cui tutti sono vittime, da Milton al sergente fascista Rozzoni, alla staffetta Riccio, a tutti i senza nome appena menzionati nei racconti dei partigiani nascosti e intabarrati o delle vecchie fantasmatiche presenze in ogni casolare, agli infiniti altri di cui nulla si sa ma la cui presenza si percepisce al di là di questo pezzetto di mondo fradicio e spietato.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    (a voi due)

    "Il più bel romanzo sulla Resistenza italiana non è così letto ed apprezzato come merita.
    Tanto per iniziare, togliamo un po' di commendatizie presenti:
    Non è retorico.
    Non è elegiaco.
    Non è cinico.
    C ...continua

    "Il più bel romanzo sulla Resistenza italiana non è così letto ed apprezzato come merita.
    Tanto per iniziare, togliamo un po' di commendatizie presenti:
    Non è retorico.
    Non è elegiaco.
    Non è cinico.
    Casomai, quando deve, è realista.
    Appare ingenuo.
    Non è un enciclopedia della Resistenza e della Repubblica di Salò.
    Non è ruffiano.
    Non è detto che vi identifichiate issofatto con Milton, il protagonista. Anzi, vi spinge a millemila domande e se siete onesti, è molto molto molto probabile che non avreste agito esattamente come lui.

    - È onesto.
    - È vasto, pur breve.
    - È scritto dannatamente bene.
    - È violento, avventuroso e generoso.
    - È ingiusto, come la vita che ti dà un mazzo di carte da poker per giocare con una scacchiera, ma vero: le carte frusciano.
    - È un catalogo di caratteri descritti con poche parole risolutive, ricorderete per anni la smorfia da vecchio del Riccio.

    Un povero giovane, nome di battaglia Milton, partigiano anche in quanto ex-militare transfuga, impara che Fulvia - una ragazzina altoborghese sfollata da Torino - che col tatto e la sapienza di chi è stato allevato alla bisogna, gli aveva fatto capire pian piano che era un'ottimo ragazzo buono per l'ogni, tranne che per ciò cui aspirava - forse aveva avuto una relazione col predestinato Giorgio, ricco anglofilo blasè, anche lui partigiano soprattutto per questioni estetiche. Il dubbio gli mangia il fegato e contemporaneamente Giorgio, amico ma anche rivale viene catturato per dandystico individualismo. Rischia la condanna a morte, anche per questo cerca di liberarlo, ma non solo: vuole sapere.

    Tutto ciò che sappiamo di Milton, di Fulvia e di Giorgio è desunto dai ricordi che elabora nella sua difficilissima impresa, in una Langa che no, proprio non è amica.
    Lui l'ama e vuol sapere. E vuol far sapere a noi che se Fulvia è o no una squinzia, non è di nessunissimo interesse e che Giorgio è prima un amico che un rivale, non solo: sa benissimo che questo è un modo terribilmente difficile di vedere le cose e di conviverci, ma va avanti.
    Di tutti i resistenti, Milton antifascista per riprendersi il suo paradiso perduto, è l'unico totalmente puro, ma tutti i fascisti che di fatto congiurano per impedirglielo sono sempre in qualche modo sporchi.

    La libertà al di là di sofismi tossici per gente onesta, di fatto è poter attendere indisturbati alle proprie questioni private, il resto è frequentemente di troppo. Quanto più la si carica di attributi, quanto più rischia di falsificarsi.
    Strana caratteristica del romanzo, tolti i partigiani quasi tutti giovani o giovanissimi, un trentenne lo chiamano vecchio, gli altri umani non militari sono quasi tutti vecchi, vecchi veri, non anziani, anzi vecchie che parlano con un linguaggio da Pizie, da Sibille o da Dee protettrici. Quando una vecchia appare sembra un racconto omerico.

    Il tutto in centocinquanta pagine, bellissime.

    Milton è un pover'Uomo, e questa è la sua epica, incompiuta.
    Incompiuta?

    Allora leviamo la costola e voitla'
    Arriva lei:

    A Beppe Fenoglio hanno fatto male le antologie.
    Leggendo passi scelti qua e là, nel tempo, da studente e anche dall’altra parte della barricata, mai si era accesa la curiosità, la voglia di andare oltre.
    Ne avevo ricavato un senso di neutro, di incolore, di insipido.

    [Molti curatori di antologie dovrebbero andare a fare le pezze. Si “antologizza” secondo tradizione, sempre le stesse pagine, da anni e anni l’addio ai monti e l’incontro coi bravi per i promessi sposi e così per tutti, lo sforzo minimo editoriale]

    Al contrario di chi si inchiavarda nel cervello con le frasi ad effetto - tipo l’essenziale è invisibile agli occhi e il resto oblio -, penso che a Fenoglio giovi ancora di più il respiro lungo, e non il paio di paginette.
    Sono giunto a questa “illuminazione” dopo la lettura di due romanzi brevi o racconti lunghi, Primavera di bellezza e Una questione privata.
    [Quasi un ossimoro]

    E’ nell’insieme, non nel particolare, che viene fuori la profondità.

    In Una questione privata, il cui protagonista è un giovane partigiano che ha non pochi tratti comuni con il Fenoglio scrittore, quello che mi ha colpito riguarda gli impeti e gli “assoluti” propri della giovinezza.

    “Nèmega era vecchio, aveva certo trent’anni, ...”

    “- Quanti anni hai precisamente, Matè?
    - Ne ho tanti, - rispose Matè. – Ne ho venticinque.-
    - Sei vecchio, sì. Sei quasi di bassa macelleria. -
    - Stupido! – fece Matè. – non lo dicevo in quel senso.
    Volevo dire che sono carico di esperienza. Troppi ne ho visti lasciarci la pelle. Per impazienza, per la voglia di donna, per la voglia di tabacco, e per la mania di fare il partigiano in automobile. “

    Essere vecchi a trent’anni, averne venti e provare una nostalgia irrefrenabile.

    Milton torna nella villa di Fulvia, la ragazza amata, e scopre che se l’intendeva con il suo migliore amico, Giorgio, anch’egli partigiano, sebbene in un’altra Brigata.
    Deve sapere. Deve trovare Giorgio, e sapere.
    Ma Giorgio viene catturato dai tedeschi, e l’unica speranza di riaverlo vivo è fare uno scambio con un altro prigioniero.
    Trovare un prigioniero, in fretta, subito, per salvare Giorgio e giungere alla verità.

    “Tu non devi sapere niente, solo che io ti amo. Io invece debbo sapere, solo se io ho la tua anima. Ti sto pensando, anche ora, anche in queste condizioni sto pensando a te. Lo sai che se cesso di pensarti, tu muori, istantaneamente? Ma non temere, io non cesserò mai di pensarti.”

    Mi piace immaginare che il nome di battaglia, Milton, non sia casuale, ma abbia a che fare con paradisi perduti, con caduta e redenzione.
    E’ Fulvia il suo paradiso perduto, e non contano più le consegne, le diffidenze, la paura, la fatica, la fame, le montagne da scalare, le cautele.

    Cosa se non spinte di impazienza sono alla base di ogni “movimento dell’umano”?
    E sullo sfondo della ricerca affannosa - la ricerca, la ricerca, ah, quanta verità nell’Orlando furioso – la Storia.

    Un libro bellissimo. Poche storie".

    ha scritto il 

  • 3

    In cerca di Verità

    Nome di battaglia Milton, di anni venti.
    Durante il periodo della Liberazione italiana, quello del 1943, vuole a tutti i costi scoprire la verità sulla relazione tra Fulvia, la ragazza di cui è innamo ...continua

    Nome di battaglia Milton, di anni venti.
    Durante il periodo della Liberazione italiana, quello del 1943, vuole a tutti i costi scoprire la verità sulla relazione tra Fulvia, la ragazza di cui è innamorato, e Giorgio, suo amico e compagno di lotta partigiana.

    Partendo da un'ossessiva questione privata, non politica, Fenoglio porta sulla carta un ragazzo che per soddisfare la propria ricerca di verità attraversa molti aspetti della realtà partigiana, quella stessa realtà vissuta in prima persona dall'autore, lui che tra le fila delle brigate Garibaldi e di quelle Badogliane vi ha militato.

    Lo sguardo che lancia a quel periodo, comunque rivolto alla volontà di opporsi al nazifascismo, è genuino e privo di demagogia o populismo. Fenoglio non cede di fronte al tranello di rendere tutto perfetto solamente perché alimentato da un forte ideale, mostra le crepe all'interno della stessa fazione non per svilirne i meriti ma semplicemente perché così è. Non crea eroi laddove vede uomini.

    ha scritto il 

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