Una questione privata

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

4.1
(2529)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 129 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8806180754 | Isbn-13: 9788806180751 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Gabriele Pedullà

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
Nelle Langhe, durante la guerra partigiana, Milton (quasi una controfigura di Fenoglio stesso), è un giovane studente universitario, ex ufficiale che milita nelle formazioni autonome. Eroe solitario, durante un'azione militare rivede la villa dove aveva abitato Fulvia, una ragazza che egli aveva amato e che ancora ama. Mentre visita i luoghi del suo amore, rievocandone le vicende, viene a sapere che Fulvia si è innamorata di un suo amico, Giorgio: tormentato dalla gelosia, Milton tenta di rintracciare il rivale, scoprendo che è stato catturato dai fascisti...
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  • 4

    Ogni anno leggo un libro "famoso" sulla resistenza e quest'anno ho scelto questo di Fenoglio. Bellissima storia, intima e personale, fangosa, di un ragazzo caparbio, parzialmente adolescenziale ma già ...continua

    Ogni anno leggo un libro "famoso" sulla resistenza e quest'anno ho scelto questo di Fenoglio. Bellissima storia, intima e personale, fangosa, di un ragazzo caparbio, parzialmente adolescenziale ma già molto uomo per altri aspetti, a volte tenero. Le scelte di vita, la durezza della guerra, sia mentale che fisica, la povertà, gli ideali. Bello, mi è proprio piacuta l'idea che tutta la storia riguardi davvero una questione privata accidentalmente accaduta durante il periodo di Resistenza di un ragazzo, che fa dunque "solo" da imponente sfondo di vita. Scritto molto bene, mi è piaciuto molto di più dei pur acclamati La casa sulla collina di Pavese o I piccoli Maestri di Meneghello (letti i due anni scorsi). Tra l'altro questa edizione, del romanzo che è uscito postumo (non si sa neanche se fosse in effetti finito) è accompagnata da una lunghissima prefazione di quasi 40 pagine, che di solito mi "turba" e che leggo svogliatamente alla fine del libro, che stavolta si è rilevata davvero molto interessante e utile. Vi consiglio quindi proprio questa

    ha scritto il 

  • 5

    quando il privato non era ancora politico (ed è cinema puro)

    "Comunque, è sicuro che era una cosa della vita di prima, e tornare su queste cose fa più male che bene: Con la vita e il mestiere che facciamo si va in crisi come niente: Le cose di prima a dopo, a d ...continua

    "Comunque, è sicuro che era una cosa della vita di prima, e tornare su queste cose fa più male che bene: Con la vita e il mestiere che facciamo si va in crisi come niente: Le cose di prima a dopo, a dopo!" diceva Il partigiano Ivan intanto che il vento tirava nella direzione di Alba, ampio, basso, teso.

    Il vento e il fango, co-protagonisti della vicenda durante guerra partigiana intorno ad Alba.
    "Fuori il vento era calato ad un filo. Gli alberi non muggivano nè sgrndavano più, il fogliame ventolava appena con un suono musicale, insopportabilmente triste.. " Somewhere over the rainbow skies are blue, and the dreams that you dare to dream really do come true"
    Natura ostile vela, soffoca il corpo e, talora, quando la tensione si fa estrema, distorce la mente come accade al sergente Rozzoni, forse morto per niente.
    Ma conoscere la verità era più importante di ogni cosa, del fango e del vento, delle pallottole e del morire ragazzi. "La verità. Una partita di verità tra me e lui: Dovrà dirmelo, da moribondo a moribondo".
    In fondo è e resta una questione privata, di ragazzi.
    "Ma tu non potevi sapere che cosa stava davanti a me, ed anche a lui e a tutti i ragazzi. Tu non devi sapere niente, solo che io ti amo. Io invece debbo sapere , solo se io ho la tua anima. Ti sto pensando, anche ora, anche in queste condizioni sto pensando a te"
    Ed ecco l'eterna verità :
    "Lo sai che se cesso di pensarti, tu muori, istantaneamente? Ma non temere, io non cesserò mai di pensarti"
    Grandissimo ritmo filmico nella ultima scena., indimenticabile.

    ha scritto il 

  • 5

    Linguaggi paralleli

    La prima parola che mi è 'apparsa' nella mente appena ho terminato di leggere le ultime righe di questo romanzo è: struggimento.
    È struggente come ciascuno dei personaggi che popolano questo romanzo s ...continua

    La prima parola che mi è 'apparsa' nella mente appena ho terminato di leggere le ultime righe di questo romanzo è: struggimento.
    È struggente come ciascuno dei personaggi che popolano questo romanzo siano attaccati alla vita, agli amori, agli ideali, alla guerra in modo così tormentato.
    Oltre allo struggimento dei personaggi, queste pagine mi hanno fatto riflettere, ancora una volta, su come qualsiasi azione commessa da una persona inevitabilmente si riverbera nella vita di altre persone: l'uccisione di un sergente fascista determina la fucilazione di due giovanissimi ragazzini che facevano da staffette; la ricerca spasmodica della verità da parte di Milton causa la morte del sergente che a sua volta non andrà più dalla sua amante; il comportamento della pattuglia di partigiani causa la cattura di Paolo.
    La vita è un intreccio di vicende, un intreccio che talvolta diviene 'ginepraio', un intreccio in cui ciascuno degli 'attori' ha le sua aspettative e un suo 'linguaggio comportamentale' che spesso corre parallelo rispetto a quello degli altri contendenti.
    Le parallele però all'infinito dovrebbero incontrarsi mentre le esistenze hanno un inizio ed una fine, alfa e omega, pertanto i linguaggi paralleli non si incontreranno mai e creeranno sono 'interferenze' spesso dolorose, penose, struggenti e irreparabili.

    ha scritto il 

  • 0

    C'era un tempo ... Novembre 1944.
    E c'era la guerra.
    E c'erano i partigiani...Giovani partigiani.
    E c'era la resistenza... quella nelle Langhe piemontesi, fatte di boschi, rovi, burroni.
    E c'era la ...continua

    C'era un tempo ... Novembre 1944.
    E c'era la guerra.
    E c'erano i partigiani...Giovani partigiani.
    E c'era la resistenza... quella nelle Langhe piemontesi, fatte di boschi, rovi, burroni.
    E c'era la pioggia... una pioggia fitta che ti inzuppava fino alle ossa. (Se chiudi gli occhi..ti sembra di respirarla).
    E c'era il fango che ti sporcava le gambe fino alle ginocchia.
    E c'era il cielo grigio : "di un grigio trasparente, più bello del più bell'azzurro, uniforme in tutta la sua immensità".
    E c'erano gli spari, le fughe, la paura, i prigionieri... e c'era la morte.
    E su questo sfondo, descritto perfettamente per i 5 sensi del lettore, c'era Milton, un partigiano di soli 22 anni, e il suo amore per Fulvia.
    Un giorno, durante un pattugliamento, Milton si ritrova davanti alla villa abbandonata della ragazza, e non resiste alla tentazione di entrare per rivedere il luogo dei loro numerosi incontri fatti di musica, di arte e di libri. Qui si imbatte nella governante che nel ricordare il passato viene a sapere che Fulvia si vedeva a casa, anche con Giorgio, amico comune e ora partigiano come lui.
    E da qui il percorso emotivo di Milton e i suoi tormenti interiori. Una gelosia lancinante: cosa facevano Fulvia e Giorgia durante i loro incontri? Il suo era un bisogno assoluto ed ossessivo di cercare la verità. "Non poteva più vivere senza sapere, e soprattutto non poteva morire senza sapere, in un'epoca in cui i ragazzi come lui erano chiamati più a morire che a vivere".
    Il suo era quindi un amore a senso unico? Si domandava. Era stata solo un'illusione credere che Fulvia fosse innamorata di lui? Era invece innamorata di Giorgio?
    È una questione privata interiore che riguarda direttamente se stesso e che lo porterà,
    uno scenario di guerra e di atrocità, al bisogno di rimanere "umano", di aggrapparsi ad una speranza, di inseguire un sogno. Ed è il bisogno di sopravvivere che lo porta a credere in quell'amore.
    "Ti sto pensando anche ora, anche in queste condizioni sto pensando a te. Lo sai che se cesso di pensarti tu muori, istantaneamente? Ma non temere, io non smetterò mai di pensarti"

    ha scritto il 

  • 5

    Un cuore spezzato; l'indugio ostinato laddove provoca notoriamente dolore. Forze motrici prodigiose (nei confronti delle quali perfino il fitto della guerra può cacciarsi in un angolo) che lo speciale ...continua

    Un cuore spezzato; l'indugio ostinato laddove provoca notoriamente dolore. Forze motrici prodigiose (nei confronti delle quali perfino il fitto della guerra può cacciarsi in un angolo) che lo speciale genio di Fenoglio rinverdisce e tonifica con una modernità da capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Somewhere over the rainbow...

    C'è una citazione di Arthur Schopenhauer che dice così: "Dire molte parole e comunicare pochi pensieri è dovunque segno infallibile di mediocrità; invece segno di testa eccellente è il saper rinchiude ...continua

    C'è una citazione di Arthur Schopenhauer che dice così: "Dire molte parole e comunicare pochi pensieri è dovunque segno infallibile di mediocrità; invece segno di testa eccellente è il saper rinchiudere molti pensieri in poche parole." E' esattamente ciò che fa Fenoglio. In poche pagine riesce a trasmetterti le emozioni, i pensieri, la realtà della guerra e della vita partigiana come se anche tu, lettore, fossi insieme a Milton e ai suoi compagni. Sono indelebili le scene della vecchia contadina che parla con Milton accanto ai filari dei vigneti, o la storia della maestra fascista e della punizione esemplare che le viene inflitta, raccontata dal partigiano Matè. L'odore della pioggia riesci a sentirlo anche tu inspirando profondamente, il grigio del cielo ti pare di poterlo vedere alzando gli occhi dal libro, la sensazione di essere anche tu ricoperto di fango ti provoca disgusto e tutto questo passa in secondo piano perchè c'è una domanda, la stessa su cui Milton si arrovella, che perseguita anche te per tutta la lettura: Fulvia ama o non ama Milton? Ha o non ha avuto una relazione intima con l'amico Giorgio? E' questa domanda che porta Milton a fare qualsiasi cosa pur di ottenere la risposta. Perchè anche in guerra, o forse soprattutto in guerra, ciò che conta di più è l'amore...o perlomeno l'illusione di un amore. Allora continui a fischiettare, come Milton, "Over the rainbow" pur sapendo perfettamente che, dietro quell'arcobaleno, non ci troverai nulla: se ti butta proprio male ci puoi trovare un fascista con il mitra spianato, pronto a riceverti. Ma è proprio quella piccola illusione, quella scintilla di speranza, l'unica cosa che ti tiene in vita.
    Tutto racchiuso in 170 pagine che sono dense più di un tomo da 1000.

    ha scritto il 

  • 0

    "- Questa volta è così".

    recuperando un po' di letteratura italiana del novecento, con i tempi che mi sono congeniali, ho letto due romanzi che mi erano stati consigliati.
    del primo dissi. questo inve ...continua

    "- Questa volta è così".

    recuperando un po' di letteratura italiana del novecento, con i tempi che mi sono congeniali, ho letto due romanzi che mi erano stati consigliati.
    del primo dissi. questo invece mi è piaciuto. molto.
    si tratta di romanzi brevi, piuttosto che racconti lunghi. dopo averli letti non ho cambiato idea sulla rilevanza qualitativa della letteratura italiana del '900. ma questo mi è piaciuto.
    e gli ultimi due capitoli sono splendidi.

    nella testa rivedo due immagini.
    la prima è di un trentennio fa, sicuramente ne ho già scritto, qui o altrove.
    la signora pina, mia antica libraia di riferimento, che a me adolescente dice: non faccia come me, non legga tutti quei libri. viva! a leggere avrà tempo.
    la seconda è di pochi giorni fa.
    un amministratore delegato che ricorda un suo vecchio professore di economia. da studente chiese consiglio a quest'ultimo su come investire una somma di danaro che aveva risparmiato. il professore gli rispose: si compri una macchina sportiva e si diverta.

    non ho seguito il consiglio della signora pina. non ho vissuto tanto quanto mi suggerì di fare. di certo avrei potuto [dovuto] leggere di meno, ché la letteratura è inutile. [anche se].
    mi sarei dovuto comperare una macchina sportiva. [me ne fosse mai fregato qualcosa delle auto].
    questo per dire che una questione privata è un libro sulla gioventù.
    i partigiani erano ragazzi, i fascisti erano ragazzi. ragazzi che studiavano la lingua e i poeti inglesi. ragazzi universitari. che andavano al fiume, di sera, con una ragazza. che ascoltavano una canzone americana ballando sopra un arcobaleno.
    tenenti ragazzi, ma anche incolpevoli ragazzini quattordicenni. i vecchi avevano venticinque anni e ne avevano viste di ogni.
    è una cosa che si dimentica. la guerra la fanno i ragazzi. allora come ora.

    potrei analizzare la precisione del meccanismo narrativo, la bellezza della storia immaginata [?] da fenoglio oppure delle descrizioni dei luoghi, delle persone e dei tormenti interiori del protagonista [ma non solo suoi].
    beh, non mi va.
    fenoglio scriveva molto bene, con qualche appunto che potrei fare e non farò [no, oggi no] sulla forma data ad alcuni dialoghi.
    adoperava un vocabolario semplice eppure non banale, preciso e pulito. quello che manca a pavese.
    morì giovane.

    "Correva come non aveva mai corso, come nessuno aveva mai corso, e le creste delle colline dirimpetto, annerite e sbavate dal diluvio, balenavano come vivo acciaio ai suoi occhi sgranati e semiciechi".

    ha scritto il 

  • 5

    leggi dei mammozzi infiniti che ti sembrano uno spreco di carta e un insulto alla foresta amazzonica, oltre che alla tua intelligenza (volete un nome? dio di illusioni. ne volete un altro? le benevole ...continua

    leggi dei mammozzi infiniti che ti sembrano uno spreco di carta e un insulto alla foresta amazzonica, oltre che alla tua intelligenza (volete un nome? dio di illusioni. ne volete un altro? le benevole). leggi le poche paginette di una questione privata e rimani estasiata: dalla scrittura, dalle descrizioni dei paesaggi, dai personaggi (tutti: da milton a alarico, dalle vecchie alla giovane staffetta, senza distinzione). c'è la resistenza, c'è l'amore, c'è la resistenza dell'amore, ci sono la pioggia, la fame, la scabbia, c'è tutto. e alla fine crolli pure tu.

    ha scritto il 

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