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Una questione privata

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

4.1
(2033)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 129 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8806180754 | Isbn-13: 9788806180751 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Gabriele Pedullà

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
Nelle Langhe, durante la guerra partigiana, Milton (quasi una controfigura di Fenoglio stesso), è un giovane studente universitario, ex ufficiale che milita nelle formazioni autonome. Eroe solitario, durante un'azione militare rivede la villa dove aveva abitato Fulvia, una ragazza che egli aveva amato e che ancora ama. Mentre visita i luoghi del suo amore, rievocandone le vicende, viene a sapere che Fulvia si è innamorata di un suo amico, Giorgio: tormentato dalla gelosia, Milton tenta di rintracciare il rivale, scoprendo che è stato catturato dai fascisti...
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  • 4

    La Resistenza dell'amore

    L'amore per la Resistenza, l'amore per una Donna, l'amore per un Luogo. Sembrerebbe un romanzo sulla Resistenza ma nel corso della lettura ci si rende conto che è un romanzo dedicato alla vita e all'amore per la vita stessa. Poetico.

    ha scritto il 

  • 4

    Quasi quattro stelle conquistate ben oltre il giro di boa.

    "Sono vivo. Fulvia. Sono solo. Fulvia, a momenti mi ammazzi!"

    Una questione privata che si impone perfino sulla guerra.

    ha scritto il 

  • 5

    "Sono fatto di fango, dentro e fuori"

    Il romanzo si snoda in un lasso di tempo breve attraverso i territori delle langhe nei dintorni di Alba, la stessa città natale dell’autore. Questa non è l’unica componente biografica presente nel libro: anche la Resistenza fa parte del vissuto di Fenoglio e la figura di Fulvia può essere rintrac ...continua

    Il romanzo si snoda in un lasso di tempo breve attraverso i territori delle langhe nei dintorni di Alba, la stessa città natale dell’autore. Questa non è l’unica componente biografica presente nel libro: anche la Resistenza fa parte del vissuto di Fenoglio e la figura di Fulvia può essere rintracciata in un amore adolescenziale dello scrittore; questi sono anche i temi su cui è imperniato il romanzo.
    La Resistenza, pur facendo da sfondo alle vicende personali del protagonista, viene rappresentata con parole semplici, ma precise ed evocative da cui si ricava un quadro della situazione dei difficili rapporti tra le varie formazioni autonome, tra i partigiani e i fascisti e tra i partigiani e la popolazione.
    Il cuore del romanzo consiste invece nell’amore di Milton per Fulvia, un sentimento distorto a causa dell’idealizzazione della ragazza che gli fa interpretare erroneamente i gesti e le parole di Fulvia tramite il filtro dell’illusione. Nel momento in cui questa favola si incrina Milton tramuta il suo amore in ossessione, che non ha il germe della gelosia, ma che risulta comunque malsana. La sua è la ricerca della verità, vuole disperatamente scoprire cosa c’è stato tra Fulvia e Giorgio, ma soprattutto che la ragazza gli confermi che la sua non è stata un’illusione. Perfino il destino di Giorgio è secondario a questa verità: nel romanzo viene rimarcato più volte il terrore di Milton riguardo alla sua morte, caso in cui (ancora più importante della perdita di un amico e compagno) lui “non avrebbe mai saputo”, e sarebbe morto con l’ossessione del dubbio.
    "Una questione privata" si presenta dunque come un romanzo ariostesco per la ricerca di una verità irraggiungibile e sfuggevole e per un amore che porterà il protagonista alla follia, che lo renderà incurante dei pericoli della guerra e che rischierà di farlo uccidere.
    L’ambiguità del romanzo si riscontra anche nel finale, ma non voglio rovinarvi la lettura. Nel romanzo, inoltre, la natura subisce una personificazione: rispecchia lo stato d’animo del protagonista ed è compartecipe del suo dolore. Così la nebbia è mistero e timore, così la tempesta imperversa nei momenti di foga e disperazione, e il vento aumenta con la voce del personaggio. Proprio a poche righe dalla fine, invece, il distacco: la natura lo abbandona, è completamente solo.

    Pur essendo un romanzo breve, Beppe Fenoglio riesce a inserire una vasta gamma di personaggi differenti tra loro e riconoscibili tramite una rapida ma chiara caratterizzazione di ciascuno. Fenoglio non descrive mai i personaggi, ma lascia che i lettori ricavino un giudizio dalle loro azioni.
    Milton si presenta subito come un giovane serio, un po’ ingenuo ma di sani principi che oggi definiremmo “all’antica”: rispetta Fulvia e, nonostante molto spesso si siano trovati da soli, non ha mai approfittato di lei. Nutre grande interesse ed ha una profonda conoscenza della musica e la letteratura straniera, qualità con cui sperava di conquistare il cuore della ragazza, dato il suo aspetto fisico poco attraente fatta eccezione per gli occhi grigi, definiti “tristi e ironici, duri e ansiosi” che ben riassumono la sua personalità. Più volte durante il corso del libro si mostrerà leale e coraggioso.
    Fulvia la conosciamo solamente dalla prospettiva di Milton, grazie ai numerosi flashback che ci forniscono un quadro ambiguo della ragazza e dell’intera situazione: molto spesso si prende gioco di Milton senza che lui se ne accorga e in alcuni punti possiamo ricavare informazioni anche sul suo rapporto con Giorgio, che risulta altrettanto incerto. Nelle occasioni in cui sono presenti entrambi i giovani sembra trarre soddisfazione dalla competizione che si viene a creare tra i due amici. Appare dunque frivola e beffarda verso i sentimenti altrui, lusingata dalle attenzioni che le sono rivolte e dalla contesa che ha scatenato. L’immagine che rimane più impressa di questo personaggio è la sua inafferrabilità come se appartenesse alla dimensione del mito.
    Lo stesso vale per Giorgio: ne abbiamo sporadiche notizie che contribuiscono a crearne un’idea negativa, essendo anche il rivale in amore di Milton. Di lui sappiamo che è una persona riservata e solitaria che però aveva trovato in Milton un amico fraterno.

    In conclusione, un romanzo breve ma intenso, ricco di emozioni coinvolgenti e sconvolgenti, un'analisi magistrale degli effetti psicologici di un amore malato e idealizzato inserita nel complesso quadro della Resistenza. Un libro da leggere perché ha molto da dare, un ottimo approccio alle letture che riguardano la Seconda Guerra Mondiale per chi come me, fino a questo momento, ha avuto difficoltà ad avvicinarcisi.

    ha scritto il 

  • 4

    Come nel Partigiano Johnny, anche qui a coinvolgermi e affascinarmi è stato come Fenoglio riesce a descrivere la vita dei partigiani, ma anche degli altri personaggi, e del territorio tramite dettagli.
    dall'unica sigaretta da risparmiare, al fango che appesantisce gli scarponi, agli arbusti ...continua

    Come nel Partigiano Johnny, anche qui a coinvolgermi e affascinarmi è stato come Fenoglio riesce a descrivere la vita dei partigiani, ma anche degli altri personaggi, e del territorio tramite dettagli.
    dall'unica sigaretta da risparmiare, al fango che appesantisce gli scarponi, agli arbusti che ti nascondono al nemico e ti salvano la vita.
    un racconto coinvolgente che si lette tutto d'un fiato, che una volta di più ci dice quanto le pene d'amore possono essere così invasive nella nostre vite da far perdere ogni priorità, da fare compiere le azioni più coraggiose e le azioni più irrazionali.
    interessante anche l'introduzione.

    ha scritto il 

  • 2

    Personalmente non so come ho fatto a non abbandonarlo. Forse perché sono poche pagine, o forse perché l'inizio era promettente, e mi aspettavo un bel finale. Non è proprio il mio genere, e mi ha annoiata da morire.

    ha scritto il 

  • 5

    passione privata e passione pubblica

    È retorico pensare che la resistenza l abbiano fatta eroici combattenti per la libertà. Giovani che vogliono un paese migliore ma soprattutto la felicità. Come in un domino una azione per salvare un amico/antagonista in amore provocherà morte e auto distruzione.

    ha scritto il 

  • 5

    I verbi dell'Italiano di una volta

    Davvero un grande testo. Intreccio perfetto, personaggi credibili e sensazione di perenne fanghiglia sui fianchi. Fenoglio è uno scrittore con gli attributi grossi, s'intuisce dal modo in cui dipinge la sofferenza, usando i colori della terra: color fango, color pioggia, color sangue, color nebbi ...continua

    Davvero un grande testo. Intreccio perfetto, personaggi credibili e sensazione di perenne fanghiglia sui fianchi. Fenoglio è uno scrittore con gli attributi grossi, s'intuisce dal modo in cui dipinge la sofferenza, usando i colori della terra: color fango, color pioggia, color sangue, color nebbia, color foglie secche, color tradimento, color passione, color perdono. Da segnalare l'uso dei verbi: "remigare"; "scoscendere"; "sdrumare (con uso uni-semantico dello "scansare le fronde" in riferimento al gesto della mano che "pulisce il viso"dalla stanchezza)"; "compitare" (come autentica scansione sonora o semi-lallazione verbale) e tanti altri...
    Qualcuno mi dirà, io "compitare" lo uso ancora oppure lo sento, e come se non bastasse aggiungerà "mi pare anche...scoscendere... credo di averlo sentito!", al nostro amico che ha "sentito" qualcosa di analogo finanche i verbi stessi di Fenoglio, lo invito a leggere l'opera per carpirne l'autentico significato nelle maglie della prosa del Beppe. E se dopo aver letto come si usano, (come si usano davvero!), sosterrà di aver "sentito" qualcosa del genere, allora pure io "sentirò" l'agio di mandarlo a quel paese... al bel paese di una volta, dove nell'aria c'erano i verbi dell'Italiano, quello vero però.

    ha scritto il 

  • 0

    “Vuoi dire che non ci sarà una prossima lettera?”“Semplicemente che non la comincerò Fulvia dannazione. Non temere per le lettere. Mi rendo conto. Non possiamo più farne a meno. Io di scriverle e tu di riceverle”.
    Era stata Fulvia a imporgli di scriverle, al termine del primo invito alla vi ...continua

    “Vuoi dire che non ci sarà una prossima lettera?”“Semplicemente che non la comincerò Fulvia dannazione. Non temere per le lettere. Mi rendo conto. Non possiamo più farne a meno. Io di scriverle e tu di riceverle”.
    Era stata Fulvia a imporgli di scriverle, al termine del primo invito alla villa.
    L’aveva chiamato su perché le traducesse i versi di Deep Purple. Penso si tratti del sole al tramonto, gli disse. Lui tradusse, dal disco al minimo dei giri. Lei gli diede sigarette e una tavoletta di quella cioccolata svizzera.

    ha scritto il 

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