Una solitudine troppo rumorosa

Di

Editore: Einaudi (Nuovi coralli; 441)

4.2
(3934)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 118 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Francese , Galego , Spagnolo , Tedesco , Polacco , Catalano

Isbn-10: 8806123084 | Isbn-13: 9788806123086 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Sergio Corduas

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
A Praga, in un magazzino interrato, un uomo lavora da anni a una pressa meccanica trasformando carta da macero in parallelepipedi armoniosi e sigillati, morti e vivi a un tempo, perché in ciascuno di essi pulsa un libro che l'uomo vi ha imprigionato, aperto su una frase, un pensiero: sono frammenti di Erasmo e Laozi, di Hòlderlin e Kant, del Talmud, di Nietzsche, di Goethe. Professionista della distruzione dei libri, l'uomo li crea incessantemente sotto forma diversa, e dal suo mondo infero promuove un suo speciale sistema di messaggi.La vita di Hanta, dotto della «non conoscenza», saggio «contro la sua volontà», è tutta in questo distillare scaglie di arte, di cultura e insieme di memoria: mira «non a salvare metaforicamente cultura e storia come a prima vista può sembrare, ma a salvare se stesso e noi. Anzi io penso che l'unica cosa per la quale il verbo salvare sia opportuno è la possibilità stessa di fare: arte, cultura e vita che sia». Cosi scrive Sergio Corduas nella nota che accompagna il volume e precede l'intervista in cui Hrabal espone alcune riflessioni su un'opera che ritiene essere la sua migliore. In questo libro del sottosuolo, insieme realistico e simbolico, forse il più poetico e crudele che Hrabal abbia scritto, dominano due temi, l'amore e la morte. L'amore avulso da ogni emotività, vissuto come contemplazione e godimento «al centro del Paradiso terrestre»; la morte come dissoluzione, ma anche come riflusso, regressus ad originem, per arrivare «là dove per ora nessuno mi attende, là dove il presente è inesistente, il passato minaccioso e il futuro cosi ben, ah cosi ben conosciuto».

Di Bohumil Hrabal (Brno 1914) Einaudi ha pubblicato: Inserzione per una casa in cui non voglio più abitare, da cui il regista Jrzi Menzel ha tratto il film Allodole sul filo, vincitore nel 1990 del Festival cinematografico di Berlino, e il romanzo autobiografico Le nozze in casa. Con il romanzo che qui presentiamo Hrabal ha vinto nel 1987 il Premio Elba per la narrativa.

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  • 4

    在心情很繁雜的一段期間讀了這本書,被故事裡這個打包工的壓抑但又充滿智慧、憤世嫉俗與短暫快樂的矛盾生活給壓得喘不過氣來。老實說這並不是非常愉快的一次閱讀,故事裡時而過長的篇幅(常常一段就兩頁多)與漢加充滿人生哲理的自我辯論看得偶有心浮氣躁,到最後結局時竟有種同主人翁一同鬆了一大口氣的感覺...儘管如此,還是蠻喜歡這本書的

    ha scritto il 

  • 5

    Oh Rhett, vogliono farci smettere di pensare!

    Francamente me ne infischio.
    Si dice così, no?
    Anzi no, ora si dice "magari! Il mio problema è che penso troppo".
    No, il problema è che si pensa male. Perché il pensiero, quello sano-innovativo-ma anc ...continua

    Francamente me ne infischio.
    Si dice così, no?
    Anzi no, ora si dice "magari! Il mio problema è che penso troppo".
    No, il problema è che si pensa male. Perché il pensiero, quello sano-innovativo-ma anche nostalgico va stimolato poiché arricchisce e non è mai troppo e solo così non saremo mai soli.

    Detto questo (che non so quanto c'entri con il libro, ma per me c'entra e tuttavia è bene prendere con le pinze le mie parole perché non sono una critica e di norma mi colloco anche al di sotto della scala media evolutiva per il mio vivere di pancia metà della vita, pur essendo dotata di parte razionale) aggiungo:
    è un piccolo capolavoro poetico e filosofico questo libricino di Hrabal.
    Hanta lavora da 35 anni ad una pressa da macero della carta in un magazzino sotterraneo e salva dalla distruzione opere preziose che tiene per sè, invadendo lo spazio vitale della sua casa, o che dona al filosofo o al sacerdote. Egli rappresenta lo scrittore - il poeta, come viene spiegato nel testo - io preferirei dire l'artista che trasforma un processo meccanico,quel creare parallelepipedi di carta macerata, in un atto creativo e lo fa inserendo un libro - non carta straccia, ma parole di valore intellettuale altissimo - in ogni blocco-parallelepipedo e rivestendolo con stampe di Van Gogh, Rembrandt, etc.
    Nella pressa finiscono anche topi, oh se ne è pieno quel posto, e insetti di vario tipo quando giungono carichi di carta intrisa di sangue dalle macellerie.
    L'arte, la poesia, la filosofia salvificano anche il marciume peggiore.
    Intanto fuori il mondo sta cambiando, bisogna produrre di più e la vecchia pressa è stata sostituita da un nuovo modello avanzato che da sola lavora come 5 del passato e c'è una giovane equipe preparata per farla funzionare e Hanta si sente smarrito in questo cambiamento.
    Ma non è questo il punto. E non è solo questo il non-punto.
    Mancano diversi altri pezzi per completare il puzzle e merita che ognuno se lo costruisca da sè.

    "Attraverso i libri e dai libri ho appreso che i cieli non sono affatto umani e che un uomo che sa pensare, anche lui non è umano, non che non lo voglia, ma ciò contrasta col giusto modo di pensare."
    "(..) ma sorrido, perché in borsa porto libri dai quali mi aspetto che a sera da loro apprenderò su me stesso qualche cosa che ancora non so."
    "(..) perché io mi posso permettere quel lusso di essere abbandonato, anche se io abbandonato non sono mai, io sono soltanto solo per poter vivere in una solitudine popolata di pensieri, perché io sono un po' uno spaccone dell'infinito e dell'eternità e l'Infinito e l'Eternità forse hanno un debole per le persone come me."
    "..così compresi che al mondo non dipende proprio nulla da come le cose finiscono, ma tutto è soltanto desiderio, volere, anelito.."

    ha scritto il 

  • 5

    Il contrario del mio sogno

    “Appoggiato al banco della vetrina aperta nel buffè della Birreria nera bevo le dieci gradi di Popovice, mi dico, da questo momento, amico, devi essere solo in tutto, devi costringerti da solo ad anda ...continua

    “Appoggiato al banco della vetrina aperta nel buffè della Birreria nera bevo le dieci gradi di Popovice, mi dico, da questo momento, amico, devi essere solo in tutto, devi costringerti da solo ad andare fra la gente, devi divertirti da solo, devi far teatro da solo, finché non abbandonerai te stesso da solo, perché da ora circolano solo circonferenze malinconiche, e così vai avanti e contemporaneamente torni indietro, sì, il progressus ad originem è il regressum ad futurum, il tuo cervello non è nulla più che pensieri pressati da una pressa meccanica”.

    Per Hrabal scrivere è trascrivere il mondo, sé e gli altri: tra poesia, oralità e scrittura prende corpo un testo teneramente barbaro, intransigente nella dotta ignoranza, mistico per la sua sensibilità cruda e crudele. Tra presente inesistente, passato minaccioso e futuro conosciuto, la narrazione parlata si alterna e si mescola alle immagini evocate, su uno sfondo surreale e corporeo che richiama Kafka e Hasek, così come dialoga con la filosofia di Gesù e Lao Tze (“soltanto quando veniamo schiacciati esprimiamo il meglio di noi”). Una sorpresa che nasce dalla fluida diversità del pensiero e dall'impietosa frammentarietà del reale, comunica un sistema di emozioni e esperienze che è accesso agli inferi e trama verso l'eterno. Bohumil Hrabal è essenziale scrittore e uomo dai mille mestieri: magazziniere, operaio in una fabbrica di birra, copista, ferroviere, commesso viaggiatore, teatrante, imballatore di carta da macero come il suo protagonista. Hanta vive di amori subconsci, necrotici e decomposti, sempre in metamorfosi tra vita e morte, che si “pensano vedendo” nel sottosuolo animato da esseri malinconici e repellenti. Spaventoso e imprevedibile questo racconto, con un simbolismo poetico sottoposto a inesorabile distruzione, con presenze angeliche e demoniache che circondano una miracolosa e misteriosa incapacità alla vita: attraverso i libri e dai libri ho appreso che i cieli non sono affatto umani e che un uomo che sa pensare, anche lui non è umano, non che non lo voglia, ma ciò contrasta col giusto modo di pensare. Così circolare l'angoscia inscena e istruisce la sua sentenziosa e involontaria conclusione.

    ha scritto il 

  • 0

    Sul sottilissimo e pesantissimo libro di Bohumil Hrabal...

    ...ancora non sono in grado di dare un parere: è stata una lettura faticosa e la mancanza di punteggiatura mi ha fatto perdere più e più volte, mi rendo conto però che non c'era modo più giusto per d ...continua

    ...ancora non sono in grado di dare un parere: è stata una lettura faticosa e la mancanza di punteggiatura mi ha fatto perdere più e più volte, mi rendo conto però che non c'era modo più giusto per dare quella sensazione di parole vomitate da un ubriaco.. e dunque ho faticato sì a leggere (e molto anche), ma allo stesso tempo sono stata affascinata da quel suo stile così particolare. Alcune parti poi sono poesia pura e da tutto il libro trasuda un tale amore per la letteratura che non si può non amare di riflesso questa sua troppo troppo rumorosa solitudine. Se fosse durato però anche solo 30 pagine in più non escludo affatto che lo avrei abbandonato. Quindi, ecco, non riesco a dire se mi sia piaciuto o meno. Probabilmente lo devo far fermentare un po'.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Hanta has been compressing old books for 35 years, and compressing millennia of wisdom into his brain. He is regarded as an old fool, but one who readily quotes Socrates, Lao-tze and Kant. Despite his ...continua

    Hanta has been compressing old books for 35 years, and compressing millennia of wisdom into his brain. He is regarded as an old fool, but one who readily quotes Socrates, Lao-tze and Kant. Despite his wealth of knowledge, or because of his excess of knowledge, he is unable to transition to a new era where machines and youthfulness and naivety rule. Perhaps he is too set in his old ways; perhaps he dreads the fact that no more books will come his way; perhaps he is afraid of losing his heavily populated solitude - he decides to take the ultimate way out, to go the way his books go.

    "...I just stood there humiliated, stressed and strained, knowing all at once, knowing body and soul, that I'd never be able to adapt; I was in the same position as the monks who, when they learned that Copernicus had discovered a new set of cosmic laws and that the earth was no longer the center of the universe, committed mass suicide, unable to imagine a universe different from the one they had lived in and by up to then." (p.78)

    Some more of my favourite lines:

    "Because when I read, I don't really read; I pop a beautiful sentence into my mouth and suck it like a fruit drop, or I sip it like a liqueur until the thought dissolves in me like alcohol, infusing brain and heart and coursing on through the veins to the root of each blood vessel." (p.1)

    "I can be by myself because I'm never lonely, I'm simply alone, living in my heavily populated solitude, a harum-scarum of infinity and eternity, and Infinity and Eternity seem to take a liking to the likes of me." (p.9)

    ha scritto il 

  • 2

    I cieli non sono umani,ma c'è qualcosa forse più di questi cieli,la compassione e l'amore di cui mi sono ormai dimenticato e che ho dimenticato.

    Hanta pressa carta sporca di sangue delle macellerie e la ricopre di stampe artistiche perché la bellezza è ovunque; Hanta è sporco, e bistrattato, e salva i libri dal macero perché riconosce loro una ...continua

    Hanta pressa carta sporca di sangue delle macellerie e la ricopre di stampe artistiche perché la bellezza è ovunque; Hanta è sporco, e bistrattato, e salva i libri dal macero perché riconosce loro una vita autonoma e una dignità. La solitudine troppo rumorosa di Hanta è quella di un uomo a cavallo tra due epoche, la vecchia e la nuova, e tutto il suo essere rispecchia un galateo nobile e volgare al tempo stesso. All'inizio lo si disprezza, Hanta, così umile e povero, sporco e senza ambizioni, ma pagina dopo pagina è diverso, e scopriamo di più. Un animo gentile, un animo nobile, un animo romantico. Lo è: Hanta è un vero eroe romantico, forse rozzo, ma in sè porta tutte le qualità che lo rendono tale. Un eroe romantico come pochi, l'ultimo che sappia soffrire per ciò che non si vede, per quel qualcosa che se ne va per sempre al cambiare di un'epoca.
    La scrittura di Bohumil Hrabal non è facile. Il suo odio per i punti rende la lettura cosa non facile e sicuramente non scorrevole, ma una volta entrati nell'atmosfera non gli si può negare di aver creato un piccolo libro che vale la pena leggere almeno una volta nella vita.

    ha scritto il 

  • 5

    Se potessi assegnare più stelle lo farei, perché l'ho trovato meraviglioso.
    Non so neanche bene cosa scrivere perché dovrei innanzitutto descrivere ciò che mi ha fatto provare: ammirazione, angoscia, ...continua

    Se potessi assegnare più stelle lo farei, perché l'ho trovato meraviglioso.
    Non so neanche bene cosa scrivere perché dovrei innanzitutto descrivere ciò che mi ha fatto provare: ammirazione, angoscia, tristezza, sentimenti grandi che si svalutano appena si nominano. Momenti in cui il respiro si spezza dalla compassione, lo stupore del ritrovare sé stessi in ciò che si legge fino al pianto catartico della fine. Uno dei rari casi in cui posso dire che leggere è stata veramente un'esperienza di vita, e ciò è buffo perché è proprio questo che il protagonista prova tutti i giorni della sua esistenza, nonostante la sua volontà e nonostante sè stesso. Un libro che scorre anche per immagini e similitudini con spazi e luoghi della città di Praga.

    ha scritto il 

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