Una solitudine troppo rumorosa

Di

Editore: Einaudi

4.2
(3924)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 121 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Francese , Galego , Spagnolo , Tedesco , Polacco , Catalano

Isbn-10: 8806181513 | Isbn-13: 9788806181512 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Sergio Corduas

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
A Praga, un uomo lavora da anni a una pressa trasformando carta da macero in parallelepipedi armoniosi e sigillati, vivi e morti a un tempo perché in ciascuno pulsa un libro che l'uomo vi ha imprigionato, aperto su una frase, un pensiero: sono frammenti di Erasmo e Lao-tze, di Hoelderlin e Kant, del Talmud, di Nietzsche. Professionista della distruzione di libri, l'uomo li crea incessantemente sotto forma diversa, e dal suo mondo infero promuove un suo speciale sistema di messaggi.
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  • 0

    Sul sottilissimo e pesantissimo libro di Bohumil Hrabal...

    ...ancora non sono in grado di dare un parere: è stata una lettura faticosa e la mancanza di punteggiatura mi ha fatto perdere più e più volte, mi rendo conto però che non c'era modo più giusto per d ...continua

    ...ancora non sono in grado di dare un parere: è stata una lettura faticosa e la mancanza di punteggiatura mi ha fatto perdere più e più volte, mi rendo conto però che non c'era modo più giusto per dare quella sensazione di parole vomitate da un ubriaco.. e dunque ho faticato sì a leggere (e molto anche), ma allo stesso tempo sono stata affascinata da quel suo stile così particolare. Alcune parti poi sono poesia pura e da tutto il libro trasuda un tale amore per la letteratura che non si può non amare di riflesso questa sua troppo troppo rumorosa solitudine. Se fosse durato però anche solo 30 pagine in più non escludo affatto che lo avrei abbandonato. Quindi, ecco, non riesco a dire se mi sia piaciuto o meno. Probabilmente lo devo far fermentare un po'.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Hanta has been compressing old books for 35 years, and compressing millennia of wisdom into his brain. He is regarded as an old fool, but one who readily quotes Socrates, Lao-tze and Kant. Despite his ...continua

    Hanta has been compressing old books for 35 years, and compressing millennia of wisdom into his brain. He is regarded as an old fool, but one who readily quotes Socrates, Lao-tze and Kant. Despite his wealth of knowledge, or because of his excess of knowledge, he is unable to transition to a new era where machines and youthfulness and naivety rule. Perhaps he is too set in his old ways; perhaps he dreads the fact that no more books will come his way; perhaps he is afraid of losing his heavily populated solitude - he decides to take the ultimate way out, to go the way his books go.

    "...I just stood there humiliated, stressed and strained, knowing all at once, knowing body and soul, that I'd never be able to adapt; I was in the same position as the monks who, when they learned that Copernicus had discovered a new set of cosmic laws and that the earth was no longer the center of the universe, committed mass suicide, unable to imagine a universe different from the one they had lived in and by up to then." (p.78)

    Some more of my favourite lines:

    "Because when I read, I don't really read; I pop a beautiful sentence into my mouth and suck it like a fruit drop, or I sip it like a liqueur until the thought dissolves in me like alcohol, infusing brain and heart and coursing on through the veins to the root of each blood vessel." (p.1)

    "I can be by myself because I'm never lonely, I'm simply alone, living in my heavily populated solitude, a harum-scarum of infinity and eternity, and Infinity and Eternity seem to take a liking to the likes of me." (p.9)

    ha scritto il 

  • 2

    I cieli non sono umani,ma c'è qualcosa forse più di questi cieli,la compassione e l'amore di cui mi sono ormai dimenticato e che ho dimenticato.

    Hanta pressa carta sporca di sangue delle macellerie e la ricopre di stampe artistiche perché la bellezza è ovunque; Hanta è sporco, e bistrattato, e salva i libri dal macero perché riconosce loro una ...continua

    Hanta pressa carta sporca di sangue delle macellerie e la ricopre di stampe artistiche perché la bellezza è ovunque; Hanta è sporco, e bistrattato, e salva i libri dal macero perché riconosce loro una vita autonoma e una dignità. La solitudine troppo rumorosa di Hanta è quella di un uomo a cavallo tra due epoche, la vecchia e la nuova, e tutto il suo essere rispecchia un galateo nobile e volgare al tempo stesso. All'inizio lo si disprezza, Hanta, così umile e povero, sporco e senza ambizioni, ma pagina dopo pagina è diverso, e scopriamo di più. Un animo gentile, un animo nobile, un animo romantico. Lo è: Hanta è un vero eroe romantico, forse rozzo, ma in sè porta tutte le qualità che lo rendono tale. Un eroe romantico come pochi, l'ultimo che sappia soffrire per ciò che non si vede, per quel qualcosa che se ne va per sempre al cambiare di un'epoca.
    La scrittura di Bohumil Hrabal non è facile. Il suo odio per i punti rende la lettura cosa non facile e sicuramente non scorrevole, ma una volta entrati nell'atmosfera non gli si può negare di aver creato un piccolo libro che vale la pena leggere almeno una volta nella vita.

    ha scritto il 

  • 5

    Se potessi assegnare più stelle lo farei, perché l'ho trovato meraviglioso.
    Non so neanche bene cosa scrivere perché dovrei innanzitutto descrivere ciò che mi ha fatto provare: ammirazione, angoscia, ...continua

    Se potessi assegnare più stelle lo farei, perché l'ho trovato meraviglioso.
    Non so neanche bene cosa scrivere perché dovrei innanzitutto descrivere ciò che mi ha fatto provare: ammirazione, angoscia, tristezza, sentimenti grandi che si svalutano appena si nominano. Momenti in cui il respiro si spezza dalla compassione, lo stupore del ritrovare sé stessi in ciò che si legge fino al pianto catartico della fine. Uno dei rari casi in cui posso dire che leggere è stata veramente un'esperienza di vita, e ciò è buffo perché è proprio questo che il protagonista prova tutti i giorni della sua esistenza, nonostante la sua volontà e nonostante sè stesso. Un libro che scorre anche per immagini e similitudini con spazi e luoghi della città di Praga.

    ha scritto il 

  • 2

    Siamo come olive, soltanto quando veniamo schiacciati esprimiamo il meglio di noi

    Descrizioni che saltellano sul filo dell’onirico appesantite da dettagli inutili, emblematiche di tutta quella letteratura allegorica che non riesco ad apprezzare in nessun modo. Macabrismo magico all ...continua

    Descrizioni che saltellano sul filo dell’onirico appesantite da dettagli inutili, emblematiche di tutta quella letteratura allegorica che non riesco ad apprezzare in nessun modo. Macabrismo magico alla Saramago con aria da baciato dal talento sintetizzabile nello slogan “Sogno perché son desto”. Citazioni dei numi tutelari dal Cristo in poi, riflessioni argute rubate ai filosofi morti e riciclate come pezze d’appoggio per sproloqui poetici.
    e io ormai da trentacinque anni imballo carta vecchia..
    Abbiamo capito, smettila di rammentarcelo ad ogni capitolo, Hanta.
    Nemmeno il trucco di improvvisarsi salvatore dei grandi libri mandati al macero ha avuto successo con me, tanto meno quello di avere la stanza da letto completamente ricolma di essi. Sarà che mi sono abituato agli e-book con una facilità che non avevo pronosticato, sarà che sostituirei tutti i miei libri di carta (a condizione di riavere le sottolineature effettuate ) con quelli elettronici, ma io, in Hanta, non ho trovato sentimento e romanticismo, bensì una resistenza al progresso che nessun personaggio di Hugo, ad esempio, avrebbe mostrato. Forse chi ha visitato Praga potrà avere una sub lettura del libro, più che dalle piazze e dai monumenti (vi sono numerosi riferimenti), io ero attratto dalla quantità abnorme di birra ingurgitata dal protagonista. (Hrabal aveva fama di grande bevitore).
    Nella parte finale, al posto delle frasi dei filosofi illuminati, per tenere in piedi la narrazione, arriva la pseudo tensione sessuale. Il libro è breve, gli fanno da contorno prefazione, postfazione ed intervista all’autore. E’ lui a spiegare che quella appena letta è la terza e definitiva stesura dell’opera, concepita inizialmente come componimento poetico.
    E’ un chiaro caso d’idiosincrasia. Per quel che mi riguarda, non potrò far altro che evitare l’assunzione futura di Hrabal in qualsiasi forma.

    ha scritto il 

  • 0

    Ne ho letto meraviglie a destra e a manca. Leggendolo, sono riuscito a capirne i motivi; ma mentirei se dicessi di aver apprezzato fino in fondo questo testo, forse più complesso di quel che sembra, c ...continua

    Ne ho letto meraviglie a destra e a manca. Leggendolo, sono riuscito a capirne i motivi; ma mentirei se dicessi di aver apprezzato fino in fondo questo testo, forse più complesso di quel che sembra, che probabilmente ha - per il momento - coperto solo le ragioni della testa e non quella della pancia o del cuore.
    Originalità e prosa sopraffina ci stanno tutte. Così come ci stanno il cervello fritto dal caldo e la stanchezza di un lettore appassionato ma compulsivo; che sarei io. Purtroppo o per fortuna.
    Hrabal aveva di certo scritto una roba così anche per i grulli come me, e io dovrò per forza ritornarci sopra. Magari non oggi o domani: quanto meno, in un futuro non troppo lontano.

    ha scritto il 

  • 4

    [….] ma il migliore festeggiamento dell’atmosfera umana è un quadro efficace e il futuro dell’umanità è una libreria […]

    2012:
    Ho percorso le righe di questo libricino, con la sensazione di leggere un delirio infinito, una tristezza e una solitudine devastanti, fino al finale che mi aspettavo come inevitabile.

    …io diven ...continua

    2012:
    Ho percorso le righe di questo libricino, con la sensazione di leggere un delirio infinito, una tristezza e una solitudine devastanti, fino al finale che mi aspettavo come inevitabile.

    …io divenni bello a me stesso, per aver avuto il coraggio di non diventare folle per tutto ciò che in quella mia solitudine troppo rumorosa avevo veduto, sperimentato e vissuto con il corpo e con l’anima, mi passava dentro una meravigliata consapevolezza che attraverso questo lavoro mi gettava nello sconfinato campo dell’onnipotenza.

    ha scritto il 

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