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Una spia nella casa dell'amore

Di

Editore: Bompiani

3.5
(128)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845240479 | Isbn-13: 9788845240478 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 3

    Una spia nella casa dell'amore è un romanzo di Anaïs Nin scritto nel 1954 e tradotto da Delfina Vezzoli nell'edizione di Bompiani nel 1979.


    Come molti altri scritti di quella che è considerata una tra le maggiori autrici della letteratura erotica del Novecento, in questo romanzo la protago ...continua

    Una spia nella casa dell'amore è un romanzo di Anaïs Nin scritto nel 1954 e tradotto da Delfina Vezzoli nell'edizione di Bompiani nel 1979.

    Come molti altri scritti di quella che è considerata una tra le maggiori autrici della letteratura erotica del Novecento, in questo romanzo la protagonista è una donna molto sfaccettata, complessa, al di fuori del suo tempo e del suo spazio, che soffre la ristrettezza del matrimonio e della vita borghese in generale del secondo dopoguerra.

    Sabina è una donna sposata che si descrive quasi come schizofrenica; innamorata del marito, non riesce però a restargli fedele e crea nella sua mente altre identità che le permettono di avere molti altri uomini.

    In fondo la trama è tutta qui, anche se non è sicuramente la trama ad essere il centro della narrazione.

    Un romanzo molto introspettivo e descrittivo, che ho trovato molto difficile da leggere non tanto per lo stile in cui è scritto ma per quanto è complesso il vero argomento trattato: l'animo femminile nelle sfaccettature ribelli di una donna che anticipa i tempi.

    Nonostante la difficoltà, credo che Anaïs Nin sia un'autrice da leggere assolutamente, e non solo se come me adorate Henry Miller di cui è stata amante nel periodo parigino, ma perché può aiutarvi a comprendere queste creature misteriose senza le quali non si può vivere: le donne.

    ha scritto il 

  • 4

    La spia

    Ho notato con piacere che non mi ero sbagliato sulla Nin. Leggendo "il delta di venere" e concentrandosi sulla scrittura, tra una copula e l'altra, si poteva intuire la vera natura di questa scrittrice che in questo caso si esprime a ben altre vette, raccontandoci il conflitto interiore di una do ...continua

    Ho notato con piacere che non mi ero sbagliato sulla Nin. Leggendo "il delta di venere" e concentrandosi sulla scrittura, tra una copula e l'altra, si poteva intuire la vera natura di questa scrittrice che in questo caso si esprime a ben altre vette, raccontandoci il conflitto interiore di una donna che vuol comportarsi come un uomo, amando senza amore e passando da un'avventura all'altra, ma non sa se ne sarà capace fino in fondo...

    ha scritto il 

  • 4

    una, nessuna, centomila

    Un tuffo nelle paure, nei desideri, nelle sensazioni di una donna indefinita, un'attrice di argilla che si plasma e si modella e soffre e gode e ha vertigini di essere e precipizi di colpe e omissioni.
    Un testo inebriante e intossicante, uno stile a tratti musicale, altre volte impressionis ...continua

    Un tuffo nelle paure, nei desideri, nelle sensazioni di una donna indefinita, un'attrice di argilla che si plasma e si modella e soffre e gode e ha vertigini di essere e precipizi di colpe e omissioni.
    Un testo inebriante e intossicante, uno stile a tratti musicale, altre volte impressionista, pittorico, a volte psicoanalitico è altre filosofico, personaggi ora confusi e ora nitidi, proprio come in un racconto di Sabina

    ha scritto il 

  • 2

    Libro pesantissimo, linguaggio poco scorrevole e difficile da capire. Non una lettura evasiva, ma sicuramente un momento di riflessione sulla ricerca interiore e sul condizionamento che producono i comportamenti familiari. Bello il personaggio di Sabina, descritto molto accuratamente ma poco real ...continua

    Libro pesantissimo, linguaggio poco scorrevole e difficile da capire. Non una lettura evasiva, ma sicuramente un momento di riflessione sulla ricerca interiore e sul condizionamento che producono i comportamenti familiari. Bello il personaggio di Sabina, descritto molto accuratamente ma poco realistico, il resto del libro è solo un satellite fugace. Il mio primo approccio con la Nin e non so se ne seguiranno altri perchè il libro davvero non mi è piaciuto.

    ha scritto il 

  • 4

    Amor ch'a nullo amato amar perdona...

    Dunque, mia cara Sabina, chi sei tu?
    Una donna. E una moglie. Tuo marito è Alan, un brav’uomo, un uomo fedele, paziente, comprensivo. Un uomo che ti protegge, spesso da te stessa, che cala su di te come gli alberi lasciano calare le loro fronde amorevoli su chi riposa sotto di loro. Eppure. ...continua

    Dunque, mia cara Sabina, chi sei tu?
    Una donna. E una moglie. Tuo marito è Alan, un brav’uomo, un uomo fedele, paziente, comprensivo. Un uomo che ti protegge, spesso da te stessa, che cala su di te come gli alberi lasciano calare le loro fronde amorevoli su chi riposa sotto di loro. Eppure...
    Eppure a te non basta. Meglio, ti basterebbe anche. A una parte di te va bene, ma tu non sei una. Sei tante. Sei troppe. E ogni singola Sabina ama, spera, sogna. Ogni singola Sabina ha la sua vita, il suo amore, la sua esistenza. Per sfuggire all’unico abbraccio che non cerchi, a quello che ti fa paura.

    La morte era vicina in modo terrificante, e il viaggio verso di essa, vertiginoso: ma solo quando considerava le vite che si svolgevano intorno a lei, accettando le tabelle orarie, gli orologi e le misure. Tutto quello che essi facevano limitava il tempo. (…) Ma Sabina, attivata dai raggi di luna, sentiva germinare in sé il potere di allungare il tempo nelle ramificazioni di una miriade di vite e di amori, di allungare il viaggio fino all’infinito, concedendosi giri e rigiri immensi e lussuosi come la cortigiana depositaria di più desideri.

    Fuga. Vita. Desiderio. Come quello che sai suscitare negli uomini, nei tuoi tanti uomini che finiscono ammaliati da te e dalla tua carica vitale, dal tuo cercare, dal tuo vagare. Tu che non sei bella, ma affascini. Tu che passi da un amante all’altro, sei dunque felice, visto che hai realizzato il tuo sogno di un amore eterno in mille amori, di una vita eterna in mille vite, una diversa dall’altra, una per ogni amore. Ma allora, perché risuona nella tua mente quel cupo valzer di Ravel?

    Il valzer che portava alla catastrofe: dentro all’abisso, in un turbinio di gonne scintillanti e vaporose, su pavimenti lucidi con le note di sottofondo che simulavano allegria, una danza per burla, note che ricordavano sempre che il destino dell’uomo era governato dall’oscurità definitiva.

    Ma allora danza ancora più forte alla Luna, fino a farti male. Ama più forte. Vivi più forte. Un’altra Sabina e un’altra ancora. Il viaggio si moltiplica, all’infinito, perché se il tuo desiderio di amore e di vita è infinito, allora lo sarai anche tu. Ci sono infinite Sabine... o no?

    Perdo parti vitali di me stessa, una parte di me è in quella stanza d’albergo, una parte si sta allontanando da questo rifugio, una parte di me sta seguendo un altro che cammina per le strade da solo, o forse non da solo: qualcuno potrebbe prendere il mio posto al suo fianco mentre io sono qui, questa sarà la mia punizione, e qualcuno prenderà il mio posto quando io me ne vado. Mi sento in colpa per lasciare tutti soli...

    Allora, forse, quando amiamo qualcuno gli lasciamo una parte di noi, ci dividiamo, ci stacchiamo. Se amiamo troppo, le parti della nostra anima si perdono, non si ritrovano più... e finiamo con il ritrovarci da soli, atterriti dal nulla che alla fine riesce comunque ad afferrarci.
    O forse no. O forse è solo una delle tue bugie da piccola attrice, Sabina, tu che da bambina immaginavi troppo e “corrompevi” la realtà ai tuoi desideri, la coloravi come volevi tu. Chi lo sa, Sabina, chi lo sa.
    In fondo, sei proprio sicura tu di sapere cosa sia davvero l’amore? E se cercandolo e immaginandolo con tanta disperazione tu lo avessi perso per sempre?

    Il nemico dell’amore non è mai all’esterno, non è un uomo o una donna, è quello che viene meno dentro di noi.

    Momento Amarcord: Ecco, finalmente la vera Nin. Libera di essere sè stessa, di scrivere sè stessa. Libera dai gretti vincoli del realismo del Delta di Venere, libera di mostrare tutta la sua poesia, la sua attenzione psicologica. Libera di parlare al nostro cuore... e anche di farlo un po’ soffrire, dicendogli verità scomode.
    http://www.youtube.com/watch?v=l3UGmsy94_A

    ha scritto il 

  • 5

    "Sei così pronta, così intelligente. Ma non mi fido della tua intelligenza. Tu crei uno schema meraviglioso, tutto è al suo posto, e sembra chiaro in un modo assolutamente convincente, troppo chiaro. E intanto, dove sei tu? Non sulla chiara superficie delle tue idee, no, tu ti sei già tuffata ...continua

    "Sei così pronta, così intelligente. Ma non mi fido della tua intelligenza. Tu crei uno schema meraviglioso, tutto è al suo posto, e sembra chiaro in un modo assolutamente convincente, troppo chiaro. E intanto, dove sei tu? Non sulla chiara superficie delle tue idee, no, tu ti sei già tuffata più a fondo, in regioni più oscure, così uno pensa che tu gli abbia dato tutti i tuoi pensieri, ma lo immagina soltanto che tu ti sia svuotata in quella chiarezza. Invece ci sono strati e strati – sei senza fondo, insondabile. La tua chiarezza è ingannevole. Sei la pensatrice che suscita in me più dubbi, più confusione, più turbamento." 
Henry Miller

    ha scritto il 

  • 0

    Era spinta da una febbre di confessione a sollevare un lembo del
    velo, ma si spaventava appena qualcuno ascoltava con troppa attenzione.Più volte prese una spugna gigante e cancellò tutto quel che aveva detto con una smentita assoluta, come se questa confusione fosse di per sé un manto prot ...continua

    Era spinta da una febbre di confessione a sollevare un lembo del
    velo, ma si spaventava appena qualcuno ascoltava con troppa attenzione.Più volte prese una spugna gigante e cancellò tutto quel che aveva detto con una smentita assoluta, come se questa confusione fosse di per sé un manto protettivo.Dapprima adescava e trascinava l'altro nel suo mondo con la lusinga;poi offuscava i passaggi, confondeva tutte le immagini, come per eludere ogni ricerca.

    ha scritto il 

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