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Una stanza chiusa a chiave

Di

Editore: Mondadori

3.7
(184)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 96 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804386460 | Isbn-13: 9788804386469 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Origlia

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    IMPRIGIONATI

    Una stanza chiusa a chiave è un romanzo inquieto, breve, dichiaratamente scandaloso. Vi ho letto deviazione, violenza, disagio. Kazuo Kodama - il protagonista, impiegato del Ministero delle Finanze ...continua

    Una stanza chiusa a chiave è un romanzo inquieto, breve, dichiaratamente scandaloso. Vi ho letto deviazione, violenza, disagio. Kazuo Kodama - il protagonista, impiegato del Ministero delle Finanze Giapponese nel periodo post-bellico, con un profilo un po’ anonimo, monotono – viene invitato a casa da Kiriko – una donna sposata e “madre” - che chiuderà a chiave la porta della stanza in cui si consumerà una relazione adulterina. Kiriko morirà in breve e il suo ruolo verrà preso con una precisa intenzione dalla figlia di lei, di 9 anni. Sarà Fusako, questa ragazzina di 9 anni, a chiudere nuovamente la stanza a chiave per intrattenere Kazuo. Scritto magistralmente, questo breve romanzo di Mishima turba e insospettisce, ma dietro e dentro queste pagine si rimane prigionieri, quasi senza averne la consapevolezza, senza scelta.. Imprigionati come il “torbido Kazuo” resta prigioniero delle sue deviazioni nella stanza chiusa a chiave..

    ha scritto il 

  • 5

    Abbasso i bigottismi!

    Questo è ciò che ho pensato nel sentire commenti da parte di persone e nel leggere quelli postati su questo sito e altrove. Ci tenevo a fare questa premessa perché reputo fondamentale comprendere ...continua

    Questo è ciò che ho pensato nel sentire commenti da parte di persone e nel leggere quelli postati su questo sito e altrove. Ci tenevo a fare questa premessa perché reputo fondamentale comprendere qualcosa, quando la si legge. In quarta di copertina è esplicitamente spiegato di cosa parla questo libro: se qualcuno trova aberrante il fantasticare su una deviazione sessuale può perfettamente -trattandosi di un paese libero, in cui libri come questo non sono imposti da nessuna istituzione scolastica- girare i tacchi dallo scaffale in cui è venduto e comprare altro. Certi commenti scandalizzati mi hanno quindi lasciata seriamente perplessa, dato il modo esplicito con cui l'autore stesso spiega in cosa la trama consista. Ma bando alle ciance, veniamo al libro vero e proprio! Una sola parola: splendido. Crudo e feroce, ma di una potenza che traspare subito sebbene lo stile così asciutto di Mishima non lo lasci presupporre. Potenza espressiva che con poche parole raggiunge l'apice e poi scema, lasciandoti bocca aperta, potenza che certi autori di 'classiconi' possono proprio scordarsi. 'Una stanza chiusa a chiave' è un romanzo breve ma immediato: senza troppi ghirigori l'autore arriva al punto focale, alla particolare ossessione del protagonista, che immediatamente non emerge, e proprio qui sta la sua genialità. L'essere umano è fatto di luci e di ombre, di una facciata da difendere e di un'oscurità interiore da celare ai più, che alla nostra sola presenza possiamo sguinzagliare. Inizialmente Kazuo sembra un uomo perfettamente normale, un impiegato delle Finanze nel periodo post-bellico, che si muove sullo sfondo di un Giappone ingrigito e decadente. Tra il grigiore della città e i ritmi serrati del suo opprimente lavoro, il protagonista si lascia sempre più andare al suo lato perverso, trasportando anche il lettore nel profondo del suo ego lacerato e confuso, quasi onirico, fatto di allucinazioni e visioni in cui egli stesso possiede la bambina verso cui prova un'impellente attrazione. Angosciantemente vivido , dolorosamente ingannevole, questo romanzo è uno dei meglio riusciti di Mishima. L'amica che mi ha regalato questo capolavoro conosce bene i miei gusti, e sapeva che avrei apprezzato la sconcertante brutalità racchiusa tra le pagine di 'Una stanza chiusa a chiave'. Cinque stelline tutte per lei.

    ha scritto il 

  • 4

    Piacevolmente orientale

    Katsuo è un giovane uomo giapponese e la sua breve storia è ambientata nel Giappone del dopoguerra. Conosce una donna, Kiriko, ma durante la loro relazione, muore per infarto, ma Katsuo continuerà ...continua

    Katsuo è un giovane uomo giapponese e la sua breve storia è ambientata nel Giappone del dopoguerra. Conosce una donna, Kiriko, ma durante la loro relazione, muore per infarto, ma Katsuo continuerà a frequentare la casa della donna e conoscerà sua figlia, Fusako. Ha circa nove anni ma, nonostante ciò, suscita nel protagonista una certa sensualità e un certo sadismo. Una sorta di Lolita giapponese, un testo breve, ma per nulla scontato (soprattutto il finale) o fine a se stesso.

    ha scritto il 

  • 0

    Il Giappone degli americani, i giapponesi alle prese con l'inflazione e un Kazuo disilluso, apatico, affascinato dal disgusto. Vuole lacerare il corpo di Fusako, la figlia dell'amante deceduta. In un ...continua

    Il Giappone degli americani, i giapponesi alle prese con l'inflazione e un Kazuo disilluso, apatico, affascinato dal disgusto. Vuole lacerare il corpo di Fusako, la figlia dell'amante deceduta. In un dopoguerra squallido, smorto e privo di speranze, un uomo si aggrappa a quest'ossessione per estraniarsi dal disordine che lo circonda; per tornare, inconsciamente, alla vita.

    "'Intorno a me regna il disordine', pensò con soddisfazione Kazuo. Il disordine era come un parente per lui; tuttavia era possibile vivere senza avere alcun rapporto con i propri parenti."

    ha scritto il 

  • 3

    Kazuo, giovane impiegato del Ministero delle Finanze nel derelitto Giappone del dopo Seconda Guerra Mondiale, intreccia una relazione con Kiriko, una donna sposata con una figlia di nove anni, ...continua

    Kazuo, giovane impiegato del Ministero delle Finanze nel derelitto Giappone del dopo Seconda Guerra Mondiale, intreccia una relazione con Kiriko, una donna sposata con una figlia di nove anni, Fusako. Quando Kiriko muore per un attacco cardiaco, Kazuo inizia a frequentare la sua casa, popolata apparentemente solo dalla piccola Fusako e da una silenziosa, connivente governante. L'attrazione per la bambina comincia a farsi sempre più morbosa...

    Fosse solo per lo stile, avrei dovuto assegnare cinque stelle piene: essenziale, curato, elegante, incredibilmente efficace nel presentare la situazione drammatica del Giappone del dopoguerra e la psicologia morbosa del protagonista. Questo breve libro però, è riuscito a indispormi e disturbarmi come pochi. La morbosità e l'ignobile attrazione violenta verso una bambina di nove anni (che poi l'atto si compia o meno, ai fini della lettura, per me è irrilevante) mi hanno indignata e non riesco a gridare al capolavoro. Non conosco le altre sue opere, ma, indipendentemente dalla sua maestria nella scrittura, non leggerò altro.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello. La fluttuazione di un pensiero-limite, le riflessioni sullo sfarsi del mondo come un dolore esistenziale, che si trasforma in disprezzo e voluttà di perdizione. M. ottiene questo risultato ...continua

    Bello. La fluttuazione di un pensiero-limite, le riflessioni sullo sfarsi del mondo come un dolore esistenziale, che si trasforma in disprezzo e voluttà di perdizione. M. ottiene questo risultato con lo strumento del dialogo interiore del protagonista, ispirato ai propri diari giovanili, e facendo ricorso, tra gli altri, al fermo immagine come espediente descrittivo dalle grandi potenzialità espressive. Naturalmente sbilanciato sul fronte formale, non vi è alcuno spazio per l’empatia se non come meccanismo di resistenza, la resa delle immagini è cruda e pura, la logica dei fatti è veloce ed avanza verso il colpo di scena, che ti sorprende, come quei pesci che diventano preda dopo essere stati ipnoticamente storditi dall’aggressore. Ma è un sentimento labile, non è lettura da forti emozioni, soddisfa l'appetito di bellezza: prevale il turbante gradimento estetico per una forma che è parte essenziale del contenuto sotto il segno della violazione.

    ha scritto il 

  • 5

    Kazuo Kodama è un funzionario statale, le sue ricchezze sono il lavoro e l'assordante abitudinarietà di ogni giorno che segue quello precedente. Il Giappone, uscito sconfitto dal secondo conflitto ...continua

    Kazuo Kodama è un funzionario statale, le sue ricchezze sono il lavoro e l'assordante abitudinarietà di ogni giorno che segue quello precedente. Il Giappone, uscito sconfitto dal secondo conflitto mondiale, fa i conti con il prezzo della guerra e, più della distruzione bellica, ciò che pesa è la decadenza sociale: tutti nel paese aspirano a una rivoluzione, ma nessuno osa innescarla: si balla, si prova a vivere, si suda; l'unica consapevolezza dell'uomo sta nelle secrezioni prive di significato del proprio corpo.

    È in questo contesto di macerie che Kazuo incontra Kiriko, una donna conosciuta una sera in un locale, e comincia a frequentarla; passa il tempo con lei a ballare e a consumare ogni istinto sessuale. La vita. È in questo contesto erotico privo di ogni ammonimento morale che, dopo la morte della donna, Kazuo viene pervaso dal desiderio di possedere (lacerare) la bambina di nove anni che chiama Kiriko «mamma».

    Mishima sa narrare bene, poetico, una storia che al buon senso occidentale può apparire spaventosa; con una delicatezza infinita egli accompagna il lettore tra gli uffici della burocrazia giapponese, tra gli onirici locali per sadici, tra le sale da ballo dove il sudore diventa prova dell'esser vivi, Mishima conduce fin dentro la stanza chiusa a chiave dove Fusako, una lolita di poco più grande della Lolita di Nabokov (con riferimento alle date di pubblicazione dei due romanzi), intrattiene con malizia un giovane uomo che chiama «zio».

    Non c'è volgarità in Una stanza chiusa a chiave, non c'è l'ombra greve della perversione sessuale che è solo superficie del più intimo bisogno dell'autore giapponese ovvero voler raccontare uno stato d'animo, voler mostrare l'urgenza di sé, della carne, unica essenza certa per l'uomo ridotto come il mondo in macerie dopo la guerra; non manca la rassegnazione che, però, non è mai premessa della sconfitta.

    ha scritto il