Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Una stanza tutta per sé

Di

Editore: Einaudi (Tascabili classici)

4.2
(2782)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 238 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Chi semplificata , Svedese

Isbn-10: 8806185144 | Isbn-13: 9788806185145 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , CD audio , eBook

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , Social Science

Ti piace Una stanza tutta per sé?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Testo inglese a fronte. Nell'ottobre del 1928 Virginia Woolf fu invitata a tenere due conferenze sul tema Le donne e il romanzo. È l'occasione per elaborare in maniera sistematica le sue molte riflessioni su universo femminile e creatività letteraria. Risultato è questo straordinario saggio, vero e proprio manifesto sulla condizione femminile dalle origini ai giorni nostri, che ripercorre il rapporto donna-scrittura dal punto di vista di una secolare esclusione attraverso la doppia lente del rigore storico e della passione per la letteratura.
Ordina per
  • 4

    Ce l'ho fatta, ho rotto il ghiaccio. Sono riuscita a portare a termine un libro di Virginia Woolf e, sorpresa-sorpresa, l'ho anche apprezzato. Bastava semplicemente abituarsi alle sue lunghe frasi contorte, capire il suo modo di esprimersi e intestardirsi ad andare oltre le prime venti pagine.
    Qu ...continua

    Ce l'ho fatta, ho rotto il ghiaccio. Sono riuscita a portare a termine un libro di Virginia Woolf e, sorpresa-sorpresa, l'ho anche apprezzato. Bastava semplicemente abituarsi alle sue lunghe frasi contorte, capire il suo modo di esprimersi e intestardirsi ad andare oltre le prime venti pagine. Questo libro parla del rapporto tra le donne e il romanzo, percorrendo la storia delle donne e il punto di vista degli uomini su di loro. Eh sì, perché prima della seconda metà dell'Ottocento, le donne non scrivevano. Non potevano, erano derise, considerate inferiori agli uomini da tutti i punti di vista, continuamente interrotte, convinte che le uniche cose di cui dovevano occuparsi erano quelle legate ai piaceri domestici. Poi qualcosa cambiò. Ma la strada è, però, ancora piena di ostacoli. Non fatevi scoraggiare, come ho fatto io, dal difficile modo di scrivere di Virginia. Andate avanti nella lettura, fatelo, perché ne vale la pena.

    ha scritto il 

  • 3

    Premettendo che la Woolf non faccia assolutamente parte dei miei autori preferiti e che il suo flusso di coscienza non sia affatto per me, devo ammette che questo saggio si è rivelato davvero interessante.


    La Woolf, femminista convinta e attivamente impegnata nella lotta per la parità dei ...continua

    Premettendo che la Woolf non faccia assolutamente parte dei miei autori preferiti e che il suo flusso di coscienza non sia affatto per me, devo ammette che questo saggio si è rivelato davvero interessante.

    La Woolf, femminista convinta e attivamente impegnata nella lotta per la parità dei sessi, ripercorre la storia letteraria della donna: attraverso le parole di una protagonista anonima discute sul problema delle donne ad affermarsi in campo letterario, da secoli la figura femminile è vista come donna di casa, impegnata a gestire le faccende domestiche e i figli, di qui il problema che la donna non riesca a crearsi un posto in società, del resto come potrebbe?! Perchè, del resto, "una donna deve avere soldi e una stanza tutta per sé per poter scrivere".

    Attraverso l'analisi del linguaggio maschile e delle opinioni di illustri professionisti e di un mondo maschilista e chiuso quale è quello letterario, la Woolf scrive una critica letteraria e sociale per rivendicare la possibilità, per una donna, di "accedere" a quella cultura che sembra essere un privilegio di "pochi".

    La parte più interessante è stata sicuramente quella centrale, quando si è iniziato a parlare di quelle autrici che amo e che hanno creato qualcosa di magnifico: Jane Austen e Charlotte Bronte, senza dimenticare Emily Bronte e George Eliot.

    "E inoltre, pensavo guardando i quattro nomi più famosi, che cosa aveva in comune George Eliot con Emily Bronte?E non è forse vero che Charlotte Bronte non riuscì affatto a capire Jane Austen?Tranne il dato, probabilmente importante, che nessuna di loro ebbe figli, non avrebbero potuto ritrovarsi in una stanza quattro personalità più diverse; così diverse che ci viene voglia di inventare un incontro e un dialogo fra loro."

    http://geekybookers.blogspot.it/2014/11/mini-recensione-una-stanza-tutta-per-se_10.html

    ha scritto il 

  • 4

    Donne e arte

    “Cos'altro posso fare per incoraggiarvi a far fronte alla vita? Ragazze, dovrei dirvi che a mio parere siete vergognosamente ignoranti. Non avete mai fatto scoperte di alcuna importanza. Non avete mai fatto tremare un impero, né condotto in battaglia un esercito. Non avete scritto i drammi di Sha ...continua

    “Cos'altro posso fare per incoraggiarvi a far fronte alla vita? Ragazze, dovrei dirvi che a mio parere siete vergognosamente ignoranti. Non avete mai fatto scoperte di alcuna importanza. Non avete mai fatto tremare un impero, né condotto in battaglia un esercito. Non avete scritto i drammi di Shakespeare, e non avete mai impartito i benefici della civiltà ad una razza barbara. Come vi giustificate? È facile dire: abbiamo avuto altro da fare. Senza la nostra attività nessuno avrebbe solcato questi mari, e queste terre fertili sarebbero state deserto. Abbiamo partorito e allevato e lavato e istruito, forse fino all'età di sei o sette anni, i milleseicentoventitré milioni di esseri umani che secondo le statistiche sono attualmente al mondo; e questa fatica richiede tempo. Devo ricordarvi che fin dal 1866 esistevano in Inghilterra almeno due colleges femminili; che, a partire dal 1880, una donna sposata poteva, per legge, possedere i propri beni; e nel 1919 le è stato concesso il voto? Devo anche ricordarvi che da ben dieci anni vi è stato aperto l'accesso a quasi tutte le professioni? Se riflettete su questi immensi privilegi e sul lungo tempo in cui sono stati goduti, e sul fatto che in questo momento devono esserci quasi duemila donne in grado di guadagnare più di cinquecento sterline l'anno, in un modo o nell'altro, ammetterete che la scusa di mancanza di opportunità, di preparazione, di incoraggiamento, di agio e di denaro non regge più.”

    “Una stanza tutta per sé” è un saggio dove Virginia Woolf evidenzia come la donna abbia avuto un posto ridotto nella vita culturale, non avendo avuto l’opportunità di ottenere un luogo della casa dove potersi dedicare alla riflessione, alla scrittura, alla musica o all’arte figurativa e l’autosufficienza economica necessaria per avere la “libertà intellettuale nel cui seno nascono le grandi opere”. Per la Woolf ci si può dedicare all’arte solo se ci si può concentrare su di essa liberi dalle incombenze quotidiane che la vita comporta. E questo vale sia per gli uomini che per le donne. Ma se per gli uomini l’impedimento è stato solo di carattere economico, per le donne la situazione è diversa. In passato sono state quasi unicamente figlie, mogli, madri, nonne e quindi tagliate fuori dalla possibilità di dedicarsi ad attività di altro tipo. Solo negli ultimi tempi la situazione è cambiata.

    “Fra cento anni, d'altronde, pensavo giunta sulla soglia di casa, le donne non saranno più il sesso protetto. Logicamente condivideranno tutte le attività e tutti gli sforzi che una volta erano stati loro negati. La balia scaricherà il carbone. La fruttivendola guiderà la macchina. Ogni presupposto basato sui fatti osservati quando le donne erano il sesso protetto sarà scomparso; ad esempio (in strada stava passando un plotone di soldati) l'idea che le donne, i preti e i giardinieri vivano più a lungo. Togliete questa protezione, esponete le donne agli stessi sforzi e alle stesse attività, lasciatele diventare soldati, marinari, camionisti e scaricatori di porto, e vi accorgerete che le donne muoiono assai più giovani e assai più presto degli uomini; cosicché si dirà: "Oggi ho visto una donna", come si diceva "Oggi ho visto un aereo". Può accadere qualunque cosa quando la femminilità cesserà di essere un'occupazione protetta, pensavo, aprendo la porta.”

    Idee molto chiare, quelle della Woolf, che scrive un saggio decisamente molto interessante.

    ha scritto il 

  • 2

    Bel tema sviluppato attorno alla donna e la sua mancata possibilità di essere una scrittrice. Ho dato 2 stelline solo perché non sono interessata all'argomento, però è ben sviluppato.

    ha scritto il 

  • 5

    Non avevo mai letto nulla di Virginia. Povera me, che buco nero di cultura! Mi sono innamorata di questo libercolo fin dalla prima riga, e l'ho divorato. La scrittrice parla come se stesse accanto a noi, e parla di noi in quanto donne. Nonostante sia stato scritto all'inizio del'900 è sorprendent ...continua

    Non avevo mai letto nulla di Virginia. Povera me, che buco nero di cultura! Mi sono innamorata di questo libercolo fin dalla prima riga, e l'ho divorato. La scrittrice parla come se stesse accanto a noi, e parla di noi in quanto donne. Nonostante sia stato scritto all'inizio del'900 è sorprendentemente moderno. Si potrebbe pensare che sia "femminista" e forse lo è, ma non ho percepito nemmeno una volta recriminare per il fatto di essere una donna. Forse è proprio il potere dei grandi scrittori/scrittrici quello di analizzare (e ironizzare a volte) sulla società e su sè stessi. Ragazze, prendiamoci meno sul serio e ci prenderemo tutto.

    ha scritto il 

Ordina per