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Una stanza tutta per sé

Edizione integrale

Di

Editore: Newton & Compton (Grandi tascabili economici)

4.2
(2817)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 118 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Chi semplificata , Svedese

Isbn-10: 8854101532 | Isbn-13: 9788854101531 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Del Serra

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , CD audio , eBook

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , Social Science

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Descrizione del libro
Illustre capostipite dei manifesti femminili del Novecento e primo brillanteintervento della Woolf sul tema "donne e scrittura", questo scritto è unpiccolo trattato ironicamente imaginifico, personalissimo nella misura tesa ditoni e motivi: il "conversational", le proiezioni letterarie, l'analisisociale, la satira. Il leitmotiv della stanza, grembo e prigione dell'animafemminile, si allarga fino a comprendere tutti i luoghi della dimora umana: lanatura, la cultura, la storia e la "realtà" stessa nella sua inquietante edesaltante molteplicità.
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  • 5

    Con tutto il rispetto per gli editori, che svolgono un mestiere davvero importantissimo, io sempre più spesso mi trovo a domandarmi: ma che libro avranno letto? La quarta di copertina di questa edizione delle conferenze che Virginia Woolf tenne a Cambridge sul tema “le donne e il romanzo”, si apr ...continua

    Con tutto il rispetto per gli editori, che svolgono un mestiere davvero importantissimo, io sempre più spesso mi trovo a domandarmi: ma che libro avranno letto? La quarta di copertina di questa edizione delle conferenze che Virginia Woolf tenne a Cambridge sul tema “le donne e il romanzo”, si apre con le parole: «Illustre capostipite dei manifesti femminili del Novecento europeo.» Una definizione che mi contorce le budella. Ma Virginia Woolf mi ha appena insegnato che sotto la spinta di budella contorte non si produce niente di veramente buono, e allora cercherò di perdonare il redattore di questa sinossi valutando l’eventualità che potrebbe aver semplicemente riportato una considerazione altrui, ovvero il fatto che altri hanno considerato questo libro come un manifesto femminile. Di più, come il capostipite dei manifesti femminili (Virginia, ti prego, non ascoltare).

    Sia che si tratti di un pensiero scaturito dalla mente del redattore o che sia invece la rielaborazione di quello di chiunque altro, l’errore da qualche luogo è partito. Vero è che non si è parlato di manifesto femminista (e qui Virginia si sarebbe suicidata nuovamente nella tomba), ma chi ha attribuito al libro questa etichetta, chiunque egli o ella sia, non ha capito nulla di quello che c’è scritto. Oppure, più semplicemente, non lo ha letto. È così che si creano tutti i mostri letterari; è così che Heathcliff e Catherine diventano gli eroi di Cime tempestose, pur non avendo fatto nulla di eroico; è così che Nietzsche diventa il precursore dell’odio nazista; ed è così che Gesù di Nazareth, splendido leader politico del primo secolo dopo se stesso, diventa una creatura sovrannaturale.

    Per scrivere i saggi raccolti in Una stanza tutta per sé, Virginia Woolf ha esplorato una libreria inglese e ne ha tratto le seguenti considerazioni, che cercherò di riassumere per sommi capi:
    1) per quanto sia triste constatarlo, il genio letterario non fiorisce quasi mai in condizioni di povertà materiale (che impedisce in prima istanza l’accesso a un’adeguata istruzione)
    2) se fino al Settecento non si trova alcuna traccia di opere scritte dalle donne, è perché queste non avevano accesso a un’adeguata istruzione (oltre a essere recluse in casa e soggette a una serie infinita di distrazioni, culminanti nell’obbligo di mettere al mondo e accudire dei figli)
    3) al fine di ridurre al minimo suddette distrazioni, la condizione ideale per uno scrittore sarebbe quella di assicurarsi la tranquillità di una rendita fissa e di una stanza tutta per sé (cosa che agli inizi del ventesimo secolo, soprattutto nel caso delle donne, non era affatto scontata).

    In nessun momento di questa analisi, che è davvero acutissima e preziosa — e spero che vorrete leggerla nella sua versione originale anziché limitarvi ai miei scarni riassunti — la Woolf osa puntare il dito contro gli scrittori maschi, né contro i maschi in generale (atteggiamento tipico di ogni femminista); di più: non si sogna neppure di indulgere in pietismo verso il proprio sesso (atteggiamento tipico della letteratura femminile). Si limita piuttosto a considerare i fatti, e a redarguire di conseguenza le sue studentesse. Non cerca di incitarle a considerare unicamente i testi scritti dalle donne, giacché riconosce ugualmente il valore di scrittrici e scrittori, purché questi siano stati in grado di riversare sulla carta, indenne, l’opera che avevano dapprima concepito nella loro mente.

    Ed ecco che arriviamo al nodo cruciale dell’analisi, che ancora una volta proverò a riassumere:
    1) il corpo umano ha un sesso, la nostra mente no
    2) la nostra mente è androgina, e in essa convivono una parte maschile e una femminile; scopo dello scrittore è riuscire a indurle a collaborare
    3) l’errore più grande che uno scrittore o una scrittrice può fare è scrivere con coscienza del proprio sesso, giacché in questo modo nascono opere storpie, in cui l’autore o l’autrice, anziché indagare la profondità e la varietà dai rapporti umani, si smarrisce nei meandri dell’autocompiacimento o dell’invettiva.

    Ora, pur ribadendo che il mio è un riassunto, e in quanto tale non mette in luce che una minima parte dell’opera tutta: da cosa possiamo intuire che si tratta di un grande manifesto femminile? Ve lo dico: da niente. Se davvero questo libro è un manifesto, allora è un manifesto letterario. Sciocco è precluderlo all’interesse degli scrittori maschi, che potrebbero trarne ugualmente vantaggio se non gli fosse stata previamente attribuita l’etichetta “femminile” (una parola su cui in letteratura c’è più pregiudizio che mai, promosso in prima istanza dalle stesse autrici; ma su questo torneremo).

    Virginia Woolf aveva tutte le ragioni per dire in Orlando che «ogni segreto dell’anima di uno scrittore, ogni sua esperienza di vita, ogni sua qualità intellettuale è chiaramente leggibile nelle sue opere» senza bisogno di ricorrere a critici che ce ne rivelino il significato. Io ho avuto la fortuna — ma anche un po’ il buon senso — di leggere Orlando prima di questi saggi, che sono stati scritti l’anno successivo, ed è come se i due libri si spiegassero a vicenda. Provate a fare lo stesso e capirete cosa intendo.

    Leggi la recensione qui: https://zeldasroom.wordpress.com/2015/01/14/una-stanza-tutta-per-se-di-virginia-woolf/

    ha scritto il 

  • 4

    A room of one’s own

    Attraverso questo libro Virginia Woolf ci ha presentato il primo suo intervento sul tema “donne e scrittura”.
    Leggendo questo testo il lettore si trova immerso in un trattato pieno di ironia e satira che parla maggiormente su quanto sia stato difficile per una donna affermarsi come scrittri ...continua

    Attraverso questo libro Virginia Woolf ci ha presentato il primo suo intervento sul tema “donne e scrittura”.
    Leggendo questo testo il lettore si trova immerso in un trattato pieno di ironia e satira che parla maggiormente su quanto sia stato difficile per una donna affermarsi come scrittrice.
    Se si va indietro nel tempo infatti si possono contare sulle dita le autrici di successo, molte di queste per avere fama e rispetto dovettero anche adottare uno pseudonimo maschile.
    La Woolf mette tutte le sue forze per fare spazio nella società alle donne che molto spesso venivano considerate troppo carine per poter avere un posto di prestigio in una società patriarcale.
    In questo piccolo saggio ha trascritto alcune delle conferenze che tenne presso i vari istituti femminili inglesi, partendo dalla figura della donna e da come veniva considerata con l’andare dei secoli.
    La domanda che molto spesso Virginia si pone è proprio questa: “Perché se una donna voleva intraprendere una carriera nell’arte o nella scrittura veniva derisa da tutti?”.
    Mi sento di consigliare questo testo a tutti perché fa ragionare il lettore sulla disparità dei sessi e sulle differenze che ci sono tra uomini e donne.
    Inoltre alla fine da un grande incoraggiamento alle giovani donne e ci fa capire come siamo riuscite ad arrivare fino ad oggi ed inoltre che dobbiamo lottare sempre per avere un futuro migliore.

    Buona lettura!

    “Sprangate le vostre biblioteche, se volete, ma non potrete mettere alcun cancello, alcuna catena, alcun lucchetto alla mia libertà mentale”.

    ha scritto il 

  • 2

    forse non l'ho capita, ma a parte la sua battaglia "femminista" nella letteratura, ho fatto fatica a leggerlo, proverò con un altro testo di questa tanto decantata autrice

    ha scritto il 

  • 4

    virginia woolf e il romanzo

    ammetto è il primo libro di questa autrice stranota. Un saggio molto complesso sul rapporto delle donne con la cultura, le lettura, il romanzo. Come sia importante avere uno spazio proprio per scrivere e vivere per ottenere l'indipendenza vera. Dopo una prima parte pesante si alleggerisce e diven ...continua

    ammetto è il primo libro di questa autrice stranota. Un saggio molto complesso sul rapporto delle donne con la cultura, le lettura, il romanzo. Come sia importante avere uno spazio proprio per scrivere e vivere per ottenere l'indipendenza vera. Dopo una prima parte pesante si alleggerisce e diventa fluido un ottimo saggio sulle difficoltà della donna nella storia a volte troppo dimenticata.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che tutte le donne e tutte le amanti dei classici dovrebbero leggere. Ha le sue criticità in quanto soprattutto all'inizio non si capisce bene dove vuole andare a parare ma poi si riprende.

    ha scritto il 

  • 4

    Ce l'ho fatta, ho rotto il ghiaccio. Sono riuscita a portare a termine un libro di Virginia Woolf e, sorpresa-sorpresa, l'ho anche apprezzato. Bastava semplicemente abituarsi alle sue lunghe frasi contorte, capire il suo modo di esprimersi e intestardirsi ad andare oltre le prime venti pagine. ...continua

    Ce l'ho fatta, ho rotto il ghiaccio. Sono riuscita a portare a termine un libro di Virginia Woolf e, sorpresa-sorpresa, l'ho anche apprezzato. Bastava semplicemente abituarsi alle sue lunghe frasi contorte, capire il suo modo di esprimersi e intestardirsi ad andare oltre le prime venti pagine.
    Questo libro parla del rapporto tra le donne e il romanzo, percorrendo la storia delle donne e il punto di vista degli uomini su di loro. Eh sì, perché prima della seconda metà dell'Ottocento, le donne non scrivevano. Non potevano, erano derise, considerate inferiori agli uomini da tutti i punti di vista, continuamente interrotte, convinte che le uniche cose di cui dovevano occuparsi erano quelle legate ai piaceri domestici.
    Poi qualcosa cambiò. Ma la strada è, però, ancora piena di ostacoli.
    Non fatevi scoraggiare, come ho fatto io, dal difficile modo di scrivere di Virginia. Andate avanti nella lettura, fatelo, perché ne vale la pena.

    ha scritto il 

  • 3

    Premettendo che la Woolf non faccia assolutamente parte dei miei autori preferiti e che il suo flusso di coscienza non sia affatto per me, devo ammette che questo saggio si è rivelato davvero interessante.


    La Woolf, femminista convinta e attivamente impegnata nella lotta per la parità dei ...continua

    Premettendo che la Woolf non faccia assolutamente parte dei miei autori preferiti e che il suo flusso di coscienza non sia affatto per me, devo ammette che questo saggio si è rivelato davvero interessante.

    La Woolf, femminista convinta e attivamente impegnata nella lotta per la parità dei sessi, ripercorre la storia letteraria della donna: attraverso le parole di una protagonista anonima discute sul problema delle donne ad affermarsi in campo letterario, da secoli la figura femminile è vista come donna di casa, impegnata a gestire le faccende domestiche e i figli, di qui il problema che la donna non riesca a crearsi un posto in società, del resto come potrebbe?! Perchè, del resto, "una donna deve avere soldi e una stanza tutta per sé per poter scrivere".

    Attraverso l'analisi del linguaggio maschile e delle opinioni di illustri professionisti e di un mondo maschilista e chiuso quale è quello letterario, la Woolf scrive una critica letteraria e sociale per rivendicare la possibilità, per una donna, di "accedere" a quella cultura che sembra essere un privilegio di "pochi".

    La parte più interessante è stata sicuramente quella centrale, quando si è iniziato a parlare di quelle autrici che amo e che hanno creato qualcosa di magnifico: Jane Austen e Charlotte Bronte, senza dimenticare Emily Bronte e George Eliot.

    "E inoltre, pensavo guardando i quattro nomi più famosi, che cosa aveva in comune George Eliot con Emily Bronte?E non è forse vero che Charlotte Bronte non riuscì affatto a capire Jane Austen?Tranne il dato, probabilmente importante, che nessuna di loro ebbe figli, non avrebbero potuto ritrovarsi in una stanza quattro personalità più diverse; così diverse che ci viene voglia di inventare un incontro e un dialogo fra loro."

    http://geekybookers.blogspot.it/2014/11/mini-recensione-una-stanza-tutta-per-se_10.html

    ha scritto il 

  • 4

    Donne e arte

    “Cos'altro posso fare per incoraggiarvi a far fronte alla vita? Ragazze, dovrei dirvi che a mio parere siete vergognosamente ignoranti. Non avete mai fatto scoperte di alcuna importanza. Non avete mai fatto tremare un impero, né condotto in battaglia un esercito. Non avete scritto i drammi di Sha ...continua

    “Cos'altro posso fare per incoraggiarvi a far fronte alla vita? Ragazze, dovrei dirvi che a mio parere siete vergognosamente ignoranti. Non avete mai fatto scoperte di alcuna importanza. Non avete mai fatto tremare un impero, né condotto in battaglia un esercito. Non avete scritto i drammi di Shakespeare, e non avete mai impartito i benefici della civiltà ad una razza barbara. Come vi giustificate? È facile dire: abbiamo avuto altro da fare. Senza la nostra attività nessuno avrebbe solcato questi mari, e queste terre fertili sarebbero state deserto. Abbiamo partorito e allevato e lavato e istruito, forse fino all'età di sei o sette anni, i milleseicentoventitré milioni di esseri umani che secondo le statistiche sono attualmente al mondo; e questa fatica richiede tempo. Devo ricordarvi che fin dal 1866 esistevano in Inghilterra almeno due colleges femminili; che, a partire dal 1880, una donna sposata poteva, per legge, possedere i propri beni; e nel 1919 le è stato concesso il voto? Devo anche ricordarvi che da ben dieci anni vi è stato aperto l'accesso a quasi tutte le professioni? Se riflettete su questi immensi privilegi e sul lungo tempo in cui sono stati goduti, e sul fatto che in questo momento devono esserci quasi duemila donne in grado di guadagnare più di cinquecento sterline l'anno, in un modo o nell'altro, ammetterete che la scusa di mancanza di opportunità, di preparazione, di incoraggiamento, di agio e di denaro non regge più.”

    “Una stanza tutta per sé” è un saggio dove Virginia Woolf evidenzia come la donna abbia avuto un posto ridotto nella vita culturale, non avendo avuto l’opportunità di ottenere un luogo della casa dove potersi dedicare alla riflessione, alla scrittura, alla musica o all’arte figurativa e l’autosufficienza economica necessaria per avere la “libertà intellettuale nel cui seno nascono le grandi opere”.
    Per la Woolf ci si può dedicare all’arte solo se ci si può concentrare su di essa liberi dalle incombenze quotidiane che la vita comporta. E questo vale sia per gli uomini che per le donne. Ma se per gli uomini l’impedimento è stato solo di carattere economico, per le donne la situazione è diversa. In passato sono state quasi unicamente figlie, mogli, madri, nonne e quindi tagliate fuori dalla possibilità di dedicarsi ad attività di altro tipo. Solo negli ultimi tempi la situazione è cambiata.

    “Fra cento anni, d'altronde, pensavo giunta sulla soglia di casa, le donne non saranno più il sesso protetto. Logicamente condivideranno tutte le attività e tutti gli sforzi che una volta erano stati loro negati. La balia scaricherà il carbone. La fruttivendola guiderà la macchina. Ogni presupposto basato sui fatti osservati quando le donne erano il sesso protetto sarà scomparso; ad esempio (in strada stava passando un plotone di soldati) l'idea che le donne, i preti e i giardinieri vivano più a lungo. Togliete questa protezione, esponete le donne agli stessi sforzi e alle stesse attività, lasciatele diventare soldati, marinari, camionisti e scaricatori di porto, e vi accorgerete che le donne muoiono assai più giovani e assai più presto degli uomini; cosicché si dirà: "Oggi ho visto una donna", come si diceva "Oggi ho visto un aereo". Può accadere qualunque cosa quando la femminilità cesserà di essere un'occupazione protetta, pensavo, aprendo la porta.”

    Idee molto chiare, quelle della Woolf, che scrive un saggio decisamente molto interessante.

    ha scritto il 

  • 2

    Bel tema sviluppato attorno alla donna e la sua mancata possibilità di essere una scrittrice. Ho dato 2 stelline solo perché non sono interessata all'argomento, però è ben sviluppato.

    ha scritto il 

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