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Una stella di nome Henry

Di

Editore: Guanda (Narratori della fenice)

3.9
(416)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 431 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8882461815 | Isbn-13: 9788882461812 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giuliana Zeuli

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Dublino, primi del '900. Madre religiosa e praticante, padre molto meno (è il buttafuori di un casino e di tanto in tanto ammazza gente per conto di terzi), Henry Smart cresce in fretta. Appena comincia a camminare va già in giro a rubare e a mendicare. Diventerà un killer della causa irlandese, ma la sua storia non si esaurisce qui; Henry è un personaggio amato dalle donne e la sua iniziazione sentimentale e sessuale non è meno avventurosa della vicenda politica. Oltre alla storia di un uomo, questo è anche il grande "romanzo di una città", Dublino, illuminata in ogni suo segreto.
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  • 4

    I RIBELLI NON POSSONO ESSERE SANTI

    Premetto che adoro Doyle, comunque questo libro nonostante a tratti possa sembrare grottesco e iperbolico è uno spaccato che toglie qualsiasi romanticismo alla lotta per l'indipendenza e la descrive come violenta e brutale al limite dell'orrore, ma nello stesso tempo la rende eroica e necessaria ...continua

    Premetto che adoro Doyle, comunque questo libro nonostante a tratti possa sembrare grottesco e iperbolico è uno spaccato che toglie qualsiasi romanticismo alla lotta per l'indipendenza e la descrive come violenta e brutale al limite dell'orrore, ma nello stesso tempo la rende eroica e necessaria per la libertà e la determinazione di un popolo ad autogovernarsi!

    ha scritto il 

  • 4

    Il punto di forza di questo libro sta nello straordinario mix che Doyle riesce a creare tra le vicende indipendentistiche irlandesi del primo Novecento e la storia (personale, familiare, sentimentale e anche "politica") di uno dei suoi protagonisti (a volte suo malgrado, in realtà), Henry Smart. ...continua

    Il punto di forza di questo libro sta nello straordinario mix che Doyle riesce a creare tra le vicende indipendentistiche irlandesi del primo Novecento e la storia (personale, familiare, sentimentale e anche "politica") di uno dei suoi protagonisti (a volte suo malgrado, in realtà), Henry Smart. E lo fa con uno stile accattivante, che "acchiappa" il lettore e riesce a tenerlo desto anche nei passaggi meno riusciti, quando il racconto si appesantisce e il motore, per usare una metafora, va "fuori giri".
    Un bel libro, ben scritto, originale e, a tratti, anche divertente

    ha scritto il 

  • 5

    Roddy Doyle è un fottuto bastardo.


    ha quel suo modo di scrivere che ti invischia nella storia, e non riesci a chiudere il libro, e non importa se il libro è bello o brutto. e senti gli odori, la terra bagnata dalla pioggia irlandese o quello della polvere da sparo, o il sapore del sangue ...continua

    Roddy Doyle è un fottuto bastardo.

    ha quel suo modo di scrivere che ti invischia nella storia, e non riesci a chiudere il libro, e non importa se il libro è bello o brutto. e senti gli odori, la terra bagnata dalla pioggia irlandese o quello della polvere da sparo, o il sapore del sangue in bocca dopo che qualcuno ti ha colpito con una gamba di legno.. e continui a leggere perchè la storia sei tu, e non puoi rifiutarti di vivere la vita..

    questa volta Doyle si cimenta con la Storia dell'Irlanda, con il periodo che va dall'Insurrezione di Pasqua alla firma del Trattato Anglo Irlandese e la successiva Guerra Civile.

    Il protagonista è un fantomatico Henry Smart, una sorta di Forrest Gump sempre presente al fianco dei grandi personaggi irlandesi di quel periodo, da Michael Collins ad Eamon de Valera, ma senza mai essere in primo piano.

    Smart è bello, è forte, è coraggioso, è giovane e virile, è un rivoluzionario perfetto! Finchè non inizia a porsi delle domande..

    Oltre a questo c'è la sua vita, il suo rapporto con il padre e la nonna, ed un fratello maggiore morto prematuramente di nome Henry, che è una delle sue ossessioni..

    e c'è poi l'amore, rissoso, furibondo, rocambolesco, con un'eroina davvero particolare..

    bello bello bello, magari lunghetto, forse qualche pagina si poteva saltare, ma il risultato finale è un viaggio in apnea dentro il mondo di Smart da cui riemergi solo all'ultima pagina

    ha scritto il 

  • 1

    Premetto, amo l'Irlanda e la sua gente, credo di conoscere un pochino la loro storia e il loro modo di essere.
    Questo libro è inverosimile, scritto male, inutilmente lungo, noioso e discutibile sul piano storico.

    ha scritto il 

  • 4

    Tanti saluti Irlanda

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    Ho visto Hunger di Steve McQueen di recente. L'impatto con la violenza esposta ufficiale recente di quel film mi ha spinto alla ricerca di suggerimenti librari sulla vicenda dell'IRA, e della storia d'Irlanda più in generale, fra le recensioni di Anobii. Ho avuto la buona idea di raccog ...continua

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    Ho visto Hunger di Steve McQueen di recente. L'impatto con la violenza esposta ufficiale recente di quel film mi ha spinto alla ricerca di suggerimenti librari sulla vicenda dell'IRA, e della storia d'Irlanda più in generale, fra le recensioni di Anobii. Ho avuto la buona idea di raccogliere il consiglio di un anobiano che indicava questo romanzo di Doyle come preludio a qualsiasi approfondimento storico sulla vicenda indipendentista dell'isola.

    ha scritto il 

  • 4

    finito con un dubbio

    il libro mi è piaciuto, il romanzo interessante, il personaggio descrittivo da Doyle è veramente bello, l'Irlanda di inizio secolo che si appresta a rivendicare la propria indipendeza è uno di quei passaggi della storia che mi ha sempre interessato....
    ma allora perchè ci ho messo così tant ...continua

    il libro mi è piaciuto, il romanzo interessante, il personaggio descrittivo da Doyle è veramente bello, l'Irlanda di inizio secolo che si appresta a rivendicare la propria indipendeza è uno di quei passaggi della storia che mi ha sempre interessato....
    ma allora perchè ci ho messo così tanto per leggerlo? perchè mi ha rubato così tanti sbadigli?

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura piacevole, anche se a tratti "allungata": ogni tanto Doyle (Henry Smart) si compiace di sé stesso e si lascia andare in lunghe digressioni slegate dalla narrazione.


    Una luce diversa sull'indipendenza irlandese, uno sguardo critico di un Irlandese che ha creduto nella causa ma che b ...continua

    Lettura piacevole, anche se a tratti "allungata": ogni tanto Doyle (Henry Smart) si compiace di sé stesso e si lascia andare in lunghe digressioni slegate dalla narrazione.

    Una luce diversa sull'indipendenza irlandese, uno sguardo critico di un Irlandese che ha creduto nella causa ma che ben presto ha dovuto rendersi conto che, come in tutte le battaglie, il movente è quello economico e la ricerca del potere. Come diceva Orwell, "il fine della rivoluzione è il potere!" E questo anche in Irlanda...

    ha scritto il 

  • 4

    Ancora una volta Roddy Doyle non mi ha deluso, perché è riuscito a mantenere in equilibrio un libro dalla trama non facile che avrebbe potuto risultare scontato o pesante mentre la sua penna (o tastiera che sia) ha resistito fluente fino in fondo, senza cedimenti.
    I messaggi passati attrave ...continua

    Ancora una volta Roddy Doyle non mi ha deluso, perché è riuscito a mantenere in equilibrio un libro dalla trama non facile che avrebbe potuto risultare scontato o pesante mentre la sua penna (o tastiera che sia) ha resistito fluente fino in fondo, senza cedimenti.
    I messaggi passati attraverso le parole e gli occhi del protagonista sono parecchi e sono sicuramente un invito ad approfondire un periodo storico che normalmente viene sintetizzato in poche righe. Buono.

    ha scritto il 

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