Una storia semplice

Di

Editore: CDE su licenza Adelphi

4.0
(3342)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 66 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000019428 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

Ti piace Una storia semplice?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Nulla è come sembra

    Una storia semplice è un breve romanzo di carattere poliziesco dello scrittore Leonardo Sciascia che all'apparenza è semplice ma in reltà la storia è piu complicata di quello che sembra .La narrazione ...continua

    Una storia semplice è un breve romanzo di carattere poliziesco dello scrittore Leonardo Sciascia che all'apparenza è semplice ma in reltà la storia è piu complicata di quello che sembra .La narrazione si apre con una telefonata ricevuta al commissariato di polizia effettuata da un uomo, Giorgio Roccella, che afferma di aver trovato una cosa all’interno della sua abitazione e domanda alla polizia di poter fargli visita. Il commissario convince il brigadiere che si tratta di uno scherzo dato che l'uomo che aveva chiamato, un diplomatico, non veniva in quei luoghi da anni ed era improbabile che fosse tornato. Il brigadiere si offre di andare sul luogo ma il commissario gli dice che, se vuole, può passare l'indomani tanto egli sarebbe stato assente fino a lunedì per festeggiare San Giuseppe da un suo amico in campagna. Così, l’indomani, arrivando al villino, il brigadiere e gli agenti fanno la spiacevole scoperta del corpo di Roccella con un grumo di sangue vicino alla tempia che indica il foro di un proiettile. La prima impressione è che si tratti di suicidio ma viene ben presto scartata dal brigadiere per una serie di indizzi un esempio l'arma del delitto una pistola tedesca si trova a terra sulla destra della poltrona e la mano del morto, invece di penzolare, è sul piano della scrivania a fermare un foglio su cui si leggeva: Ho trovato .Sulla scrivania si trovano un mazzo di chiavi, un calamaio di peltro, una fotografia di almeno cinquanta anni prima che rappresenta una allegra comitiva e vicino al foglio una penna stilografica chiusa che convince il brigadiere trattarsi di omicidio.Il brigadiere così elabora una teoria. Egli pensa che l'uomo, dopo aver telefonato, abbia iniziato a scrivere quello che aveva trovato ormai dubitando che la polizia arrivasse e che poi, sentito bussare alla porta abbia aperto, nella convinzione che fosse la polizia, ma si era trovato davanti, invece, l'assassino. La penna chiusa dimostrava solamente che l'assassino aveva cercato di far passare l'omicidio per suicidio. Nella storia sono presenti innumerevoli personaggi secondari per esempio persone interrogate dalla polizia in merito all’uccisione di Roccella , il figlio la moglie della vittima , un prete ,un automobilista e un vecchio professore mentre i personaggi principali sono tre il Brigadiere ,Commissario e la vittima .L'autore attraverso questo breve romanzo sprimere una critica nei confronti della giustizia e delle forze dell’ordine, in Italia , denunciando con vigore la prassi di concludere le indagini il prima possibile scegliendo la strada più corta che nella maggior parte dei casi è quella abagliata , senza prestare attenzione alle piccole contraddizioni che a volte svelano la vera natura dei fatti e ancora piu rivelante fa emergere il contrasto tra Polizia e Carabinieri, che spesso tende ad ostacolare le indagini.Ho letto questo romanzo su richiesta della mia fidanzata che con testuali parole ha suscitato il mio interesse " Sicuramente ti piacerà " che dire l'ho letto con poche pretese ma mi ha subito rapito e il mio interesse è cresciuto sempre piu leggendolo in un'oretta , credo che questo romanzo rispecchi la nostra società e quei casi irrisolti di cronaca nera che nei Tg ci vengono spiegati con una linea di narrazione diretta con una sola trama semplice ma in realtà è ben diversa ci sono tante sottotrame che hanno portato a quel delitto , proprio questo L'autore ci vuol far capire sembra una storia semplice ma non lo è . Vi straconsiglio di leggerlo non ve ne pentirete .

    ha scritto il 

  • 3

    “Una storia semplice” di Leonardo Sciascia è un libro che racconta paradossalmente una storia complicata. Si tratta, infatti, di un romanzo giallo.
    La narrazione si apre con una telefonata ricevuta al ...continua

    “Una storia semplice” di Leonardo Sciascia è un libro che racconta paradossalmente una storia complicata. Si tratta, infatti, di un romanzo giallo.
    La narrazione si apre con una telefonata ricevuta al commissariato di polizia effettuata da un uomo, Giorgio Roccella, che afferma di aver trovato «una cosa» all’interno della sua abitazione e domanda alla polizia di poter fargli visita. Non dando la dovuta importanza a questa telefonata, il commissario, prima di lasciare l’ufficio in tarda serata, assegna al brigadiere il compito di recarsi il giorno seguente a casa del signor Roccella. Così, l’indomani, arrivando al villino, il brigadiere e gli agenti fanno la spiacevole scoperta del corpo di Roccella con un grumo di sangue vicino alla tempia che indica il foro di un proiettile. La prima ipotesi è il suicidio, ma una serie di indizi lo indica come una soluzione sbagliata e tende a favorire l’idea dell’omicidio. Attraverso una serie di interrogatori e strani fatti verificatisi immediatamente dopo la scoperta del corpo, il brigadiere arriverà alla soluzione del caso.
    Nel romanzo sono presenti numerosi personaggi, ma si tratta in quasi tutti i casi di personaggi secondari, solitamente persone interrogate dalla polizia in merito all’uccisione di Roccella. Tra questi troviamo il figlio e la moglie della vittima, un anziano professore, un automobilista, un prete e diversi funzionari della polizia e dei carabinieri. Il protagonista è invece il brigadiere Antonio Lagandara e con lui troviamo altri personaggi principali, quali il commissario di polizia e la vittima.
    In “Una storia semplice” lo spazio ha funzione oggettiva e i fatti si svolgono in un passato imprecisato.
    In questa storia il narratore è onnisciente e l’autore sfrutta questa tecnica per esprimere una critica nei confronti della giustizia, ma soprattutto delle forze dell’ordine, in Italia. Fa questo anche attraverso l’identità dell’assassino ed evidenziando la tendenza a concludere le indagini il prima possibile scegliendo la strada più corta, senza prestare attenzione alle piccole contraddizioni che a volte svelano la vera natura dei fatti. In questo contesto emerge anche il contrasto tra Polizia e Carabinieri, che spesso tende ad ostacolare le indagini.
    Personalmente, ho trovato questa lettura molto piacevole ed interessante. Sciascia aggiunge agli elementi del giallo un’evidente critica alla nostra società, spesso non presente o non esplicitata in altri romanzi polizieschi. Questo libro è lo specchio dei casi di cronaca nera, spesso non o non completamente risolti, che riempiono i quotidiani e i telegiornali. Infine, anche in questa opera sono presenti riferimenti a Luigi Pirandello, uno scrittore evidentemente particolarmente stimato dall’autore. E dove, se non in un romanzo giallo, le “maschere” di Pirandello sarebbero più azzeccate?

    ha scritto il 

  • 5

    Dati quegli ordini, e continuando a dire all'agente che era rimasto con lui di non toccar nulla, il brigadiere cominciò a fare il suo lavoro di osservazione, in funzione del rapporto scritto che gli t ...continua

    Dati quegli ordini, e continuando a dire all'agente che era rimasto con lui di non toccar nulla, il brigadiere cominciò a fare il suo lavoro di osservazione, in funzione del rapporto scritto che gli toccava poi fare: compito piuttosto ingrato sempre, i suoi anni di scuola e le sue non frequenti letture non bastando a metterlo in confidenza con l'italiano. Ma, curiosamente, il fatto di dover scrivere delle cose che vedeva, la preoccupazione, l'angoscia quasi, dava alla sua mente una capacità di selezione, di scelta, di essenzialità per cui sensato ed acuto finiva con l'essere quel che poi nella rete dello scrivere restava. Così è forse degli scrittori italiani del meridione, siciliani in specie: nonostante il liceo, l'università e le tante letture.

    Questo breve romanzo del 1989 è l'ultima opera di Leonardo Sciascia, che per l'idea del (quasi)ritrovamento di un famoso quadro, trafugato chissà da quanto, prese spunto da un vero fatto di cronaca: il furto di una tela di Caravaggio (ad oggi ancora dispersa) avvenuto a Palermo nel 1969.
    È una storia di sangue e di innocenti fatti fuori perché finiscono nel posto sbagliato al momento sbagliato, e magari si azzardano pure a fare la domanda sbagliata.
    È una storia di mafia in cui questa parola o i suoi sinonimi non vengono mai utilizzati.
    È anche una storia di gente perbene che si impegna per migliorare le cose, ma che nel farlo si ritrova a lottare su tanti, troppi fronti.
    È, in conclusione, una storia intricata ma raccontata per l'appunto in maniera svelta, diretta ed essenziale — in una parola: semplice —, a quella che per l'autore è la maniera degli scrittori siciliani, che lui, in questa sorta di testamento letterario, vuole rappresentare.
    5 stelline e segnarsi di rileggerlo di tanto in tanto.

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia semplice, che semplice non è

    Il titolo è in completa antitesi col contenuto: la trama è intricata e si articola in numerosi risvolti, di quelli che caratterizzano i casi, molti dei quali ancora irrisolti, della Sicilia degli anni ...continua

    Il titolo è in completa antitesi col contenuto: la trama è intricata e si articola in numerosi risvolti, di quelli che caratterizzano i casi, molti dei quali ancora irrisolti, della Sicilia degli anni 80. Quello che viene presentato fin da subito come un suicidio viene confutato in poche righe da una seconda ipotesi di omicidio, a tutto ciò si collegano furto di opere d'arte, traffico di droga e mafia (sebbene le ultime due non vengono direttamente menzionate). Il libro si apre con un epigrafe di Durrenmatt che rappresenta con essenzialità e chiarezza il vero intento di Sciascia: "Ancora una volta voglio scandagliare scrupolosamente le possibilità che forse ancora restano della giustizia". Lo scrittore non vuole solo parlare di un episodio accattivante, ma vuole scioccare, sconvolgere il lettore, raccontare di chi fa della giustizia una speranza. Lo fa soprattutto attraverso la figura del brigadiere, uomo semplice e onesto, in primo piano all'interno della situazione, che nonostante ciò rimane in disparte nella rivalità tra le due forze dell'ordine che lavorano al caso. Sciascia è capace di mostrare con accortezza non solo come la mafia sia riuscita a diramarsi fino alle istituzioni, ma anche come i cittadini stessi convivano in questo clima di criminalità, con menefreghismo, indifferenza e passiva accettazione. Un libro che lascia l'amaro in bocca, ma capace di far riflettere.

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante la brevità del racconto (66 pagine) Leonardo Sciascia crea un memorabile giallo dalla trama intricata, e il risultato finale non è affatto quello di una storia semplice ma complicatissima. ...continua

    Nonostante la brevità del racconto (66 pagine) Leonardo Sciascia crea un memorabile giallo dalla trama intricata, e il risultato finale non è affatto quello di una storia semplice ma complicatissima. Egli non vuole ricreare lo scenario di un banale giallo ambientato in Sicilia ma vuole sconvolgere il lettore, scioccarlo, lasciarlo senza parole e con un po' di amaro in bocca cercando però allo stesso tempo di dargli speranza riguardo al caso. Questo libro tratta della mafia e della droga ma questi aspetti sono messi in secondo piano dalla ricerca dell'autore di giustizia e il brigadiere, il protagonista, è la rappresentazione di questa possibilità di giustizia. Egli, uomo onesto e semplice si muove tra persone corrotte e le continue rivalità tra i carabinieri e la polizia che invece di collaborare per la risoluzione del caso sprecano il loro tempo. Questo tema centrale lo scoprirete subito aprendo la prima pagina del libro dove c'è una citazione dalla Giustizia di Durrenmatt. Tutto inizia con una telefonata, un messaggio incompiuto e con un apparente suicidio e subito tutto si evolve, inizia a mutare, la storia si espande e si aggroviglia con un ritmo talmente veloce senza lasciarti l'opportunità di riflettere che vieni subito trasportato nella storia e ti immedesimi nei fatti che vieni a scoprire di volta in volta insieme al protagonista e quindi alla fine ti sembra di essere proprio tu quello su cui dipende la risoluzione del caso, sei tu quello che deve fare giustizia. Questo libro è una rivelazione, una storia da leggere in continuazione, che non ti stanca mai anzi ti appassiona sempre di più. Mi rivolgo a voi amanti della giustizia e delle storie inaspettate, leggete questo libro!!!

    ha scritto il 

  • 0

    Ai sopravvissuti del 'il giorno della civetta' consiglio questo libro.

    Marzo 1989,una chiamata arriva alla stazione di polizia.

    Così inizia una storia semplice che di semplice non ha nulla.Sciascia, come tutti i suoi racconti,ci catapulta nella sicilia mafiosa che però, ...continua

    Marzo 1989,una chiamata arriva alla stazione di polizia.

    Così inizia una storia semplice che di semplice non ha nulla.Sciascia, come tutti i suoi racconti,ci catapulta nella sicilia mafiosa che però, in questa storia,osserva.

    La chiamata proveniva da un certo Rocella, onorevole ormai in pensione e possessore di una villetta poco lontana dalla centrale.Il brigadiere riferisce l'accaduto al comandante che, non curante,se ne va.
    L'indomani il brigadiere e una scorta si avviano verso la villetta e,entrati,trovano il cadavere dell'onorevole con affianco un biglietto con scritto 'ho trovato'.
    Chi l'ha ucciso?Cos'ha trovato? Perché era tornato dopo tanti anni nella villetta in campagna?

    Ambientata ancora una volta in Sicilia, questa storia vi farà intraprendere molte strade,tutte sbagliate però.
    La mafia è presente, ma aspetta fino alla fine per uscire fuori.
    I particolari diventano fondamentali e solo il brigadiere va controcorrente,contro il sistema; senza scrupoli non vuole lasciare il caso ed è proprio questo che vi terrà attaccati al testo.

    Sciascia inventa una storia che non vi farà dormire la notte, peccato però che sia solo 60 pagine;fortunatamente nella botte piccola c'è il vino buono.

    ha scritto il 

  • 4

    Breve ma intenso.

    Sciascia inventa una storia semplice che però nel complesso risulta piena di eventi e colpi di scena; il titolo si scopre dunque un inganno. Questo libro racconta di due problemi riguardanti la Sicili ...continua

    Sciascia inventa una storia semplice che però nel complesso risulta piena di eventi e colpi di scena; il titolo si scopre dunque un inganno. Questo libro racconta di due problemi riguardanti la Sicilia e il Sud Italia in particolare: la droga e la mafia. Tutto inizia con una telefonata alla polizia, da parte di Giorgio Roccella. All'inizio tutto sembra portare ad un suicidio, quindi con un andamento della storia lineare e semplice; poi in realtà la storia si ribalta completamente, con un finale che ci farà capire le vere problematiche del mondo reale e attuale. Questo libro mi è piaciuto e consiglio la lettura, molto facile e veloce date anche le poche pagine. Nonostante ciò Sciascia a mio parere è molto bravo a rendere il libro molto avvincente e pieno di particolari.

    ha scritto il 

  • 0

    La complessità di un titolo semplice.

    Sciascia, decide di scrivere una storia da lui definita "semplice" nel titolo che le attribuisce quando invece, per trama e contenuto, risulta molto intrigata e riguarda temi di un'importanza rilevant ...continua

    Sciascia, decide di scrivere una storia da lui definita "semplice" nel titolo che le attribuisce quando invece, per trama e contenuto, risulta molto intrigata e riguarda temi di un'importanza rilevante come appunto quello della mafia. E' un romanzo che travolge, da leggere tutto d'un fiato, nonostante sia breve come racconto riesce a rendere perfettamente l'idea della realtà che l'autore vuole comunicare. Se siete alla ricerca di un romanzo intrigante, con un finale inaspettato e poco prevedibile, è il libro che fa al caso vostro!
    Un uomo, Giorgio Roccella, decide di tornare in Sicilia, la sua patria natale, soprattutto per recuperare delle vecchie lettere ricevute dal bisnonno e dal nonno da parte di Garibaldi e altri personaggi importanti. Tornato nella sua villa, fa un'intrigante scoperta e decide per questo motivo di avvisare la polizia senza dire loro di cosa si trattasse. Il commissario risulta disinteressato dalla questione e manda il brigadiere l'indomani a controllare. Fu il brigadiere stesso, che arrivato all'abitazione venne alla scoperta dell'omicidio sul quale viene incentrato il romanzo e, preso dai sospetti, dai caratterizzanti indizi trovati alla villa e dei passi falsi commessi da qualcuno di molto vicino alla questione, decide di mettersi alla ricerca del colpevole!

    ha scritto il 

  • 5

    Tanti e piccoli particolari

    Questo libro è un giallo siciliano che racconta due problemi molto grandi riguardanti il Sud Italia:la mafia e la droga.La narrazione è ricca di colpi scena che ribaltano continuamente la situazione c ...continua

    Questo libro è un giallo siciliano che racconta due problemi molto grandi riguardanti il Sud Italia:la mafia e la droga.La narrazione è ricca di colpi scena che ribaltano continuamente la situazione coinvolgendo sempre di più l'attenzione del lettore. L'inizio fa pensare che l'evento iniziale non sia fondamentale per la continuazione della storia e che sia solo il primo di vari eventi ma in realtà l'autore è molto bravo come già detto nel ribaltare la situazione analizzando molto attentamente la scena iniziale facendone notare particolari che saranno poi la base dell'incredibile conclusione .
    Questo libro personalmente mi è piaciuto molto perchè racconta di un problema che tutt'ora persiste in gran parte dell'Italia e viene raccontato in modo semplice con un lessico non troppo elevato che rende facile la lettura,inoltre la storia è molto avvincente piena di particolari fondamentali nonostante la lunghezza del libro che può far pensare ad una storia banale.

    ha scritto il 

  • 5

    "semplice" all'apparenza

    Sinceramente all'inizio sottovalutavo questo libro, forse solo per la lunghezza ed il titolo, ma ora posso dire che Sciascia mi ha sorpreso scrivendo questo giallo sulla sua terra e i problemi di essa ...continua

    Sinceramente all'inizio sottovalutavo questo libro, forse solo per la lunghezza ed il titolo, ma ora posso dire che Sciascia mi ha sorpreso scrivendo questo giallo sulla sua terra e i problemi di essa senza sottolinearli ma raccontando appunto "semplicemente" una storia che non lo è affatto. La trama, che parte da una sola telefonata, si espande molto velocemente e si ingarbuglia, quindi richiede anche molte riflessioni da parte del lettore seppur sia concisa.
    L'autore però, nonostante scriva in maniera semplice, non tralascia particolari e descrizioni minuziose che mi hanno davvero catturato.
    Nonostante la lunghezza lo ritengo un giallo esemplare per lo stile e la resa della trama.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per