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Una storia semplice

Di

Editore: CDE su licenza Adelphi

4.0
(3162)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 66 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000019428 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 3

    Una storia semplice è in realtà una storia complicatissima, un giallo siciliano, con sfondo di mafia e droga. Eppure mai – ed è un vero tour de force – l’autore si trova costretto a nominare sia l’una ...continua

    Una storia semplice è in realtà una storia complicatissima, un giallo siciliano, con sfondo di mafia e droga. Eppure mai – ed è un vero tour de force – l’autore si trova costretto a nominare sia l’una sia l’altra parola. Tutto comincia con una telefonata alla polizia, con un messaggio troncato, con un apparente suicidio. E subito, come se assistessimo alla crescita accelerata di un fiore, la storia si espande, si dilata, si aggroviglia, senza lasciarci neppure l’opportunità di riflettere. Davanti alla proliferazione dei fatti, non solo noi lettori ma anche l’unico personaggio che nel romanzo ricerca la verità, un brigadiere, siamo chiamati a far agire nel tempo minimo i nostri riflessi – un tempo che può ridursi, come in una memorabile scena del romanzo, a una frazione di secondo. È forse questo l’estremo azzardo concesso a chi vuole «ancora una volta scandagliare scrupolosamente le possibilità che forse ancora restano alla giustizia». Estremo frutto di una disincantata riflessione sui mali d'Italia, il libro fu pubblicato postumo ma in versione definitiva. Si tratta infatti di un perfetto ed essenziale congegno narrativo in cui Sciascia lavora a scarnificare più di quanto non abbia fatto abitualmente la struttura del romanzo, il carattere dei personaggi, i loro vissuti. Lo scrittore ebbe a definire, pochi mesi prima della morte la sua visione dell'Italia con un significativo ossimoro: "serenamente disperata". Questa visione è ben trasposta nel libro che brilla di una luce fredda e ha flebili echi nell'animo del lettore. Storia di mafia e di droga, di collusioni nell'ambito della polizia e del clero, di ordinaria e interessata inefficienza e ignoranza nell'apparato dello stato. Tutto ridotto nello schema di un apologo che parla in prevalenza all'intelligenza e all'ironia del lettore. Scena memorabile: un magistrato superficiale e confusionario interroga il suo vecchio professore d’italiano in quanto conoscente dell’uomo ucciso. Dopo aver rievocato il suo non brillante passato di studente d'italiano, afferma compiaciuto che questa carenza non gli ha impedito di diventare procuratore della repubblica. Replica tagliente del professore: ‘L’italiano non è l’italiano: è il ragionare. Con meno italiano lei sarebbe forse ancora più in alto”.
    Appunto: se le parole avessero un senso e fossero spina dorsale della ragione forse si potrebbe ricominciare a mettere un po’ d’ordine, anche in questa "storia semplice".

    ha scritto il 

  • 5

    Storia semplice all'italiana, ma tutt'altro che semplice

    Ci si interroga sul perché siamo arrivati oggi (anno 2015) ad altissimi livelli di corruzione diffusa nelle strutture del potere e Leonardo Sciascia queste storie ce le ha raccontate fin dagli anni '6 ...continua

    Ci si interroga sul perché siamo arrivati oggi (anno 2015) ad altissimi livelli di corruzione diffusa nelle strutture del potere e Leonardo Sciascia queste storie ce le ha raccontate fin dagli anni '60, inutilmente, visti i risultati. Il libro è un racconto lungo ambientato alla fine degli anni '80, purtroppo è l'ultima opera di Sciascia, verrà pubblicata giusto il giorno della sua morte.
    Tratta di omicidio per nascondere un furto ed altre attività illecite, forse produzione e spaccio di stupefacenti, coinvolgimento di responsabili delle forze dell'ordine e di occultamento della verità operato dalle stesse forze dell'ordine, per evitare scandali o per coprirsi a vicenda, questo non lo si capisce bene.
    Grazie agli eventi sopravvenuti sarà archiviato come "incidente", anche a discapito di una potenziale vittima, onesto carabiniere, che subodorato il pericolo era all'ertato e si era difeso salvandosi da una sicura morte, e la storia termina lì. Visto che l'unico testimone casuale passante coinvolto per pura combinazione, messo inizialmente in galera senza colpa, una volta liberato ci penserà bene a fornire un'altra testimonianza che sarebbe stata utile per incriminare tutti i colpevoli.
    ... e vissero felici e scontenti ... e meritatamente.

    ha scritto il 

  • 3

    "Ad un certo punto della vita, non è la speranza l'ultima a morire, ma il morire è l'ultima speranza".

    Mai titolo fu più ingannevole : non c’è nessuna storia semplice, anzi, la storia che ci racconta Sciascia è piuttosto complessa e anche molto dolorosa...
    Qual è stata la causa della morte di Giorgio R ...continua

    Mai titolo fu più ingannevole : non c’è nessuna storia semplice, anzi, la storia che ci racconta Sciascia è piuttosto complessa e anche molto dolorosa...
    Qual è stata la causa della morte di Giorgio Rocio? E’ il primo interrogativo che si pone il lettore già fin dalle prime pagine…
    Giorgio Rocio è un ambasciatore in pensione che, dopo una lunga assenza, fa ritorno nella sua villa di campagna.
    Dopo alcuni giorni dal suo ritorno, la vittima telefona alla vicina stazione di polizia, chiedendo di poter parlare con un ufficiale di una importantissima scoperta che ha da poco fatto.
    L’incontro dovrebbe avvenire il giorno seguente, ma Rocio non ci arriverà perché verrà trovato cadavere dallo stesso ufficiale e dai suoi uomini nella sua villa di campagna.
    Tutto fa pensare a un suicidio : la posizione del corpo, l’arma del delitto, una vecchia pistola di proprietà dell’uomo, una lettera, o meglio ancora due parole che l’uomo aveva lasciato scritte: “Ho trovato”.
    Queste ultime parole non convincono l’ufficiale, il brigadiere Antonio Lagandara, che ben presto scoprirà che in quella casa manca un quadro di estremo valore e dietro il quale sembra esserci l’ombra della malavita organizzata…
    Come in “Todo modo” e “il giorno della civetta” c’è di nuovo il dualismo tra bene e male come protagonista, c’è di nuovo lo scontro annoso tra legalità e illegalità, c’è di nuovo quel sopraffare della malavita che ha purtroppo distrutto una delle regioni più belle d’Italia.
    C’è tanta amarezza in questo breve racconto così come è presente in ogni opera di Sciascia, l’amarezza di vedere questa meravigliosa isola insanguinata dagli innumerevoli fatti cruenti che hanno come unico comune denominatore la Mafia, questo cancro che erode la società sin dalle sue fondamenta, che coinvolge anche quelle istituzioni che dovrebbero combatterla, che invece purtroppo ne sono una parte integrante.
    Non solo ne è invischiata la polizia, ma addirittura la Chiesa(e qui si ritorna a “Todo modo”), presente nella figura di padre Cricco, che ovviamente alla fine rimarrà impunito…
    L’unica luce che si intravede è nella legalità, nella attività pulita di un giovane poliziotto che ogni giorno si sfida e si scontra questa terribile realtà…e, come ben sappiamo, è una lotta impari…nulla può purtroppo combattere contro questo mostro, nulla…
    Un altro bel romanzo di Sciascia, autore a mio modesto parere molto sottovalutato e poco considerato dalle nostre istituzioni scolastiche, su cui riflettere…

    ha scritto il 

  • 4

    "Ad un certo punto della vita, non è la speranza l'ultima a morire, ma il morire è l'ultima speranza".

    Questo libro stava da una vita sulla mia libreria, alla fine mi sono deciso finalmente a leggerlo. E mentre lo leggevo, mi dicevo:Ma questo libro io già l'ho letto...e poi mi veniva in mente la faccia ...continua

    Questo libro stava da una vita sulla mia libreria, alla fine mi sono deciso finalmente a leggerlo. E mentre lo leggevo, mi dicevo:Ma questo libro io già l'ho letto...e poi mi veniva in mente la faccia di Gian Maria Volontè...e infatti, guardando su internet ho visto che in effetti ne avevano tratto un film nel lontano 1992....però Volontè non interpretava il commissario (come invece ricordavo io!!)...cmq continuando a leggere questa piccola perla, mi sono ricordato benissimo il finale... Freddo, glaciale, lapidario, in poco dice tutto!!! Bellissimo!! Il libro, ma anche il film.

    ha scritto il 

  • 4

    Le radici di Andrea Camilleri (e forse di Maurizio De Giovanni): agile, stilisticamente impeccabile nella prosa ricercata e piacevole, ironico e nel contempo pessimista. Un mirabile esempio di scrittu ...continua

    Le radici di Andrea Camilleri (e forse di Maurizio De Giovanni): agile, stilisticamente impeccabile nella prosa ricercata e piacevole, ironico e nel contempo pessimista. Un mirabile esempio di scrittura e narrativa “giudiziaria”

    ha scritto il 

  • 4

    Una Storia Semplice è un poliziesco siciliano, che in poche pagine riesce a fare uno spaccato realistico e profondo di una terra quasi rassegnata ai suoi ritmi, alle ataviche “prassi” e liturgie. Mera ...continua

    Una Storia Semplice è un poliziesco siciliano, che in poche pagine riesce a fare uno spaccato realistico e profondo di una terra quasi rassegnata ai suoi ritmi, alle ataviche “prassi” e liturgie. Meraviglioso non solo per quello che racconta, ma soprattutto per ciò che non esplicita e lascia argutamente intendere come un sottofondo amaro e immutabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro mi ha richiesto poco, sono forse meno di 70 pagine.. In cambio però ha preteso il mio sangue amaro e tanta arrabbiatura; e sì che dopo "Todo modo" avrei dovuto essere pronta!!!
    Viene consumat ...continua

    Il libro mi ha richiesto poco, sono forse meno di 70 pagine.. In cambio però ha preteso il mio sangue amaro e tanta arrabbiatura; e sì che dopo "Todo modo" avrei dovuto essere pronta!!!
    Viene consumato un delitto, anzi tre ma sebbene si sappia chi è stato.. Il colpevole non subisce conseguenze. Che tristezza :(
    Lo stile di Sciascia mi ha nuovamente colpito: inizialmente ho fatto fatica e mi è sembrato quasi che fosse scritto a tirar via.. E invece no, sotto ogni parola si vede l'intelligenza, l'ironia e la derisione dell'autore.. Geniale!

    La scena finale mi ha distrutto ;_;

    ha scritto il 

  • 5

    eccezionale nella sua semplicità

    Mi ripeto continuamente nella brevissima lettura di questo giallo quanti anni siano passati dalla sua pubblicazione...sembra incredibile! In qualsiasi caso i personaggi e la storia sono delineati in m ...continua

    Mi ripeto continuamente nella brevissima lettura di questo giallo quanti anni siano passati dalla sua pubblicazione...sembra incredibile! In qualsiasi caso i personaggi e la storia sono delineati in modo straordinario, Sciascia riesce con pochi tratti a rendere formidabili scene. E per il mio gusto di lettrice questo è davvero stupefacente.

    ha scritto il 

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