Una storia semplice

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 238)

4.0
(3443)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 66 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845907295 | Isbn-13: 9788845907296 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Una storia semplice è una storia complicatissima, un giallo siciliano, con sfondo di mafia e droga. Eppure mai – ed è un vero tour de force – l’autore si trova costretto a nominare sia l’una sia l’altra parola. Tutto comincia con una telefonata alla polizia, con un messaggio troncato, con un apparente suicidio. E subito, come se assistessimo alla crescita accelerata di un fiore, la storia si espande, si dilata, si aggroviglia, senza lasciarci neppure l’opportunità di riflettere. Davanti alla proliferazione dei fatti, non solo noi lettori ma anche l’unico personaggio che nel romanzo ricerca la verità, un brigadiere, siamo chiamati a far agire nel tempo minimo i nostri riflessi – un tempo che può ridursi, come in una memorabile scena del romanzo, a una frazione di secondo. È forse questo l’estremo azzardo concesso a chi vuole «ancora una volta scandagliare scrupolosamente le possibilità che forse ancora restano alla giustizia».
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  • 4

    Che strana sensazione, voler parlare di Una storia semplice di Leonardo Sciascia e farlo come prima esperienza con lo scrittore siciliano, quando forse si dovrebbe solo far decantare il gusto,
    sentend ...continua

    Che strana sensazione, voler parlare di Una storia semplice di Leonardo Sciascia e farlo come prima esperienza con lo scrittore siciliano, quando forse si dovrebbe solo far decantare il gusto,
    sentendo l´effetto che fa, lasciandolo ancora pulsare sul palato (letterario).

    Eppure trovo conveniente aver letto per prima questa storia (arche)tipica di Sciascia, che in maniera altrettanto adeguata porta un esergo di Dürrenmatt.
    In effetti siamo in presenza di un requiem per il romanzo giallo alla maniera dell´autore: in non molte pagine - ma molto intense - ne vengono al lettore disvelati i meccanismi, con quel tanto di torbido e disilluso che viene restituito dall´indagine condotta in un contesto siciliano-mafioso. Nell´operazione di palesamento, di scorcio sulla quinta teatrale, compresi i ghigni degli attori, Sciascia mette in mezzo anche il linguaggio, paragonando le difficoltá del brigadiere con l´italiano corretto a quelle dello scrittore meridionale (ecco un altro archetipo) e in effetti come dimostrazione ed elemento di confusione dei piani troviamo qui una miscela - immagino fortemente sciasciana - di lingua forbita, calchi di linguaggio burocratico e dialettismi faticosamente - e volutamente - resi in italiano pulito.

    Sciascia scrisse questo libro in condizioni di salute precarie, poco prima della morte, eppure - nella sua brevità - la storia non appare solo come uno scheletro o un abbozzo, ma piuttosto come una perfetta e acuta sintesi, una quintessenza, di quella che immagino essere stata la sua poetica di una vita.

    Il brigadiere libero e volonteroso, i rapporti di potere, le omertà, le residue speranze, le sorprese dietro porte chiuse o su strade tortuose, la cultura mal riposta ma non sprecata, in poche pagine si affastellano i temi e - per quanto mi riguarda - si palesa la maestria di un autore che ho subito voglia di rileggere.

    www.recensireilmondo.com

    ha scritto il 

  • 5

    amo la Sicilia

    e quindi Sciascia o forse amo la Sicilia perchè ho letto Sciascia. Anche in un breve romanzo giallo Sciascia è impareggiabile dopotutto penso lo sarebbe anche in una pubblicità della cartaigienica o , ...continua

    e quindi Sciascia o forse amo la Sicilia perchè ho letto Sciascia. Anche in un breve romanzo giallo Sciascia è impareggiabile dopotutto penso lo sarebbe anche in una pubblicità della cartaigienica o , come in questo caso, in una piccola storia di un omicidio presto risolto.

    ha scritto il 

  • 4

    «L'italiano non è l'italiano: è il ragionare» disse il professore. «Con meno italiano, lei sarebbe forse ancora più in alto».

    Semplice questa storia lo è solo all'apparenza.
    In realtà è un racconto molto complesso, breve ma con un epilogo così immediato da lasciar di stucco perché il testo, così essenziale, non mi ha permess ...continua

    Semplice questa storia lo è solo all'apparenza.
    In realtà è un racconto molto complesso, breve ma con un epilogo così immediato da lasciar di stucco perché il testo, così essenziale, non mi ha permesso neanche di farmi un’idea di quanto stava succedendo.
    Quanta intensità in poche pagine!

    ha scritto il 

  • 4

    Un'opera breve ed essenziale. È lo Sciascia di sempre: lo stile si presenta semplice ma brioso; i personaggi si dimostrano ben definiti, ma complessi; la storia, articolata e piena di snodi apparenti, ...continua

    Un'opera breve ed essenziale. È lo Sciascia di sempre: lo stile si presenta semplice ma brioso; i personaggi si dimostrano ben definiti, ma complessi; la storia, articolata e piena di snodi apparenti, esplode in un rigurgito di immediati ed efficaci colpi di scena finali.
    Esemplare.

    ha scritto il 

  • 5

    Ultimo libro di Leonardo Sciascia, pubblicato nel 1989 . Ambientato nella Sicilia degli anni '80 , periodo storico particolare, proprio per questo motivo , una storia semplice è un romanzo molto compl ...continua

    Ultimo libro di Leonardo Sciascia, pubblicato nel 1989 . Ambientato nella Sicilia degli anni '80 , periodo storico particolare, proprio per questo motivo , una storia semplice è un romanzo molto complesso . Come sempre , la grandezza di Sciascia è , che riesce racchiudere in poche pagine , un messaggio chiaro e forte . In questo racconto non si concentra a denunciare la presenza delle mafie, ma va sottolineare il clima di connivenza dei suoi abitanti, e il loro menefreghismo, la loro indifferenza per la criminalità. E i pochi che vorrebbero denunciare i colpevoli , si ritrovano incastrati nella folle burocrazia dello stato . Trovo questo piccolo capolavoro , purtroppo , ancora molto attuale .

    ha scritto il 

  • 5

    66 pagine per raccontare un mondo

    Questo è il primo libro che leggo di Sciascia e ed è anche l'ultimo romanzo che ha scritto. Ho cominciato dalla fine, magari adesso andrò a ritroso. L'ho trovato assolutamente delizioso sotto ogni pun ...continua

    Questo è il primo libro che leggo di Sciascia e ed è anche l'ultimo romanzo che ha scritto. Ho cominciato dalla fine, magari adesso andrò a ritroso. L'ho trovato assolutamente delizioso sotto ogni punto di vista. La scrittura secca e asciutta, ma così studiata, mi ha affascinato. La trama è tutt'altro che semplice e racchiude una denuncia verso una realtà molto complessa. Il romanzo infatti lascia in sospeso diverse questioni, e il finale amaro apre una finestra su una considerazione importante: dobbiamo essere noi i primi a cambiare la società.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Dal mio blog: https://lemieletturecommentate.wordpress.com

    Sciascia abbinato a Toni Servillo, un binomio vincente ☆☆☆☆

    ***ATTENZIONE! SPOILER SULLA TRAMA***

    Un gioiello della letteratura gialla, dove tramite il giallo si realizza un aquadro perfetto della s ...continua

    Sciascia abbinato a Toni Servillo, un binomio vincente ☆☆☆☆

    ***ATTENZIONE! SPOILER SULLA TRAMA***

    Un gioiello della letteratura gialla, dove tramite il giallo si realizza un aquadro perfetto della società. Si tratta di un racconto molto breve che ho avuto la fortuna di ascoltare letto dalla voce di Toni Servillo nei podcast di Ad alta voce di Radio Tre.

    In queste poche righe e si narra di come spesso sono gli insospettabili ad essere quelli con le mani sporche, in questo caso un commissario, un prete e chissà ancora chi...Si pone l'accento sull'abito che non fa il monaco ma che inganna sulla reale natura umana di chi lo indossa quell'abito. Si evidenzia come la criminalità sia mimetizzata in ogni strato sociale, anche nella fascia di persone deputate alla salvezza di anime e corpi della popolazione.

    Si evidenzia anche, e soprattutto, come questa criminalità che si infiltra in ogni categoria di cariche pubbliche renda il comune cittadino pavido e omertoso, la denuncia porta sempre a complicazioni che fanno desistere dicendo «E che, vado di nuovo a cacciarmi in un guaio, e più grosso ancora?».

    CITAZIONE:

    «Posso permettermi di farle una domanda?... Poi gliene farò altre, di altra na-tura... Nei componimenti d'italiano lei mi assegnava sempre un tre, perché copiavo. Ma una volta mi ha dato un cinque: perché?».
    «Perché aveva copiato da un autore più intelligente».
    Il magistrato scoppiò a ridere. «L'italiano: ero piuttosto debole in italiano. Ma, come vede, non è poi stato un gran guaio: sono qui, procuratore della Repubbli-ca...».
    «L'italiano non è l'italiano: è il ragionare» disse il professore. «Con meno ita-liano, lei sarebbe forse ancora più in alto».

    ha scritto il 

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