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Una storia semplice

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 238)

4.0
(3088)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 66 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845907295 | Isbn-13: 9788845907296 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Una storia semplice è una storia complicatissima, un giallo siciliano, con sfondo di mafia e droga. Eppure mai – ed è un vero tour de force – l’autore si trova costretto a nominare sia l’una sia l’altra parola. Tutto comincia con una telefonata alla polizia, con un messaggio troncato, con un apparente suicidio. E subito, come se assistessimo alla crescita accelerata di un fiore, la storia si espande, si dilata, si aggroviglia, senza lasciarci neppure l’opportunità di riflettere. Davanti alla proliferazione dei fatti, non solo noi lettori ma anche l’unico personaggio che nel romanzo ricerca la verità, un brigadiere, siamo chiamati a far agire nel tempo minimo i nostri riflessi – un tempo che può ridursi, come in una memorabile scena del romanzo, a una frazione di secondo. È forse questo l’estremo azzardo concesso a chi vuole «ancora una volta scandagliare scrupolosamente le possibilità che forse ancora restano alla giustizia».
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  • 0

    1 ,2 , 3 , SA SA SA PROVA ...

    Ehilà ! No, niente ,il libro non l'ho finito , Era solo un saluto (spero lo possiate leggere nella vostra home page ,dalla scheda libro NON VALE!) a presto :* :*

    ha scritto il 

  • 5

    Conciso ma ricco di contenuti

    Suspence, ritmo, indagine psicologica in un brevissimo libro di una sessantina di pagine.


    Una strana telefonata da parte di un ex diplomatico, il Commissario che sembra non dare importanza alla cosa e si mette in vacanza. Un giovane e sveglio brigadiere, un cadavere. Un suicidio? Il caso è ...continua

    Suspence, ritmo, indagine psicologica in un brevissimo libro di una sessantina di pagine.

    Una strana telefonata da parte di un ex diplomatico, il Commissario che sembra non dare importanza alla cosa e si mette in vacanza. Un giovane e sveglio brigadiere, un cadavere. Un suicidio? Il caso è però più complicato di quanto non si voglia far sembrare; pian piano si capisce che il movente del delitto è un traffico di droga e di opere d'arte. Sembra quindi un classico “giallo”. Ma a differenza del giallo però, l’obiettivo non è puntato sulla bravura del detective, bensì sugli ostacoli all'indagine da parte delle stesse autorità, che sono complici del delitto: il Commissario di polizia, il Questore, il Procuratore, il Colonnello dei carabinieri.

    Il romanzo è estremamente attuale, i temi trattati mettono in luce alcuni aspetti negativi del nostro modo di vivere e i mali della nostra giustizia. E riusciamo a comprendere molto bene cosa significhi la mentalità mafiosa.

    È una storia semplice quella che Sciascia racconta in modo scorrevole e veloce. Eppure è una storia incredibilmente ricca di contenuti.

    “…a un certo punto della vita non è la speranza l'ultima a morire, ma il morire l'ultima speranza”

    ha scritto il 

  • 0

    Lo stile della brevità

    Sciascia è lapidario ed efficace al tempo stesso nella scrittura. Come un pittore dipinge un quadro piccolo ed essenziale della vicenda, riuscendo nell'intento di attrarre e poi mettere nell'angolo il lettore con un colpo di scena. Assume a mio parere più valore il fatto che, in così poche pagine ...continua

    Sciascia è lapidario ed efficace al tempo stesso nella scrittura. Come un pittore dipinge un quadro piccolo ed essenziale della vicenda, riuscendo nell'intento di attrarre e poi mettere nell'angolo il lettore con un colpo di scena. Assume a mio parere più valore il fatto che, in così poche pagine, ci sia tanta sostanza. Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Intrigo e colpi di scena

    Lo stile narrativo di Leonardo Sciascia è sempre indirizzato nella descrizione particolareggiata e peculiare della sua Sicilia e con la maestrìa di far intravvedere, al lettore attento, il profondo dell’animo dei suoi protagonisti.


    La vicenda del romanzo in questione ha luogo in un luogo n ...continua

    Lo stile narrativo di Leonardo Sciascia è sempre indirizzato nella descrizione particolareggiata e peculiare della sua Sicilia e con la maestrìa di far intravvedere, al lettore attento, il profondo dell’animo dei suoi protagonisti.

    La vicenda del romanzo in questione ha luogo in un luogo non meglio precisato della Sicilia dove fa ritorno, dopo un’assenza di oltre quindici anni, un diplomatico in pensione per recuperare alcuni oggetti a cui è particolarmente affezionato e che si trovano in un villino di campagna di sua proprietà fino allora abbandonato. L’anziano diplomatico nota delle strane circostanze che sono, nel frattempo, accadute durante la sua assenza; informa le forse dell’ordine locali che inviano un solerte brigadiere a verificare “in situ” ciò che è realmente successo. Il funzionario di polizia trova nel villino, riverso sulla scrivania, il cadavere del diplomatico che si accingeva a scrivere qualcosa su un foglio di carta. Le indagini da parte delle autorità vogliono chiudere presto il caso classificandolo come suicidio; ma il brigadiere è scettico e vuole andare fino in fondo, anche perché accade un altro fatto delittuoso a scapito del capostazione e un manovale della locale stazione ferroviaria che vengono trovati morti senza ragione apparente.

    La storia, all’inizio, appunto, semplice, diviene complicata in quanto, agli occhi dello scrupoloso brigadiere, comincia a dipanarsi un intricato scenario in cui sono coinvolti personaggi molto in vista nel territorio i quali avevano scelto proprio il villino temporaneamente abbandonato dal defunto diplomatico, per svolgere particolari attività delittuose a fine di elevato lucro.

    Vi è un epilogo tragico che viene comunque “coperto” come fatto accidentale.

    Un romanzo piacevole che riserva diversi colpi di scena e strane coincidenze coinvolgenti autorità di forza pubblica, magistratura e rappresentati del clero.

    ha scritto il 

  • 4

    Semplicemente bello. Dicono sia il testamento di Sciascia, perchè pubblicato poco prima dalla sua morte. E' ormai il pessimismo più totale a trasparire dalla scrittura, ma che ancora non riesce a spegnere la passione civile ed intellettuale, anzi...

    ha scritto il 

  • 4

    quello che non si dice (forse è pure il titolo di un libro, forse, non lo so)

    primo indizio:


    Mia nonna mi raccontava di quando nonno la invitava a ballare, alla festa del cortile, quando c'era la vendemmia.


    Il falò al centro, la fisarmonica, le gonne sotto il ginocchio e compagnia bella, tutto l'armamentario preso pari pari dall'Albero degli zoccoli ...continua

    primo indizio:

    Mia nonna mi raccontava di quando nonno la invitava a ballare, alla festa del cortile, quando c'era la vendemmia.

    Il falò al centro, la fisarmonica, le gonne sotto il ginocchio e compagnia bella, tutto l'armamentario preso pari pari dall'Albero degli zoccoli, per dire.

    Quel modo che avevano, i nostri nonni, di corteggiarsi, fidanzarsi, sposarsi, fare figli e alla fine morire, senza parole. O con un numero di parole così trascurabili per il conteggio spropositato che ci è invece abituale oggi, tra sms, whatsup, chat, mail, telefonate e compagnia bella, da risultare a noi ai limiti della decente comprensibilità.

    Io senza parole non mi innamoro, ad esempio. I miei nonni, invece, si sono innamorati e sposati con un numero di parole che è fortissimamente vicino allo zero assoluto.

    Non è né meglio né peggio, credo. Ma profondamente diverso sì.

    secondo indizio:

    Ultimamente mi sto riguardando tutti gli episodi di Ai confini della realtà del 1959. Bianco e nero d'autore, una serie che ha fatto storia. Studiare le differenze del linguaggio e della costruzione dei dialoghi del cinema degli anni '50 rispetto a quello contemporaneo sarebbe un argomento da tesi interessantissimo che ciao, dico io.

    Comunque. Anche lì c'è un peso, dato ai silenzi, ai non detti, che ce lo sogniamo proprio.

    Non è né meglio né peggio, pure qui. Ma diverso sì, tanto.

    Sciascia scrive in quel modo qui: corteggiamenti e feste in cortile senza parole, dialoghi di silenzi che svelano cose.

    Non è né meglio né peggio di altri scrittori (anzi, forse meglio di altri decisamente sì). Diverso, sicuramente.

    ha scritto il 

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