Una storia semplice

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 238)

4.0
(3289)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 66 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845907295 | Isbn-13: 9788845907296 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Una storia semplice è una storia complicatissima, un giallo siciliano, con sfondo di mafia e droga. Eppure mai – ed è un vero tour de force – l’autore si trova costretto a nominare sia l’una sia l’altra parola. Tutto comincia con una telefonata alla polizia, con un messaggio troncato, con un apparente suicidio. E subito, come se assistessimo alla crescita accelerata di un fiore, la storia si espande, si dilata, si aggroviglia, senza lasciarci neppure l’opportunità di riflettere. Davanti alla proliferazione dei fatti, non solo noi lettori ma anche l’unico personaggio che nel romanzo ricerca la verità, un brigadiere, siamo chiamati a far agire nel tempo minimo i nostri riflessi – un tempo che può ridursi, come in una memorabile scena del romanzo, a una frazione di secondo. È forse questo l’estremo azzardo concesso a chi vuole «ancora una volta scandagliare scrupolosamente le possibilità che forse ancora restano alla giustizia».
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  • 4

    Una storia semplice, che semplice non è

    Il titolo è in completa antitesi col contenuto: la trama è intricata e si articola in numerosi risvolti, di quelli che caratterizzano i casi, molti dei quali ancora irrisolti, della Sicilia degli anni ...continua

    Il titolo è in completa antitesi col contenuto: la trama è intricata e si articola in numerosi risvolti, di quelli che caratterizzano i casi, molti dei quali ancora irrisolti, della Sicilia degli anni 80. Quello che viene presentato fin da subito come un suicidio viene confutato in poche righe da una seconda ipotesi di omicidio, a tutto ciò si collegano furto di opere d'arte, traffico di droga e mafia (sebbene le ultime due non vengono direttamente menzionate). Il libro si apre con un epigrafe di Durrenmatt che rappresenta con essenzialità e chiarezza il vero intento di Sciascia: "Ancora una volta voglio scandagliare scrupolosamente le possibilità che forse ancora restano della giustizia". Lo scrittore non vuole solo parlare di un episodio accattivante, ma vuole scioccare, sconvolgere il lettore, raccontare di chi fa della giustizia una speranza. Lo fa soprattutto attraverso la figura del brigadiere, uomo semplice e onesto, in primo piano all'interno della situazione, che nonostante ciò rimane in disparte nella rivalità tra le due forze dell'ordine che lavorano al caso. Sciascia è capace di mostrare con accortezza non solo come la mafia sia riuscita a diramarsi fino alle istituzioni, ma anche come i cittadini stessi convivano in questo clima di criminalità, con menefreghismo, indifferenza e passiva accettazione. Un libro che lascia l'amaro in bocca, ma capace di far riflettere.

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante la brevità del racconto (66 pagine) Leonardo Sciascia crea un memorabile giallo dalla trama intricata, e il risultato finale non è affatto quello di una storia semplice ma complicatissima. ...continua

    Nonostante la brevità del racconto (66 pagine) Leonardo Sciascia crea un memorabile giallo dalla trama intricata, e il risultato finale non è affatto quello di una storia semplice ma complicatissima. Egli non vuole ricreare lo scenario di un banale giallo ambientato in Sicilia ma vuole sconvolgere il lettore, scioccarlo, lasciarlo senza parole e con un po' di amaro in bocca cercando però allo stesso tempo di dargli speranza riguardo al caso. Questo libro tratta della mafia e della droga ma questi aspetti sono messi in secondo piano dalla ricerca dell'autore di giustizia e il brigadiere, il protagonista, è la rappresentazione di questa possibilità di giustizia. Egli, uomo onesto e semplice si muove tra persone corrotte e le continue rivalità tra i carabinieri e la polizia che invece di collaborare per la risoluzione del caso sprecano il loro tempo. Questo tema centrale lo scoprirete subito aprendo la prima pagina del libro dove c'è una citazione dalla Giustizia di Durrenmatt. Tutto inizia con una telefonata, un messaggio incompiuto e con un apparente suicidio e subito tutto si evolve, inizia a mutare, la storia si espande e si aggroviglia con un ritmo talmente veloce senza lasciarti l'opportunità di riflettere che vieni subito trasportato nella storia e ti immedesimi nei fatti che vieni a scoprire di volta in volta insieme al protagonista e quindi alla fine ti sembra di essere proprio tu quello su cui dipende la risoluzione del caso, sei tu quello che deve fare giustizia. Questo libro è una rivelazione, una storia da leggere in continuazione, che non ti stanca mai anzi ti appassiona sempre di più. Mi rivolgo a voi amanti della giustizia e delle storie inaspettate, leggete questo libro!!!

    ha scritto il 

  • 0

    Ai sopravvissuti del 'il giorno della civetta' consiglio questo libro.

    Marzo 1989,una chiamata arriva alla stazione di polizia.

    Così inizia una storia semplice che di semplice non ha nulla.Sciascia, come tutti i suoi racconti,ci catapulta nella sicilia mafiosa che però, ...continua

    Marzo 1989,una chiamata arriva alla stazione di polizia.

    Così inizia una storia semplice che di semplice non ha nulla.Sciascia, come tutti i suoi racconti,ci catapulta nella sicilia mafiosa che però, in questa storia,osserva.

    La chiamata proveniva da un certo Rocella, onorevole ormai in pensione e possessore di una villetta poco lontana dalla centrale.Il brigadiere riferisce l'accaduto al comandante che, non curante,se ne va.
    L'indomani il brigadiere e una scorta si avviano verso la villetta e,entrati,trovano il cadavere dell'onorevole con affianco un biglietto con scritto 'ho trovato'.
    Chi l'ha ucciso?Cos'ha trovato? Perché era tornato dopo tanti anni nella villetta in campagna?

    Ambientata ancora una volta in Sicilia, questa storia vi farà intraprendere molte strade,tutte sbagliate però.
    La mafia è presente, ma aspetta fino alla fine per uscire fuori.
    I particolari diventano fondamentali e solo il brigadiere va controcorrente,contro il sistema; senza scrupoli non vuole lasciare il caso ed è proprio questo che vi terrà attaccati al testo.

    Sciascia inventa una storia che non vi farà dormire la notte, peccato però che sia solo 60 pagine;fortunatamente nella botte piccola c'è il vino buono.

    ha scritto il 

  • 4

    Breve ma intenso.

    Sciascia inventa una storia semplice che però nel complesso risulta piena di eventi e colpi di scena; il titolo si scopre dunque un inganno. Questo libro racconta di due problemi riguardanti la Sicili ...continua

    Sciascia inventa una storia semplice che però nel complesso risulta piena di eventi e colpi di scena; il titolo si scopre dunque un inganno. Questo libro racconta di due problemi riguardanti la Sicilia e il Sud Italia in particolare: la droga e la mafia. Tutto inizia con una telefonata alla polizia, da parte di Giorgio Roccella. All'inizio tutto sembra portare ad un suicidio, quindi con un andamento della storia lineare e semplice; poi in realtà la storia si ribalta completamente, con un finale che ci farà capire le vere problematiche del mondo reale e attuale. Questo libro mi è piaciuto e consiglio la lettura, molto facile e veloce date anche le poche pagine. Nonostante ciò Sciascia a mio parere è molto bravo a rendere il libro molto avvincente e pieno di particolari.

    ha scritto il 

  • 0

    La complessità di un titolo semplice.

    Sciascia, decide di scrivere una storia da lui definita "semplice" nel titolo che le attribuisce quando invece, per trama e contenuto, risulta molto intrigata e riguarda temi di un'importanza rilevant ...continua

    Sciascia, decide di scrivere una storia da lui definita "semplice" nel titolo che le attribuisce quando invece, per trama e contenuto, risulta molto intrigata e riguarda temi di un'importanza rilevante come appunto quello della mafia. E' un romanzo che travolge, da leggere tutto d'un fiato, nonostante sia breve come racconto riesce a rendere perfettamente l'idea della realtà che l'autore vuole comunicare. Se siete alla ricerca di un romanzo intrigante, con un finale inaspettato e poco prevedibile, è il libro che fa al caso vostro!
    Un uomo, Giorgio Roccella, decide di tornare in Sicilia, la sua patria natale, soprattutto per recuperare delle vecchie lettere ricevute dal bisnonno e dal nonno da parte di Garibaldi e altri personaggi importanti. Tornato nella sua villa, fa un'intrigante scoperta e decide per questo motivo di avvisare la polizia senza dire loro di cosa si trattasse. Il commissario risulta disinteressato dalla questione e manda il brigadiere l'indomani a controllare. Fu il brigadiere stesso, che arrivato all'abitazione venne alla scoperta dell'omicidio sul quale viene incentrato il romanzo e, preso dai sospetti, dai caratterizzanti indizi trovati alla villa e dei passi falsi commessi da qualcuno di molto vicino alla questione, decide di mettersi alla ricerca del colpevole!

    ha scritto il 

  • 5

    Tanti e piccoli particolari

    Questo libro è un giallo siciliano che racconta due problemi molto grandi riguardanti il Sud Italia:la mafia e la droga.La narrazione è ricca di colpi scena che ribaltano continuamente la situazione c ...continua

    Questo libro è un giallo siciliano che racconta due problemi molto grandi riguardanti il Sud Italia:la mafia e la droga.La narrazione è ricca di colpi scena che ribaltano continuamente la situazione coinvolgendo sempre di più l'attenzione del lettore. L'inizio fa pensare che l'evento iniziale non sia fondamentale per la continuazione della storia e che sia solo il primo di vari eventi ma in realtà l'autore è molto bravo come già detto nel ribaltare la situazione analizzando molto attentamente la scena iniziale facendone notare particolari che saranno poi la base dell'incredibile conclusione .
    Questo libro personalmente mi è piaciuto molto perchè racconta di un problema che tutt'ora persiste in gran parte dell'Italia e viene raccontato in modo semplice con un lessico non troppo elevato che rende facile la lettura,inoltre la storia è molto avvincente piena di particolari fondamentali nonostante la lunghezza del libro che può far pensare ad una storia banale.

    ha scritto il 

  • 5

    "semplice" all'apparenza

    Sinceramente all'inizio sottovalutavo questo libro, forse solo per la lunghezza ed il titolo, ma ora posso dire che Sciascia mi ha sorpreso scrivendo questo giallo sulla sua terra e i problemi di essa ...continua

    Sinceramente all'inizio sottovalutavo questo libro, forse solo per la lunghezza ed il titolo, ma ora posso dire che Sciascia mi ha sorpreso scrivendo questo giallo sulla sua terra e i problemi di essa senza sottolinearli ma raccontando appunto "semplicemente" una storia che non lo è affatto. La trama, che parte da una sola telefonata, si espande molto velocemente e si ingarbuglia, quindi richiede anche molte riflessioni da parte del lettore seppur sia concisa.
    L'autore però, nonostante scriva in maniera semplice, non tralascia particolari e descrizioni minuziose che mi hanno davvero catturato.
    Nonostante la lunghezza lo ritengo un giallo esemplare per lo stile e la resa della trama.

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia semplice che semplice non lo è affatto e che lascia un profondo amaro in bocca. Cambierà mai questo modo di vivere la vita, descritta da Sciascia?

    ha scritto il 

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