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Una storia semplice

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 238)

4.0
(3206)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 66 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845907295 | Isbn-13: 9788845907296 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Una storia semplice è una storia complicatissima, un giallo siciliano, con sfondo di mafia e droga. Eppure mai – ed è un vero tour de force – l’autore si trova costretto a nominare sia l’una sia l’altra parola. Tutto comincia con una telefonata alla polizia, con un messaggio troncato, con un apparente suicidio. E subito, come se assistessimo alla crescita accelerata di un fiore, la storia si espande, si dilata, si aggroviglia, senza lasciarci neppure l’opportunità di riflettere. Davanti alla proliferazione dei fatti, non solo noi lettori ma anche l’unico personaggio che nel romanzo ricerca la verità, un brigadiere, siamo chiamati a far agire nel tempo minimo i nostri riflessi – un tempo che può ridursi, come in una memorabile scena del romanzo, a una frazione di secondo. È forse questo l’estremo azzardo concesso a chi vuole «ancora una volta scandagliare scrupolosamente le possibilità che forse ancora restano alla giustizia».
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  • 5

    Riletto per la seconda volta dopo parecchi anni...ma il giudizio rimane invariato: magnifico. Non è solo un semplice giallo....a fine racconto lo scrittore ci vuole dire che le cose non dovrebbero MAI ...continua

    Riletto per la seconda volta dopo parecchi anni...ma il giudizio rimane invariato: magnifico. Non è solo un semplice giallo....a fine racconto lo scrittore ci vuole dire che le cose non dovrebbero MAI finire in questo modo ! Ci vuole più giustizia e più correttezza in Italia e nel mondo.

    ha scritto il 

  • 5

    Sciascia dovrebbe essere lettura costante, anno dopo anno. Un giallo che vola via in mezz'ora: o meglio, voli via tu, perché lui ti si deposita con la sua polvere, la sua saggezza, le sue luci tratto ...continua

    Sciascia dovrebbe essere lettura costante, anno dopo anno. Un giallo che vola via in mezz'ora: o meglio, voli via tu, perché lui ti si deposita con la sua polvere, la sua saggezza, le sue luci tratto veloce, e quel tempo che sembra essere immobile e dentro invece. Come dice lui, quel tempo che la speranza è l'ultima a morire fino a che poi morire diventa l'ultima speranza.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello questo racconto brevissimo! Un giallo siciliano breve e sintetico che alla fine ti fa storcere il naso perchè ci ricorda come stanno "le cose" in Italia (ma non solo).
    Consigliato

    ha scritto il 

  • 5

    Qualche pomeriggio fa, entro in libreria e sento una delle commesse parlare entusiasta di un certo libricino che aveva in mano.
    "Se ti piace Camilleri, in questo libro di Sciascia ritroverai tutti i M ...continua

    Qualche pomeriggio fa, entro in libreria e sento una delle commesse parlare entusiasta di un certo libricino che aveva in mano.
    "Se ti piace Camilleri, in questo libro di Sciascia ritroverai tutti i Montalbano".
    Preso.
    Che devo dire? Il libro si legge velocemente, è scritto in modo essenziale, diretto.
    La trama è interessantissima perchè trasuda quella sicilianità del dire/non dire che adoro.
    Effettivamente leggendo Sciascia si può rivedere molto Camilleri ma del resto è appurato che quest'ultimo non ha mai negato l'amicizia e la stima per Leonardo.

    ha scritto il 

  • 3

    Una storia semplice è in realtà una storia complicatissima, un giallo siciliano con sfondo di mafia e droga. Eppure mai – ed è un vero tour de force – l’autore si trova costretto a nominare sia l’una ...continua

    Una storia semplice è in realtà una storia complicatissima, un giallo siciliano con sfondo di mafia e droga. Eppure mai – ed è un vero tour de force – l’autore si trova costretto a nominare sia l’una sia l’altra parola. Tutto comincia con una telefonata alla polizia, con un messaggio troncato, con un apparente suicidio. E subito, come se assistessimo alla crescita accelerata di un fiore, la storia si espande, si dilata, si aggroviglia, senza lasciarci neppure l’opportunità di riflettere. Davanti alla proliferazione dei fatti, non solo noi lettori ma anche l’unico personaggio che nel romanzo ricerca la verità, un brigadiere, siamo chiamati a far agire nel tempo minimo i nostri riflessi – un tempo che può ridursi, come in una memorabile scena del romanzo, a una frazione di secondo. È forse questo l’estremo azzardo concesso a chi vuole «ancora una volta scandagliare scrupolosamente le possibilità che forse ancora restano alla giustizia». Estremo frutto di una disincantata riflessione sui mali d'Italia, il libro fu pubblicato postumo ma in versione definitiva. Si tratta infatti di un perfetto ed essenziale congegno narrativo in cui Sciascia lavora a scarnificare più di quanto non abbia fatto abitualmente la struttura del romanzo, il carattere dei personaggi, i loro vissuti. Lo scrittore ebbe a definire, pochi mesi prima della morte la sua visione dell'Italia con un significativo ossimoro: "serenamente disperata". Questa visione è ben trasposta nel libro che brilla di una luce fredda e ha flebili echi nell'animo del lettore. Storia di mafia e di droga, di collusioni nell'ambito della polizia e del clero, di ordinaria e interessata inefficienza e ignoranza nell'apparato dello stato. Tutto ridotto nello schema di un apologo che parla in prevalenza all'intelligenza e all'ironia del lettore. Scena memorabile: un magistrato superficiale e confusionario interroga il suo vecchio professore d’italiano in quanto conoscente dell’uomo ucciso. Dopo aver rievocato il suo non brillante passato di studente d'italiano, afferma compiaciuto che questa carenza non gli ha impedito di diventare procuratore della repubblica. Replica tagliente del professore: ‘L’italiano non è l’italiano: è il ragionare. Con meno italiano lei sarebbe forse ancora più in alto”.
    Appunto: se le parole avessero un senso e fossero spina dorsale della ragione forse si potrebbe ricominciare a mettere un po’ d’ordine, anche in questa "storia semplice".

    ha scritto il 

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