Una storia tra due città

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar Classici; 654)

4.1
(1133)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 526 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Portoghese , Chi semplificata , Spagnolo , Olandese , Catalano , Finlandese , Tedesco , Francese , Turco , Coreano , Farsi

Isbn-10: 8804615281 | Isbn-13: 9788804615286 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Mario Domenichelli ; Prefazione: Mario Domenichelli ; Postfazione: Stefan Zweig

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Rosa

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Descrizione del libro
Una storia tra due città uscì dapprima a puntate, quindi in volume, nel 1859. Si tratta di un romanzo storico ambientato tra Parigi e Londra nei burrascosi anni che precedettero e seguirono la Rivoluzione francese. Tra le molteplici vicende umane che si intrecciano in queste pagine spiccano quelle di Lucie Manette, donna insieme dolce e coraggiosa, figlia di un uomo ingiustamente detenuto nella Bastiglia e da lei inizialmente creduto morto; di Charles Darnay, aristocratico francese espatriato in Inghilterra, indiscriminatamente accusato durante il Terrore; e infine dell'avvocato Sydney Carton, dall' ambiguo passato, cui viene offerto un inconsueto destino.
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  • 4

    Forse nella costellazione delle opere dickensiane Le due città splende un po’ più appartata, ma non per questo appassiona poco o scalda meno il cuore. Ambientata tra Londra e Parigi narra le vicende p ...continua

    Forse nella costellazione delle opere dickensiane Le due città splende un po’ più appartata, ma non per questo appassiona poco o scalda meno il cuore. Ambientata tra Londra e Parigi narra le vicende private di un gruppo di persone sullo sfondo della Rivoluzione francese e il periodo del Terrore. I temi cari a Dickens come la povertà, l’oppressione degli afflitti e degli indifesi, la giustizia, la redenzione, l’amore e la devozione filiale li troviamo anche qui, benissimo amalgamati con l’avventura, gli intrighi, i misteri, gli innocenti buttati in carcere senza un chiaro motivo, la suspence che ti tiene incollato alla pagina col forte desiderio di scoprire “come va a finire”, ecco, son questi gli ingredienti di questo appassionante e toccante romanzo storico. Forse la Storia con la S maiuscola è un po’ meno approfondita per lasciar più spazio alle storie dei personaggi, ma io non ne ho sentito molto la mancanza, preferisco di gran lunga questo sapore d’avventura e l’emozione che porta con sé.

    ha scritto il 

  • 4

    Dickens una garanzia...

    Bellissimo racconto in cui il grande Dickens si pone come l'ago della bilancia e porta il lettore a simpatizzare col popolo oppresso ma nello stesso tempo condanna il suo atteggiamento esasperato e la ...continua

    Bellissimo racconto in cui il grande Dickens si pone come l'ago della bilancia e porta il lettore a simpatizzare col popolo oppresso ma nello stesso tempo condanna il suo atteggiamento esasperato e la sua sete di vendetta. Come sempre gli eccessi non portano nulla di buono e questo lo si percepisce molto bene nel libro in cui si arriva a non distinguere più i persecutori dai perseguitati.
    E alla fine c'è chi si sacrifica...

    ha scritto il 

  • 4

    Ohoh, Dickens! Dopo tanti anni, rieccomi ad assaporare un suo romanzo (ahimè, l'ultimo che mi restava), a confrontarmi con un modo di raccontare che vira abbondantemente verso il grottesco, ma riesce ...continua

    Ohoh, Dickens! Dopo tanti anni, rieccomi ad assaporare un suo romanzo (ahimè, l'ultimo che mi restava), a confrontarmi con un modo di raccontare che vira abbondantemente verso il grottesco, ma riesce a strappare un sorriso proprio nel cuore delle situazioni più drammatiche. Sono rimasta quasi senza fiato davanti ai capitoli che raccontano la Francia della rivoluzione e del Terrore, dedicati, forse con maggior serietà che altrove, agli strani, spaventosi, mutevoli umori delle folle.

    ha scritto il 

  • 3

    Come negli altri romanzi di Dickens, i personaggi più riusciti e memorabili non sono mai i protagonisti. E' sicuramente più portato al genere contemporaneo, l'ambientazione storica risulta un po' soff ...continua

    Come negli altri romanzi di Dickens, i personaggi più riusciti e memorabili non sono mai i protagonisti. E' sicuramente più portato al genere contemporaneo, l'ambientazione storica risulta un po' soffusa e distante (se non fosse per la presenza della Ghigliottina parrebbe di essere, senza alcuno sforzo mentale, nell'Ottocento).
    Il romanzo, pur avendomi appassionato, mi è sembrato tuttavia più una imitazione che un vero, originale, romanzone dickensiano.

    ha scritto il 

  • 4

    Very moving book, especially the second half in Paris. I love the ending, which is tragic and satisfying at the same time.

    My only complaint is the lack of depth of the characters - rather one-dimensi ...continua

    Very moving book, especially the second half in Paris. I love the ending, which is tragic and satisfying at the same time.

    My only complaint is the lack of depth of the characters - rather one-dimensional I think...

    ha scritto il 

  • 3

    Confusing, hard to follow, too many stories mixed up, too many things to say. However an interesting classic. - Confusionario, difficile da seguire, troppe storie mischiate, troppe cose da dire. Comun ...continua

    Confusing, hard to follow, too many stories mixed up, too many things to say. However an interesting classic. - Confusionario, difficile da seguire, troppe storie mischiate, troppe cose da dire. Comunque un classico interessante.

    ha scritto il 

  • 3

    Poca Historia, mucha peripecia.

    Saldando algunas deudas con clásicos imprescindibles, me metí con este Dickens del que esperaba más de lo que me ha dado. Puesto que es bien sabido que uno de los asuntos principales de esta novela es ...continua

    Saldando algunas deudas con clásicos imprescindibles, me metí con este Dickens del que esperaba más de lo que me ha dado. Puesto que es bien sabido que uno de los asuntos principales de esta novela es la Revolución francesa, yo suponía que el gran autor británico ofrecería un marco más apegado a lo que sucedió en París en aquel periodo, con presencia de personajes históricos y demás. Pero no. Muy pocas referencias a sucesos reales concretos y abundantes golpes de efecto en los que se busca, sobre todo, emocionar y sobrecoger al lector. Bueno, después de todo es Dickens y publicaba sus novelas por entregas. No hay más que decir.
    Como todo novelón decimonónico, el argumento resulta más o menos entretenido, pero ahora me doy cuenta de que hay que asumir que va dirigido a un cierto tipo de lector muy específico de aquella época; un lector que esperaba giros sorprendentes de la trama, apariciones repentinas, y que daba por válidas ciertas coincidencias que en el mundo real nunca sucederían. Hoy en día, los personajes de esta novela parecen falsos. La mayoría de ellos son bastante planos y poco convincentes.
    Lo más interesante pueden ser ciertas reflexiones del narrador sobre el curso de la Historia, la crueldad y estupidez humanas consideradas de forma colectiva, y la extrema generosidad y capacidad de amor de algunos individuos aislados.

    ha scritto il 

  • 5

    Bisogna leggere Dickens senza aspettarsi piu' di quel che puo' dare : grande affabulatore impreciso ed entusiasta, c'e' sempre un momento in cui ti trascina negli eventi e il lettore segue con ansia ...continua

    Bisogna leggere Dickens senza aspettarsi piu' di quel che puo' dare : grande affabulatore impreciso ed entusiasta, c'e' sempre un momento in cui ti trascina negli eventi e il lettore segue con ansia, il corso degli eventi e si commuove di fronte alla morale implacabile, seppur buonista e astorica, esattamente come succede con l'opera lirica. Certo questo romanzo appartiene alla serie minore, ma l'esperienza del lettore e' oltremodo positiva. Consigliabile un testo annotato: questo ebook presenta una traduzione datata e si deve di continuo ricorrere a Internet per tanti chiarimenti necessari a capire il testo in sè o ancor più l'ironia pungente e velata di D.

    ha scritto il 

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