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Una strana dittatura

Come resistere all'orrore economico

Di

Editore: Ponte alle Grazie

3.7
(12)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 186 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8879284967 | Isbn-13: 9788879284967 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fabrizio Ascari

Disponibile anche come: Altri

Genere: Business & Economics , Political , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 0

    Un libro che definire profetico è poco. Sicuramente se la sua analisi del sistema economico attuale fosse stata presa, anche minimamente, in considerazione la situazione attuale sarebbe ben diversa.

    ha scritto il 

  • 4

    La premessa indispensabile è che chi scrive, il commento come il libro, crede che il momento della Storia in cui viviamo detiene una capacità finora sconosciuta di rivelarsi benefico per la maggioranza dell'umanità.


    E' stato detto più volte e nei contesti più diversi che mai come ora si ha ...continua

    La premessa indispensabile è che chi scrive, il commento come il libro, crede che il momento della Storia in cui viviamo detiene una capacità finora sconosciuta di rivelarsi benefico per la maggioranza dell'umanità.

    E' stato detto più volte e nei contesti più diversi che mai come ora si hanno a disposizione le soluzioni per tanti dei problemi che da secoli affliggono popoli ed persone.

    L'attuale stato della globalizzazione, fenomeno storico e irreversibile, rappresenta soltanto uno tra i tanti possibili. Non viviamo sotto il dominio di una fatalità ma sotto una vera e propria dittatura dell'economico, della cultura materialista che, tramite l'ultraliberismo, infligge modelli e stili di vita obbrobriosi a gran parte della popolazione del pianeta.

    Esemplificativa, secondo l'autrice, è l'angoscia della stragrande maggioranza (in Occidente, aggiungo io) che, minacciata di andare a ingrossare le fila dei disoccupati, si vede sottomessa a costrizioni sempre più opprimenti. Quello che sfugge a molti commentatori ed esperti è infatti quel di più di carico psicologico determinato dall'attuale cultura materiale, come se la dignità di una persona dipendesse dal fatto di avere o no un posto di lavoro.

    Sostenere che esista un unico modello di società, senza alternativa, è un assurdo, qualunque possa essere il modello proposto. Quanto dobbiamo attendere ancora perché venga riconosciuta come un'ideologia al pari di quelle del XX secolo?

    ha scritto il 

  • 3

    quando ho letto il libro non mi è piaciuto molto. ma forse dovrei rileggerlo, è scritto prima di genova, prima dell'11/9, dell'iraq, di bush, della crisi e di tante altre cose

    ha scritto il 

  • 3

    L'Orrore Economico 2 - The Revenge.

    Alla critica letteraria militante è andato bene col primo e si dev'essere detta "e che noo? E che solo io non devo svoltare la grana?". E quindi ha sfornato il secondo, dove più che sui rapporti umani l'accento viene dato all'impatto dei nuovi rapporti di forza economici sulla democrazia e sui di ...continua

    Alla critica letteraria militante è andato bene col primo e si dev'essere detta "e che noo? E che solo io non devo svoltare la grana?". E quindi ha sfornato il secondo, dove più che sui rapporti umani l'accento viene dato all'impatto dei nuovi rapporti di forza economici sulla democrazia e sui diritti. Per il resto, trama e svolgimento ricalcano fedelmente il primo libro, e la volontà di mantenersi piani e pedagogici, senza ammorbare coi freddi numeri (che soprattutto parlando di temi economici sono irrilevanti, come ognun sa) impedisce la comprensione profonda di qualsivoglia idea proposta.
    In parole povere, senza il benchè minimo sforzo dimostrativo è tutta un'amena chiacchera, e non delle più eccitanti.
    Un po come Bertinotti quando esordisce con "Vovvei fave un vagionamento", e dalla monnezza di Napoli ti ritrovi proiettato a parlare delle masse diseredate del Sud del Mondo.

    ha scritto il