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Una terra chiamata Alentejo

Di

Editore: Einaudi (ET, 1380)

3.9
(410)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 365 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Portoghese , Spagnolo

Isbn-10: 8806180819 | Isbn-13: 9788806180812 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Rita Desti

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Il romanzo (il cui titolo originale era Levantado do Chão, letteralmente "alzato da terra") è una "saga dei vinti" ambientata nel Portogallo rurale, segnato dall'economia latifondista. È la storia di una famiglia di braccianti dell'Alentejo dal 1910 al 1979. Un quadro di povertà, ignoranza, sottomissione, descritto con pungente amarezza, che parte dall'occupazione delle terre all'inizio del secolo per giungere alle speranze, passeggere,della Rivoluzione dei Garofani. Una ricostruzione d'ambiente di grande efficacia, in cui Saramago esprime il suo desiderio di indagare il rapporto tra l'uomo e le diverse manifestazioni del potere.
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  • 5

    Caro José, mi sono trasformata in una formica, come quella che alza la testa al modo dei cani e guarda, dal basso verso l’alto, ciò di cui sono capaci certi esseri umani. Così ho assistito alla ...continua

    Caro José, mi sono trasformata in una formica, come quella che alza la testa al modo dei cani e guarda, dal basso verso l’alto, ciò di cui sono capaci certi esseri umani. Così ho assistito alla vita e alla morte in questa dura terra dell’Alentejo. Terra dura così come dura è la vita dei suoi poveri braccianti. Ho ascoltato le parole dei disperati e ho sentito la loro rabbia per le violenze e le ingiustizie patite. Ho sentito l’odore del sangue e quello del sudore e ho sentito il rumore delle botte e le grida di scherno durante le torture. Ho guardato gli occhi di una bambina, azzurri come il cielo, versarsi nel cielo azzurro degli occhi di suo nonno che ancora per un attimo la potrà respirare. Ho sentito il sale delle lacrime e la dolcezza dell’amore. Ho inspirato terra e polvere, pioggia e sole. Ho provato collera perché, se guardo oltre, vedo tante terre d’Alentejo e tanti soprusi che hanno attraversato indenni il tempo per annientare nuovi eroi. Ma i sogni non si fermano e non si fermano le passioni. Grazie José, per aver elevato a totale poesia i cenci degli oppressi, il pianto degli ultimi, la lotta per il diritto alla dignità.

    ha scritto il 

  • 3

    Morale dell' ostrica anzi no.

    Quando un autore piace davvero, al punto dal provare seriamente la tentazione di leggerlo tutto, può essere interessante una volta giunti a metà del viaggio leggere le opere giovanili; perchè ...continua

    Quando un autore piace davvero, al punto dal provare seriamente la tentazione di leggerlo tutto, può essere interessante una volta giunti a metà del viaggio leggere le opere giovanili; perchè quando nella mente del lettore comincia a delinearsi un percorso preciso diventa bello scoprire da dove si parte.

    Nel caso di Saramago questa è stata per me una esperienza ababstanza interessante, sia perchè l'opera giovanile contiene già in sè i germi di quella matura, sia perchè dimostra di partire (come tantissimi altri peraltro) dal verismo, per poi superarlo col suo talento cristallino, con la sua immaginazione visionaria, con il suo sarcasmo velenoso.

    Verismo quindi. E per le prime pagine sembra davvero di star leggendo un' opera di Verga o di Capuana. Sono gli stessi i vinti dall'esistenza e da una nascita sbagliata, condannati ad una vita di stenti; la stessa campagna assolata e nemica della schiena curva sulla zappa; persino il nome della famiglia che per cinque generazioni ci accompagna ricorda quella della grande famiglia verghiana: Malavoglia quelli, Mau-tempo (Maltempo) questi.

    L' agreste Alentejo è conosciuto con il nome di Latifondo che porta in sè la spaventosa istituzione della servitù della gleba, sembra evocare un qualche Leviatano divoratore di uomini sofferenti, e non sembra essere troppo diverso dallo spietato mare di Aci Trezza che punirà duramente le speranze dei Malavoglia o dai roventi sobborghi assolati di Vizzini.

    Ma la somiglianza è solo esteriore. Si vede fin da subito che al giovane Saramago la veste del piatto narratore di disperazioni e rassegnazioni va stretta e presto si lacererà. Per bocca dei suoi affamati contadini il romanziere di Azinhaga non si rassegna ad una passività di fronte ad una ottocentesca provvidenza od un qualche mondo pesce-vorace che sia, anzi la storia è la storia di un riscatto, sia pure al termine di dolorose sofferenze descritte con partecipazione. In questo il romanzo sembra più vicino al Silone di Fontamara, che è tanto più moderno.

    Non è verista lo stile: mostra la ben nota prosa martellante ed il feroce ed acuminato sarcasmo che non risparmia in nessun modo le classi oppressive appoggiate dalla dominazione salazariana che fanno da contraltare alla famiglia Mau-Tempo ed ai loro compagni. Colpita da codeste pugnalate l'istituzione ecclesiastica, le cui responsabilità per generazioni di morti orrende e di sofferenze vengono messe a nudo spietatamente: finchè Saramago sta lontano dalla teologia (che già "Caino" ha dimostrato non essere il suo campo) l'attacco alla istituzione religiosa come strumento di dominio è profondo ed efficace.

    Il romanzo non è esente da debolezze giovanili che erano emerse in "La caverna"; quali per esempio una evoluzione dell'intreccio lenta e ripetitiva (probabilmente indebolita da quel debito verso il verismo da cui non ci siamo ancora liberati), ed una visione delle classi umili e lavoratrici fragile, idealizzata e lontana dalla realtà.

    Per gli appassionati di Saramago è comunque un romanzo utile da leggere. Perchè rivela la sensibilità profonda dello scrittore, non ancora mascherata dalla sicurezza della scrittura e dall'immaginario prolifico che caratterizzerà le opere mature. Fa vedere da dove nasce il suo anticlericalismo, il suo spirito di rivalsa sociale, i primi rudimenti dell'antropomorfizzazione della natura che renderà tanto spassose alcune pagine future.

    Lascio per ultima ma non meno importante la menzione del capostipite di tanti bellissimi cani saramaghiani che arriveranno: Costante, che trotterellando alla rivoluzione al fianco di Antonio Mau-tempo sembra portare negli occhi lo spirito di Trovato, di Ardent, del Cane delle Lacrime, del Randagio di San Crispim, e di tanti altri amici a quattro zampe che spero di incontrare continuando ad approfondire questo grande romanziere portoghese.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che è per il Portogallo quello che è stato I Malavoglia di Verga per l'Italia e Germinal di Zola per la Francia e il Belgio. La storia di un secolo portoghese attraverso le avversità, la ...continua

    Un libro che è per il Portogallo quello che è stato I Malavoglia di Verga per l'Italia e Germinal di Zola per la Francia e il Belgio. La storia di un secolo portoghese attraverso le avversità, la fame e le schiene piegate dei contadini dell'Alentejo. Il riscatto sociale attrvaerso la lotta sindacale e la dignità dei lavoratori. Scritto in modo complesso e articolato, sepsso di non facile lettura, ma quando si entra nel gioco letterario di Saramago se ne resta incantati. Un capolavoro di un maestro.

    ha scritto il 

  • 5

    Saramago ci porta in una terra all'apparenza fantastica dove le lepri leggono i quotidiani e i cacciatori per prenderle hanno un sistema alquanto originale.Questa terra chiamata Alentejo è un ...continua

    Saramago ci porta in una terra all'apparenza fantastica dove le lepri leggono i quotidiani e i cacciatori per prenderle hanno un sistema alquanto originale.Questa terra chiamata Alentejo è un romanzo in cui realismo magico e storia si incrociano in modo indelebile ed efficace.Quarant'anni di dittatura portoghese sono descritti attraverso l'epopea della famiglia Mautempo e dei suoi sforzi disperati ed ingegnosi per continuare a vivere in una dimensione fuori dal tempo e dalla storia,per via della particolare situazione che visse il Portogallo durante il regime di Salazar.Saramago con una narrazione magistrale ti fa diventare falco sopra quelle terre o pulcino,fino a sentire l'odore della paglia.Si potrebbe fare più di un accostamento con "Cent'anni di solitudine"ma a mio parere qui c'è qualcosa di più.La realtà è ben descritta nelle battaglie dei braccianti fino alla rivoluzione dei garofani ma palpabile e concreta è la fiaba,la poesia,l'allegoria del racconto fantastico che diventa simbolo e concretezza di una terra Lusitana fiera della sua storia non scritta di questa famiglia e delle sue quattro generazioni.Il volo del nibbio nel cielo non è un volo di fantasia ma una rinascita,un riscatto sociale mai avvenuto definitivamente ma ognipresente nei rapporti di questi uomini e di queste donne,comunità variopinta del popolo portoghese nella terra dove uomini e animali si parlano affinchè ognuno possa dare il suo contributo,nel nome di un'uguaglianza e di una dignità da secoli rivendicata.Questo libro dallo stile poetico e semplice ma anche complesso nella ricerca stilistica tra tradizione e avanguardia non dovremmo proprio perderlo di vista...

    ha scritto il 

  • 5

    Se chiudi gli occhi, dopo averne lette alcune pagine, capisci che potresti essere in qualsiasi posto del mondo, tranne uno... Se piangi lacrime amare, capisci che ti senti coinvolto, vedi una mano ...continua

    Se chiudi gli occhi, dopo averne lette alcune pagine, capisci che potresti essere in qualsiasi posto del mondo, tranne uno... Se piangi lacrime amare, capisci che ti senti coinvolto, vedi una mano che ti prende e ti mette sopra un asino o a mietere il grano o a tirar via il sughero oppure a ribellarti per la dignità calpestata, tranne che in un paese... Se senti il dolore per le torture della polizia, capisci che sei arrivato alla verità, alla dignità dell'Essere Umano, tranne che in una nazione... Quando arrivi alla fine di questo libro, capisci che non puoi stare più fermo ad aspettare gli eventi... E capisci anche che vivi in Italia, dove nessuno protesta e chi lo fa viene pestato a sangue ed accusato di terrorismo, con "scuse postume" di chi ne è stato l'artefice... E' un libro importante, è un libro di storia, di storie, di amore semplice e di sangue, di crudeltà del potere e del padrone, che se la cava sempre con qualsiasi governo... E' un libro per gli esami di maturità, da studiare nell'ultimo anno delle scuole superiori, altro che patriottismi ipocriti...

    Il mio è un sogno, così come l'ho sognato, nel latifondo questo discorso non si può fare...

    ha scritto il 

  • 0

    Narrativa contemporanea - Narrativa straniera - ebook scambiabile - Una terra chiamata Alentejo

    Nella regione portoghese dell'Alentejo per tutto il Novecento, dalle prime occupazioni delle terre fino alla Rivoluzione dei garofani, l'economia latifondista ha segnato duramente la vita degli umili ...continua

    Nella regione portoghese dell'Alentejo per tutto il Novecento, dalle prime occupazioni delle terre fino alla Rivoluzione dei garofani, l'economia latifondista ha segnato duramente la vita degli umili braccianti, con una lunga catena di soprusi e prevaricazioni, in un contesto di miseria e ignoranza. A questa grande Storia è intestricabilmente legata la storia minore e marginale, ma emblematica, di una famiglia di contadini: i Mau-Tempo, le cui stesse origini sono connesse a un'antica violenza e sulla quale continuano ad abbattersi prepotenza e sfruttamento. La narrazione ne segue lungo quattro generazioni l'esistenza fatta di sacrifici e fatica, ma anche di passioni, aspirazioni, lotte, sconfitte. È una saga di vinti, l'emozionante epopea di tutta una classe sociale, scandita dal ritmo dell'oralità, dove si mescolano poetica rappresentazione del paesaggio, amara ironia nel descrivere le secolari ingiustizie e commossa partecipazione per le sorti degli eterni sfruttati.

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo aver letto Cecità forse avevo aspettative troppo alte, sicuramente è un romanzo interessante ma l'ho trovato lento e noioso, leggerò comunque altro di Saramago

    ha scritto il 

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